{"id":265438,"date":"2026-08-01T11:06:56","date_gmt":"2026-08-01T09:06:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=265438"},"modified":"2026-08-01T11:27:56","modified_gmt":"2026-08-01T09:27:56","slug":"verdi-in-citta-le-donne-che-hanno-sfidato-il-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/verdi-in-citta-le-donne-che-hanno-sfidato-il-mondo\/","title":{"rendered":"Verdi in Citt\u00e0: le donne che hanno sfidato il mondo"},"content":{"rendered":"<p>\u201cVerdi in Citt\u00e0\u201d porta in scena il protagonismo femminile con \u201cLe mie donne. Omaggio alle donne che hanno cambiato il mondo\u201d, in Piazza Duomo a Brindisi, venerd\u00ec 7 agosto alle ore 21. Sara Santucci e Chiara Dimaggio ne ripercorrono le vite, accompagnate al pianoforte e alla voce da Lorenzo Mancarella. L\u2019appuntamento fa parte di \u201cVerdi in Citt\u00e0\u201d, rassegna promossa dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi con il sostegno del Comune di Brindisi e la collaborazione del Polo Biblio-Museale, della Basilica Cattedrale di Brindisi e di Puglia Culture. L\u2019ingresso \u00e8 libero, senza prenotazione.<\/p>\n<p>Lo spettacolo costruisce una galleria di ritratti attraverso parola e musica dal vivo. Rosa Parks, Malala Yousafzai, Grazia Deledda, Frida Kahlo, Alfonsina Strada, Marie Curie e Samantha Cristoforetti appartengono a epoche, Paesi e discipline differenti, ma le accomuna la capacit\u00e0 di avere spostato pi\u00f9 avanti il limite imposto dal proprio tempo. Donne che non hanno aspettato che il mondo fosse pronto per loro.<\/p>\n<p>Rosa Parks aveva quarantadue anni quando, l\u20191 dicembre 1955, a Montgomery, rifiut\u00f2 di cedere il proprio posto su un autobus a un passeggero bianco. Quel gesto contribu\u00ec ad avviare il boicottaggio dei trasporti e divenne un simbolo della lotta contro la segregazione razziale. Malala Yousafzai ha trasformato invece il diritto allo studio in una battaglia internazionale: sopravvissuta nel 2012 a un attentato dei talebani, nel 2014, a diciassette anni, \u00e8 diventata la pi\u00f9 giovane vincitrice del Premio Nobel per la Pace.<\/p>\n<p>Alla forza civile si affianca la creazione. Grazia Deledda, unica scrittrice italiana ad avere ricevuto il Nobel per la Letteratura, nel 1926, port\u00f2 nella narrativa europea la Sardegna, i suoi conflitti morali e il peso delle convenzioni sociali. Frida Kahlo fece del proprio corpo ferito in una delle immagini pi\u00f9 potenti del Novecento. Per entrambe, l\u2019arte diventa uno spazio di indipendenza.<\/p>\n<p>Alfonsina Strada scelse la bicicletta per sfidare convenzioni e divieti. Nel 1924 fu l\u2019unica donna a partecipare al Giro d\u2019Italia insieme agli uomini, entrando in una competizione che sembrava preclusa al suo genere. Marie Curie fu la prima donna a ricevere un Nobel e resta l\u2019unica ad averlo ottenuto in due diverse discipline scientifiche, Fisica e Chimica. Samantha Cristoforetti, prima donna italiana nello spazio, nel 2022 \u00e8 stata anche la prima astronauta europea a comandare la Stazione Spaziale Internazionale. Percorsi che hanno aperto possibilit\u00e0 nuove per chi \u00e8 venuto dopo.<\/p>\n<p>\u00ab\u201cLe mie donne\u201d \u00e8 un progetto nuovo, perch\u00e9 nuova \u00e8 la formula\u00bb, spiega l\u2019autrice e regista Alessandra Pizzi. \u00abL\u2019idea nasce dal desiderio di far convergere l\u2019interesse culturale per le questioni legate al femminile con la forza espressiva della musica, in particolare del jazz, linguaggio libero, universale e trasversale. Non volevamo costruire una successione di biografie, ma avvicinare queste donne nella loro complessit\u00e0, mostrando ci\u00f2 che hanno dovuto affrontare e la libert\u00e0 che hanno saputo conquistare\u00bb.<\/p>\n<p>Lo spettacolo si presenta come un percorso narrativo e musicale capace di restituire una prospettiva intima e profonda su alcune tra le personalit\u00e0 femminili pi\u00f9 iconiche di ogni tempo. Un tributo al talento, all\u2019autodeterminazione e alla conquista dell\u2019indipendenza. Un viaggio attraverso le vite di chi ha avuto l\u2019ardire di sfidare convenzioni e pregiudizi, dimostrando come la conoscenza e l\u2019impegno possano diventare strumenti di emancipazione e cambiamento, ieri come oggi. Ciascuna donna ha affrontato un confine: il colore della pelle, la negazione dell\u2019istruzione, l\u2019isolamento culturale, il dolore fisico, l\u2019esclusione dallo sport, l\u2019accesso alla ricerca scientifica e allo spazio. In piazza Duomo quei confini diventano materia teatrale e mostrano quanto la loro eredit\u00e0 sia ancora viva: nei diritti conquistati, nei traguardi raggiunti, nella forza di chi decide che il proprio destino non pu\u00f2 essere scritto da altri.<\/p>\n<p>Ufficio Stampa &#038; Comunicazione<br \/>\nFondazione Nuovo Teatro Verdi &#8211; Brindisi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cVerdi in Citt\u00e0\u201d porta in scena il protagonismo femminile con \u201cLe mie donne. Omaggio alle donne che hanno cambiato il mondo\u201d, in Piazza Duomo a Brindisi, venerd\u00ec 7 agosto alle ore 21. Sara Santucci e Chiara Dimaggio ne ripercorrono le vite, accompagnate al pianoforte e alla voce da Lorenzo Mancarella. L\u2019appuntamento fa parte di \u201cVerdi in Citt\u00e0\u201d, rassegna promossa dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi con il sostegno del Comune di Brindisi e la collaborazione del Polo Biblio-Museale, della Basilica Cattedrale di Brindisi e di Puglia Culture. L\u2019ingresso \u00e8 libero, senza prenotazione. Lo spettacolo costruisce una galleria di ritratti attraverso parola e musica dal vivo. Rosa Parks, Malala Yousafzai, Grazia Deledda, Frida Kahlo, Alfonsina Strada, Marie Curie e Samantha Cristoforetti appartengono a epoche, Paesi e discipline differenti, ma le accomuna la capacit\u00e0 di avere spostato pi\u00f9 avanti il limite imposto dal proprio tempo. Donne che non hanno aspettato che il mondo fosse pronto per loro. 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