{"id":261820,"date":"2026-05-20T13:43:12","date_gmt":"2026-05-20T11:43:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=261820"},"modified":"2026-05-20T13:43:12","modified_gmt":"2026-05-20T11:43:12","slug":"edison-rinuncia-al-deposito-costiero-pagliara-cisal-il-rischio-e-che-brindisi-continui-a-vivere-una-transizione-a-perdere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/edison-rinuncia-al-deposito-costiero-pagliara-cisal-il-rischio-e-che-brindisi-continui-a-vivere-una-transizione-a-perdere\/","title":{"rendered":"Edison rinuncia al deposito costiero, Pagliara (Cisal): \u201cIl rischio \u00e8 che Brindisi continui a vivere una transizione a perdere\u201d"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 una rinuncia che lascia inevitabilmente amarezza, soprattutto perch\u00e9 il progetto del deposito costiero di Edison a Brindisi veniva presentato non solo come un investimento industriale, ma anche come un tassello della transizione energetica e della riconversione del territorio dopo il progressivo ridimensionamento della centrale Enel e delle attivit\u00e0 storiche del petrolchimico.<\/p>\n<p>Il punto pi\u00f9 delicato riguarda proprio ci\u00f2 che evidenzi: la distanza tra il dibattito pubblico e le ricadute concrete su lavoratori e imprese dell\u2019indotto. Per molte aziende locali, soprattutto quelle legate alla manutenzione industriale, alla metalmeccanica, alla logistica e ai servizi tecnici, un\u2019opera di questa portata avrebbe significato anni di cantieri, continuit\u00e0 occupazionale e nuove competenze collegate alla decarbonizzazione e alle infrastrutture energetiche.<\/p>\n<p>Il rischio, ora, \u00e8 che Brindisi continui a vivere una transizione \u201ca perdere\u201d: si chiudono o si ridimensionano gli impianti tradizionali, ma senza che arrivino in tempi certi nuovi investimenti capaci di sostituire davvero occupazione e produzione industriale. Ed \u00e8 questo che alimenta frustrazione tra lavoratori e imprese che avevano creduto nella possibilit\u00e0 di una riconversione industriale concreta, non solo annunciata.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 essere favorevoli a controlli rigorosi, tutele ambientali e confronto con il territorio, ma resta il tema di fondo: senza una strategia industriale chiara e senza la capacit\u00e0 di realizzare nuovi impianti energetici e logistici, territori come Brindisi rischiano di pagare il costo sociale della transizione ecologica senza riceverne i benefici economici e occupazionali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>&#8212; Massimo Pagliara Unione Cisal Brindisi<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 una rinuncia che lascia inevitabilmente amarezza, soprattutto perch\u00e9 il progetto del deposito costiero di Edison a Brindisi veniva presentato non solo come un investimento industriale, ma anche come un tassello della transizione energetica e della riconversione del territorio dopo il progressivo ridimensionamento della centrale Enel e delle attivit\u00e0 storiche del petrolchimico. Il punto pi\u00f9 delicato riguarda proprio ci\u00f2 che evidenzi: la distanza tra il dibattito pubblico e le ricadute concrete su lavoratori e imprese dell\u2019indotto. Per molte aziende locali, soprattutto quelle legate alla manutenzione industriale, alla metalmeccanica, alla logistica e ai servizi tecnici, un\u2019opera di questa portata avrebbe significato anni di cantieri, continuit\u00e0 occupazionale e nuove competenze collegate alla decarbonizzazione e alle infrastrutture energetiche. Il rischio, ora, \u00e8 che Brindisi continui a vivere una transizione \u201ca perdere\u201d: si chiudono o si ridimensionano gli impianti tradizionali, ma senza che arrivino in tempi certi nuovi investimenti capaci di sostituire davvero occupazione e produzione industriale. 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