{"id":257793,"date":"2026-02-20T08:31:54","date_gmt":"2026-02-20T07:31:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=257793"},"modified":"2026-02-20T08:38:18","modified_gmt":"2026-02-20T07:38:18","slug":"sei-arresti-per-traffico-illecito-di-rifiuti-tra-italia-e-bulgaria-implicata-nota-azienda-brindisina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/sei-arresti-per-traffico-illecito-di-rifiuti-tra-italia-e-bulgaria-implicata-nota-azienda-brindisina\/","title":{"rendered":"Sei arresti per traffico illecito di rifiuti tra Italia e Bulgaria: implicata nota azienda brindisina"},"content":{"rendered":"<p>Il 20 febbraio 2026, nelle province di Brindisi, Bari, Salerno e Sofia (Bulgaria), i Carabinieri del Gruppo per la Tutela dell\u2019Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli, unitamente ai Carabinieri dei Comandi Provinciali territorialmente competenti, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di nr. 6 soggetti (nr. 4 arresti in carcere e nr. 2 arresti domiciliari), ritenuti responsabili a vario titolo del reato di associazione a delinquere attivit\u00e0 organizzate per il traffico illecito di rifiuti con l\u2019aggravante della transnazionalit\u00e0, spedizione illecita di rifiuti e gestione illecita di rifiuti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019ordinanza cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Lecce in accoglimento della richiesta depositata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia fa riferimento ad una serie di condotte illecite riscontrate nel corso dell\u2019attivit\u00e0 investigativa condotta dai Carabinieri del N.O.E. di Lecce, che ha avuto inizio nel gennaio 2024 e si \u00e8 protratta per diversi mesi, interessando la Bulgaria, la Grecia e la provincia di Brindisi, area di provenienza dei rifiuti.<\/p>\n<p>L\u2019indagine, condotta anche con l\u2019ausilio di attivit\u00e0 tecniche quali intercettazioni di conversazioni, video riprese e pedinamenti, ha consentito di disarticolare un pericoloso sodalizio criminale dedito al compimento di reiterate azioni finalizzate a porre in essere illecite attivit\u00e0 di smaltimento rifiuti speciali non pericolosi \u2013 in prevalenza scarti provenienti dal trattamento dei rifiuti speciali\/industriali, rifiuti tessili e frazione indifferenziata di RSU \u2013 provenienti da un impianto della provincia di Brindisi, avvalendosi di societ\u00e0 di intermediazione del settore, al fine di conseguire l\u2019ingiusto profitto rappresentato dal risparmio di spesa, derivante dalla mancata attivazione delle corrette procedure di gestione dei rifiuti, prescritte dalla legge, trasportandone e smaltendone migliaia di tonnellate in aziende site in Bulgaria e Grecia, con attribuzione di falso codice CER, avvalendosi di documentazione falsa di scorta al rifiuto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019attivit\u00e0 criminale consentiva agli indagati di introitare un illecito profitto pari all\u2019incirca 300.000,00 euro, somma di denaro di cui veniva disposto il sequestro per equivalente. Nel corso della citata operazione, venivano inoltre sequestrate nr. 2 societ\u00e0 e nr. 44 automezzi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le indagini, condotte anche in collaborazione con le Autorit\u00e0 di Polizia bulgare, attraverso attivit\u00e0 di cooperazione internazionale, hanno permesso di analizzare i meccanismi illeciti di tali traffici, secondo procedure collaudate, fondate sulla classificazione fittizia dei rifiuti da parte dell\u2019impianto di produzione, con redazione di falsa documentazione, tra cui, rapporti di prova contenenti gli esiti di analisi asseritamente compiute su campioni riferibili ai rifiuti trasportati e di dichiarazioni di non pericolosit\u00e0 per l\u2019imbarco che il compiacente laboratorio di analisi rilasciava in bianco con riferimento all\u2019indicazione dei rifiuti trasportati e alla loro riferibilit\u00e0 al campione, indicante codici CER 191204 (plastica e gomma) &#8211; rifiuti recuperabili &#8211; da inviare presso aziende della Grecia e della Bulgaria, che ne avrebbero dovuto curare il recupero\/smaltimento attraverso incenerimento.<\/p>\n<p>I rifiuti invece, per lo pi\u00f9 costituiti da frazione indifferenziata di rifiuti di provenienza industriale CER 191212 (scarto proveniente dall\u2019attivit\u00e0 di trattamento di rifiuti industriali costituiti da calcinacci, legno, pannelli coibentati, guaine, indumenti ed altri materiali tessili), venivano abbandonati, in parte anche sui terreni agricoli.<br \/>\nNello specifico gli automezzi, provenienti dalla societ\u00e0 BRI Ecologica s.r.l. di Brindisi, si dirigevano verso il locale porto, ove poi venivano imbarcati, con la compiacenza di spedizionieri, dipendenti di societ\u00e0 colluse, con destinazione Grecia e Bulgaria. Una volta giunti in loco i rifiuti, oggetto delle illecite spedizioni, invece di essere sottoposti alle previste e dichiarate attivit\u00e0 di trattamento, erano stoccati e abbandonati all\u2019interno di capannoni industriali dismessi.<\/p>\n<p>La natura abusiva dell\u2019attivit\u00e0 di smaltimento era evidente dalla stessa natura dei rifiuti trattati a partire dal 2020. Significativo che fino al 2019 la BRI.ECOLOGICA avesse dichiarato ingenti quantitativi di rifiuti misti derivanti da trattamento meccanico correttamente catalogati col corrispondente codice EER 191212 (circa 143.275 kg nel 2019) per poi cessare di trattarli quasi del tutto (0 kg nel 2020) proprio in concomitanza dell\u2019individuazione dei canali esteri di smaltimento (dapprima Grecia, poi Bulgaria), con contestuale impennata delle esportazioni dei rifiuti recuperabili (R1 e\/o R12) aventi cod. EER 191204.<\/p>\n<p>Tanto aveva consentito, tramite l\u2019artefatta attribuzione di tale ultimo codice, il passaggio alla meno onerosa procedura di smaltimento.<\/p>\n<p>Il sequestro di tre automezzi della BRI.ECOLOGICA, avvenuto il 15 maggio 2024 ha poi fornito prova diretta della difformit\u00e0 tra la documentazione relativa ai rifiuti dagli stessi trasportati (attestante che il carico era costituito solo da plastiche miste) e la reale natura degli stessi, che i Carabinieri del NOE aveva rilevato \u201cpalesemente costituiti da un mix di plastiche ed numerose altre impurit\u00e0: in particolare alcune balle di rifiuti sono risultate essere costituite prevalentemente da materiale edile eterogeneo (calcinacci, legno, pannelli coibentati, guaine ecc.) ed altre contenevano indumenti ed altri materiali tessili.<\/p>\n<p>Le analisi successivamente effettuate hanno poi confermato la presenza notevolissima di inerti (quali, a titolo esemplificativo, carta, cartone, tessili, legno, vetro, ferro, gomma, inerti, etc.) in percentuali superiori al 60%. Una tipologia di rifiuti tutt\u2019altro che recuperabile.<\/p>\n<p>Nr. 14 le persone complessivamente indagate dai Carabinieri del NOE nel contesto della complessa indagine.<\/p>\n<p>L\u2019applicazione della misura cautelare, giunta dopo i previsti interrogatori preventivi disposti dal Giudice per le Indagini preliminari per gli indagati, autisti, organizzatori dei trasporti, intermediari e gestori formali e di fatto delle societ\u00e0 responsabili, \u00e8 finalizzata ad impedire il reiterarsi dell\u2019attivit\u00e0 criminale, attraverso ulteriori illeciti abbandoni di rifiuti e ad evitare l\u2019alterazione delle fonti di prova attraverso la predisposizione di documentazione volta a dimostrare il preteso regolare smaltimento dei rifiuti.<\/p>\n<p>Il provvedimento eseguito \u00e8 una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.<\/p>\n<p>\u00c8 importante sottolineare infatti che il relativo procedimento \u00e8 nella fase delle indagini preliminari e che l\u2019eventuale colpevolezza, in<br \/>\nordine al reato contestato, dovr\u00e0 essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>COMUNICATO STAMPA<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>CARABINIERI PER LA TUTELA AMBIENTALE E LA SICUREZZA ENERGETICA<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>GRUPPO DI NAPOLI<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 20 febbraio 2026, nelle province di Brindisi, Bari, Salerno e Sofia (Bulgaria), i Carabinieri del Gruppo per la Tutela dell\u2019Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli, unitamente ai Carabinieri dei Comandi Provinciali territorialmente competenti, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di nr. 6 soggetti (nr. 4 arresti in carcere e nr. 2 arresti domiciliari), ritenuti responsabili a vario titolo del reato di associazione a delinquere attivit\u00e0 organizzate per il traffico illecito di rifiuti con l\u2019aggravante della transnazionalit\u00e0, spedizione illecita di rifiuti e gestione illecita di rifiuti. &nbsp; L\u2019ordinanza cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Lecce in accoglimento della richiesta depositata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia fa riferimento ad una serie di condotte illecite riscontrate nel corso dell\u2019attivit\u00e0 investigativa condotta dai Carabinieri del N.O.E. di Lecce, che ha avuto inizio nel gennaio 2024 e si \u00e8 protratta per diversi mesi, interessando la Bulgaria, la Grecia e la provincia di Brindisi, area di provenienza dei rifiuti. 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