{"id":257240,"date":"2026-02-10T11:55:41","date_gmt":"2026-02-10T10:55:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=257240"},"modified":"2026-02-10T11:55:41","modified_gmt":"2026-02-10T10:55:41","slug":"decreto-sicurezza-mosac-il-trucco-ce-e-si-vede-se-questo-e-un-trionfo-figuriamoci-la-sconfitta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/decreto-sicurezza-mosac-il-trucco-ce-e-si-vede-se-questo-e-un-trionfo-figuriamoci-la-sconfitta\/","title":{"rendered":"Decreto Sicurezza, Mosac: &#8220;il trucco c&#8217;\u00e8 e si vede. Se questo \u00e8 un trionfo, figuriamoci la sconfitta&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Mentre i palazzi del potere si autoincensano e i sindacati &#8220;di coro&#8221; intonano inni di giubilo per l\u2019ultimo Decreto Sicurezza del 5 febbraio 2026, c\u2019\u00e8 chi preferisce leggere le carte. E le carte dicono che, per le Forze dell\u2019Ordine, la montagna ha partorito il solito, gattopardesco topolino.<\/p>\n<p>Il MOSAC non si unisce al coro dei trionfanti. Non lo fa perch\u00e9, a differenza di chi proponeva \u2019incostituzionale (e francamente imbarazzante) &#8220;scudo penale&#8221; \u2013 prontamente rispedito al mittente dal Colle in nome dell\u2019uguaglianza dei cittadini davanti alla legge \u2013 il Movimento Sindacale Autonomo dei Carabinieri i codici li legge fino all\u2019ultima riga.<\/p>\n<p>Il Decreto viene presentato come una risposta forte alle esigenze delle Forze dell\u2019Ordine. Il MOSAC non mette in discussione gli intenti dichiarati, n\u00e9 il bisogno reale di maggiore sicurezza; ma proprio perch\u00e9 il tema \u00e8 serio, ritiene doveroso andare oltre gli slogan e verificare se le norme siano davvero in grado di reggere l\u2019urto della realt\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019illusione del &#8220;Registro Separato&#8221;!<br \/>\nLa grande &#8220;vittoria&#8221; sbandierata sarebbe la modifica all\u2019art. 335 c.p.p.: se appare &#8220;evidente&#8221; una causa di giustificazione (legittima difesa, uso legittimo delle armi, adempimento del dovere), il PM non iscrive il militare tra gli indagati, ma in un\u2019annotazione preliminare su un modello separato. Bellissimo. Sulla carta.<\/p>\n<p>Ma la realt\u00e0 \u00e8 un\u2019altra.<br \/>\n1. L&#8217;arbitrariet\u00e0: deve apparire &#8220;evidente&#8221; al PM. E chi decide l\u2019evidenza? Lo stesso PM che, nel dubbio, dovr\u00e0 comunque indagare.<br \/>\n2. Il trucco economico: chi finisce in questo &#8220;limbo&#8221; delle annotazioni gode degli stessi diritti e garanzie dell\u2019indagato. Traduzione: per difenderti, devi comunque nominare e pagare un legale e un consulente tecnico. Che tu sia in un registro o in un altro, il conto in banca piange uguale. Hanno cambiato il nome della sedia, ma la &#8220;tortura economica&#8221; per il Carabiniere resta identica.<br \/>\nL\u2019incidente probatorio: il ritorno alla realt\u00e0!<\/p>\n<p>La norma prevede che, non appena il PM debba compiere atti garantiti (come un incidente probatorio), l\u2019iscrizione nel registro degli indagati scatti in automatico. Esattamente come oggi.<\/p>\n<p>Facciamo un esempio reale: un conflitto a fuoco. C\u2019\u00e8 il sequestro dell\u2019arma e l\u2019accertamento tecnico-balistico. Quest\u2019ultimo \u00e8 un atto che richiede l\u2019iscrizione immediata. Risultato? Dopo mezz&#8217;ora di &#8220;annotazione preliminare&#8221;, il Carabiniere finisce dritto nel registro degli indagati. E con le bodycam sempre accese, ogni sequestro di filmato seguir\u00e0 lo stesso iter. Un giro di parole per non cambiare nulla.<br \/>\nLa beffa della tutela legale!<\/p>\n<p>Il Consiglio dei Ministri annuncia il rafforzamento della tutela legale a carico dello Stato per le forze di Polizia e coloro che svolgono una funzione di pubblico soccorso, attraverso l\u2019anticipazione delle spese di difesa. Il MOSAC giudica questo annuncio &#8220;fuori tempo massimo&#8221; e puro spot propagandistico.<\/p>\n<p>Occorre ricordare a chi \u00e8 distratto o corto di memoria, che la normativa recente e la Legge di Bilancio 2026 hanno introdotto misure garantire la tutela legale e assicurativa delle Forze di Polizia. Ma la Legge di Bilancio per il 2026 ha autorizzato una spesa di soli 10 milioni di euro annui per il quadriennio 2026-2029. Fondi destinati alla stipula di apposite polizze assicurative per la tutela legale e la responsabilit\u00e0 civile verso terzi del personale.<\/p>\n<p>In pratica lo Stato pu\u00f2 corrispondere fino a un massimo di 10.000 euro per le spese legali in ciascuna fase del procedimento per fatti connessi ad attivit\u00e0 di servizio. Motivo per il quale le risorse finanziarie previste sono esigue e insufficienti per garantire un concreto ombrello legale per il personale del comparto. Occorre inoltre precisare che, in mancanza di coperture assicurative immediate, gli appartenenti alle Forze di Polizia possono richiedere un anticipo delle spese legali all&#8217;Avvocatura dello Stato, sempre nel limite di 10.000 euro, previa valutazione di congruit\u00e0 (ergo non \u00e8 una misura strutturale e automatica).<\/p>\n<p>Infine, questi stanziamenti suscitano preoccupazioni circa la mancata stabilizzazione permanente di questi fondi (oltre il 2029 cosa accadr\u00e0?), sottolineando il rischio che il personale debba nuovamente ricorrere a risorse proprie in futuro se i finanziamenti non verranno resi strutturali.<\/p>\n<p>La copertura finanziaria per una tutela legale degna di un Paese civile doveva essere prevista in una misura congrua, reale e strutturale gi\u00e0 nella Legge di Bilancio 2026. Se la politica avesse davvero a cuore la vita di migliaia di lavoratori, non si ridurrebbe agli annunci a posteriori, rincorrendo l\u2019onda emotiva degli elettori.<\/p>\n<p>\u201cNon siamo affatto meravigliati che nessun sindacato dei lavoratori militari, cosiddetto rappresentativo, abbia sollevato la questione\u201d, interviene Luca Spagnolo, portavoce del MOSAC. \u201cForse sono troppo impegnati a contrattare la modifica delle norme sulle agibilit\u00e0 sindacali, magari per ottenere il lasciapassare e tornare a operare al fianco di enti che erogano servizi come CAF e Patronati: una fetta di mercato che da sempre fa gola alle organizzazioni sindacali. Speriamo che la storia ci dia torto\u201d.<\/p>\n<p>Fermo preventivo: il &#8220;teatro dell&#8217;assurdo&#8221;!<br \/>\nSe la parte giudiziaria \u00e8 una beffa, quella dell&#8217;ordine pubblico sconfina nel surreale. Il nuovo &#8220;fermo preventivo&#8221; fino a 12 ore per chi ha il &#8220;fondato motivo&#8221; di voler creare disordini sembra scritto per un cinepanettone.<\/p>\n<p>Se la norma sul trattenimento preventivo fino a 12 ore fosse stata gi\u00e0 in vigore, quale sarebbe stato lo scenario operativo?<br \/>\nPrendiamo Torino come banco di prova, non come esercizio retorico, ma come un test di realt\u00e0: gruppi organizzati, centinaia di facinorosi, movimenti coordinati, arrivi da altre regioni e dall\u2019estero per compiere atti contrari all\u2019ordine pubblico. Per fermare anche solo 100 soggetti pericolosi durante una guerriglia urbana, sarebbero serviti decine di equipaggi dedicati solo all\u2019accompagnamento, personale per la vigilanza continua e locali idonei. In breve: uomini sottratti al controllo della piazza proprio mentre la tensione cresce.<\/p>\n<p>La norma non impone arresti di massa, \u00e8 vero. Ma non chiarisce come rendere sostenibile la sua applicazione in contesti complessi. Il rischio concreto \u00e8 quello di un corto circuito operativo: meno uomini in strada, pi\u00f9 uomini bloccati in attivit\u00e0 di custodia, con un effetto opposto a quello dichiarato. Una critica che vuole costruire, non demolire!<br \/>\nNon serve un esperto di tattica militare per capire che ai gruppi violenti baster\u00e0 triplicare il numero dei manifestanti per mandare in tilt il sistema. \u00c8 una misura che non garantisce sicurezza, ma garantisce il collasso logistico delle caserme.<\/p>\n<p>La richiesta di seriet\u00e0!<br \/>\nIl MOSAC chiede seriet\u00e0. Il tempo delle promesse e dei decreti &#8220;spot&#8221; che servono solo ai titoli di coda \u00e8 finito. Le Forze di Polizia non hanno bisogno di giochi di prestigio normativi, ma di tutele legali reali, pagate dallo Stato, procedure chiare e non ambigue e norme che tengano conto della realt\u00e0 operativa, non dei sogni proibiti legate all\u2019emergenza di qualche burocrate che la piazza l&#8217;ha vista solo dalla finestra del ministero.<\/p>\n<p>La sicurezza non si costruisce con annunci rassicuranti, ma con leggi che funzionano. Se questo \u00e8 il &#8220;successo&#8221; che gli altri celebrano, il MOSAC preferisce restare dalla parte della verit\u00e0. Anche se \u00e8 scomoda.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nDi Luca Spagnolo (MOSAC)<br \/>\nMOSAC \u201cMovimento Sindacale Autonomo Carabinieri\u201d<br \/>\n<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre i palazzi del potere si autoincensano e i sindacati &#8220;di coro&#8221; intonano inni di giubilo per l\u2019ultimo Decreto Sicurezza del 5 febbraio 2026, c\u2019\u00e8 chi preferisce leggere le carte. E le carte dicono che, per le Forze dell\u2019Ordine, la montagna ha partorito il solito, gattopardesco topolino. Il MOSAC non si unisce al coro dei trionfanti. Non lo fa perch\u00e9, a differenza di chi proponeva \u2019incostituzionale (e francamente imbarazzante) &#8220;scudo penale&#8221; \u2013 prontamente rispedito al mittente dal Colle in nome dell\u2019uguaglianza dei cittadini davanti alla legge \u2013 il Movimento Sindacale Autonomo dei Carabinieri i codici li legge fino all\u2019ultima riga. Il Decreto viene presentato come una risposta forte alle esigenze delle Forze dell\u2019Ordine. Il MOSAC non mette in discussione gli intenti dichiarati, n\u00e9 il bisogno reale di maggiore sicurezza; ma proprio perch\u00e9 il tema \u00e8 serio, ritiene doveroso andare oltre gli slogan e verificare se le norme siano davvero in grado di reggere l\u2019urto della realt\u00e0. L\u2019illusione del &#8220;Registro Separato&#8221;! 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