{"id":265888,"date":"2026-08-11T17:40:59","date_gmt":"2026-08-11T15:40:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=265888"},"modified":"2026-08-11T17:40:59","modified_gmt":"2026-08-11T15:40:59","slug":"brindisi-il-turismo-oltre-il-cartellone-degli-spettacoli-di-carmine-dipietrangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/brindisi-il-turismo-oltre-il-cartellone-degli-spettacoli-di-carmine-dipietrangelo\/","title":{"rendered":"Brindisi, il turismo oltre il cartellone degli spettacoli. Di Carmine Dipietrangelo"},"content":{"rendered":"<p>Il dibattito sul turismo a Brindisi sembra troppo spesso ridursi al calendario degli eventi estivi: quale cantante, quale comico, quale spettacolo e quante persone riuscir\u00e0 a richiamare per una sera. Cos\u00ec come mi sembra alquanto poco utile e produttivo \u201cun invito a corte\u201d\u2026,<br \/>\nGli eventi sono utili e rendono una citt\u00e0 pi\u00f9 viva. Ma un cartellone di spettacoli non \u00e8 una politica turistica. Una destinazione si costruisce creando ragioni per arrivare, fermarsi, spendere sul territorio e desiderare di tornare.<\/p>\n<p>E Brindisi avrebbe argomenti ben pi\u00f9 importanti sui quali discutere.<\/p>\n<p>I nuovi dati sull\u2019enoturismo italiano ci dicono, per esempio, che il turismo enogastronomico coinvolge ormai circa 18 milioni di italiani e, soprattutto, che il Salento, indicato dal 20% degli intervistati, \u00e8 insieme alle Cinque Terre la destinazione enoturistica pi\u00f9 desiderata, davanti a Chianti, Costiera Amalfitana ed Etna.<br \/>\nUn dato che dovrebbe interessarci molto pi\u00f9 di quanto accada.<\/p>\n<p>Dal mare alle vigne<br \/>\nLa novit\u00e0 \u00e8 che il vino non rappresenta pi\u00f9 soltanto la motivazione di una vacanza specialistica. Diventa parte di un\u2019esperienza nella quale convivono mare, paesaggio, gastronomia, cultura e storia.<br \/>\nNon a caso quattro delle prime cinque destinazioni enoturistiche desiderate dagli italiani sono costiere o prossime al mare.<br \/>\nE quale territorio potrebbe interpretare meglio questa tendenza?<br \/>\nBrindisi ha il mare e un porto millenario, la Via Appia e un patrimonio archeologico straordinario; ha campagne, masserie, vigneti e cantine a pochi chilometri dalla citt\u00e0. Ha vini identitari e una gastronomia capace di accompagnarli.<br \/>\nNon dobbiamo inventare una vocazione. Dobbiamo collegare ci\u00f2 che gi\u00e0 possediamo.<br \/>\nUn turista potrebbe conoscere in citt\u00e0 la storia millenaria di Brindisi, del suo porto, delle anfore e dei commerci del vino nel Mediterraneo e poche ore dopo ritrovarsi tra i vigneti, visitare una cantina, incontrare un produttore e cenare degustando i vini del territorio.<br \/>\nQuesta \u00e8 un\u2019esperienza turistica. E soprattutto \u00e8 economia che coinvolge agricoltura, ristorazione, commercio, cultura, trasporti e servizi.<\/p>\n<p>Appia Wine Road: un primo segnale viene proprio dalle cantine<br \/>\nQualcosa, fortunatamente, ha gi\u00e0 cominciato a muoversi.<br \/>\nLa recente costituzione di Appia Wine Road, che mette insieme sette realt\u00e0 vitivinicole del territorio lungo il tratto terminale della Via Appia, rappresenta un tentativo interessante di superare la frammentazione e costruire una proposta comune.<br \/>\nL\u2019idea \u00e8 particolarmente significativa perch\u00e9 lega le cantine al riconoscimento UNESCO della Regina Viarum e mette insieme vino, paesaggio, storia, cultura e accoglienza.<br \/>\nNon soltanto una \u201cstrada del vino\u201d, quindi, ma la possibilit\u00e0 di costruire un racconto territoriale: la Via Appia che arriva a Brindisi, incontra il Mediterraneo e attraversa una terra che da millenni produce e commercia vino.<br \/>\nAppia Wine Road ha gi\u00e0 cominciato a sperimentare questa impostazione con visite, degustazioni e aperture delle cantine. \u00c8 una strada ancora da costruire, naturalmente, ma indica una direzione: passare dalle singole aziende a una destinazione enoturistica.<\/p>\n<p>Il turista cerca esperienze, non soltanto bottiglie<br \/>\nI dati spiegano perch\u00e9 questa strada pu\u00f2 essere interessante.<br \/>\nQuando si sceglie una cantina da visitare, la bellezza del paesaggio rurale pesa per il 73%, addirittura pi\u00f9 della qualit\u00e0 e notoriet\u00e0 dei vini, ferme al 60%.<br \/>\nIl turista cerca quindi il vino, ma insieme cerca il luogo nel quale nasce: il vigneto, il produttore, il tramonto, la cucina, una storia da conoscere e possibilmente da raccontare.<br \/>\nE cresce la domanda di degustazioni, visite, cene e abbinamenti gastronomici, cos\u00ec come l\u2019interesse per esperienze al tramonto, eventi nei vigneti e iniziative culturali in cantina.<br \/>\nBrindisi ha quasi naturalmente gli ingredienti per rispondere a questa domanda.<br \/>\nRendere il territorio \u201cprenotabile\u201d<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 per\u00f2 un passaggio decisivo. Non basta avere cantine, masserie, monumenti e paesaggi. Bisogna permettere al turista di trovarli, raggiungerli e acquistarne facilmente le esperienze.<br \/>\nIl 42% dei turisti italiani segnala ancora difficolt\u00e0 nelle prenotazioni online. Pesano informazioni poco chiare su orari e prezzi e la difficolt\u00e0 di raggiungere i luoghi di produzione senza automobile.<br \/>\nImmaginiamo invece un turista sulla costa brindisina che alle quattro del pomeriggio, dal proprio telefono, possa scoprire una degustazione al tramonto, prenotarla immediatamente e raggiungere la cantina attraverso un servizio organizzato.<br \/>\n\u00c8 questa la distanza che separa un territorio con potenzialit\u00e0 turistiche da una vera destinazione.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 valore da ogni turista<br \/>\nE c\u2019\u00e8 anche una ragione economica.<br \/>\nSecondo la ricerca \u201cQuando il vino incontra il turismo\u201d, una presenza legata al turismo enogastronomico genera 151,7 euro di valore aggiunto contro i 128,2 euro del turismo balneare: circa il 18% in pi\u00f9.<br \/>\nLa sfida, quindi, non \u00e8 soltanto avere pi\u00f9 turisti. \u00c8 fare in modo che ogni turista incontri pi\u00f9 territorio.<br \/>\nChe chi viene per il mare scopra anche Brindisi, l\u2019Appia, una cantina, una masseria, un ristorante, un prodotto locale. E che chi arriva dal porto trovi immediatamente occasioni per conoscere ci\u00f2 che esiste oltre la banchina.<\/p>\n<p>La discussione che servirebbe<br \/>\nContinuiamo pure a discutere di concerti e spettacoli. Servono anche quelli.<br \/>\nMa sarebbe auspicabile discutere con la stessa passione di una rete delle cantine, di Appia Wine Road, di collegamenti tra costa, citt\u00e0 ed entroterra, di itinerari dell\u2019Appia e del vino, di prenotazione digitale delle esperienze, di mobilit\u00e0 turistica, di gastronomia e di come trattenere sul territorio una quota maggiore della ricchezza generata dai visitatori.<br \/>\nPerch\u00e9 Brindisi possiede qualcosa che nessun cartellone estivo pu\u00f2 creare artificialmente: mare, porto, vino, storia, Via Appia, paesaggio e cantine.<br \/>\nForse la vera sfida \u00e8 tutta qui.<br \/>\nSmettere di pensare soltanto a come riempire una piazza per una sera e cominciare a pensare a come riempire di esperienze un territorio per tutto l\u2019anno.<\/p>\n<p>Carmine Dipietrangelo <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il dibattito sul turismo a Brindisi sembra troppo spesso ridursi al calendario degli eventi estivi: quale cantante, quale comico, quale spettacolo e quante persone riuscir\u00e0 a richiamare per una sera. 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