{"id":265294,"date":"2026-07-30T10:13:25","date_gmt":"2026-07-30T08:13:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=265294"},"modified":"2026-07-30T10:13:25","modified_gmt":"2026-07-30T08:13:25","slug":"decarbonizzazione-cerano-cobas-il-metodo-e-positivo-ma-i-risultati-sono-ancora-insufficienti-servono-risposte-per-lavoratori-e-aree-di-cerano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/decarbonizzazione-cerano-cobas-il-metodo-e-positivo-ma-i-risultati-sono-ancora-insufficienti-servono-risposte-per-lavoratori-e-aree-di-cerano\/","title":{"rendered":"Decarbonizzazione Cerano, Cobas: \u201cIl metodo \u00e8 positivo, ma i risultati sono ancora insufficienti. Servono risposte per lavoratori e aree di Cerano\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Il percorso avviato per la reindustrializzazione di Brindisi \u00e8 stato al centro dell\u2019incontro convocato ieri, 29 luglio, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy dal ministro Adolfo Urso. Alla riunione ha partecipato anche il sindacato Cobas, che ha espresso una valutazione articolata sul lavoro svolto finora.<\/p>\n<p>Per il sindacato il metodo adottato, basato sulla collaborazione tra istituzioni, imprese e soggetti territoriali, rappresenta un elemento positivo. \u201cMettere tutti in rete per realizzare al meglio le proposte avanzate da tante aziende \u00e8 una strada condivisibile\u201d, sottolinea il Cobas. Ma il giudizio cambia quando si passa ai risultati concreti raggiunti: \u201cIl voto \u00e8 negativo perch\u00e9 quanto realizzato fino ad oggi \u00e8 ben poca cosa rispetto a quello immaginato due anni fa\u201d.<\/p>\n<p>A preoccupare il sindacato \u00e8 soprattutto il rischio che alcuni investimenti strategici possano essere indirizzati verso altri territori. Il riferimento \u00e8 all\u2019eolico offshore, che secondo il Cobas sarebbe stato trasferito interamente a Taranto, e ad altri interventi finiti in Molise.<\/p>\n<p>Tra gli elementi emersi durante l\u2019incontro romano anche il tema della centrale Enel di Cerano e della cosiddetta \u201criserva fredda\u201d fino al 2038. Secondo il Cobas, l\u2019ipotesi di una rinuncia a tale soluzione non significherebbe per\u00f2 l\u2019assenza di scenari alternativi.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019Enel \u2013 sostiene il sindacato \u2013 collocher\u00e0 gli scaricatori del carbone in un angolo della banchina, liberando una parte del nastro trasportatore. Lo scarico potrebbe comunque essere realizzato, come avvenuto per molti anni nella centrale di Costa Morena, oggi di propriet\u00e0 A2A, dove il carbone veniva trasferito direttamente sui camion\u201d.<\/p>\n<p>Secondo il Cobas queste scelte sarebbero legate anche a valutazioni strategiche di carattere internazionale e agli scenari geopolitici attuali.<\/p>\n<p>Sul fronte degli investimenti, durante il tavolo ministeriale sarebbero stati illustrati 11 progetti, di cui 8 in fase avanzata e 3 ancora da sviluppare, con una ricaduta occupazionale stimata in circa 500 posti di lavoro nel corso degli anni.<\/p>\n<p>\u201cGli altri 35 progetti \u2013 evidenzia il sindacato \u2013 restano ancora sulla carta e uno \u00e8 stato gi\u00e0 ritirato dal proponente\u201d. Rimane inoltre aperto il nodo delle aree disponibili per i nuovi insediamenti. Il Cobas riconosce il lavoro svolto dal presidente dell\u2019Asi Franco Gentile per la liberazione degli spazi di competenza del consorzio, ma sottolinea come le superfici attualmente disponibili potrebbero comunque non essere sufficienti.<\/p>\n<p>La principale preoccupazione riguarda per\u00f2 i lavoratori oggi impiegati negli appalti Enel e nel Petrolchimico. \u201cMentre arrivano rassicurazioni da pi\u00f9 parti sul fatto che gli investimenti ci sono e partiranno presto \u2013 afferma il Cobas \u2013 per i lavoratori delle ditte appaltatrici non esistono ancora programmi concreti di ricollocazione e formazione in vista dei nuovi lavori\u201d.<\/p>\n<p>Il tema sar\u00e0 al centro anche del successivo incontro sulla chimica convocato al Ministero per il 30 luglio, dove il sindacato chiede di affrontare le criticit\u00e0 del protocollo d\u2019intesa sottoscritto negli scorsi mesi e giudicato finora privo di risultati concreti.<\/p>\n<p>Per il Cobas \u00e8 necessario che i progetti inseriti nel \u201cPiano di Decarbonizzazione\u201d trovino attuazione attraverso il previsto \u201cAccordo di Programma\u201d e che lavoratori coinvolti nella transizione e persone disoccupate possano accedere a percorsi di formazione professionale coerenti con i nuovi investimenti.<\/p>\n<p>\u201cServono risposte soprattutto per quei progetti che ancora mancano all\u2019appello e che non devono sfuggire al territorio\u201d, conclude il sindacato.<\/p>\n<p>Per il Cobas Brindisi deve poter aprire una nuova fase di sviluppo dopo decenni di presenza industriale pesante. \u201cLa citt\u00e0 ha diritto \u2013 conclude Roberto Aprile \u2013 dopo essere stata saccheggiata per anni con un lascito di sole macerie, ad un nuovo modello di sviluppo\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il percorso avviato per la reindustrializzazione di Brindisi \u00e8 stato al centro dell\u2019incontro convocato ieri, 29 luglio, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy dal ministro Adolfo Urso. Alla riunione ha partecipato anche il sindacato Cobas, che ha espresso una valutazione articolata sul lavoro svolto finora. Per il sindacato il metodo adottato, basato sulla collaborazione tra istituzioni, imprese e soggetti territoriali, rappresenta un elemento positivo. \u201cMettere tutti in rete per realizzare al meglio le proposte avanzate da tante aziende \u00e8 una strada condivisibile\u201d, sottolinea il Cobas. Ma il giudizio cambia quando si passa ai risultati concreti raggiunti: \u201cIl voto \u00e8 negativo perch\u00e9 quanto realizzato fino ad oggi \u00e8 ben poca cosa rispetto a quello immaginato due anni fa\u201d. A preoccupare il sindacato \u00e8 soprattutto il rischio che alcuni investimenti strategici possano essere indirizzati verso altri territori. Il riferimento \u00e8 all\u2019eolico offshore, che secondo il Cobas sarebbe stato trasferito interamente a Taranto, e ad altri interventi finiti in Molise. 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