{"id":255117,"date":"2025-12-22T14:47:17","date_gmt":"2025-12-22T13:47:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=255117"},"modified":"2025-12-22T14:47:17","modified_gmt":"2025-12-22T13:47:17","slug":"inunum-ensemble-chiude-la-xxv-edizione-de-i-suoni-della-devozione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/inunum-ensemble-chiude-la-xxv-edizione-de-i-suoni-della-devozione\/","title":{"rendered":"InUnum ensemble chiude la XXV edizione de &#8220;I suoni della devozione&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><em>Un appuntamento commiato, quello di marted\u00ec 23 dicembre alle ore 20,00, di questa breve ma intensa venticinquesima edizione della Rassegna internazionale de i Suoni della Devozione, un eccezionale incontro nella Chiesa di Santa Lucia della Santissima Trinit\u00e0 di Brindisi, con la musica medievale di rado ascoltata, quella di Ildegarda di Bingen, monaca benedettina, mistica, teologa, scrittrice, musicista, guaritrice, naturalista, filosofa, artista dichiarata dottore della Chiesa nel 2012 da Papa Benedetto XVI.<\/em><\/p>\n<p><em>InUnum ensemble \u00e8 sorto nel 2003 per la divulgazione del repertorio medievale, in particolare la produzione polifonica sacra dal Duecento al Quattrocento; fa capo al Centro Studi Claviere di Vittorio Veneto (TV). Tutti i due componenti del gruppo: Elena Modena voce, arpa gotica, viella, campane, percussioni e Ilario Gregoletto: organo portativo, claviciterio, flauti diritti, viella, lyra, organistrum, provengono da un\u2019ampia formazione accademica, che include la vocalit\u00e0 funzionale, la prassi esecutiva con gli strumenti antichi, la ricerca musicologica.<\/em><br \/>\n<em>Numerosi i concerti sinora realizzati in area prevalentemente italiana presso luoghi sacri di rilievo artistico e pregnanza spirituale, la scelta della piccola chiesa antica di Santa Lucia o della Santissima Trinit\u00e0, da noi suggerita risponde per la bellezza della sua cripta medievale perfettamente a tali resiquisiti.<\/em><\/p>\n<p>Buone festivit\u00e0 e arrivederci alla prossima edizione<br \/>\nRoberto Magnani Caroppo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una figura che attraversa il Medioevo come una cometa verde e ardente: Ildegarda di Bingen. Non passa in punta di piedi. Incide il cielo.<br \/>\nNata nell\u2019estate del 1098 a Bermersheim vor der H\u00f6he, ultima di dieci figli, arriva al mondo mentre l\u2019Europa \u00e8 un cantiere inquieto di crociate, potere e fede. Muore a Bingen am Rhein il 17 settembre 1179, lasciando dietro di s\u00e9 una scia che ancora oggi brucia. Monaca benedettina, mistica, teologa, scrittrice, musicista, guaritrice, naturalista, filosofa, artista. Nel 2012 la Chiesa cattolica la riconosce Dottore della Chiesa. Tardissimo. Lei era avanti di secoli.<\/p>\n<p>Le visioni cominciano presto, da bambina. Non le cerca, le subisce. Una \u201cluce vivente\u201d, cos\u00ec la chiama: non immaginazione, non sogno, ma una chiarezza che invade l\u2019anima. A otto anni, fragile di salute, viene affidata all\u2019abbazia di Disibodenberg, educata da Jutta di Sponheim. Qui pronuncia i voti tra il 1112 e il 1115, sotto il vescovo Ottone di Bamberga. Qui impara a leggere il mondo come un testo sacro.<br \/>\nStudia Agostino e il Pseudo-Dionigi l\u2019Areopagita, l\u2019enciclopedismo medievale, ma soprattutto ascolta ci\u00f2 che le accade dentro. Per anni tace. Poi, intorno ai quarant\u2019anni, decide di parlare. E quando lo fa, non sussurra. Scrive le sue visioni in opere come Scivias, dove teologia, cosmologia e poesia si intrecciano come radici sotto la terra. Mappe dell\u2019universo, non consolazioni.<\/p>\n<p>Alla morte di Jutta diventa magistra della comunit\u00e0. E da l\u00ec inizia qualcosa di inaudito: una donna che consiglia papi e imperatori. Eugenio III, Federico Barbarossa, Bernardo di Chiaravalle. In un\u2019epoca che chiedeva silenzio alle donne, lei alza la voce. Forte. Lucida. Scomoda.<br \/>\nLa sua musica \u00e8 un\u2019altra rivelazione. Melodie che salgono altissime, come se la voce volesse scappare dal corpo. Canti che non addormentano, ma accendono. Sembrano venire da prima delle regole, o da dopo. Non accompagnano la fede: la incendiano.<\/p>\n<p>Al centro di tutto c\u2019\u00e8 una parola che ancora oggi vibra: viriditas. Il verde che cresce. La linfa. La forza vitale che attraversa ogni cosa. Corpo e spirito non sono nemici, ma un unico respiro. Natura e divino non si escludono: si cercano.<\/p>\n<p>Se oggi parliamo di visione olistica, di ecologia dell\u2019anima, di unit\u00e0 tra sapere, cura e bellezza, Ildegarda era gi\u00e0 l\u00ec. Nove secoli fa.<br \/>\nNon una reliquia del passato, ma una voce che continua a dire: la vita vuole fiorire. Sempre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un appuntamento commiato, quello di marted\u00ec 23 dicembre alle ore 20,00, di questa breve ma intensa venticinquesima edizione della Rassegna internazionale de i Suoni della Devozione, un eccezionale incontro nella Chiesa di Santa Lucia della Santissima Trinit\u00e0 di Brindisi, con la musica medievale di rado ascoltata, quella di Ildegarda di Bingen, monaca benedettina, mistica, teologa, scrittrice, musicista, guaritrice, naturalista, filosofa, artista dichiarata dottore della Chiesa nel 2012 da Papa Benedetto XVI. InUnum ensemble \u00e8 sorto nel 2003 per la divulgazione del repertorio medievale, in particolare la produzione polifonica sacra dal Duecento al Quattrocento; fa capo al Centro Studi Claviere di Vittorio Veneto (TV). Tutti i due componenti del gruppo: Elena Modena voce, arpa gotica, viella, campane, percussioni e Ilario Gregoletto: organo portativo, claviciterio, flauti diritti, viella, lyra, organistrum, provengono da un\u2019ampia formazione accademica, che include la vocalit\u00e0 funzionale, la prassi esecutiva con gli strumenti antichi, la ricerca musicologica. 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