{"id":258375,"date":"2026-03-04T11:01:05","date_gmt":"2026-03-04T10:01:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=258375"},"modified":"2026-03-22T13:16:47","modified_gmt":"2026-03-22T12:16:47","slug":"claudio-bisio-al-verdi-di-brindisi-autobiografia-imperfetta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/claudio-bisio-al-verdi-di-brindisi-autobiografia-imperfetta\/","title":{"rendered":"Claudio Bisio al Verdi di Brindisi: autobiografia imperfetta"},"content":{"rendered":"<p>Sala gi\u00e0 piena e un titolo che porta in dote un lungo successo di pubblico: gioved\u00ec 12 marzo alle 20.30 Claudio Bisio arriva al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi con \u201cLa mia vita raccontata male\u201d, monologo tratto dai testi di Francesco Piccolo e diretto da Giorgio Gallione. Uno spettacolo nato nel 2022, cresciuto replica dopo replica e oggi riproposto con un riallestimento che ne ha ridefinito tempi e struttura. Il progetto nasce da una silloge di scritti di Piccolo, racconti e frammenti ricomposti per la scena. Il risultato \u00e8 una partitura per quadri, senza un andamento lineare, in cui l\u2019infanzia, la giovinezza e l\u2019et\u00e0 adulta convivono nello stesso spazio, legate da connessioni e ritorni pi\u00f9 che da una sequenza cronologica.<\/p>\n<p>Il titolo fissa la regola d\u2019ingaggio. Raccontarsi \u201cmale\u201d significa rinunciare a una biografia ordinata, pulita. Il protagonista procede per deviazioni, inciampi, salti temporali, cambi veloci di prospettiva. Bisio racconta la sua vita attraverso una serie di episodi che si intrecciano per analogie, per risonanze, per piccoli cortocircuiti: il primo amore, le partite dei Mondiali, la televisione generalista, la scoperta della politica, la paternit\u00e0, le scelte quotidiane, un perfido e divertente ping-pong tra vita pubblica e privata. Frammenti che appartengono a una storia personale ma che, messi in fila, restituiscono un immaginario comune.<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 un tentativo &#8211; ha detto lo storico presentatore di Zelig &#8211; di attraversare la vita di una persona che assomiglia a me, ma anche a molti. Un divertimento malinconico, in cui mi riconosco al 98%. Il restante 2% riguarda la moglie del personaggio, una sdrammatizzatrice dell\u2019umanit\u00e0: la mia, nella vita reale, non \u00e8 proprio cos\u00ec. Dentro ci sono i ricordi, perfino il momento in cui dico di essere diventato comunista al settantottesimo minuto di una partita tra Germania Est e Germania Ovest. Perch\u00e9 ho imparato che la vita \u00e8 fatta cos\u00ec, di attimi che ti segnano anche quando non te ne accorgi. Come nei bastoncini dello shanghai, se togli quello che ti piace meno rischi di portarti via anche quello che ami di pi\u00f9\u00bb.<\/p>\n<p>In scena Bisio \u00e8 affiancato dai musicisti Marco Bianchi e Pietro Guarracino, che eseguono dal vivo le musiche originali di Paolo Silvestri. La loro presenza costruisce un controcanto che dialoga con la parola e accompagna il filo irregolare del racconto. La forma che ne deriva si avvicina al teatro-canzone, pur senza citazioni: la musica apre e chiude i quadri mettendone in risalto la cornice. La scena \u00e8 ridotta all\u2019essenziale. Sedie, televisori anni Settanta, libri impilati: un rimando visivo a una generazione che ha visto passare la propria epoca in tv. Oggetti che non creano il senso di ambienti realistici ma funzionano come segni, appigli materiali per la memoria. \u00c8 una scelta che risponde alla drammaturgia: l\u2019attenzione rimane sul racconto, sulla parola, sul rapporto tra attore e pubblico.<\/p>\n<p>Sotto la superficie comica si sviluppa un tema pi\u00f9 netto: il modo in cui costruiamo il racconto di noi stessi. La memoria seleziona, semplifica, a volte tradisce. S\u00ec, perch\u00e9 in fondo ogni autobiografia non mostra che una versione, parziale e rivedibile. Da qui deriva anche la riflessione sulla fragilit\u00e0: errori, goffaggini, scelte mancate non sono scarti da smaltire nella differenziata ma parti integranti dell\u2019esperienza. Questo riconoscimento produce una forma di identificazione che attraversa la sala. La regia di Gallione tiene insieme questi livelli con continuit\u00e0. I riferimenti al contesto storico &#8211; dalla televisione degli anni Settanta alla politica degli anni Novanta &#8211; collocano il racconto in un tempo determinato al punto che la vicenda personale diventa storia generazionale, capace di parlare a pubblici diversi per et\u00e0 e formazione.<\/p>\n<p>Il sold out di Brindisi conferma la capacit\u00e0 dello spettacolo di intercettare un interesse diversificato. \u201cLa mia vita raccontata male\u201d arriva al Verdi come un lavoro rodato, tirato gi\u00f9 dallo scaffale di un interprete che tiene insieme ironia e consapevolezza. Un esempio di narrazione che usa la memoria come materia viva, fatta di frammenti che il teatro sa ricomporre in una storia comune al palco e alla realt\u00e0. Lo spettacolo si chiude con una battuta netta: \u00abLa vita non si vive come vuoi tu ma come vuole lei\u00bb. Un promemoria che rimette le cose a posto, mentre il percorso prende pieghe impreviste. A quel punto resta una sola risposta possibile, pi\u00f9 pratica che consolatoria: \u00abE che sar\u00e0 mai!\u00bb. Non una fuga nelle certezze, ma un passo in avanti dentro ci\u00f2 che accade.<\/p>\n<p>Ufficio Stampa &#038; Comunicazione<br \/>\nFondazione Nuovo Teatro Verdi &#8211; Brindisi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sala gi\u00e0 piena e un titolo che porta in dote un lungo successo di pubblico: gioved\u00ec 12 marzo alle 20.30 Claudio Bisio arriva al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi con \u201cLa mia vita raccontata male\u201d, monologo tratto dai testi di Francesco Piccolo e diretto da Giorgio Gallione. Uno spettacolo nato nel 2022, cresciuto replica dopo replica e oggi riproposto con un riallestimento che ne ha ridefinito tempi e struttura. Il progetto nasce da una silloge di scritti di Piccolo, racconti e frammenti ricomposti per la scena. 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