{"id":263573,"date":"2026-06-25T18:24:01","date_gmt":"2026-06-25T16:24:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=263573"},"modified":"2026-06-25T18:24:01","modified_gmt":"2026-06-25T16:24:01","slug":"contessa-ance-errori-progettuali-le-imprese-non-possono-continuare-a-essere-il-capro-espiatorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/contessa-ance-errori-progettuali-le-imprese-non-possono-continuare-a-essere-il-capro-espiatorio\/","title":{"rendered":"Contessa (ANCE): &#8220;Errori progettuali: le imprese non possono continuare a essere il capro espiatorio!&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Negli ultimi anni si \u00e8 consolidata una prassi che non possiamo pi\u00f9 accettare: alle imprese esecutrici vengono attribuite responsabilit\u00e0 che, molto spesso, nascono ben prima dell\u2019apertura del cantiere.<br \/>\nI ritardi autorizzativi, i progetti incompleti o tecnicamente carenti, le interferenze non risolte e la necessit\u00e0 di varianti in corso d\u2019opera finiscono per gravare quasi esclusivamente sull\u2019impresa, come se fosse l\u2019unico soggetto responsabile del buon esito di un\u2019opera pubblica. Non \u00e8 cos\u00ec.<br \/>\nLa validazione di un progetto non pu\u00f2 essere un mero adempimento formale. Se un progetto presenta errori, lacune o criticit\u00e0 che emergono durante l\u2019esecuzione, \u00e8 evidente che il problema riguarda l\u2019intera filiera tecnica e amministrativa. Esiste una responsabilit\u00e0 condivisa che coinvolge dirigenti, RUP, progettisti, verificatori, validatori e direzione lavori. Non \u00e8 accettabile che questa corresponsabilit\u00e0 si dissolva nel momento in cui emergono le difficolt\u00e0, lasciando l\u2019impresa da sola ad affrontarne le conseguenze economiche, organizzative e, troppo spesso, reputazionali.<br \/>\nLe imprese italiane investono in competenze, innovazione e sicurezza. Meritano regole chiare, progetti realmente cantierabili e tempi amministrativi certi. Non possono essere chiamate a supplire alle carenze della programmazione o della progettazione, n\u00e9 diventare il parafulmine di un sistema che fatica ad assumersi le proprie responsabilit\u00e0 e, anzi, cerca di occultarle o procrastinarle nel tempo, forte delle eventuali lungaggini processuali. In alcuni casi, neanche l\u2019obbligatorio CCT, previsto per i lavori sopra soglia, ha risolto il problema, poich\u00e9 le stazioni appaltanti agiscono ritardandone la costituzione o, peggio ancora, cercando di orientare le decisioni dei suoi componenti.<br \/>\nCome Presidente di ANCE Brindisi e Amministratore del Consorzio Stabile Build, ritengo sia arrivato il momento di ristabilire un principio fondamentale: ogni attore della filiera delle opere pubbliche deve rispondere delle proprie decisioni e del proprio operato. Solo cos\u00ec sar\u00e0 possibile realizzare infrastrutture di qualit\u00e0, rispettare tempi e risorse pubbliche e restituire dignit\u00e0 al lavoro delle imprese. Il Codice dei Contratti (D.Lgs. 36\/2023) lo afferma chiaramente nei suoi principi, in particolare nei primi due: il principio del risultato e il principio della fiducia.<br \/>\nDa oggi lanciamo una proposta chiara: alla prima criticit\u00e0 progettuale bisogna fermare il cantiere; \u00e8 l\u2019unica vera arma che abbiamo: senza noi costruttori le opere non si fanno! Meglio una sospensione che mesi di tira e molla e milioni di euro scaricati su chi esegue i lavori. Se il progetto \u00e8 sbagliato, non \u00e8 l\u2019impresa che deve continuare a costruire sperando che qualcuno, prima o poi, approvi una variante. Fermarsi subito significa tutelare l\u2019interesse pubblico, evitare contenziosi e obbligare ciascuno ad assumersi le proprie responsabilit\u00e0. Solo cos\u00ec si potr\u00e0 porre fine all\u2019abitudine di trasformare le imprese nell\u2019anello debole della filiera e nel capro espiatorio di errori che appartengono ad altri.<br \/>\nAngelo Contessa<br \/>\nPresidente ANCE Brindisi<br \/>\nAmministratore Consorzio Stabile Build<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi anni si \u00e8 consolidata una prassi che non possiamo pi\u00f9 accettare: alle imprese esecutrici vengono attribuite responsabilit\u00e0 che, molto spesso, nascono ben prima dell\u2019apertura del cantiere. I ritardi autorizzativi, i progetti incompleti o tecnicamente carenti, le interferenze non risolte e la necessit\u00e0 di varianti in corso d\u2019opera finiscono per gravare quasi esclusivamente sull\u2019impresa, come se fosse l\u2019unico soggetto responsabile del buon esito di un\u2019opera pubblica. Non \u00e8 cos\u00ec. La validazione di un progetto non pu\u00f2 essere un mero adempimento formale. 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