{"id":257631,"date":"2026-02-17T21:12:51","date_gmt":"2026-02-17T20:12:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=257631"},"modified":"2026-02-17T21:13:48","modified_gmt":"2026-02-17T20:13:48","slug":"otto-infinito-federico-buffa-racconta-kobe-bryant-al-verdi-di-brindisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/otto-infinito-federico-buffa-racconta-kobe-bryant-al-verdi-di-brindisi\/","title":{"rendered":"&#8220;Otto Infinito&#8221;, Federico Buffa racconta Kobe Bryant al Verdi di Brindisi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Federico-Buffa-01-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-257633 alignleft\" src=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Federico-Buffa-01-1-300x205.jpg\" alt=\"\" width=\"296\" height=\"202\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Federico-Buffa-01-1-300x205.jpg 300w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Federico-Buffa-01-1-1024x699.jpg 1024w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Federico-Buffa-01-1-768x525.jpg 768w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Federico-Buffa-01-1-1536x1049.jpg 1536w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Federico-Buffa-01-1.jpg 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 296px) 100vw, 296px\" \/><\/a>La storia di <b>Kobe Bryant<\/b>\u00a0\u00e8 un viaggio dentro l\u2019ossessione per il gioco e per il limite da superare a tutti i costi.\u00a0<b>Marted\u00ec 24 febbraio<\/b>, alle\u00a0<b>ore 21<\/b>, al\u00a0<b>Nuovo Teatro Verdi<\/b>\u00a0di\u00a0<b>Brindisi<\/b>,\u00a0<b>Federico Buffa<\/b>\u00a0porta in scena \u201c<b>Otto Infinito. Vita e morte di un Mamba<\/b>\u201d, un racconto che scava nella traiettoria umana e sportiva di una leggenda del basket mondiale, tra vittorie, ferite e contraddizioni. Lo spettacolo &#8211; organizzato da\u00a0<b>Aurora Eventi<\/b>\u00a0di\u00a0<b>Livio Iaia<\/b>\u00a0&#8211; intreccia parola, musica dal vivo e immagini per restituire la densit\u00e0 di una vita che non si \u00e8 mai accontentata. I biglietti sono disponibili online sul circuito\u00a0<b>TicketOne<\/b>\u00a0e nei punti vendita accreditati.\u00a0<b>Produzione Imarts<\/b>, regia di\u00a0<b>Maria Elisabetta Marelli<\/b>; official broadcaster e main sponsor del tour,\u00a0<b>Sky Sport<\/b>.<b><br \/>\n<\/b><b><br \/>\n<\/b>Otto capitoli scandiscono il racconto come stazioni interiori: l\u2019infanzia italiana, tra spaesamento e formazione; l\u2019adolescenza che brucia in fretta; l\u2019<b>All Star Game\u00a0<\/b>del 1998, quando il mondo capisce che qualcosa sta cambiando; le\u00a0<b>Finals<\/b>, le vittorie, la gloria; e poi l\u2019uomo, l\u2019uomo prima dell\u2019atleta, posseduto da un\u2019idea assoluta del gioco. La forza del racconto sta nel modo in cui\u00a0<b>Buffa<\/b>\u00a0scava. Non c\u2019\u00e8 esaltazione facile, non c\u2019\u00e8 agiografia. C\u2019\u00e8 la fatica, c\u2019\u00e8 l\u2019ossessione, c\u2019\u00e8 il lavoro quotidiano che diventa disciplina mentale. Il racconto procede come una lunga ipnosi collettiva. La voce passa dall\u2019italiano all\u2019inglese con naturalezza perch\u00e9 quella vita \u00e8 stata attraversata da pi\u00f9 lingue, pi\u00f9 mondi, pi\u00f9 appartenenze. E quando le parole non bastano, il corpo entra in scena:\u00a0<b>Buffa<\/b>\u00a0mima un movimento, una postura, un arresto e tiro. Il campo appare davanti agli occhi senza bisogno di vederlo. Il pubblico riconosce quei gesti, li ha visti mille volte ma qui diventano segni, alfabeti emotivi. Intorno alla voce, la scena costruisce un ambiente essenziale e potentissimo. Il palco \u00e8 buio, un occhio di bue isola il leggio come se fosse un altare laico. Il pianoforte di\u00a0<b>Alessandro Nidi<\/b>, le percussioni di\u00a0<b>Sebastiano Nidi<\/b>\u00a0e il trombone di\u00a0<b>Filippo Nidi<\/b>\u00a0dialogano, commentano, contraddicono.<b><br \/>\n<\/b><b><br \/>\n<\/b>Ma a un certo punto\u00a0<b>Federico Buffa<\/b>\u00a0rallenta, scende sotto la pelle dell\u2019atleta e va a cercare l\u2019uomo. Di\u00a0<b>Kobe Bryant<\/b>\u00a0ha commentato centinaia di partite, lo ha visto dal vivo infinite volte, eppure dalla sua morte, quel\u00a0<b>26 gennaio 2020<\/b>, non era riuscito a dire nulla. Solo un pensiero fisso:\u00a0<em>\u201cquei pochi secondi in cui realizzi che stai per morire\u201d<\/em>. Come\u00a0<b>Gaetano Scirea<\/b>, racconta\u00a0<b>Buffa<\/b>,\u00a0<em>\u201ccon una differenza enorme: Kobe non era solo, era con sua figlia. Non so se sia peggio o meglio\u201d<\/em>. Da l\u00ec nasce un silenzio lungo quattro anni e da l\u00ec nasce anche lo spettacolo, come\u00a0<em>\u201cuno scongelamento lento, doloroso, necessario\u201d<\/em>. L\u2019idea iniziale non era nemmeno il teatro: \u00ab<i>niente teatri ma palazzetti dello sport<\/i>\u00bb, poi la forma cambia, prende un\u2019altra direzione. Otto capitoli, come il numero di maglia e come l\u2019infinito per attraversare una vita che\u00a0<b>Buffa<\/b>\u00a0definisce \u00ab<i>da eroe greco, dall\u2019inizio alla fine<\/i>\u00bb.<b><br \/>\n<\/b><b><br \/>\n<\/b>In scena entrano anche le fratture pi\u00f9 dure. L\u2019accusa di violenza sessuale, affrontata senza sconti: \u00ab<i>nello spettacolo tratteremo la questione. Lui ammise il rapporto, mai la violenza<\/i>\u00bb. E poi quell\u2019istantanea che resta impressa: \u00ab<i>si presentava in tribunale elegantissimo, per poi prendere un aereo e magari un\u2019ora dopo essere in campo giocando una partita strepitosa<\/i>\u00bb. Un pomeriggio che pu\u00f2 finire in carcere, una sera da quaranta punti. \u00ab<i>Non \u00e8 umano<\/i>\u00bb. Vittorie, cadute, ricadute: \u00ab<i>la vita di Kobe \u00e8 tutta cos\u00ec<\/i>\u00bb.<b><br \/>\n<\/b><b><br \/>\n<\/b><b>Buffa<\/b>\u00a0racconta un uomo contraddittorio, difficile da decifrare, che non segue schemi condivisi. \u00ab<i>Tu l\u2019uomo lo devi dedurre dalle azioni<\/i>\u00bb. Come quella ferita mai rimarginata con la famiglia, come l\u2019amore per\u00a0<b>Vanessa<\/b>, nato contro ogni previsione, difeso fino alla rottura definitiva. \u00ab<i>Kobe ha vissuto sette vite in una<\/i>\u00bb. \u00c8 per questo, ammette Buffa, che resta \u00ab<i>il personaggio pi\u00f9 complesso che abbia mai raccontato. Nemmeno Maradona si avvicina<\/i>\u00bb. Alla fine resta una parola chiave, quella che attraversa tutto: ossessivit\u00e0. \u00ab<i>Quell\u2019ossessivit\u00e0 mostrata da Jordan e portata agli estremi da Kobe<\/i>\u00bb. Una fame che non si placa, una dedizione che divora. Ed \u00e8 forse da l\u00ec che nasce anche il racconto stesso, come ammette\u00a0<b>Buffa<\/b>\u00a0con disarmante sincerit\u00e0: \u00ab<i>ho il devastante privilegio di poter raccontare delle storie che ascolterei<\/i>\u00bb.<b><br \/>\n<\/b><b><br \/>\n<\/b>\u201c<b>Otto Infinito. Vita e morte di un Mamba<\/b>\u201d \u00e8 questo: un viaggio che attraversa il basket per arrivare al cuore dell\u2019uomo, alla fame che spinge in avanti, alla lotta interiore che non concede alibi, alla possibilit\u00e0 di farsi in mille pezzi e restare in piedi. Un attraversamento ostinato, preciso. E quando il buio torna a cadere sulla scena, resta una traiettoria che continua a muoversi dentro,\u00a0come un otto che si rincorre all\u2019infinito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia di Kobe Bryant\u00a0\u00e8 un viaggio dentro l\u2019ossessione per il gioco e per il limite da superare a tutti i costi.\u00a0Marted\u00ec 24 febbraio, alle\u00a0ore 21, al\u00a0Nuovo Teatro Verdi\u00a0di\u00a0Brindisi,\u00a0Federico Buffa\u00a0porta in scena \u201cOtto Infinito. Vita e morte di un Mamba\u201d, un racconto che scava nella traiettoria umana e sportiva di una leggenda del basket mondiale, tra vittorie, ferite e contraddizioni. Lo spettacolo &#8211; organizzato da\u00a0Aurora Eventi\u00a0di\u00a0Livio Iaia\u00a0&#8211; intreccia parola, musica dal vivo e immagini per restituire la densit\u00e0 di una vita che non si \u00e8 mai accontentata. 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