{"id":265737,"date":"2026-08-12T11:50:20","date_gmt":"2026-08-12T09:50:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=265737"},"modified":"2026-08-12T12:41:31","modified_gmt":"2026-08-12T10:41:31","slug":"verdi-in-citta-giovedi-13-agosto-il-ratto-di-proserpina-secondo-daria-paoletta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/verdi-in-citta-giovedi-13-agosto-il-ratto-di-proserpina-secondo-daria-paoletta\/","title":{"rendered":"Verdi in Citt\u00e0: si chiude Gioved\u00ec 13 agosto con \u201cMaledetta primavera. Ch\u00e9 gli Dei non possono piangere\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Si chiude nel segno del mito la quarta edizione di \u201cVerdi in Citt\u00e0\u201d. Gioved\u00ec 13 agosto, alle ore 21, piazza Duomo a Brindisi ospita \u201cMaledetta primavera. Ch\u00e9 gli Dei non possono piangere\u201d, spettacolo di e con Daria Paoletta, diretto da Enrico Messina. Cerere \u00e8 una madre prima ancora che una dea: la sua esistenza coincide con quella della figlia Proserpina, fino al giorno in cui la giovane viene rapita da Plutone e trascinata nel regno degli inferi. Da quel momento il dolore si trasforma in furia e la terra stessa sembra rispondere alla sua disperazione. L\u2019appuntamento chiude la rassegna promossa dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi con il sostegno del Comune di Brindisi e la collaborazione del Polo Biblio-Museale, della Basilica Cattedrale di Brindisi e di Puglia Culture. L\u2019ingresso \u00e8 libero, senza prenotazione.<\/p>\n<p>Soltanto l\u2019intervento di Giove stabilisce un equilibrio fragile: Proserpina potr\u00e0 tornare dalla madre per sei mesi l\u2019anno, mentre per i restanti sei dovr\u00e0 restare nelle viscere dell\u2019Ade. Il mito ha attraversato i secoli e alimentato l\u2019immaginazione di scrittori e artisti. Gian Lorenzo Bernini ha fissato nel marmo il momento pi\u00f9 violento del mito: Plutone che afferra Proserpina e la trascina nel suo regno oscuro, consegnando alla storia dell\u2019arte uno dei suoi capolavori pi\u00f9 sconvolgenti. Lo spettacolo si colloca dopo quel gesto e ne osserva le conseguenze. Daria Paoletta interpreta Cerere e Proserpina e porta in scena la frattura del loro legame. Cerere non accetta la perdita, si ribella agli d\u00e8i e lascia che il dolore cambi il mondo intorno a lei. La sua battaglia nasce dall\u2019amore, ma la rabbia finisce per renderla cieca. Il mito diventa cos\u00ec una storia familiare, fatta di protezione, di paura e della difficolt\u00e0 di lasciare libero chi si ama.<\/p>\n<p>\u00abLo spettacolo attraversa l\u2019eterno alternarsi di nascita, morte e ritorno alla vita: un mito ancestrale che parla dell\u2019assenza, ma sa essere anche molto divertente\u00bb, spiega Daria Paoletta. Il ritorno periodico di Proserpina alla luce segna la ripresa della natura, mentre la sua discesa negli inferi apre il tempo dell\u2019assenza. In questa alternanza la vicenda antica incontra l\u2019esperienza personale dell\u2019attrice, che intreccia la leggenda ai propri sentimenti di figlia e di donna. Il testo e la drammaturgia sono firmati da Daria Paoletta, Rita Pelusio ed Enrico Messina. Muovendo dal libro V delle Metamorfosi di Ovidio, la scrittura procede con passo incalzante, alterna ironia e tensione e porta in primo piano una famiglia divina dominata da desideri, soprusi e contraddizioni. Gli Dei perdono la distanza del racconto classico e mostrano debolezze. Nel loro conflitto affiorano storie di madri e figlie, di uomini e donne, di legami che proteggono ma possono anche soffocare.<\/p>\n<p>Attrice, autrice e regista pugliese, Paoletta si \u00e8 formata con Carlo Formigoni e ha fondato con Raffaele Scarimboli la Compagnia Buramb\u00f2. Il lavoro con i burattini e il teatro di figura si unisce alla pratica del teatro di narrazione, approfondita attraverso gli insegnamenti di Roberto Anglisani. La primavera del titolo \u00e8 la stagione che nasce da una separazione, il tempo nuovo che arriva quando qualcosa si spezza e costringe a cambiare. Lo spettacolo affronta la perdita con un\u2019ironia leggera e sferzante: il dolore si intreccia al desiderio di trattenere, la nostalgia alla necessit\u00e0 di lasciare andare, l\u2019amore alla paura che l\u2019altro possa scegliere una strada diversa. Il mito diventa uno spazio nel quale riconoscere le stagioni della vita.<\/p>\n<p>La regia di Enrico Messina costruisce un allestimento essenziale, ispirato all\u2019universo teatrale di Peter Brook. Il rapimento di Proserpina diventa l\u2019origine di una ferita profonda che modifica i rapporti, il paesaggio e il corso del tempo. Cerere combatte per sua figlia, ma deve anche riconoscere che nessun amore pu\u00f2 cancellare la separazione. Nel passaggio tra inverno e primavera, assenza e ritorno, lo spettacolo interroga il confine tra protezione e possesso, giustizia e vendetta. Lascia cos\u00ec emergere il percorso di una madre che, per ritrovare la figlia, deve prima elaborare la propria rabbia.<\/p>\n<p>Ufficio Stampa &#038; Comunicazione<br \/>\nFondazione Nuovo Teatro Verdi &#8211; Brindisi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si chiude nel segno del mito la quarta edizione di \u201cVerdi in Citt\u00e0\u201d. Gioved\u00ec 13 agosto, alle ore 21, piazza Duomo a Brindisi ospita \u201cMaledetta primavera. Ch\u00e9 gli Dei non possono piangere\u201d, spettacolo di e con Daria Paoletta, diretto da Enrico Messina. 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