{"id":262977,"date":"2026-06-10T17:41:06","date_gmt":"2026-06-10T15:41:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=262977"},"modified":"2026-06-10T17:41:06","modified_gmt":"2026-06-10T15:41:06","slug":"interrogazione-di-stefanazzi-sul-futuro-del-polo-petrolchimico-preoccupazione-per-cracking-e-occupazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/interrogazione-di-stefanazzi-sul-futuro-del-polo-petrolchimico-preoccupazione-per-cracking-e-occupazione\/","title":{"rendered":"Interrogazione di Stefanazzi sul futuro del polo petrolchimico: preoccupazione per cracking e occupazione"},"content":{"rendered":"<p>Il futuro del polo petrolchimico di Brindisi torna al centro dell\u2019attenzione politica nazionale. \u00c8 stata infatti presentata un\u2019interrogazione al Ministro delle imprese e del made in Italy da parte dell\u2019on. Claudio Stefanazzi (Partito Democratico), che richiama la situazione di crisi del sito industriale e chiede chiarimenti urgenti sulle prospettive produttive e occupazionali dell\u2019area.<\/p>\n<p>Al centro dell\u2019atto ispettivo vi sono le ricadute della riconversione industriale annunciata da Eni attraverso Versalis, con particolare riferimento allo spegnimento dell\u2019impianto di cracking di Brindisi, attualmente in conservazione. Una scelta che, secondo l\u2019interrogante, rischia di compromettere l\u2019intero equilibrio del distretto chimico, gi\u00e0 oggetto di un Protocollo sottoscritto presso il Ministero delle imprese e del made in Italy il 10 marzo 2025.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di seguito il testo integrale dell\u2019interrogazione:<\/p>\n<p><em>STEFANAZZI<\/em><br \/>\n<em>Al Ministro delle imprese e del made in Italy. Per sapere \u2013 premesso che:<\/em><br \/>\n<em>il polo petrolchimico di Brindisi rappresenta uno dei principali pres\u00ecdi della chimica di base italiana ed europea; a seguito della decisione del gruppo Eni di procedere alla riconversione industriale dei siti Versalis e, in particolare, allo spegnimento dell\u2019impianto di cracking di Brindisi \u2013 attualmente in conservazione \u2013 l\u2019intero distretto \u00e8 interessato da una crisi industriale di rilevanza nazionale, oggetto del Protocollo sottoscritto presso il Ministero delle imprese e del made in Italy il 10 marzo 2025;<\/em><br \/>\n<em>l\u2019impianto di cracking \u00e8 strettamente interconnesso con le altre produzioni del sito: tra queste lo stabilimento gestito a Brindisi dalla multinazionale LyondellBasell dedicato alla produzione di polipropilene, la cui attivit\u00e0 dipende dall\u2019approvvigionamento di materia prima derivante dai prodotti del cracking; il venir meno di tale approvvigionamento mette a rischio la continuit\u00e0 produttiva dello stabilimento;<\/em><br \/>\n<em>in data odierna (10 giugno 2026) LyondellBasell (LYB) ha annunciato l\u2019avvio delle consultazioni con le organizzazioni sindacali con l\u2019intenzione di chiudere entro la fine dell\u2019anno l\u2019unit\u00e0 di produzione di polipropilene presso il sito di Brindisi, configurando un primo, irreversibile contraccolpo sull\u2019intera filiera della chimica di base;<\/em><br \/>\n<em>il polo petrolchimico di Brindisi conta circa 970 addetti diretti e, considerando l\u2019intero indotto, circa 2.500 lavoratori, oltre a un ruolo ritenuto insostituibile nella catena nazionale della chimica di base; la perdita di tali produzioni comprometterebbe la sovranit\u00e0 industriale del Paese in un comparto strategico;<\/em><br \/>\n<em>in data 28 aprile 2026, all\u2019esito di un incontro tenutosi presso il Ministero con i vertici del gruppo Eni, il Ministro interrogato annunciava l\u2019intesa per la nomina di un advisor internazionale, con il mandato di individuare un soggetto industriale o finanziario interessato a rilevare le attivit\u00e0 di cracking del polo di Brindisi; nella medesima occasione veniva preannunciata la convocazione, entro il mese di giugno 2026, di un nuovo tavolo di confronto con tutti i firmatari del citato Protocollo;<\/em><br \/>\n<em>a quanto consta all\u2019interrogante, dall\u2019annuncio del 28 aprile 2026 non risultano resi noti n\u00e9 l\u2019avvenuto conferimento e l\u2019oggetto del mandato all\u2019advisor, n\u00e9 lo stato di avanzamento delle relative attivit\u00e0, n\u00e9 l\u2019eventuale acquisizione di manifestazioni di interesse da parte di soggetti industriali o finanziari;<\/em><br \/>\n<em>esperienze maturate in altri Paesi europei dimostrano che \u00e8 possibile intervenire sugli impianti di cracking attraverso processi di decarbonizzazione ed efficientamento dell\u2019esistente senza intaccarne la capacit\u00e0 produttiva come nel caso dello stabilimento di Shell Chemicals a Moerdijk;<\/em><br \/>\n<em>la continuit\u00e0 del cracking \u00e8 considerata da pi\u00f9 parti, incluse le organizzazioni sindacali, condizione indispensabile per rendere appetibile l\u2019investimento e per scongiurare la dismissione irreversibile del polo, dalla quale dipende anche la sorte dello stabilimento Basell \u2013:<\/em><br \/>\n<em>quali aggiornamenti il Ministro interrogato disponga in merito allo stato di attuazione del mandato conferito all\u2019advisor incaricato di individuare un soggetto interessato a rilevare le attivit\u00e0 di cracking del polo petrolchimico di Brindisi, con particolare riferimento alle tempistiche, agli esiti dell\u2019attivit\u00e0 finora svolta e all\u2019eventuale acquisizione di manifestazioni di interesse, e se intenda renderne pubblici i contenuti;<\/em><br \/>\n<em>se il nuovo tavolo di confronto preannunciato entro il mese di giugno 2026 sia stato convocato ovvero quando si intenda convocarlo, e con quali obiettivi e impegni in ordine alla salvaguardia produttiva e occupazionale del polo;<\/em><br \/>\n<em>quali iniziative urgenti intenda assumere a tutela dei livelli occupazionali del polo petrolchimico di Brindisi e, in particolare, dei lavoratori dello stabilimento Basell, a fronte delle notizie relative alla sua imminente chiusura e se non ritenga di promuovere, anche alla luce delle migliori esperienze europee in materia, soluzioni di riconversione e decarbonizzazione idonee a salvaguardare la capacit\u00e0 produttiva del sito e la continuit\u00e0 della chimica di base nel Paese.<\/em><br \/>\n<em>On. Claudio Stefanazzi (Partito Democratico)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019interrogazione punta dunque i riflettori su tre nodi centrali: il destino dell\u2019impianto di cracking, la tenuta della filiera produttiva collegata e il rischio occupazionale che coinvolge centinaia di lavoratori diretti e dell\u2019indotto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Ministero delle imprese e del made in Italy \u00e8 ora chiamato a fornire aggiornamenti sul lavoro dell\u2019advisor internazionale, sulle eventuali manifestazioni di interesse industriale e sulla convocazione del tavolo di confronto promesso nei mesi scorsi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il futuro del polo petrolchimico di Brindisi torna al centro dell\u2019attenzione politica nazionale. \u00c8 stata infatti presentata un\u2019interrogazione al Ministro delle imprese e del made in Italy da parte dell\u2019on. Claudio Stefanazzi (Partito Democratico), che richiama la situazione di crisi del sito industriale e chiede chiarimenti urgenti sulle prospettive produttive e occupazionali dell\u2019area. Al centro dell\u2019atto ispettivo vi sono le ricadute della riconversione industriale annunciata da Eni attraverso Versalis, con particolare riferimento allo spegnimento dell\u2019impianto di cracking di Brindisi, attualmente in conservazione. Una scelta che, secondo l\u2019interrogante, rischia di compromettere l\u2019intero equilibrio del distretto chimico, gi\u00e0 oggetto di un Protocollo sottoscritto presso il Ministero delle imprese e del made in Italy il 10 marzo 2025. &nbsp; Di seguito il testo integrale dell\u2019interrogazione: STEFANAZZI Al Ministro delle imprese e del made in Italy. 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