{"id":265481,"date":"2026-08-02T10:56:50","date_gmt":"2026-08-02T08:56:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=265481"},"modified":"2026-08-02T15:00:34","modified_gmt":"2026-08-02T13:00:34","slug":"il-turismo-non-e-tutto-uguale-ostuni-merita-quello-di-qualita-di-michele-piccirillo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/il-turismo-non-e-tutto-uguale-ostuni-merita-quello-di-qualita-di-michele-piccirillo\/","title":{"rendered":"Il turismo non \u00e8 tutto uguale. Ostuni merita quello di qualit\u00e0. Di Michele Piccirillo"},"content":{"rendered":"<p>In queste settimane il dibattito sul turismo a Ostuni si \u00e8 acceso come accade puntualmente ogni estate. Sui social si leggono opinioni di ogni genere e, come spesso succede, si finisce per mettere tutto nello stesso contenitore. C\u2019\u00e8 chi sostiene che il turismo produca soltanto lavoro precario, chi lo riduce all\u2019immagine di camerieri, cuochi, baristi e personale delle pulizie, chi lo considera addirittura una delle cause dei problemi della citt\u00e0.<br \/>\n\u00c8 un dibattito legittimo, perch\u00e9 il turismo riguarda direttamente la vita quotidiana di una comunit\u00e0. Ma proprio per questo merita di essere affrontato con equilibrio, evitando semplificazioni che rischiano di raccontare soltanto una parte della realt\u00e0.<br \/>\nC\u2019\u00e8 innanzitutto un aspetto che merita rispetto e chiarezza. Quando si parla del turismo citando soltanto camerieri, cuochi, baristi e addetti alle pulizie, magari senza volerlo, si finisce per sminuire proprio quelle professionalit\u00e0 che ogni giorno rendono possibile l\u2019accoglienza. Sono lavori fondamentali, dignitosi, spesso faticosi, che richiedono impegno, competenza, sacrificio e responsabilit\u00e0. La qualit\u00e0 di una destinazione passa prima di tutto dalle persone che ogni giorno incontrano gli ospiti, li accolgono e contribuiscono a costruire la reputazione di un territorio. Difendere il turismo significa anche difendere la dignit\u00e0 di chi ci lavora.<br \/>\nDetto questo, ridurre il turismo soltanto a queste professioni significa non comprenderne la vera dimensione economica.<br \/>\nIl primo equivoco nasce proprio da qui: parlare genericamente di \u201cturismo\u201d significa parlare di qualcosa che, in realt\u00e0, non esiste. Esistono modelli di turismo profondamente diversi tra loro, con effetti economici altrettanto diversi.<br \/>\nC\u2019\u00e8 il turismo giornaliero, quello dei pullman Gran Turismo che arrivano la mattina e ripartono \u2013 quando va bene &#8211; nel pomeriggio. \u00c8 un fenomeno che porta certamente movimento e contribuisce alla notoriet\u00e0 della destinazione, ma produce un impatto economico inevitabilmente limitato. Chi trascorre poche ore in citt\u00e0 pu\u00f2 acquistare un gelato, bere un caff\u00e8, consumare un pranzo veloce o comprare un piccolo souvenir. \u00c8 un contributo importante, ma circoscritto.<br \/>\nBen diversa \u00e8 la situazione del turismo di soggiorno, quello che le statistiche misurano attraverso le presenze turistiche. Qui non parliamo di persone che visitano Ostuni per qualche ora, ma di ospiti che scelgono di fermarsi per diversi giorni, talvolta per settimane.<br \/>\nSono loro che pernottano negli alberghi, nelle masserie, negli agriturismi, nei residence, nei bed &amp; breakfast, negli affittacamere, nelle case vacanza e nelle locazioni turistiche. Ed \u00e8 proprio il pernottamento a fare la differenza, perch\u00e9 ogni notte trascorsa in citt\u00e0 genera una domanda continua di beni e servizi che coinvolge l\u2019intera economia locale.<br \/>\nMa non \u00e8 soltanto l&#8217;economia privata a beneficiare del turismo. Anche la pubblica amministrazione trae vantaggio dalla presenza degli ospiti. Il gettito dell\u2019imposta di soggiorno, infatti, rappresenta una risorsa che i Comuni possono destinare al miglioramento dei servizi turistici, alla valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale, alla manutenzione della citt\u00e0 e anche ai servizi pubblici locali, compresi quelli collegati alla gestione dei rifiuti.<br \/>\nIn altre parole, il turista che soggiorna a Ostuni non contribuisce soltanto al fatturato di una struttura ricettiva o di un&#8217;attivit\u00e0 commerciale: contribuisce anche, attraverso questa entrata, a sostenere servizi che vengono utilizzati dall&#8217;intera comunit\u00e0. \u00c8 un aspetto spesso dimenticato nel dibattito pubblico: il turismo non genera soltanto lavoro per chi opera direttamente nel settore, ma produce risorse che possono ricadere sulla collettivit\u00e0<br \/>\nUn ospite che soggiorna a Ostuni non paga soltanto una camera. Fa colazione al bar, pranza e cena nei ristoranti, visita musei e monumenti, partecipa a eventi culturali, acquista prodotti tipici, entra nei negozi, utilizza taxi e servizi di noleggio, frequenta le spiagge, si affida alle guide turistiche, utilizza servizi legati al benessere e alla cura della persona. Ogni euro speso si trasforma in reddito per decine di attivit\u00e0 economiche diverse e continua a circolare sul territorio. \u00c8 questo il vero significato della parola \u201cindotto\u201d, un termine che spesso utilizziamo senza soffermarci sul suo valore concreto.<br \/>\nDietro una struttura ricettiva lavorano muratori, elettricisti, idraulici, falegnami, fabbri, serramentisti, pittori, imprese edili e manutentori. Lavorano architetti, ingegneri, geometri, commercialisti, consulenti del lavoro e agenzie immobiliari. Lavorano lavanderie industriali, imprese di pulizia, aziende di sicurezza, giardinieri, trasportatori, fornitori di attrezzature e prodotti alimentari. Lavorano cantine, oleifici, aziende agricole, laboratori artigiani, negozi di vicinato e imprese commerciali di ogni dimensione. Ecco perch\u00e9 il turismo non pu\u00f2 essere guardato soltanto dalla porta di un ristorante o dal banco di un bar. La sua vera dimensione \u00e8 molto pi\u00f9 ampia. Forse, proprio perch\u00e9 il turismo \u00e8 entrato cos\u00ec profondamente nella vita quotidiana della citt\u00e0, rischiamo qualche volta di non accorgerci di quanto sia ampia la sua ricaduta economica.<br \/>\nMolti operatori economici, anche di settori apparentemente lontani dall\u2019ospitalit\u00e0, traggono beneficio da questo movimento. Il cliente che entra in un negozio, il professionista che riceve un incarico, l\u2019artigiano che trova nuove opportunit\u00e0, spesso sono parte di una filiera economica alimentata anche dal turismo.<br \/>\nIl denaro prodotto da questo settore non rimane confinato tra le mura di un albergo o di un ristorante, ma attraversa l\u2019intero tessuto economico cittadino, distribuendo ricchezza in maniera diffusa.<br \/>\nEsiste poi un\u2019altra semplificazione che merita di essere superata. Si continua a parlare genericamente di \u201cB&amp;B\u201d, come se tutte le forme di ospitalit\u00e0 extralberghiera fossero identiche. Non \u00e8 cos\u00ec.<br \/>\nUna cosa \u00e8 la locazione turistica esercitata da un privato nei limiti previsti dalla legge; altra cosa \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 ricettiva esercitata in forma imprenditoriale, con partita IVA, organizzazione aziendale, personale, investimenti e precisi obblighi amministrativi e fiscali. Sono realt\u00e0 diverse e distinguerle \u00e8 indispensabile per affrontare seriamente il tema.<br \/>\nC\u2019\u00e8 poi un dato che difficilmente pu\u00f2 essere contestato. \u00c8 difficile negare che una parte rilevante del recupero del centro storico di Ostuni sia stata resa possibile anche dagli investimenti di migliaia di proprietari che hanno restaurato immobili, recuperato abitazioni, rifatto facciate, consolidato strutture e restituito vita a vicoli e corti che rischiavano l\u2019abbandono. Sarebbe sbagliato, per\u00f2, raccontare soltanto una parte della realt\u00e0.<br \/>\nIl turismo, come ogni grande fenomeno economico e sociale, produce anche effetti che devono essere governati. La pressione sul mercato immobiliare, la convivenza tra residenti e visitatori, la gestione dei servizi pubblici, la tutela dell\u2019identit\u00e0 dei luoghi sono questioni reali. Negarle sarebbe un errore.<br \/>\nMa \u00e8 altrettanto un errore attribuire al turismo responsabilit\u00e0 che affondano le loro radici in decenni di scelte urbanistiche, abitative e amministrative. Confondere le cause con gli effetti non aiuta a risolvere i problemi; rischia, al contrario, di renderli ancora pi\u00f9 difficili da affrontare. Il punto, quindi, non \u00e8 difendere il turismo a prescindere. Il punto \u00e8 governarlo.<br \/>\nPerch\u00e9 il turismo non \u00e8 perfetto e non deve essere considerato intoccabile. Come ogni settore economico ha bisogno di regole chiare, controlli efficaci, programmazione e responsabilit\u00e0. Ma ha bisogno anche di essere valutato per quello che realmente rappresenta.<br \/>\nOstuni \u00e8 oggi una destinazione internazionale e come tale deve ragionare. La sfida non \u00e8 avere semplicemente pi\u00f9 turisti, ma avere un turismo migliore: pi\u00f9 distribuito nell\u2019arco dell\u2019anno, pi\u00f9 rispettoso del territorio, pi\u00f9 capace di generare occupazione stabile, pi\u00f9 integrato con il commercio, l\u2019artigianato, l\u2019agricoltura, la cultura e i servizi. In altre parole, un turismo di qualit\u00e0. Il turismo di qualit\u00e0 non \u00e8 un giudizio su chi arriva o su chi lavora nel settore. \u00c8 un obiettivo di sviluppo. \u00c8 la capacit\u00e0 di trasformare una presenza occasionale in valore economico, sociale e culturale per tutta la comunit\u00e0. Ed \u00e8 proprio questo il punto che dovrebbe unire il dibattito cittadino.<br \/>\nPerch\u00e9, al di l\u00e0 delle opinioni, resta una domanda alla quale ciascuno dovrebbe provare a rispondere con onest\u00e0: se domani il turismo scomparisse da Ostuni, quante imprese continuerebbero a lavorare con gli stessi volumi? Quanti negozi manterrebbero gli stessi incassi? Quanti artigiani riceverebbero le stesse commissioni? Quanti professionisti gli stessi incarichi?<br \/>\nLa risposta, probabilmente, ci aiuterebbe a comprendere quanto il turismo non sia un settore tra gli altri, ma uno dei principali motori dell\u2019economia cittadina.<br \/>\nOstuni non ha bisogno di contrapposizioni. Ha bisogno di consapevolezza.<br \/>\nPerch\u00e9 il futuro di una destinazione internazionale non si costruisce con le polemiche dell\u2019estate, ma con visione, competenze e responsabilit\u00e0.<br \/>\nIl turismo di qualit\u00e0 non si costruisce soltanto con alberghi migliori, ristoranti migliori o servizi migliori. Si costruisce soprattutto con imprese migliori. \u00c8 una responsabilit\u00e0 che riguarda tutti: istituzioni, imprenditori e lavoratori. Solo cos\u00ec Ostuni potr\u00e0 continuare a crescere senza perdere la propria identit\u00e0 e il rispetto per le persone.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Michele Piccirillo<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Presidente Confesercenti della Provincia di Brindisi<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Presidente AIGO Confesercenti Puglia<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In queste settimane il dibattito sul turismo a Ostuni si \u00e8 acceso come accade puntualmente ogni estate. Sui social si leggono opinioni di ogni genere e, come spesso succede, si finisce per mettere tutto nello stesso contenitore. C\u2019\u00e8 chi sostiene che il turismo produca soltanto lavoro precario, chi lo riduce all\u2019immagine di camerieri, cuochi, baristi e personale delle pulizie, chi lo considera addirittura una delle cause dei problemi della citt\u00e0. \u00c8 un dibattito legittimo, perch\u00e9 il turismo riguarda direttamente la vita quotidiana di una comunit\u00e0. Ma proprio per questo merita di essere affrontato con equilibrio, evitando semplificazioni che rischiano di raccontare soltanto una parte della realt\u00e0. C\u2019\u00e8 innanzitutto un aspetto che merita rispetto e chiarezza. Quando si parla del turismo citando soltanto camerieri, cuochi, baristi e addetti alle pulizie, magari senza volerlo, si finisce per sminuire proprio quelle professionalit\u00e0 che ogni giorno rendono possibile l\u2019accoglienza. Sono lavori fondamentali, dignitosi, spesso faticosi, che richiedono impegno, competenza, sacrificio e responsabilit\u00e0. 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