{"id":258526,"date":"2026-03-07T08:28:09","date_gmt":"2026-03-07T07:28:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=258526"},"modified":"2026-03-07T08:28:09","modified_gmt":"2026-03-07T07:28:09","slug":"marchionna-quel-7-marzo-1991-un-esempio-da-rinnovare-capace-di-rafforzare-la-convivenza-civile-e-la-solidarieta-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/marchionna-quel-7-marzo-1991-un-esempio-da-rinnovare-capace-di-rafforzare-la-convivenza-civile-e-la-solidarieta-internazionale\/","title":{"rendered":"Marchionna: \u201cQuel 7 marzo 1991 un esempio da rinnovare, capace di rafforzare la convivenza civile e la solidariet\u00e0 internazionale\u201d"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 un 7 marzo particolare, quello che ci apprestiamo a vivere su un versante tutto brindisino e che merita di essere ricordato, perch\u00e9 restano i segni tangibili di un evento, che port\u00f2 tutti i cittadini ad essere protagonisti di una pagina della storia europea. Ricorrono i 35 anni del culmine dello sbarco di migliaia di cittadini albanesi nel porto della citt\u00e0 e nessuno escluso, fra i Brindisini, si tir\u00f2 indietro sul fronte dell\u2019accoglienza e della condivisione con quanti raggiungevano l\u2019Italia dall\u2019altra parte dell\u2019Adriatico con ogni mezzo che navigasse e reggesse il mare, cercando nuove strade per le loro vite in fuga da un regime totalitario e con un\u2019economia al collasso.<br \/>\nCi si prodig\u00f2 in mille maniere e senza calcoli di opportunismo, ma spinti solo da sentimenti di solidariet\u00e0 e di fratellanza. Si aprirono le porte delle scuole, le famiglie cercarono di offrire quanto potevano, da sole o organizzandosi spontaneamente.<\/p>\n<p>Sono i testi di storia che ora raccontano di una citt\u00e0 aperta all\u2019accoglienza e di una popolazione brindisina che rispose con una solidariet\u00e0 senza precedenti, offrendo cibo, vestiti, cure e ospitalit\u00e0 spontanea. Hanno scritto che la citt\u00e0 si trasform\u00f2 in un enorme centro di accoglienza diffusa, dove scuole, palestre e strutture pubbliche vennero adattate per dare riparo ai migranti. Quell\u2019esodo, ricordato oggi come un passaggio storico per l\u2019Italia e per l\u2019Europa, rappresent\u00f2 un esempio concreto di umanit\u00e0 e fratellanza tanto che l\u2019Unesco ha riconosciuto Brindisi come \u201cPorto di pace e di accoglienza\u201d.<\/p>\n<p>Il sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchiona, nel ricordare l\u2019evento, lo propone all\u2019intera citt\u00e0 come un esempio da rinnovare, capace di rafforzare la convivenza civile e la solidariet\u00e0 internazionale<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 un 7 marzo particolare, quello che ci apprestiamo a vivere su un versante tutto brindisino e che merita di essere ricordato, perch\u00e9 restano i segni tangibili di un evento, che port\u00f2 tutti i cittadini ad essere protagonisti di una pagina della storia europea. Ricorrono i 35 anni del culmine dello sbarco di migliaia di cittadini albanesi nel porto della citt\u00e0 e nessuno escluso, fra i Brindisini, si tir\u00f2 indietro sul fronte dell\u2019accoglienza e della condivisione con quanti raggiungevano l\u2019Italia dall\u2019altra parte dell\u2019Adriatico con ogni mezzo che navigasse e reggesse il mare, cercando nuove strade per le loro vite in fuga da un regime totalitario e con un\u2019economia al collasso. Ci si prodig\u00f2 in mille maniere e senza calcoli di opportunismo, ma spinti solo da sentimenti di solidariet\u00e0 e di fratellanza. Si aprirono le porte delle scuole, le famiglie cercarono di offrire quanto potevano, da sole o organizzandosi spontaneamente. 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