{"id":262938,"date":"2026-06-10T13:05:31","date_gmt":"2026-06-10T11:05:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=262938"},"modified":"2026-06-10T13:05:31","modified_gmt":"2026-06-10T11:05:31","slug":"contessa-ance-la-sfida-della-transizione-ecologica-imprese-locali-protagoniste-ed-equilibrio-tra-lavoro-ambiente-ed-economia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/contessa-ance-la-sfida-della-transizione-ecologica-imprese-locali-protagoniste-ed-equilibrio-tra-lavoro-ambiente-ed-economia\/","title":{"rendered":"Contessa (Ance): &#8220;La sfida della transizione ecologica: imprese locali protagoniste ed equilibrio tra lavoro, ambiente ed economia&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Negli ultimi anni l\u2019Europa ha perseguito obiettivi ambientali ambiziosi e necessari. Tuttavia, a Brindisi, in Puglia e pi\u00f9 in generale in Italia, non si \u00e8 compreso che la transizione ecologica non pu\u00f2 realizzarsi senza una solida strategia industriale, energetica e infrastrutturale in grado di accompagnare imprese e territori verso il cambiamento.<br \/>\nRidurre le emissioni \u00e8 un obiettivo non negoziabile, ma le politiche industriali avrebbero dovuto indirizzare il mercato valorizzando la capacit\u00e0 di innovazione delle imprese.<br \/>\nIn questo contesto assume un ruolo fondamentale il settore delle costruzioni che, essendo il principale assemblatore di tecnologie, materiali e soluzioni innovative, pu\u00f2 concretizzare l\u2019implementazione delle politiche di sostenibilit\u00e0 e quindi l\u2019effettiva transizione ecologica.<br \/>\nIn altre parole, \u00e8 il settore che costruisce e d\u00e0 forma fisica alla transizione. Senza una filiera dell\u2019edilizia solida, che va ben oltre il falso mito dei cappotti termici, non esistono edifici efficienti, impianti rinnovabili, infrastrutture sostenibili o citt\u00e0 intelligenti, perch\u00e9 \u00e8 attraverso il costruire che ogni innovazione diventa realt\u00e0.<br \/>\nL\u2019Italia e il Mezzogiorno dispongono di risorse naturali straordinarie che possono renderci protagonisti della nuova economia energetica europea. La Puglia, grazie alla sua conformazione geografica, ai porti, alle infrastrutture energetiche e alle competenze industriali presenti sul territorio, pu\u00f2 diventare uno dei principali hub euro-mediterranei dell\u2019energia pulita e delle nuove filiere produttive.<br \/>\nMa la Puglia e in particolare Brindisi, non pu\u00f2 essere soltanto il luogo dove installare impianti: la vera sfida \u00e8 trasformare la transizione energetica in un motore di sviluppo economico e sociale per i territori che la ospitano.<br \/>\nPer troppo tempo il rapporto tra grandi investimenti energetici e comunit\u00e0 locali \u00e8 stato impostato su un modello distorto: da una parte chi investe utilizzando la leva occupazionale, dall\u2019altra chi subisce.<br \/>\nPer ottenere un reale beneficio economico, \u00e8 necessario cambiare il paradigma: quando un\u2019impresa investe in fonti energetiche alternative su un territorio, le imprese locali devono entrare a far parte dell\u2019investimento, diventando partner strategici protagonisti dello sviluppo!<br \/>\nAllo stesso modo \u00e8 difficile immaginare che le royalty energetiche, se utilizzate prevalentemente per finanziare strade e marciapiedi, possano generare sviluppo. Le compensazioni derivanti dagli impianti energetici devono trasformarsi in strumenti di crescita economica permanente.<br \/>\nServe un vero \u201cpatto sociale\u201d tra istituzioni, imprese locali e investitori che vincoli una quota significativa delle royalty alla creazione di nuova economia. Quelle risorse potrebbero finanziare startup innovative fondate da giovani, sostenere progetti manifatturieri ad alto contenuto tecnologico, favorire l&#8217;adozione dell&#8217;intelligenza artificiale nei processi produttivi e accompagnare la nascita di nuove filiere industriali capaci di competere sui mercati nazionali e internazionali.<br \/>\nPer i costruttori di Ance Brindisi, la transizione ecologica deve coniugare sostenibilit\u00e0 ambientale e sviluppo economico. La decarbonizzazione pu\u00f2 essere un\u2019occasione se l\u2019innovazione tecnologica genera valore e rafforza il sistema produttivo, l\u2019occupazione e la capacit\u00e0 industriale. L\u2019obiettivo non pu\u00f2 essere solo ridurre le emissioni, ma creare un equilibrio tra lavoro, ambiente ed economia, condizione indispensabile per garantire il benessere sociale.<\/p>\n<p><strong><\/p>\n<p>Angelo Contessa<br \/>\nVice Presidente ANCE Puglia<br \/>\nDelega alla Transizione Ecologica<\/strong><em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi anni l\u2019Europa ha perseguito obiettivi ambientali ambiziosi e necessari. Tuttavia, a Brindisi, in Puglia e pi\u00f9 in generale in Italia, non si \u00e8 compreso che la transizione ecologica non pu\u00f2 realizzarsi senza una solida strategia industriale, energetica e infrastrutturale in grado di accompagnare imprese e territori verso il cambiamento. Ridurre le emissioni \u00e8 un obiettivo non negoziabile, ma le politiche industriali avrebbero dovuto indirizzare il mercato valorizzando la capacit\u00e0 di innovazione delle imprese. In questo contesto assume un ruolo fondamentale il settore delle costruzioni che, essendo il principale assemblatore di tecnologie, materiali e soluzioni innovative, pu\u00f2 concretizzare l\u2019implementazione delle politiche di sostenibilit\u00e0 e quindi l\u2019effettiva transizione ecologica. In altre parole, \u00e8 il settore che costruisce e d\u00e0 forma fisica alla transizione. Senza una filiera dell\u2019edilizia solida, che va ben oltre il falso mito dei cappotti termici, non esistono edifici efficienti, impianti rinnovabili, infrastrutture sostenibili o citt\u00e0 intelligenti, perch\u00e9 \u00e8 attraverso il costruire che ogni innovazione diventa realt\u00e0. 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