{"id":260137,"date":"2026-04-12T13:07:32","date_gmt":"2026-04-12T11:07:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=260137"},"modified":"2026-04-12T13:07:32","modified_gmt":"2026-04-12T11:07:32","slug":"brindisi-scontro-sulla-movida-maxi-diffida-da-oltre-un-milione-al-comune-la-politica-si-divide","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/brindisi-scontro-sulla-movida-maxi-diffida-da-oltre-un-milione-al-comune-la-politica-si-divide\/","title":{"rendered":"Brindisi, scontro sulla movida: maxi-diffida da oltre un milione al Comune. La politica si divide"},"content":{"rendered":"<p>segnalazioni alle carte bollate. Un gruppo di 51 residenti del centro storico, insieme al comitato \u201cCivilmente in Centro\u201d, ha notificato al Comune di Brindisi una diffida formale chiedendo il risarcimento dei danni per la cosiddetta \u201cmala movida\u201d. L\u2019importo complessivo sfiora 1 milione e 45 mila euro: circa 20 mila euro per ciascun cittadino, pi\u00f9 25 mila euro per il comitato.<\/p>\n<p>L\u2019iniziativa, promossa dall\u2019associazione nazionale \u201cDalla Parte del Consumatore\u201d e dall\u2019avvocato Emilio Graziuso, segna un cambio di passo: dalle denunce reiterate negli anni si passa alla richiesta formale di risarcimento, con la prospettiva di un\u2019azione giudiziaria in caso di mancata risposta entro 15 giorni.<\/p>\n<p>Al centro della contestazione, l\u2019assenza \u2013 secondo i firmatari \u2013 di interventi efficaci da parte dell\u2019amministrazione per contenere gli effetti della movida: rumori notturni, schiamazzi, degrado igienico-sanitario, episodi di violenza, fuochi d\u2019artificio e parcheggi selvaggi. Situazioni che, si legge nella diffida, avrebbero reso \u201cinvivibile il cuore della citt\u00e0\u201d, incidendo anche sul valore degli immobili.<\/p>\n<p>I residenti sostengono di aver pi\u00f9 volte segnalato il problema negli anni, fino all\u2019esposto presentato in Procura nel 2021, senza ottenere risposte risolutive. Da qui la richiesta, oltre al risarcimento, di un piano organico di controlli e misure concrete: dal contenimento delle emissioni acustiche fino alla sospensione o revoca delle autorizzazioni per i locali inadempienti.<\/p>\n<p>A supporto della tesi, vengono richiamate diverse pronunce della magistratura, tra cui una recente sentenza del Tribunale di Milano che ha condannato il Comune al risarcimento di 250 mila euro per casi analoghi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il tema, del resto, \u00e8 gi\u00e0 al centro dell\u2019attenzione istituzionale. Lo scorso 9 febbraio cinque locali del centro (Opera Lounge Bistrot, La Plaza, Room 46, Bar da Felle e Niklas) erano stati sottoposti a sequestro preventivo per disturbo della quiete pubblica, prima di essere dissequestrati a met\u00e0 marzo. In precedenza, il 28 ottobre 2024, un\u2019ordinanza del sindaco Giuseppe Marchionna aveva imposto lo stop alla musica per 30 giorni agli stessi esercizi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La vicenda accende il dibattito politico. Il consigliere comunale Lino Luperti attacca duramente l\u2019iniziativa dei residenti, parlando di \u201crichieste risarcitorie assurde\u201d e sostenendo che \u201cuno sparuto gruppo non pu\u00f2 condizionare la vita della citt\u00e0\u201d. Per Luperti, la movida rappresenta una risorsa da difendere perch\u00e9 contribuisce alla vitalit\u00e0 del centro e all\u2019attrattivit\u00e0 turistica, pur nel rispetto delle regole.<\/p>\n<p>Di segno diverso la posizione del consigliere Roberto Quarta, che invita a evitare contrapposizioni e a ricercare un equilibrio tra diritto al divertimento e tutela dei residenti. Quarta richiama il lavoro gi\u00e0 svolto su un regolamento per l\u2019uso degli spazi pubblici, attualmente fermo, che prevede tra l\u2019altro il tracciamento delle aree autorizzate per facilitare i controlli. \u201cIl rispetto delle regole deve valere per tutti\u201d, sottolinea, auspicando una rapida approvazione del provvedimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Intanto, mentre la politica discute e valuta strumenti di regolazione, la partita si sposta sul piano legale. E il confronto, come avverte l\u2019associazione dei consumatori, rischia presto di trasferirsi dalle strade del centro storico alle aule di tribunale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>segnalazioni alle carte bollate. Un gruppo di 51 residenti del centro storico, insieme al comitato \u201cCivilmente in Centro\u201d, ha notificato al Comune di Brindisi una diffida formale chiedendo il risarcimento dei danni per la cosiddetta \u201cmala movida\u201d. L\u2019importo complessivo sfiora 1 milione e 45 mila euro: circa 20 mila euro per ciascun cittadino, pi\u00f9 25 mila euro per il comitato. L\u2019iniziativa, promossa dall\u2019associazione nazionale \u201cDalla Parte del Consumatore\u201d e dall\u2019avvocato Emilio Graziuso, segna un cambio di passo: dalle denunce reiterate negli anni si passa alla richiesta formale di risarcimento, con la prospettiva di un\u2019azione giudiziaria in caso di mancata risposta entro 15 giorni. Al centro della contestazione, l\u2019assenza \u2013 secondo i firmatari \u2013 di interventi efficaci da parte dell\u2019amministrazione per contenere gli effetti della movida: rumori notturni, schiamazzi, degrado igienico-sanitario, episodi di violenza, fuochi d\u2019artificio e parcheggi selvaggi. Situazioni che, si legge nella diffida, avrebbero reso \u201cinvivibile il cuore della citt\u00e0\u201d, incidendo anche sul valore degli immobili. 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