{"id":257411,"date":"2026-02-13T16:42:48","date_gmt":"2026-02-13T15:42:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=257411"},"modified":"2026-02-26T18:49:57","modified_gmt":"2026-02-26T17:49:57","slug":"anfitrione-di-plauto-emilio-solfrizzi-al-verdi-di-brindisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/anfitrione-di-plauto-emilio-solfrizzi-al-verdi-di-brindisi\/","title":{"rendered":"&#8220;Anfitrione&#8221; di Plauto: Emilio Solfrizzi al Verdi di Brindisi"},"content":{"rendered":"<p>\u201cANFITRIONE\u201d DI PLAUTO: EMILIO SOLFRIZZI AL VERDI DI BRINDISI<\/p>\n<p>Due uomini bussano alla stessa porta dichiarando di essere la stessa persona. Da qui parte \u201cAnfitrione\u201d. Identit\u00e0 che si sovrappongono, ruoli che saltano, certezze che vacillano. Al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi, domenica 22 febbraio alle 18.30, Emilio Solfrizzi mette in scena \u201cAnfitrione\u201d con una regia essenziale: l\u2019inganno, il doppio e lo scambio di identit\u00e0 parlano da soli e restano immediati anche per il pubblico di oggi.<\/p>\n<p>I biglietti sono disponibili online su rebrand.ly\/Anfitrione e al botteghino del Teatro, aperto dal luned\u00ec al venerd\u00ec dalle 11 alle 13 e dalle 17.30 alle 19.30; il giorno dello spettacolo dalle 17 alle 18.30. Info 0831 562 554 e botteghino@nuovoteatroverdi.com.<\/p>\n<p>La vicenda segue il ritorno del soldato Anfitrione e del suo servo Sosia dopo una lunga campagna militare. A casa li attende per\u00f2 un inganno orchestrato dagli d\u00e8i: Giove, sedotto dalla bellezza di Alcmena, assume le sembianze di Anfitrione per conquistarla, mentre Mercurio prende l\u2019identit\u00e0 di Sosia. Quando il vero padrone rientra, nessuno riconosce pi\u00f9 nessuno. Gli equivoci si moltiplicano, gli scontri diventano inevitabili e la realt\u00e0 si incrina sotto il peso delle apparenze. Da questo scambio di identit\u00e0 nasce una sequenza serrata di situazioni comiche e colpi di scena che tengono insieme leggerezza e precisione drammaturgica. Plauto costruisce un congegno teatrale perfetto capace di divertire e allo stesso tempo di rivelare quanto fragile sia ci\u00f2 che chiamiamo verit\u00e0. \u201cAnfitrione\u201d resta una delle sue opere pi\u00f9 vive anche per il valore storico e linguistico: il latino popolare, l\u2019uso del doppio, la contaminazione tra comico e tragico offrono ancora oggi strumenti per leggere il presente. La modernit\u00e0 del testo sta proprio qui. Quante volte crediamo di avere davanti una persona e invece ne vediamo solo una versione, una maschera? E quante volte non corrispondiamo alle aspettative che gli altri proiettano su di noi? \u00c8 una dinamica che attraversa la vita quotidiana e si amplifica nello spazio digitale, dove identit\u00e0 e rappresentazione coincidono sempre meno. Plauto lo raccontava gi\u00e0 nel III secolo a.C.<\/p>\n<p>In questo gioco di specchi si avverte un\u2019eco che porta dritto a Luigi Pirandello: il doppio plautino anticipa il suo teatro delle identit\u00e0 frantumate: personaggi che non coincidono con l\u2019immagine che gli altri costruiscono di loro. Ma se in \u201cAnfitrione\u201d lo smarrimento nasce da un inganno divino, in Pirandello diventa condizione permanente dell\u2019esistenza. L\u2019uomo \u00e8 uno, nessuno e centomila perch\u00e9 vive nello scarto tra ci\u00f2 che \u00e8 e ci\u00f2 che appare.<\/p>\n<p>La scena \u00e8 essenziale, mobile, pensata per assecondare il ritmo degli scambi. Gli attori si muovono dentro uno spazio che suggerisce lasciando al pubblico il compito di ricomporre i piani della realt\u00e0. Solfrizzi interpreta e dirige scansando la caricatura. Il suo \u201cAnfitrione\u201d oscilla tra stupore e rabbia, tra l\u2019urgenza di riaffermare se stesso e la frustrazione di non essere creduto. Alcmena resta il punto fermo, figura attraversata dall\u2019inganno ma mai ridotta a pretesto, mentre Giove esibisce una comicit\u00e0 volutamente enfatica che rivela l\u2019arbitrio del potere.<\/p>\n<p>\u00abMi sento dentro Sosia &#8211; ha detto Emilio Solfrizzi -, un personaggio in cui devo scomparire. \u00c8 la metafora dell\u2019attore: diventare altro fino a far dimenticare che sta recitando. Plauto ha inventato il doppio teatrale e oggi \u00e8 ancora pi\u00f9 comprensibile perch\u00e9 viviamo circondati da identit\u00e0 fittizie. La sua forza \u00e8 prendere storie antiche e renderle immediate, senza tradire la poesia n\u00e9 la comicit\u00e0\u00bb. La regia mantiene l\u2019impianto classico inserendo soluzioni narrative che preservano il filo della storia. In un\u2019epoca in cui i ruoli si moltiplicano e le percezioni si confondono, \u201cAnfitrione\u201d torna a porre una domanda elementare e irrisolta: quanto di ci\u00f2 che siamo dipende da noi e quanto dallo sguardo di chi ci crede &#8211; o ci scambia &#8211; per qualcun altro?<\/p>\n<p>La commedia mostra che il doppio non appartiene solo alla scena. Vive accanto a noi, nelle parole che scegliamo, nei ruoli che accettiamo, nelle maschere che finiamo per indossare. Plauto sopravvive proprio qui, in questa capacit\u00e0 di insinuarsi nella vita ordinaria. Come strumento per leggere le relazioni, il potere, il desiderio di essere riconosciuti. Solfrizzi costruisce uno spettacolo che non d\u00e0 risposte ma genera domande. Forse \u00e8 questa la funzione pi\u00f9 concreta del teatro oggi: creare spazi in cui il doppio continui a camminare al nostro fianco. Non come inganno divino ma come parte inevitabile dell\u2019essere umani: ci\u00f2 che mostriamo, ci\u00f2 che siamo, ci\u00f2 che gli altri credono di vedere. Il teatro non risolve questa distanza. La porta allo scoperto.<\/p>\n<p>Durata dello spettacolo: due ore compreso intervallo.<\/p>\n<p>Brindisi, venerd\u00ec 13 febbraio 2026<\/p>\n<p>Ufficio Stampa &#038; Comunicazione<br \/>\nFondazione Nuovo Teatro Verdi &#8211; Brindisi<br \/>\n0831 229 777<br \/>\nstampa@nuovoteatroverdi.eu<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cANFITRIONE\u201d DI PLAUTO: EMILIO SOLFRIZZI AL VERDI DI BRINDISI Due uomini bussano alla stessa porta dichiarando di essere la stessa persona. Da qui parte \u201cAnfitrione\u201d. Identit\u00e0 che si sovrappongono, ruoli che saltano, certezze che vacillano. 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