{"id":264755,"date":"2026-07-19T13:30:03","date_gmt":"2026-07-19T11:30:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=264755"},"modified":"2026-07-19T20:32:04","modified_gmt":"2026-07-19T18:32:04","slug":"piccirillo-confesercenti-mogale-e-il-futuro-di-ostuni-il-turismo-non-e-lavoro-povero-e-ricchezza-che-circola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/piccirillo-confesercenti-mogale-e-il-futuro-di-ostuni-il-turismo-non-e-lavoro-povero-e-ricchezza-che-circola\/","title":{"rendered":"Piccirillo (Confesercenti): &#8220;Mogale e il futuro di Ostuni: il turismo non \u00e8 lavoro povero, \u00e8 ricchezza che circola&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>La discussione sul futuro di Mogale sta assumendo toni che rischiano di allontanare la comunit\u00e0 dalla realt\u00e0. Come Presidente di Confesercenti della Provincia di Brindisi rappresento imprese, lavoratori autonomi, attivit\u00e0 produttive e operatori turistici: la parte della citt\u00e0 che vive il territorio ogni giorno, che lo sostiene e che lo fa crescere. \u00c8 per questo che ritengo necessario riportare il dibattito su un piano di responsabilit\u00e0, verit\u00e0 e prospettiva.<br \/>\nSi sente ripetere spesso che il turismo generi solo lavoro precario e poco retribuito. \u00c8 una frase che funziona perch\u00e9 contiene una parte di verit\u00e0: il turismo stagionale, quello mordi\u2011e\u2011fuggi, quello che vive solo due mesi l\u2019anno, pu\u00f2 produrre lavoro discontinuo. Ma fermarsi a questa immagine significa guardare al passato, non al presente. Il turismo di qualit\u00e0, quello che investe, che innova, che funziona tutto l\u2019anno, \u00e8 tutt\u2019altra cosa: professionalizza la filiera, stabilizza l\u2019occupazione e attiva decine di mestieri diversi. Chi critica il turismo immagina ancora un mondo fatto solo di camerieri, cuochi e personale delle pulizie. \u00c8 una visione ferma agli anni \u201990.<br \/>\nIl turismo moderno \u00e8 una industria dei servizi complessa, che coinvolge artigiani, tecnici, (ingegneri, architetti, geometri, ragionieri ecc)  manutentori, agricoltori, operatori del verde, NCC, taxi, guide, accompagnatori, imprese di pulizia professionale, lavanderie, servizi digitali, professionisti del benessere, imprese di eventi, catering, attivit\u00e0 outdoor: (escursioni naturalistiche trekking e cammini, cicloturismo, attivit\u00e0 sportive leggere, esperienze agricole, tour culturali, attivit\u00e0 marine leggere,  fotografia naturalistica)  Questa \u00e8 la filiera reale del turismo. Ed \u00e8 una filiera che non \u00e8 stagionale, perch\u00e9 i servizi devono essere garantiti tutto l\u2019anno.<br \/>\nIl vero valore del turismo non \u00e8 dentro le strutture: \u00e8 fuori, \u00e8 nel territorio. Ogni visitatore, ogni giorno della sua permanenza, mangia nei ristoranti e nelle masserie, acquista prodotti locali e artigianato, utilizza servizi di trasporto- pubblico e privato, partecipa ad attivit\u00e0 esperienziali, attiva lavoro per artigiani, agricoltori, giardinieri, tecnici, alimenta la filiera degli eventi, della cultura, delle esperienze. E poi riparte. E arriva un altro visitatore. E poi un altro ancora. Questo turn\u2011over continuo \u00e8 un moltiplicatore economico potentissimo: non \u00e8 il singolo turista a fare la differenza, ma la continuit\u00e0 del flusso. \u00c8 cos\u00ec che il turismo di qualit\u00e0 aumenta il reddito pro capite del territorio.<br \/>\nIl vero problema del turismo locale \u00e8 la stagionalit\u00e0. E la stagionalit\u00e0 si combatte solo con investimenti che funzionano tutto l\u2019anno. Le strutture di fascia alta lavorano anche in inverno, attirano clientela internazionale, generano servizi continuativi, stabilizzano l\u2019occupazione e sostengono la filiera locale. La destagionalizzazione non \u00e8 uno slogan: \u00e8 la condizione necessaria per trasformare il turismo da lavoro povero a lavoro professionale.<br \/>\nEd \u00e8 qui che entra in gioco un principio che dovrebbe guidare ogni valutazione seria: la differenza tra il \u201cfare\u201d e il \u201cnon fare\u201d.<br \/>\nNon fare significa lasciare tutto com\u2019\u00e8, accettare la stagionalit\u00e0 come destino, rinunciare a nuove opportunit\u00e0, lasciare che la filiera locale lavori a singhiozzo, vedere i giovani andare altrove.<br \/>\nFare, se regolato e sostenibile, significa invece attivare il territorio, creare lavoro professionale, dare continuit\u00e0 ai servizi, valorizzare le competenze, generare reddito diffuso. Non \u00e8 una questione ideologica: \u00e8 una questione di realt\u00e0. Ogni comunit\u00e0 che ha scelto di non fare \u00e8 rimasta ferma; ogni comunit\u00e0 che ha scelto di fare, con intelligenza e rispetto del territorio, \u00e8 cresciuta.<br \/>\nNegli ultimi tempi si \u00e8 parlato molto di \u201cturismo estrattivo\u201d, come se fosse una categoria che descrive qualsiasi investimento turistico. In realt\u00e0, questo termine indica un modello ben preciso: quello in cui il turista vive isolato dal territorio, consuma tutto all\u2019interno della struttura e lascia poco o nulla all\u2019economia locale. \u00c8 un modello che pu\u00f2 esistere in qualunque parte del mondo, indipendentemente dalla tipologia della struttura, e che non ha nulla a che vedere con il turismo di qualit\u00e0 che Ostuni sta cercando di sviluppare.<br \/>\nIl turismo estrattivo non dipende dalla forma dell\u2019offerta, ma dal modo in cui essa si relaziona al territorio. Quando una struttura dialoga con le imprese locali, acquista prodotti del posto, attiva servizi esterni, coinvolge artigiani, agricoltori, tecnici, operatori del verde, guide, accompagnatori, ristoratori, trasportatori, allora non sottrae valore: lo distribuisce. \u00c8 un turismo che fa crescere la comunit\u00e0, che alimenta la filiera, che genera reddito diffuso.<br \/>\nConfondere questo modello con il turismo estrattivo significa usare una categoria sbagliata, che non descrive ci\u00f2 che accade realmente quando un territorio punta sulla qualit\u00e0, sulla professionalizzazione e sulla destagionalizzazione. Il turismo estrattivo \u00e8 un fenomeno da evitare, certo, ma non coincide con il turismo di qualit\u00e0: coincide con la mancanza di integrazione con il territorio. E Ostuni, oggi, ha bisogno esattamente del contrario: integrazione, collaborazione, filiera, valore che circola.<br \/>\nLa questione della costa merita un chiarimento altrettanto netto. In Puglia esistono casi di abusi: recinzioni illegittime, occupazioni indebite del demanio, strutture che hanno provato a spingersi oltre ci\u00f2 che la legge consente. Sono fatti reali, documentati, in parte sanzionati, e nessuno ha interesse a minimizzarli. Ma proprio perch\u00e9 esistono, \u00e8 importante distinguere tra ci\u00f2 che \u00e8 abuso e ci\u00f2 che \u00e8 sviluppo regolato.<br \/>\nGli abusi non sono la conseguenza del turismo di qualit\u00e0: sono la conseguenza della mancanza di controllo, della disattenzione amministrativa, della gestione superficiale del territorio. Il turismo di qualit\u00e0, al contrario, vive di regole, di autorizzazioni, di standard elevati, di rapporti trasparenti con le istituzioni. Non ha bisogno di recintare la costa, n\u00e9 di sottrarre spazi pubblici: ha bisogno di un territorio bello, accessibile, vivo, perch\u00e9 \u00e8 proprio questo che cerca la sua clientela. La costa \u00e8 demanio pubblico e rimane tale.<br \/>\nGli abusi vanno perseguiti, non usati come argomento per bloccare qualsiasi forma di sviluppo. Confondere gli abusi con il turismo regolato significa fare un favore a chi viola le regole e un torto a chi le rispetta. Non \u00e8 il turismo a privatizzare la costa, sono gli abusi. E gli abusi si combattono con i controlli, non con l\u2019immobilismo.<br \/>\nOstuni \u00e8 una citt\u00e0 che merita tutela, ma merita anche futuro. La comunit\u00e0 deve poter discutere serenamente, senza estremismi, senza contrapposizioni ideologiche, senza paure indotte. La vera responsabilit\u00e0 \u00e8 questa: non chiudere la porta allo sviluppo, ma governarlo con intelligenza, equilibrio e rispetto del territorio. Il turismo di qualit\u00e0 non \u00e8 lavoro povero: \u00e8 ricchezza che circola, \u00e8 reddito che rimane, \u00e8 futuro che si costruisce.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La discussione sul futuro di Mogale sta assumendo toni che rischiano di allontanare la comunit\u00e0 dalla realt\u00e0. Come Presidente di Confesercenti della Provincia di Brindisi rappresento imprese, lavoratori autonomi, attivit\u00e0 produttive e operatori turistici: la parte della citt\u00e0 che vive il territorio ogni giorno, che lo sostiene e che lo fa crescere. \u00c8 per questo che ritengo necessario riportare il dibattito su un piano di responsabilit\u00e0, verit\u00e0 e prospettiva. Si sente ripetere spesso che il turismo generi solo lavoro precario e poco retribuito. \u00c8 una frase che funziona perch\u00e9 contiene una parte di verit\u00e0: il turismo stagionale, quello mordi\u2011e\u2011fuggi, quello che vive solo due mesi l\u2019anno, pu\u00f2 produrre lavoro discontinuo. 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