{"id":264537,"date":"2026-07-14T22:43:03","date_gmt":"2026-07-14T20:43:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=264537"},"modified":"2026-07-15T08:49:04","modified_gmt":"2026-07-15T06:49:04","slug":"consiglio-sanita-il-dibattito-e-le-repliche-dellassessore-pentassuglia-e-del-presidente-decaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/consiglio-sanita-il-dibattito-e-le-repliche-dellassessore-pentassuglia-e-del-presidente-decaro\/","title":{"rendered":"Consiglio sanit\u00e0: il dibattito e le repliche dell\u2019assessore Pentassuglia e del presidente Decaro"},"content":{"rendered":"<p>Nel corso della seduta consiliare monotematica dedicata al tema della sanit\u00e0 pubblica in Puglia, sono state toccate numerose problematiche legate alla gestione dei servizi sanitari, evidenziando  soprattutto il tema dell\u2019impiego della spesa rispetto alle risorse disponibili.<br \/>\nAd iniziare dall\u2019intervento del capogruppo di FdI Paolo Pagliaro che ha avviato la discussione, in qualit\u00e0 di rappresentante del Gruppo consiliare, primo richiedente della seduta, \u00e8 stata rilevata la mancanza di una strategia regionale sotto il profilo sanitario senza avere un\u2019idea ben precisa di come gestire in modo organico e complessivo il tema della sanit\u00e0. Da qui la richiesta di un\u2019operazione verit\u00e0 necessaria per mettere in fila le criticit\u00e0 che si trascinano da vent\u2019anni, mettere un punto, tirare una linea e andare a capo, cominciando dal 2025 che ha segnato il punto pi\u00f9 basso in negativo della sanit\u00e0 pubblica pugliese, con l\u2019aggravante che il buco della sanit\u00e0 di quasi 370 milioni di euro lo pagheranno i cittadini con l\u2019aumento dell\u2019addizionale Irpef senza contare gli ulteriori 130 milioni di euro rastrellati dal bilancio autonomo regionale sottraendo soldi da altri capitoli di spesa significando meno servizi e meno interventi destinati alle comunit\u00e0 pugliesi.  <\/p>\n<p>Hanno fatto seguito gli interventi dei capigruppo di minoranza Fabio Romito (Lega), Paride Mazzotta (FI) e Luigi Lobuono (Misto) e dei consiglieri Napoleone Cera (Lega), Antonio Scalera (Lega), Tonia Spina (FdI), Giampaolo Vietri (FdI), Giannicola De Leonardis (FdI), Dino Basile (FdI), Marcello Lanotte (FI), Antonio Scianaro (FdI), Andrea Ferri (FdI), Nicola Gatta (FdI), Renato Perrini (FdI), Carmela Minuto (FI), Luigi Caroli (FdI), per rilevare che vengono spese   risorse pari all\u201985 per cento del bilancio per una sanit\u00e0 che non funziona, avendo accumulato un disavanzo di 369,4 milioni di euro solo nel 2025, secondo quanto riportato nei dati del Ministero della salute. L\u2019auspicio \u00e8 che, all\u2019esito di questo Consiglio regionale, anche molto dibattuto e molto partecipato, si possa tracciare una linea e ripartire nell\u2019interesse di 4 milioni di pugliesi che stanno aspettando la definizione di risoluzioni concrete per le problematiche che attanagliano il servizio sanitario regionale. <\/p>\n<p>Per la maggioranza dopo l\u2019intervento del capogruppo del Pd Stefano Minerva, si sono susseguiti gli interventi dei capigruppo Giuseppe Fischietti (Prossima), Ruggiero Passero (PlP) e Maria La Ghezza (M5S), per ribadire che tutte le Regioni italiane hanno registrato un deficit sanitario a seguito della riduzione del fondo per la spesa sanitaria che \u00e8 passato dal 6,7 per cento del 2014 al 6,3 per cento degli ultimi anni, un abbassamento di quasi 0,5 punti percentuali rispetto all\u2019incidenza della spesa sanitaria sul PIL. Inoltre nel corso degli altri interventi dei consiglieri di maggioranza Ubaldo Pagano (Pd), Domenico De Santis (PD); Raffaele Piemontese (Pd), Cosimo Borraccino (Pd), Felice Spaccavento (Prossima), Tommaso Gioia (Prossima), Isabella Lettori (Pd) e Antonio Tutolo (PlP), \u00e8 stato specificato che la spesa sanitaria cresce di pi\u00f9 del finanziamento statale e che a fronte dell\u2019aumento del 3,6 % dei costi, il Governo copre soltanto con l\u20191,2 per cento il fondo sanitario nazionale e per la Regione Puglia appena l\u20191,9 per cento, quindi quasi 2,5 punti di differenza tra la spesa corrente e la copertura del Fondo nazionale. \u00c8 stato fatto riferimento a quanto conferma la Fondazione Gimbe in ordine al buco che lo definisce superiore a 30 miliardi per il triennio in corso e a quanto emerge dal confronto europeo quando si dice che il Servizio sanitario nazionale in Italia copre il 73 per cento della spesa sanitaria complessiva a differenza di una media europea dell\u201980 per cento. Per questo, da parte della maggioranza \u00e8 stato ribadito che \u00e8 opportuno impegnarsi tutti e che ognuno faccia la propria parte, evitando di fare propaganda inutile, affinch\u00e8 con il sacrificio chiesto ai pugliesi, con i tagli che la politica sta facendo su se stessa e con il Governo che deve fare la propria parte sul Fondo sanitario, si possa dire di aver trasformato una fase difficile in un\u2019occasione di riscatto per tutta la sanit\u00e0.<\/p>\n<p>Di seguito la replica dell\u2019assessore alla sanit\u00e0 Donato Pentassuglia.<\/p>\n<p>\u201cAbbiamo affrontato diverse questioni, molte delle quali andrebbero approfondite con seriet\u00e0, con puntualit\u00e0 e con dovizia di particolari, ossia corroborati da atti, documenti e numeri ufficiali, perch\u00e9 in alcuni casi sono stati trattati con molta superficialit\u00e0 e demagogia.  Nessun Governo, n\u00e9 di sinistra, n\u00e9 di centrosinistra e n\u00e9 di centrodestra, ha determinato una discussione sul Fondo sanitario nazionale e sulle politiche della salute in Italia che tenesse conto dell\u2019evoluzione dei tempi, del rapporto con l\u2019universit\u00e0, della mancanza di medici, problemi che richiamavo gi\u00e0 dodici anni fa.<br \/>\n\u00c8 opportuno per\u00f2 partire da alcuni dati. I dati delle relazioni del MEF del 2025, i dati della Corte dei conti alle Commissioni congiunte di Camera e Senato e per essere chiari la Puglia ha chiuso il 2022 con meno 144 milioni di euro, nel 2023 meno 38 milioni, nel 2024 meno 83 milioni e nel 2025 meno 349 milioni (e non369 milioni): sono esattamente 349.025.974 euro.<br \/>\nI 700 milioni di aumento del Fondo, che sono 717.437.799 euro sono stati cos\u00ec distribuiti: 316.976.923 per il 2023, anno nel quale i 38 milioni sono il numero pi\u00f9 basso, perch\u00e9 \u00e8 l\u2019anno nel quale l\u2019assessore Palese blocc\u00f2 le assunzioni. Mentre, per il 2024 sono 308.901.928 euro di quei 717 e nel 2025, 91.558.000. Questo significa che il disequilibrio o disavanzo che avete chiamato buco di 349 milioni \u00e8 quanto abbiamo registrato, che, come dice il comma 104, ha messo nelle condizioni il presidente Decaro di fare una manovra.<br \/>\nC\u2019\u00e8 un tema, oltre al Fondo, che metto all\u2019attenzione del Consiglio: il disavanzo 2005, certificato dall\u2019allora Ministro Tremonti, era pari a 539 milioni di euro e ci\u00f2 che interessa \u00e8 che noi oggi viviamo ancora il 2004 meno l\u20191,04, cio\u00e8 siamo fermi a piante organiche di un\u2019era glaciale passata.<br \/>\nSi \u00e8 partiti dalle liste d\u2019attesa e oggi possiamo dire che c\u2019\u00e8 una riduzione del 10 per cento ma c\u2019\u00e8 un aumento della spesa dovuto al costo delle sedute aggiuntive. Per questo si stanno rivedendo anche i piani di fabbisogno. Quanto alle case di comunit\u00e0, la Puglia a maggio 2022, si era impegnata per 121 case. Dalla verifica puntuale dei cantieri (le autorizzazioni) \u00e8 stato appurato che  non si arrivava al numero target, che era quello meno il 35 per cento per evitare di perdere il finanziamento, che significava non perdere anche la possibilit\u00e0 di utilizzare le risorse entro dicembre. Tutto ci\u00f2 \u00e8 stato garantito, trasmettendo il 1\u00b0 luglio l\u2019elenco puntuale dei Comuni per ogni provincia ed \u00e8 stato determinato il numero delle 64 case. Pertanto con la rimodulazione pensiamo di dotare la Puglia di 126 rispetto a 121 pensando anche di utilizzare il fondo di sviluppo e coesione. Quindi, la Puglia ha concorso al target italiano, essendo in linea perch\u00e9 il numero di giugno \u00e8 stato garantito. Ci sono tante questioni aperte come quella dell\u2019assistenza domiciliare integrata, il tema dell\u2019autismo, il tema della salute mentale, il tema dei regolamenti sul privato accreditato e su tutte quelle strutture, come le residenze sanitarie e altro, per le quali abbiamo numeri inferiori a quello che serve alla Puglia e con il piano operativo sar\u00e0 determinato tutto nella piena condivisione di tutti e con un percorso prestabilito\u201d.<\/p>\n<p>Ha chiuso la seduta il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, evidenziando la complessit\u00e0 del tema per i vari cambiamenti in atto, a cominciare dalla struttura demografica e dal conseguente aumento della domanda di sanit\u00e0, mentre le risorse non aumentano in maniera tale da coprire i maggiori costi.<\/p>\n<p>\u201cLa cura, la salute, la sanit\u00e0: sono questi i temi pi\u00f9 importanti per i nostri cittadini. La Corte dei Conti, nell\u2019audizione delle Camere in seduta congiunta, ha mostrato chiaramente questo squilibrio \u2013 ha spiegato Decaro utilizzando slide illustrative \u2013: nel 2025 la spesa sanitaria effettiva \u00e8 stata di 141 miliardi, mentre il Fondo sanitario nazionale si \u00e8 fermato a 136 miliardi, con una differenza di 5 miliardi. La curva dei costi delle Regioni cresce pi\u00f9 rapidamente della curva delle risorse statali. \u00c8 quindi vero che il governo Meloni ha dato pi\u00f9 soldi, ma le curve continuano ad allontanarsi e, in proiezione, la differenza di 5 miliardi si accrescer\u00e0 nei prossimi anni\u201d.<br \/>\nDecaro ha smentito che nelle altre Regioni non ci sia disavanzo e che non abbiano aumentato l\u2019addizionale Irpef. \u201cLe Regioni in disavanzo nel 2024 \u2013 questi sono gli ultimi dati certificati \u2013 sono numerose, in particolare Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Abruzzo, Emilia-Romagna, Sardegna, Toscana, Puglia \u2013 ha elencato \u2013 e tra queste il Piemonte, l&#8217;Emilia-Romagna, l&#8217;Umbria e l&#8217;Abruzzo hanno aumentato le tasse, in modi diversi: dall\u2019Irpef ai bolli, fino ai ticket sulle ricette\u201d.<br \/>\nHa quindi citato e mostrato articoli di stampa che riferivano di manovre da 400 milioni in Emilia-Romagna, di aumenti dell\u2019Irpef in Umbria per 116 milioni, di tensioni in Molise e Abruzzo, e di difficolt\u00e0 anche in Lombardia.<br \/>\nLa Puglia, sotto un altro profilo, ha rispettato gli obiettivi Lea (Livelli Essenziali di Assistenza) e ha ottenuto una valutazione positiva, collocandosi comunque nella parte alta della classifica nazionale, al nono posto a livello generale e al primo per il solo Meridione.<br \/>\nIl presidente ha proseguito ribandendo che il disavanzo pugliese attuale \u00e8 di 349 milioni di euro, dopo un\u2019operazione di pulizia dei bilanci che ha ridotto una stima iniziale pi\u00f9 alta. E ha spiegato da dove arrivano questi costi: 433 milioni di maggiori spese complessive, di cui 188 milioni per il personale e 117 milioni per la farmaceutica. Nel dettaglio, le assunzioni hanno pesato per 104 milioni: sono state effettuate 2.367 assunzioni, con 530 medici, 992 infermieri, 802 operatori sanitari e 44 amministrativi. A queste cifre si aggiungeranno 80 milioni per il rinnovo dei contratti nazionali e 22 milioni per l\u2019adeguamento dei fondi. Le prestazioni aggiuntive valgono altri 18 milioni. Se si volesse aumentare ancora l\u2019offerta sanitaria, ci sarebbero 140 milioni disponibili per nuove assunzioni, ma andrebbero poi coperti stabilmente. Un tema che il presidente della Regione ha posto ai consiglieri, anche di minoranza: si pu\u00f2 decidere di farle, le assunzioni, ma con consapevolezza, perch\u00e9 \u201cvogliamo migliorare l\u2019offerta sanitaria\u201d.<br \/>\nLa spesa farmaceutica ospedaliera \u00e8 cresciuta di 86 milioni, soprattutto per farmaci salvavita, oncologici e innovativi: nei primi due anni sono a carico dello Stato (circa 91 milioni), poi passano alle Regioni. Nel 2025 si prevede un ulteriore aumento di 90 milioni per nuovi farmaci biologici e chemioterapici. La farmaceutica convenzionata \u00e8 aumentata di 31 milioni, anche perch\u00e9 alcuni farmaci sono stati spostati dall\u2019ospedale alle farmacie, con costi pi\u00f9 alti, e perch\u00e9 le prescrizioni sono passate dagli specialisti ai medici di base. Solo il trasferimento delle gliptine e delle glifozine ha generato 22 milioni di maggiori costi. Il governo sta per spostare 154 principi attivi dalla spesa ospedaliera al bancone, eliminando il meccanismo del payback che oggi permette risparmi.<br \/>\nAltri costi riguardano i dispositivi medici (25 milioni), il sociosanitario (35 milioni), l\u2019accantonamento rischi (15 milioni) e la stabilizzazione del 118. Per evitare di aumentare ulteriormente le tasse, la Regione ha tagliato 107 milioni dal bilancio extra-sanitario, pari al 10% della spesa non sanitaria, senza toccare i servizi: le risorse sono state recuperate da maggiori entrate Irpef, avanzi di amministrazione (tra cui 35 milioni del Consiglio regionale), risparmi di tesoreria e avanzo vincolato.<br \/>\nSulle tasse, Decaro ha chiarito che l\u2019aumento non riguarda \u201ctutti\u201d: fino a 15.000 euro l\u2019aliquota resta invariata; tra 15.000 e 28.000 euro l\u2019aumento \u00e8 di 4,17 euro al mese; tra 28.000 e 50.000 euro \u00e8 di 19 euro; tra 50.000 e 100.000 euro \u00e8 di 66 euro. Il 72,5% dei contribuenti rientra nelle fasce pi\u00f9 basse. La Puglia resta comunque, a livello di aliquote, sotto Regioni come Molise, Lazio, Toscana e Campania.<br \/>\nInfine, il presidente ha affrontato il tema della mobilit\u00e0 sanitaria: la Puglia perde 345 milioni perch\u00e9 molti cittadini vanno a curarsi fuori regione. Ha spiegato per\u00f2 che dalla verifica sui dati \u00e8 emerso che le principali fughe riguardano interventi non complessi, come le protesi agli arti inferiori e la chirurgia bariatrica, che la Puglia esegue bene e che attirano pazienti da altre regioni. Il problema \u00e8 che molte cliniche private pugliesi, raggiunto il tetto di spesa, mandano i pazienti fuori regione, spesso nella stessa clinica privata che ha sedi altrove, portando con s\u00e9 anche i medici. Questo genera costi aggiuntivi che nelle altre Regioni, non sottoposte a piano di rientro, non sono soggetti a controlli. Per questo ha proposto alla minoranza di chiedere, insieme, al governo di intervenire sugli accordi bilaterali tra Regioni.<br \/>\nHa concluso facendo riferimento all\u2019invito ricevuto dai consiglieri Romito e Minuto ad avere coraggio: \u201cServir\u00e0 coraggio per affrontare una situazione complessa. Io ce la metter\u00f2 tutta e ci metter\u00f2 tutto il coraggio di cui sono capace. Spero di trovare in questo Consiglio regionale dei coraggiosi, molti coraggiosi\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel corso della seduta consiliare monotematica dedicata al tema della sanit\u00e0 pubblica in Puglia, sono state toccate numerose problematiche legate alla gestione dei servizi sanitari, evidenziando soprattutto il tema dell\u2019impiego della spesa rispetto alle risorse disponibili. Ad iniziare dall\u2019intervento del capogruppo di FdI Paolo Pagliaro che ha avviato la discussione, in qualit\u00e0 di rappresentante del Gruppo consiliare, primo richiedente della seduta, \u00e8 stata rilevata la mancanza di una strategia regionale sotto il profilo sanitario senza avere un\u2019idea ben precisa di come gestire in modo organico e complessivo il tema della sanit\u00e0. Da qui la richiesta di un\u2019operazione verit\u00e0 necessaria per mettere in fila le criticit\u00e0 che si trascinano da vent\u2019anni, mettere un punto, tirare una linea e andare a capo, cominciando dal 2025 che ha segnato il punto pi\u00f9 basso in negativo della sanit\u00e0 pubblica pugliese, con l\u2019aggravante che il buco della sanit\u00e0 di quasi 370 milioni di euro lo pagheranno i cittadini con l\u2019aumento dell\u2019addizionale Irpef senza contare gli ulteriori 130 milioni di euro rastrellati dal bilancio autonomo regionale&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":264527,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-264537","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/264537","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=264537"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/264537\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":264541,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/264537\/revisions\/264541"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/264527"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=264537"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=264537"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=264537"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}