{"id":260543,"date":"2026-04-22T13:41:33","date_gmt":"2026-04-22T11:41:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=260543"},"modified":"2026-04-22T14:45:01","modified_gmt":"2026-04-22T12:45:01","slug":"oggiano-verso-un-4-luglio-italiano-riflessioni-per-una-memoria-condivisa-del-25-aprile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/oggiano-verso-un-4-luglio-italiano-riflessioni-per-una-memoria-condivisa-del-25-aprile\/","title":{"rendered":"Oggiano: &#8220;verso un 4 Luglio italiano: riflessioni per una memoria condivisa del 25 Aprile&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>l calendario civile di una nazione non \u00e8 solo una successione di date, ma l\u2019architettura simbolica su cui poggia l\u2019identit\u00e0 di un popolo. Eppure, in Italia, il 25 Aprile fatica ancora a trasformarsi in quella festa di popolo che dovrebbe essere. Invece di un momento di sintesi patriottica, la ricorrenza della Liberazione viene troppo spesso ridotta a un\u2019arena di contrapposizione ideologica, utilizzata come una &#8220;clava&#8221; retorica da certa parte del mondo progressista per marcare un perimetro di esclusione verso l&#8217;avversario politico.<br \/>\n\u200bOggi assistiamo a un paradosso: mentre il tempo sbiadisce i contorni biografici di chi visse quegli anni, la politica elettorale sembra voler riaccendere fuochi che dovrebbero appartenere alla storia, non alla cronaca,  in una anacronistica contrapposizione. Sindacati, testate giornalistiche d\u2019area e associazionismo militante tendono a trasformare il 25 Aprile in una manifestazione &#8220;contro&#8221; il governo in carica, quasi che la legittimit\u00e0 democratica della destra italiana \u2014 e del Governo Meloni \u2014 fosse ancora sub iudice rispetto a un tribunale permanente della storia.<br \/>\n\u200bQuesto atteggiamento non solo \u00e8 anacronistico, ma \u00e8 profondamente divisivo. Se la Resistenza \u00e8 il mito fondativo della nostra Repubblica, allora essa deve appartenere a tutti, non pu\u00f2 essere il feudo morale di una sola parte politica.<br \/>\n\u200bGuardando oltreoceano, l\u2019Independence Day statunitense ci offre uno spunto di riflessione. Pur con le dovute differenze storiche e contestuali, il 4 luglio \u00e8 vissuto negli USA come un momento di unit\u00e0 nazionale assoluta. In quella data, le differenze tra Repubblicani e Democratici sfumano di fronte alla bandiera, perch\u00e9 ci\u00f2 che si festeggia \u00e8 l\u2019atto di nascita di una libert\u00e0 comune:  Patriottismo vs. Ideologia!<br \/>\n\u200bIn Italia, il 25 Aprile dovrebbe ambire a questa stessa dignit\u00e0: un momento in cui l&#8217;orgoglio di essere italiani e il rifiuto di ogni totalitarismo diventino patrimonio condiviso. Per farlo, occorre per\u00f2 uscire dalla logica dell&#8217;appartenenza &#8220;a prescindere&#8221; e riconoscere che la libert\u00e0 riconquistata nel 1945 \u00e8 la precondizione che permette oggi, a destra come a sinistra, di confrontarsi civilmente.<br \/>\n\u200bServe una memoria storica comune!<br \/>\n\u200bE qui il ruolo dei docenti e formatori e&#8217; fondamentale! A prescindere dalla propria formazione politico culturale  abbiamo il dovere di compiere uno sforzo interpretativo onesto. Arrivare a una memoria condivisa non significa negare la complessit\u00e0 della storia o le diverse anime che composero la Resistenza (quella cattolica, quella liberale, quella monarchica e quella militare, spesso colpevolmente dimenticate a favore di una narrazione  monocolore). Significa, al contrario:<br \/>\n\u200bde-ideologizzare la ricorrenza e smettere di usare il passato come strumento di delegittimazione del presente;<br \/>\n\u200bvalorizzare l&#8217;Unit\u00e0 Nazionale, celebrando la fine del conflitto civile e la nascita di una democrazia che accoglie tutte le espressioni popolari;<br \/>\n\u200babbandonare i fondamentalismi richiedendo un\u2019apertura intellettuale speculare a quella che offriamo, affinch\u00e9 la memoria non sia una barriera, ma un ponte.<br \/>\n\u200bLa libert\u00e0 non \u00e8 una concessione di una fazione all&#8217;altra, ma il respiro comune di una nazione che si riconosce nei propri simboli.<br \/>\n\u200bIn conclusione, il 25 Aprile smetter\u00e0 di essere divisivo solo quando smetteremo di trattarlo come un campo di battaglia e inizieremo a viverlo come l&#8217;atto di fondazione della nostra casa comune. Solo cos\u00ec potremo finalmente avere il nostro &#8220;4 Luglio&#8221;: una festa di tutti, per tutti, sotto il segno di un patriottismo maturo e riconciliato.<\/p>\n<p>Massimiliano Oggiano<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>l calendario civile di una nazione non \u00e8 solo una successione di date, ma l\u2019architettura simbolica su cui poggia l\u2019identit\u00e0 di un popolo. Eppure, in Italia, il 25 Aprile fatica ancora a trasformarsi in quella festa di popolo che dovrebbe essere. Invece di un momento di sintesi patriottica, la ricorrenza della Liberazione viene troppo spesso ridotta a un\u2019arena di contrapposizione ideologica, utilizzata come una &#8220;clava&#8221; retorica da certa parte del mondo progressista per marcare un perimetro di esclusione verso l&#8217;avversario politico. \u200bOggi assistiamo a un paradosso: mentre il tempo sbiadisce i contorni biografici di chi visse quegli anni, la politica elettorale sembra voler riaccendere fuochi che dovrebbero appartenere alla storia, non alla cronaca, in una anacronistica contrapposizione. Sindacati, testate giornalistiche d\u2019area e associazionismo militante tendono a trasformare il 25 Aprile in una manifestazione &#8220;contro&#8221; il governo in carica, quasi che la legittimit\u00e0 democratica della destra italiana \u2014 e del Governo Meloni \u2014 fosse ancora sub iudice rispetto a un tribunale permanente della storia. \u200bQuesto atteggiamento non solo \u00e8 anacronistico, ma&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":222498,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-260543","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/260543","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=260543"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/260543\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":260653,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/260543\/revisions\/260653"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/222498"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=260543"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=260543"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=260543"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}