{"id":265643,"date":"2026-08-05T13:00:28","date_gmt":"2026-08-05T11:00:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=265643"},"modified":"2026-08-05T13:00:28","modified_gmt":"2026-08-05T11:00:28","slug":"verdi-in-citta-i-sogni-di-nina-sulle-note-di-domenico-modugno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/verdi-in-citta-i-sogni-di-nina-sulle-note-di-domenico-modugno\/","title":{"rendered":"&#8220;Verdi in Citt\u00e0&#8221;: i sogni di Nina sulle note di Domenico Modugno"},"content":{"rendered":"<p>Nina \u00e8 al servizio di una famiglia benestante, ma davanti allo specchio immagina palcoscenici, applausi e una vita diversa dalla sua. Marted\u00ec 11 agosto, alle ore 21, piazza Duomo a Brindisi ospita \u201cCaro Mimmuzzu mia\u2026\u201d, opera in dialetto brindisino scritta e interpretata da Simona Epifani, con la regia di Francesca Epifani. Lo spettacolo fa parte di \u201cVerdi in Citt\u00e0\u201d, rassegna promossa dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi con il sostegno del Comune di Brindisi e la collaborazione del Polo Biblio-Museale, della Basilica Cattedrale di Brindisi e di Puglia Culture. L\u2019ingresso \u00e8 libero, senza prenotazione.<\/p>\n<p>La storia \u00e8 ambientata negli anni Sessanta, in un\u2019Italia che cambia rapidamente e nella quale le nuove aspirazioni si scontrano ancora con ruoli sociali imposti. Nina \u00e8 una giovane cameriera che lavora in una casa agiata, osserva abitudini e privilegi dei suoi datori di lavoro e coltiva in silenzio il desiderio di diventare attrice. La quotidianit\u00e0 \u00e8 fatta di fantasia con cui esplora mondi nei quali sceglie chi essere e quale direzione dare alla propria vita.<\/p>\n<p>A occupare i suoi pensieri \u00e8 anche Mimmuzzo, celebre attore e cantante dell\u2019epoca, figura amata e distante: Nina \u00e8 divisa tra ci\u00f2 che vive e ci\u00f2 che immagina. Da una parte ci sono un lavoro sicuro solo in apparenza, le aspettative degli altri e le convenzioni che regolano il comportamento di una giovane donna; dall\u2019altra il teatro, la musica e la possibilit\u00e0 di cercare una strada che le somigli davvero e aprire uno spazio tutto suo nel mondo. Le canzoni di Domenico Modugno attraversano la vicenda come un sottofondo emotivo. La musica evoca un\u2019epoca nella quale la voce di Modugno entrava nelle case, accompagnava la vita quotidiana e alimentava il desiderio di superare limiti geografici e sociali.<\/p>\n<p>\u201cCaro Mimmuzzu mia\u2026\u201d nasce nel 2019 come breve testo teatrale destinato al Premio Lydia Biondi, concorso nel quale arriva in finale. La risposta del pubblico convince Simona Epifani a proseguire il lavoro, nonostante il timore iniziale che il dialetto brindisino potesse limitarne la comprensione. Nel 2022 il testo assume la forma di una performance di trenta minuti, prima di diventare un\u2019opera compiuta. Il dialetto \u00e8 pi\u00f9 che un elemento di colore, piuttosto definisce il carattere della protagonista, il suo ambiente e il rapporto immediato con il mondo che la circonda.<\/p>\n<p>Il dialetto custodisce affetti, ironia e contraddizioni. Permette a Nina di passare dalla leggerezza alla confessione, dall\u2019entusiasmo alla disillusione. La dimensione popolare dialoga con il desiderio di ascesa, senza nascondere la distanza tra il sogno del successo e le condizioni reali nelle quali una giovane donna prova a conquistarlo. Al centro dello spettacolo c\u2019\u00e8 il coraggio di desiderare qualcosa che sembra irraggiungibile, di non coincidere con il ruolo dettato, di affrontare il giudizio e di accettare il rischio del fallimento.<\/p>\n<p>La regia di Francesca Epifani alterna leggerezza e pienezza emotiva. La scena diventa il luogo nel quale realt\u00e0 e immaginazione si sovrappongono: la casa in cui Nina lavora pu\u00f2 trasformarsi nel camerino di un\u2019attrice, una telefonata pu\u00f2 aprire una possibilit\u00e0 inattesa, una canzone pu\u00f2 riportare alla superficie ci\u00f2 che la protagonista prova a nascondere. La vicenda di Nina appartiene a chi ha custodito un desiderio lontano dalle aspettative della famiglia, dalle necessit\u00e0 del lavoro e dalle convenzioni sociali. \u201cCaro Mimmuzzu mia\u2026\u201d percorre speranze e frustrazioni, slanci e rinunce, e restituisce il ritratto di una donna che cerca la propria voce. In quell\u2019Italia sospesa tra tradizione e cambiamento, diventare attrice significa scegliere finalmente la parte da interpretare nella propria vita. Smettendo di essere spettatrice del proprio destino.<\/p>\n<p>Ufficio Stampa &#038; Comunicazione<br \/>\nFondazione Nuovo Teatro Verdi &#8211; Brindisi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nina \u00e8 al servizio di una famiglia benestante, ma davanti allo specchio immagina palcoscenici, applausi e una vita diversa dalla sua. Marted\u00ec 11 agosto, alle ore 21, piazza Duomo a Brindisi ospita \u201cCaro Mimmuzzu mia\u2026\u201d, opera in dialetto brindisino scritta e interpretata da Simona Epifani, con la regia di Francesca Epifani. Lo spettacolo fa parte di \u201cVerdi in Citt\u00e0\u201d, rassegna promossa dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi con il sostegno del Comune di Brindisi e la collaborazione del Polo Biblio-Museale, della Basilica Cattedrale di Brindisi e di Puglia Culture. L\u2019ingresso \u00e8 libero, senza prenotazione. 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