{"id":262917,"date":"2026-06-10T11:24:40","date_gmt":"2026-06-10T09:24:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=262917"},"modified":"2026-06-10T11:24:40","modified_gmt":"2026-06-10T09:24:40","slug":"cannalire-pd-accordo-di-programma-una-firma-che-non-arriva-mai-intanto-urso-fermi-la-chiusura-di-basell","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/cannalire-pd-accordo-di-programma-una-firma-che-non-arriva-mai-intanto-urso-fermi-la-chiusura-di-basell\/","title":{"rendered":"Cannalire (PD): \u201cAccordo di programma, una firma che non arriva mai. Intanto Urso fermi la chiusura di Basell\u201d"},"content":{"rendered":"<p>A Taranto il ministro Adolfo Urso taglia nastri e celebra l\u2019eolico offshore come motore della nuova economia del Sud ma a pochi chilometri di distanza, Brindisi viene lasciata sola dallo stesso governo. La notizia pi\u00f9 grave \u00e8 ormai sul tavolo con Lyondell Basell che ha annunciato la chiusura del suo stabilimento di Brindisi entro la fine dell\u2019anno, e questa decisione va fermata adesso, prima che diventi irreversibile. In tutto in gioco ci sono circa duemilacinquecento lavoratori tra impianti coinsediati e indotto, e una filiera intera che senza la chimica di base si spegne a catena. Il Governo ha il dovere di intervenire subito presso l\u2019azienda americana e ottenere la sospensione della chiusura, perch\u00e9 chiudere oggi significa chiudere per sempre.<br \/>\nC\u2019\u00e8 un nesso che il distratto Ministro Urso non pu\u00f2 ignorare. Lo scorso aprile ha annunciato che Eni aveva incaricato un advisor internazionale di cercare un acquirente per il cracking di Brindisi, oggi fermo in conservazione. Da quel cracker dipende la sopravvivenza dell\u2019intera filiera ancora in piedi, da Basell a Chemgas fino alle aziende dell\u2019indotto. Lasciare che Basell chiuda mentre si cerca ancora un compratore vuol dire smontare il polo proprio mentre si finge di salvarlo.<br \/>\nQuesto \u00e8 il metodo Urso a Brindisi con tante promesse e nessun atto come detto chiaramente e senza mezzi termini dall\u2019onorevole PD Claudio Stefanazzi che denuncia da sempre l\u2019immobilismo del governo sulla crisi della chimica. A novembre aveva annunciato la firma dell\u2019accordo di programma per la decarbonizzazione entro il primo trimestre del 2026 ma quella scadenza \u00e8 passata da mesi e di quell\u2019accordo non esiste neppure una bozza, tanto che sono stati i sindacati a denunciare il blocco del confronto ministeriale. Sessantuno progetti sbandierati, ridotti drasticamente ad una decina, oltre duemila posti promessi, incontri solenni con Istituzioni e associazioni datoriali e sindacali, e intanto l\u2019area della centrale di Cerano resta ferma, la filiera chimica cancellata, con il relativo tavolo governativo rinviato ulteriormente, e il territorio perde lavoratori ogni settimana.<br \/>\nLo stesso ministro che a Taranto vanta autorizzazioni rapide, a Brindisi lascia tutto bloccato eppure questa citt\u00e0 avrebbe le carte per essere protagonista della stessa rivoluzione. Il parco eolico galleggiante previsto al largo della nostra costa e le aree di Capobianco o di Costa Morena Est, libere dopo la rinuncia di Edison, permetterebbero di costruire qui una vera filiera industriale dell\u2019eolico marino, grazie a un raro accesso diretto tra ferrovia e banchina che pochi altri porti hanno. Il Governo ha tutto per fare di Brindisi un secondo polo nazionale dell\u2019offshore, e sceglie di non scegliere con procedimenti ambientali e autorizzativi bloccati.<br \/>\nPer questo, basta con gli annunci e chiediamo al Ministro di bloccare subito la chiusura di Basell per tenere in vita lo stabilimento finch\u00e9 la vendita del cracking non sar\u00e0 definita, di convocare il tavolo della decarbonizzazione con una data certa, di portare finalmente alla firma quell\u2019accordo di programma evocato per mesi e mai definito. La gestione dei dossier brindisini \u00e8 stata inadeguata e frammentaria, incapace di tenere insieme in un\u2019unica strategia la riconversione del petrolchimico, della centrale di Cerano e gli investimenti per eolico offshore. Brindisi non \u00e8 una citt\u00e0 di serie B e il tempo delle parole \u00e8 finito. Servono le firme, a partire da quella che tiene aperto lo stabilimento Basell di Brindisi.<\/p>\n<p><strong><\/p>\n<p>Francesco Cannalire, segretario cittadino e consigliere comunale PD Brindisi <\/strong><em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Taranto il ministro Adolfo Urso taglia nastri e celebra l\u2019eolico offshore come motore della nuova economia del Sud ma a pochi chilometri di distanza, Brindisi viene lasciata sola dallo stesso governo. La notizia pi\u00f9 grave \u00e8 ormai sul tavolo con Lyondell Basell che ha annunciato la chiusura del suo stabilimento di Brindisi entro la fine dell\u2019anno, e questa decisione va fermata adesso, prima che diventi irreversibile. In tutto in gioco ci sono circa duemilacinquecento lavoratori tra impianti coinsediati e indotto, e una filiera intera che senza la chimica di base si spegne a catena. 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