{"id":259278,"date":"2026-03-22T23:51:11","date_gmt":"2026-03-22T22:51:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=259278"},"modified":"2026-03-23T00:09:52","modified_gmt":"2026-03-22T23:09:52","slug":"brindisi-e-le-polemiche-a-orologeria-indignarsi-non-basta-di-oreste-pinto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/brindisi-e-le-polemiche-a-orologeria-indignarsi-non-basta-di-oreste-pinto\/","title":{"rendered":"Brindisi e le polemiche a orologeria: indignarsi non basta. Di Oreste Pinto"},"content":{"rendered":"<p><!--more-->Quanto accaduto in questo strano pomeriggio domenicale, in riferimento alle dichiarazioni di Catalano, non sorprende. \u00c8 una scena gi\u00e0 vista, quasi un copione che si ripete senza variazioni: qualcuno riporta, a distanza di settimane, una frase \u201ccontro Brindisi o i brindisini\u201d e da l\u00ec parte la reazione a catena. Comunicati, editoriali, post sopra le righe. Poi arrivano le scuse, cala il sipario e tutto scivola via, fino alla prossima levata di scudi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nessuna sorpresa, davvero. Conosciamo bene questo meccanismo.<br \/>\nSappiamo anche di avere una classe politica spesso silente, pronta a chiudersi nei caminetti quando ci sono da affrontare nodi veri, ma capace di ritrovarsi compatta e rumorosa appena arriva una provocazione dall\u2019esterno. Una reazione quasi automatica, da riflesso. Brindisi, quando viene colpita, reagisce sempre.<br \/>\nE s\u00ec, questo dice qualcosa di importante: il senso di appartenenza non si \u00e8 spento, c\u2019\u00e8 ancora un nervo vivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che, puntualmente, ci si ferma l\u00ec. Si condanna, si chiede scusa, si alza il tono. Andare oltre, entrare nel merito, capire perch\u00e9 certe parole trovano spazio fuori da qui, \u00e8 un passaggio che non conviene a nessuno.<\/p>\n<p>E invece \u00e8 proprio da l\u00ec che bisognerebbe partire.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Perch\u00e9, prima di pretendere scuse dagli altri, dovremmo avere il coraggio di guardare dentro casa nostra. Una parte della classe dirigente brindisina, negli anni, ha inseguito interessi particolari pi\u00f9 che l\u2019interesse generale. Non sempre, ma con una frequenza tale da lasciare traccia. E quella traccia oggi si vede: una citt\u00e0 che fatica a stare al passo, mentre altrove si consolidano risultati.<\/p>\n<p>Dentro questa realt\u00e0, certe uscite \u201cda fuori\u201d diventano quasi prevedibili. Non sono accettabili, ma trovano terreno. Si inseriscono in una percezione che si \u00e8 costruita nel tempo e che non si cancella con una replica, per quanto ferma e doverosa.<\/p>\n<p>Le prese di posizione di queste ore hanno un senso. Il silenzio sarebbe stato un segnale sbagliato. La dignit\u00e0 di una citt\u00e0 si difende.<br \/>\nMa la dignit\u00e0 non si esaurisce in una risposta. Si conquista. Si costruisce nel tempo, con coerenza. E soprattutto si misura nella capacit\u00e0 di contare.<\/p>\n<p>Contare a Brindisi, certo. Ma anche a Bari, a Roma, a Bruxelles. Nei luoghi dove si decidono le politiche industriali, le infrastrutture, le risorse. L\u00ec si misura il peso di un territorio. L\u00ec si capisce se una comunit\u00e0 incide oppure resta ai margini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Qualcosa, negli ultimi tempi, si muove e va riconosciuto. Restando alla Regione, dopo anni in cui la citt\u00e0 non aveva rappresentanza in consiglio e la provincia non esprimeva ruoli apicali, oggi si intravedono segnali diversi. Non \u00e8 un traguardo, \u00e8 un inizio.<\/p>\n<p>Poi vale sempre la stessa regola, semplice e severa: le partite si vincono se hai peso, se sei nei luoghi in cui si decide, se lavori con continuit\u00e0. Non con gli sfoghi, non con i post indignati, non aspettando che qualcuno da fuori si ricordi di te.<\/p>\n<p>Il resto sono chiacchiere. E le chiacchiere, a Brindisi, le conosciamo fin troppo bene.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Oreste Pinto<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":2,"featured_media":3679,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-259278","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interventi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/259278","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=259278"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/259278\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":259282,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/259278\/revisions\/259282"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3679"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=259278"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=259278"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=259278"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}