{"id":255963,"date":"2026-01-15T15:05:48","date_gmt":"2026-01-15T14:05:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=255963"},"modified":"2026-01-15T15:05:48","modified_gmt":"2026-01-15T14:05:48","slug":"confesercenti-brindisi-il-commercio-di-prossimita-sopravvive-solo-grazie-ai-sacrifici-delle-famiglie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/confesercenti-brindisi-il-commercio-di-prossimita-sopravvive-solo-grazie-ai-sacrifici-delle-famiglie\/","title":{"rendered":"Confesercenti Brindisi: \u201cIl commercio di prossimit\u00e0 sopravvive solo grazie ai sacrifici delle famiglie&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>I saldi invernali 2026 confermano un dato ormai evidente: il commercio di prossimit\u00e0 continua a rappresentare un presidio economico e sociale fondamentale, ma opera in un contesto sbilanciato a favore dei grandi operatori, dove la competizione non \u00e8 pi\u00f9 paritaria e la sopravvivenza delle piccole imprese dipende sempre pi\u00f9 dai sacrifici personali degli esercenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cIl nostro ecosistema commerciale \u00e8 fragile\u201d afferma il presidente della Confesercenti della provincia di Brindisi. \u201cLa rete di prossimit\u00e0 sopravvive grazie alla qualit\u00e0 del servizio e ai sacrifici economici, materiali e morali degli imprenditori, delle loro famiglie e dei dipendenti \u2013 quando ci sono. Tutto questo mentre il mercato premia chi dispone di risorse, strutture e potere contrattuale che i piccoli non possono nemmeno avvicinare\u201d.<\/p>\n<p>Secondo il presidente dell\u2019associazione, continuare a parlare delle liberalizzazioni come di un tema attuale \u00e8 fuorviante: \u201cLe liberalizzazioni introdotte oltre vent\u2019anni fa hanno gi\u00e0 prodotto i loro effetti. Hanno modificato la morfologia del commercio, favorito la concentrazione dell\u2019offerta, indebolito la rete di prossimit\u00e0 e desertificato intere aree urbane. Non ha senso richiamarle come un rischio: sono un\u2019eredit\u00e0 con cui conviviamo ogni giorno\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questo quadro, Confesercenti Brindisi definisce la discussione sulle aperture domenicali un \u201cfalso problema\u201d: \u201cNon \u00e8 pi\u00f9 una questione di libert\u00e0 d\u2019impresa. \u00c8 una questione di equilibrio del sistema. Basterebbe una norma semplice: riconoscere che la domenica \u00e8 un tempo sacro per le famiglie degli esercenti e dei dipendenti, e stabilire la chiusura generalizzata. Una regola uguale per tutti, che impedirebbe ai grandi operatori di sfruttare un vantaggio strutturale insostenibile per i piccoli\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Accanto al tema degli orari, Confesercenti Brindisi richiama l\u2019attenzione su un altro nodo cruciale, troppo spesso ignorato nelle politiche urbane: la carenza strutturale di parcheggi. \u201cTra le scelte pubbliche su commercio, urbanistica e mobilit\u00e0 che incidono direttamente sulla vita delle imprese, c\u2019\u00e8 una necessit\u00e0 non pi\u00f9 procrastinabile: creare parcheggi in numero proporzionale alle auto in circolazione in un dato territorio. Continuare a far finta di ignorare questo problema significa rendere di fatto impossibile l\u2019accesso ai centri storico\u2011commerciali delle citt\u00e0. E quando l\u2019accesso \u00e8 difficile, l\u2019accoglienza diventa impossibile: il risultato \u00e8 un danno diretto agli esercizi di vicinato e un vantaggio automatico per i centri commerciali, che invece offrono parcheggi ampi, gratuiti e immediatamente disponibili\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per Confesercenti Brindisi, la questione non \u00e8 tecnica ma politica: \u201cNon si pu\u00f2 parlare di rigenerazione urbana, di commercio di qualit\u00e0 o di centri storici vivi se non si affronta il tema dell\u2019accessibilit\u00e0. Senza parcheggi adeguati, il centro diventa un luogo simbolico ma non funzionale, bello da raccontare ma difficile da vivere. E il commercio locale paga il prezzo pi\u00f9 alto\u201d. L\u2019associazione chiede quindi alle istituzioni locali e regionali di aprire un confronto stabile sulle politiche del commercio, con tre priorit\u00e0: \u2013 ricostruire equilibrio dopo gli effetti delle liberalizzazioni; \u2013 sostenere la competitivit\u00e0 delle micro e piccole imprese, che garantiscono presidio sociale e qualit\u00e0 urbana; \u2013 affrontare finalmente il tema dell\u2019accessibilit\u00e0 urbana, con parcheggi proporzionati al traffico reale e politiche di mobilit\u00e0 che non penalizzino i centri storici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il commercio di vicinato non chiede privilegi, ma \u201ccondizioni eque\u201d conclude Michele Piccirillo, Presidente dell\u2019associazione. \u201cSe vogliamo citt\u00e0 vive, sicure e coese, dobbiamo rimettere al centro un pluralismo commerciale equilibrato, dove nessuna forma distributiva \u2013 grande o piccola \u2013 possa prevalere sulle altre, insieme a un\u2019accessibilit\u00e0 urbana reale e alla dignit\u00e0 del lavoro delle famiglie che tengono aperti i nostri negozi. \u00c8 una responsabilit\u00e0 collettiva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>CONFESERCENTI BRINDISI<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I saldi invernali 2026 confermano un dato ormai evidente: il commercio di prossimit\u00e0 continua a rappresentare un presidio economico e sociale fondamentale, ma opera in un contesto sbilanciato a favore dei grandi operatori, dove la competizione non \u00e8 pi\u00f9 paritaria e la sopravvivenza delle piccole imprese dipende sempre pi\u00f9 dai sacrifici personali degli esercenti. &nbsp; \u201cIl nostro ecosistema commerciale \u00e8 fragile\u201d afferma il presidente della Confesercenti della provincia di Brindisi. \u201cLa rete di prossimit\u00e0 sopravvive grazie alla qualit\u00e0 del servizio e ai sacrifici economici, materiali e morali degli imprenditori, delle loro famiglie e dei dipendenti \u2013 quando ci sono. 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