{"id":260989,"date":"2026-05-02T11:44:21","date_gmt":"2026-05-02T09:44:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=260989"},"modified":"2026-05-02T11:44:21","modified_gmt":"2026-05-02T09:44:21","slug":"brindisi-oltre-lindustria-il-rinascimento-dellagro-brindisino-tra-tradizione-e-innovazione-come-contributo-al-suo-futuro-di-carmine-dipietrangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/brindisi-oltre-lindustria-il-rinascimento-dellagro-brindisino-tra-tradizione-e-innovazione-come-contributo-al-suo-futuro-di-carmine-dipietrangelo\/","title":{"rendered":"Brindisi oltre l\u2019industria: il rinascimento dell&#8217;agro brindisino tra tradizione e innovazione come contributo al suo futuro. Di Carmine Dipietrangelo"},"content":{"rendered":"<p>Per decenni, ed io tra gli altri, abbiamo narrato Brindisi come un\u2019enclave dominata esclusivamente dal porto e dalla grande industria. Narrazione che si ripropone anche in questi giorni sotto altri termini malgrado le evidenti e irreversibili crisi dell\u2019esistente. Spero che le tante \u201criconversioni\u201d e \u201cconversioni\u201d di cui si parla, e pi\u00f9 volte annunciate, si avverino.<\/p>\n<p>Si persevera, per\u00f2, con un racconto che, pur avendo segnato la storia economica del territorio, ha spesso oscurato una risorsa ben pi\u00f9 ancestrale, resiliente e strategica: l&#8217;agricoltura.<\/p>\n<p>Oggi, in un momento in cui le certezze anche quelle industriali ed energetiche del secolo scorso e che a Brindisi hanno anche condizionato le stesse potenzialit\u00e0 portuali scricchiolano, \u00e8 giunto il momento di guardare alla terra non come a un retaggio del passato, ma come ad un pilastro su cui fondare una parte del futuro Brindisi e del suo territorio.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 stata un\u2019epoca, durata oltre mezzo secolo, in cui la fuga dalle campagne era vista come l\u2019unico ascensore sociale possibile. Studiare per diventare avvocati, medici o insegnanti significava, nell\u2019immaginario collettivo, allontanarsi dalla &#8220;terra&#8221; per emanciparsi dalla povert\u00e0. Il contadino era il &#8220;villano&#8221;; l&#8217;agricoltura, un settore residuale.<\/p>\n<p>Ma gli ultimi anni ci raccontano una storia diversa. La crisi dei modelli produttivi tradizionali e la spinta verso la sostenibilit\u00e0 hanno innescato un\u2019inversione di tendenza. Vediamo oggi giovani imprenditori, professionisti e famiglie &#8220;urbanizzate&#8221; riscoprire il valore del legame con il territorio. Non \u00e8 pi\u00f9 una scelta di ripiego, ma una precisa volont\u00e0 di presidiare la qualit\u00e0, la salute e la filiera corta.<br \/>\nLa citt\u00e0 di Brindisi detiene un primato geografico che non pu\u00f2 essere ignorato: \u00e8, dopo Foggia, il capoluogo pugliese con l&#8217;agro pi\u00f9 esteso. Un mosaico di territori che abbraccia Mesagne, San Donaci, San Pancrazio, San Pietro Vernotico, Cellino San Marco, Carovigno e San Vito dei Normanni.<\/p>\n<p>Abbiamo tra le mani un patrimonio immenso:<br \/>\n\u2022 Viticoltura d&#8217;eccellenza: Il Brindisi Rosso DOP, testimone di una storia e di una cultura enologica che merita di tornare al centro del futuro del settore vitivinicolo salentino e pugliese.<br \/>\n\u2022 Orticoltura storica: Il carciofo (IGP), le angurie, i meloni gialli \u2014 produzioni che hanno fatto la storia del gusto locale e non solo.<br \/>\n\u2022 Paesaggio ed ecosistema: Un terreno fertile che, se tutelato dall&#8217;urbanizzazione selvaggia e dall&#8217;installazione indiscriminata di impianti energetici invasivi, pu\u00f2 generare un valore aggiunto infinitamente superiore quale pu\u00f2 essere il rapporto citt\u00e0-mare-campagna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un salto di qualit\u00e0 anche per l\u2019agricoltura per\u00f2 \u00e8 necessario.<br \/>\nIl saper fare contadino da solo non basta pi\u00f9. Per competere nel mercato globale, la tradizione deve sposarsi con l&#8217;innovazione. La sfida dei prossimi anni per l&#8217;agricoltura brindisina si pu\u00f2 e si deve giocare su quattro pilastri:<br \/>\n1. Storytelling e Branding: Non basta produrre, bisogna saper raccontare l&#8217;eccellenza. Il brand &#8220;Brindisi&#8221; deve diventare sinonimo di qualit\u00e0 certificata soprattutto per il vino. L\u2019adesione alla associazione delle citt\u00e0 del vino va in questa direzione.<br \/>\n2. Innovazione tecnologica: Agricoltura di precisione, uso sapiente dell\u2019acqua e monitoraggio digitale delle colture sono necessari per ottimizzare le risorse e ridurre l&#8217;impatto ambientale.<br \/>\n3. Filiera corta e disintermediazione: Dobbiamo rompere la catena che vede l&#8217;agricoltore soccombere di fronte ai costi di intermediazione. Gruppi di acquisto, associazionismo e cooperazione, mercati a Km0 e vendita diretta devono diventare la norma, non l&#8217;eccezione.<br \/>\n4. Agri-turismo ed enoturismo di valore: Il turismo di qualit\u00e0 cerca esperienze, non solo mete. Un paesaggio agricolo curato e collocato nella parte terminale dell\u2019Appia Antica \u00e8 la nostra miglior cartolina per i visitatori, inclusi i crocieristi, che cercano autenticit\u00e0 e benessere.<\/p>\n<p>\u00c8 maturo il tempo per un &#8220;Patto Verde&#8221; cittadino. Brindisi deve smettere di essere indolente, invidiosa e pettegola spettatrice passiva di ci\u00f2 che gli sta attorno. Deve ritornare a credere in se stessa.Il problema \u00e8 che manca ancora, o almeno manca con sufficiente forza, una visione comune.<br \/>\nE senza visione, anche le risposte alle emergenze rischiano di essere deboli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019amministrazione locale, per esempio, potrebbe e dovrebbe:<br \/>\n\u2022 Censire e valorizzare: Avviare una ricognizione seria delle propriet\u00e0 agricole comunali e dei terreni inutilizzati, mettendoli a bando per progetti di agricoltura sociale, orti urbani o startup giovanili. Per questo andrebbe dato un impulso alla gestione della prima esperienza di orti urbani della citt\u00e0 prima di un loro degrado o ancora peggio di una loro vandalizzazione.<br \/>\n\u2022 Favorire l&#8217;associazionismo: Creare hub di innovazione dove competenze, associazioni e produttori possano fare massa critica e cooperare. E\u2019 certamente un fatto nuovo per il territorio l\u2019associazione delle cantine brindisine \u201cAppia Wine Road\u201d.<br \/>\n\u2022 Sostenere la formazione: Promuovere il capitale umano, avvicinando i giovani alle nuove professioni dell&#8217;agricoltura (agronomi, esperti di marketing agricolo, gestori di filiere). Un primo passo \u00e8 stato fatto a San Pietro grazie alla dirigente scolastica brindisina Rita DeVito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;agricoltura non \u00e8 una visione romantica del passato, ma una necessit\u00e0 economica e sociale per il futuro di Brindisi. Integrare la produzione agricola, la tutela paesaggistica e l&#8217;offerta turistica significa disegnare un modello di sviluppo sostenibile che non esclude, ma rigenera.<br \/>\nI Messapi e i Romani lo avevano capito duemila anni fa: la fertilit\u00e0 di questa terra \u00e8 la nostra pi\u00f9 grande ricchezza. \u00c8 arrivato il momento di tornare a farla fruttare, con la consapevolezza moderna di chi sa che il cibo sano, il rispetto per l&#8217;ambiente e la capacit\u00e0 di innovare sono gli unici, veri motori di una nuova economia.<\/p>\n<p>Brindisi ha tutte le carte in regola per essere non solo un porto o hub di nuova e sostenibile industria, ma anche un grande, vitale, giardino del Mediterraneo. Vogliamo continuare a guardare a Brindisi come un hub del passato o vogliamo finalmente riscoprire anche l\u2019agricoltura e i suoi prodotti come motore di innovazione, salute, turismo? Coltivare il nostro territorio significa coltivare le nostre radici, il nostro orgoglio per contribuire anche in questo modo al futuro della citt\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Carmine Dipietrangelo<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Tenute Lu Spada<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per decenni, ed io tra gli altri, abbiamo narrato Brindisi come un\u2019enclave dominata esclusivamente dal porto e dalla grande industria. Narrazione che si ripropone anche in questi giorni sotto altri termini malgrado le evidenti e irreversibili crisi dell\u2019esistente. Spero che le tante \u201criconversioni\u201d e \u201cconversioni\u201d di cui si parla, e pi\u00f9 volte annunciate, si avverino. Si persevera, per\u00f2, con un racconto che, pur avendo segnato la storia economica del territorio, ha spesso oscurato una risorsa ben pi\u00f9 ancestrale, resiliente e strategica: l&#8217;agricoltura. Oggi, in un momento in cui le certezze anche quelle industriali ed energetiche del secolo scorso e che a Brindisi hanno anche condizionato le stesse potenzialit\u00e0 portuali scricchiolano, \u00e8 giunto il momento di guardare alla terra non come a un retaggio del passato, ma come ad un pilastro su cui fondare una parte del futuro Brindisi e del suo territorio. C\u2019\u00e8 stata un\u2019epoca, durata oltre mezzo secolo, in cui la fuga dalle campagne era vista come l\u2019unico ascensore sociale possibile. 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