{"id":256751,"date":"2026-01-30T16:04:18","date_gmt":"2026-01-30T15:04:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=256751"},"modified":"2026-01-30T16:04:18","modified_gmt":"2026-01-30T15:04:18","slug":"il-basket-brindisino-piange-angelo-pellecchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/il-basket-brindisino-piange-angelo-pellecchia\/","title":{"rendered":"Il basket brindisino piange Angelo Pellecchia"},"content":{"rendered":"<p>     1973  1994, \u210e    \u0300    ,            \u201970      <\/p>\n<p>&#x270d;&#xfe0f;   <\/p>\n<p>Il mondo del basket brindisino oggi si ferma. E lo fa in silenzio, come si fa davanti alle persone che non hanno mai cercato il centro della scena, ma che di quella scena sono state l\u2019anima pi\u00f9 autentica.<\/p>\n<p>Angelo Pellecchia non era un allenatore, non era un dirigente, non era un giocatore. Eppure senza Angelo Pellecchia una fetta enorme della storia del basket brindisino semplicemente non sarebbe esistita.<\/p>\n<p>Dal 1973 al 1994 \u00e8 stato lo storico custode della palestra Galiano, negli anni in cui quel parquet era il cuore pulsante della pallacanestro cittadina. Gli anni Settanta, soprattutto, quelli dei tornei, delle sfide interminabili, delle gradinate gremite, del basket vissuto come rito popolare prima ancora che come sport. Quelli di Elio Pentassuglia e la generazione di ragazzi terribili che hanno fatto grande il basket brindisino.<\/p>\n<p>Angelo era il primo volto incontrato da chiunque varcasse quella soglia: bambini, ragazzi, studenti, atleti. Colui che apriva la porta. Colui che accendeva le luci. Colui che, prima ancora che iniziasse una partita o un allenamento, rendeva possibile il basket.<br \/>\nUn ruolo che non faceva rumore, ma che teneva in piedi tutto.<\/p>\n<p>La Galiano non era solo una palestra. Era un rifugio, una scuola di vita, un tempio popolare della pallacanestro brindisina. E Angelo ne era il guardiano silenzioso.<br \/>\nConosceva ogni angolo, l\u2019odore dei palloni consumati, il suono dei ferri dopo una tripla ben costruita, il brusio che precedeva le grandi sfide dei tornei estivi e invernali. Conosceva soprattutto le persone: i loro sogni, le loro paure, le loro delusioni. E a tutti regalava la stessa cosa: rispetto, presenza, umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Intere generazioni sono cresciute passando da quella porta, proprio in quegli anni in cui il basket brindisino costruiva le sue fondamenta pi\u00f9 solide. Alcuni sono diventati cestisti, altri allenatori, altri semplicemente uomini e donne migliori. Tutti, per\u00f2, hanno incrociato lo sguardo di Angelo Pellecchia. Uno sguardo che non giudicava, ma accoglieva.<br \/>\nPerch\u00e9 Angelo rappresentava quel basket fatto di sacrificio, di volontariato, di amore puro. Quello che non finisce nei tabellini, ma resta inciso nella memoria collettiva.<\/p>\n<p>Avrebbe compiuto 89 anni. Ottantanove anni vissuti al servizio dello sport e delle persone, senza mai chiedere nulla in cambio, con la dignit\u00e0 di chi sa che il proprio contributo, anche se invisibile, \u00e8 fondamentale.<br \/>\nOggi il pensiero va con affetto sincero ai figli Patrizia e Dario \u2013 ex cestisti, testimoni diretti di quella passione trasmessa senza clamore \u2013 al nipote Andrea e a tutta la famiglia Pellecchia, abbracciata idealmente da una citt\u00e0 intera.<\/p>\n<p>Pane e Basket oggi saluta uno dei suoi pilastri invisibili.<br \/>\nPerch\u00e9 il basket non \u00e8 fatto solo di canestri e vittorie. \u00c8 fatto di chi apre la palestra quando fuori \u00e8 ancora buio. Di chi custodisce un luogo come fosse casa. Di chi crede, profondamente, che un pallone possa cambiare una vita.<\/p>\n<p>Ciao Angelo.<br \/>\nLa Galiano non sar\u00e0 pi\u00f9 la stessa.<br \/>\nMa ogni rimbalzo, ogni passo sul parquet, ogni ragazzo che entrer\u00e0 per la prima volta in palestra porter\u00e0 con s\u00e9 un pezzo della tua storia. E della storia pi\u00f9 vera del basket brindisino.<\/p>\n<p>(Si ringrazia L\u2019amico Dario per le foto)<\/p>\n<p>Da: Pane e Basket<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1973 1994, \u210e \u0300 , \u201970 &#x270d;&#xfe0f; Il mondo del basket brindisino oggi si ferma. E lo fa in silenzio, come si fa davanti alle persone che non hanno mai cercato il centro della scena, ma che di quella scena sono state l\u2019anima pi\u00f9 autentica. Angelo Pellecchia non era un allenatore, non era un dirigente, non era un giocatore. Eppure senza Angelo Pellecchia una fetta enorme della storia del basket brindisino semplicemente non sarebbe esistita. 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