{"id":262932,"date":"2026-06-10T12:41:40","date_gmt":"2026-06-10T10:41:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=262932"},"modified":"2026-06-10T12:41:40","modified_gmt":"2026-06-10T10:41:40","slug":"chiusura-basell-de-marco-femca-cisl-irricevibile-lintenzione-di-cancellare-un-pezzo-di-storia-industriale-brindisina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/chiusura-basell-de-marco-femca-cisl-irricevibile-lintenzione-di-cancellare-un-pezzo-di-storia-industriale-brindisina\/","title":{"rendered":"Chiusura Basell, De Marco (Femca Cisl): &#8220;irricevibile l&#8217;intenzione di cancellare un pezzo di storia industriale brindisina&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>La chiusura definitiva, entro il 31 dicembre 2026, dell\u2019impianto PP2 del Petrolchimico di Brindisi,, annunciata oggi da LyondellBasell, decreterebbe di fatto la fine della produzione di polipropilene nello stabilimento pugliese, dopo meno di tre anni (era dicembre 2023) dalla precedente chiusura dell\u2019impianto P9T, a valle di una lunghissima vertenza sindacale.<\/p>\n<p>La cessazione del PP2 completerebbe, pertanto, un percorso di progressivo disimpegno industriale che affonda le proprie radici ben oltre gli ultimi anni e si inserisce in una strategia europea di riduzione della presenza produttiva del Gruppo.<\/p>\n<p>Dalla dismissione di Terni nel 2010, passando per il P9T e fino alla recente cessione di altri importanti asset europei, emerge una strategia che ha progressivamente ridotto la presenza produttiva del Gruppo in Europa, con Brindisi che rischia di essere l\u2019ennesima vittima sacrificale.<\/p>\n<p>La notizia ha provocato forte preoccupazione tra lavoratori, sindacati e istituzioni locali, tutti concordi nel giudicare tale scelta irricevibile, giacch\u00e9 rischia di cancellare decenni di storia industriale e di azzerare competenze altamente specializzate.<br \/>\nDopo la fermata del P9T avevamo chiesto all\u2019Azienda garanzie sul futuro industriale del sito brindisino che, per\u00f2, non solo non ci sono arrivate ma ci pongono oggi di fronte all\u2019ennesimo tassello di un progressivo disimpegno che rischia di cancellare una delle pi\u00f9 importanti realt\u00e0 produttive del Mezzogiorno.<\/p>\n<p>Ma LyondellBasell potr\u00e0 mai pensare di chiudere un impianto che \u00e8 strategico per il comparto industriale anche nazionale, senza aver predisposto un piano alternativo che offra prospettive ai lavoratori e scongiuri l\u2019impatto devastante della sua decisione?<br \/>\nInsomma, se le imprese hanno il diritto di compiere le proprie scelte industriali hanno anche il dovere di restituire valore alle comunit\u00e0 dalle quali hanno tratto benefici economici, competitivi e sociali.<\/p>\n<p>Se davvero, dunque, LyondellBasell ritiene conclusa l\u2019esperienza del polipropilene a Brindisi, presenti immediatamente un piano industriale alternativo, accompagnato da investimenti concreti e strumenti capaci di salvaguardare l\u2019occupazione diretta e dell\u2019indotto, affinch\u00e9 i costi sociali ed economici della scelta annunciata non venga scaricati esclusivamente sui lavoratori e sul territorio.<br \/>\nBrindisi non \u00e8 una voce di bilancio da cancellare ma una comunit\u00e0 che ha contribuito alla crescita dell\u2019azienda e merita rispetto, trasparenza, prospettive per il futuro.<\/p>\n<p>Condividiamo, pertanto, quanto dichiarato e sollecitato oggi, in sede di incontro con l\u2019Azienda, dalla segretaria nazionale Femca Cisl Carlotta Schirripa, ovvero \u201cl\u2019immediata apertura di un tavolo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il coinvolgimento della Regione Puglia, delle istituzioni locali e del management aziendale, per richiamare LyondellBasell alla propria responsabilit\u00e0 sociale verso questo territorio che, per decenni, ha contribuito alla crescita e alla redditivit\u00e0 del Gruppo, avendo messo a disposizione infrastrutture, professionalit\u00e0, servizi ed accompagnato, anche attraverso politiche pubbliche di sviluppo industriale, la realizzazione e la crescita degli impianti, mentre oggi decine di lavoratori diretti e centinaia di occupati dell\u2019indotto rischiano di pagare il prezzo di scelte aziendali che manderebbero al macero competenze e professionalit\u00e0 maturate nel tempo.\u201d<\/p>\n<p>Per la Femca Cisl difendere il PP2 significa difendere lavoro, competenze, dignit\u00e0 e futuro e, perci\u00f2, metteremo in campo ogni iniziativa sindacale necessaria affinch\u00e9 l\u2019Azienda si assuma le proprie responsabilit\u00e0.<br \/>\nAbbiamo gi\u00e0 in programma assemblee dei lavoratori e incontri unitari, convinti che la vertenza LyondellBasell si rivela, di fatto, come uno dei principali dossier industriali nazionali della seconda met\u00e0 del 2026.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Marcello De Marco<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>femca cisl<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La chiusura definitiva, entro il 31 dicembre 2026, dell\u2019impianto PP2 del Petrolchimico di Brindisi,, annunciata oggi da LyondellBasell, decreterebbe di fatto la fine della produzione di polipropilene nello stabilimento pugliese, dopo meno di tre anni (era dicembre 2023) dalla precedente chiusura dell\u2019impianto P9T, a valle di una lunghissima vertenza sindacale. La cessazione del PP2 completerebbe, pertanto, un percorso di progressivo disimpegno industriale che affonda le proprie radici ben oltre gli ultimi anni e si inserisce in una strategia europea di riduzione della presenza produttiva del Gruppo. Dalla dismissione di Terni nel 2010, passando per il P9T e fino alla recente cessione di altri importanti asset europei, emerge una strategia che ha progressivamente ridotto la presenza produttiva del Gruppo in Europa, con Brindisi che rischia di essere l\u2019ennesima vittima sacrificale. La notizia ha provocato forte preoccupazione tra lavoratori, sindacati e istituzioni locali, tutti concordi nel giudicare tale scelta irricevibile, giacch\u00e9 rischia di cancellare decenni di storia industriale e di azzerare competenze altamente specializzate. 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