{"id":266280,"date":"2026-08-23T14:40:28","date_gmt":"2026-08-23T12:40:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=266280"},"modified":"2026-08-23T14:41:24","modified_gmt":"2026-08-23T12:41:24","slug":"brindisi-troppo-bella-perche-continui-a-restare-indietro-di-antonio-giaimis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/brindisi-troppo-bella-perche-continui-a-restare-indietro-di-antonio-giaimis\/","title":{"rendered":"Brindisi troppo bella perch\u00e9 continui a restare indietro. Di Antonio Giaimis"},"content":{"rendered":"<p>Gentili Rappresentanti delle Istituzioni,<br \/>\nCittadine e Cittadini di Brindisi,<\/p>\n<p>ci sono momenti in cui tacere ha il senso della rinuncia. Momenti in cui ci\u00f2 che per anni abbiamo detto sottovoce deve diventare una domanda pubblica e collettiva: che futuro vogliamo davvero per Brindisi? Da oltre trent\u2019anni questa citt\u00e0 convive con occasioni mancate, ritardi, promesse incompiute e problemi che sembrano ripetersi senza soluzione. Cambiano le stagioni politiche, ma troppo spesso restano identiche le domande. Brindisi continua a scontare un divario culturale, economico e strutturale che non pu\u00f2 pi\u00f9 essere considerato inevitabile. Continuiamo a denunciare le stesse carenze, mentre troppo spesso si investe in iniziative episodiche, incapaci di lasciare una traccia duratura, invece di costruire una vera programmazione culturale e di sviluppo.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 deve liberarsi definitivamente da logiche clientelari, inerzie e vecchi meccanismi che hanno soffocato il merito, le competenze e il coraggio di immaginare qualcosa di diverso. Brindisi \u00e8 una citt\u00e0 bellissima. E proprio per questo fa ancora pi\u00f9 male vederla cos\u00ec. Fa male vedere piazze sporche, giardini abbandonati, aiuole secche e spazi pubblici trascurati. Una citt\u00e0 si ama anche nelle piccole cose: nella pulizia di una strada, nella cura di un albero, nella dignit\u00e0 con cui si consegna uno spazio pubblico ai propri figli e a chi viene da fuori. Eppure possediamo una ricchezza straordinaria.<\/p>\n<p>Abbiamo un porto unico, un bacino naturale che entra nel cuore della citt\u00e0 e che potrebbe attrarre turismo nautico, yacht, investimenti e nuove economie. Abbiamo il Castello Svevo e il Castello Alfonsino. Abbiamo la Via Appia, Regina Viarum, che culmina nelle Colonne Romane. Abbiamo la Fontana Tancredi, il Monumento al Marinaio d\u2019Italia, il Monumento ai Caduti, la Basilica Cattedrale, il Nuovo Teatro Verdi con il patrimonio archeologico custodito sotto il suo palcoscenico. Abbiamo il Tempio di San Giovanni al Sepolcro, Porta Mesagne, le vasche limarie e luoghi che raccontano secoli di storia. Abbiamo una storia enorme, incalcolabile.<\/p>\n<p>E troppo spesso viviamo come se non sapessimo cosa possediamo. Davanti a tutto questo continuiamo ad assistere a rimpalli di responsabilit\u00e0, mancanza di coesione e rassegnazione. Ed \u00e8 proprio la rassegnazione il rischio pi\u00f9 grande. Brindisi non pu\u00f2 accettare di essere considerata un grande paese invece della citt\u00e0 che potrebbe diventare. Non pu\u00f2 rassegnarsi agli ultimi posti nelle classifiche sulla qualit\u00e0 della vita e a vedere i propri giovani partire perch\u00e9 altrove sembrano esserci pi\u00f9 opportunit\u00e0.<\/p>\n<p>Le contraddizioni sono evidenti. Abbiamo un aeroporto internazionale a pochi minuti dal centro e, nello stesso tempo, una ferrovia che continua a dividere fisicamente la citt\u00e0. Altrove si \u00e8 avuto il coraggio di immaginare grandi interventi per ricucire quartieri e centro urbano. A Brindisi una visione di questa portata non \u00e8 mai diventata davvero parte del dibattito pubblico.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 non pensare in grande? Perch\u00e9 non immaginare una Brindisi finalmente ricucita, pi\u00f9 moderna e meglio collegata con Commenda e i quartieri limitrofi? Anche sul fronte della formazione paghiamo da decenni l\u2019assenza di un polo universitario realmente autonomo e radicato, capace di attrarre giovani, ricerca, imprese e competenze. Nel frattempo assistiamo a investimenti pubblici che meritano una riflessione seria sulle priorit\u00e0. Milioni di euro destinati allo stadio comunale e a interventi ripetuti nel corso degli anni devono interrogare una comunit\u00e0 che vede contemporaneamente tanti altri luoghi e servizi chiedere attenzione. Lo stesso accade con i grandi eventi. Quando Brindisi ospita appuntamenti di livello internazionale, come gli incontri della Nazionale Italiana di pallavolo, troppo spesso manca quella capacit\u00e0 di promozione e comunicazione che potrebbe trasformarli in vere occasioni di immagine, turismo e partecipazione.<\/p>\n<p>Questa lettera nasce da qualcosa di profondo: dalla paura di perdere altro tempo. Abbiamo gi\u00e0 perso troppi anni. Alle istituzioni chiediamo coraggio, una visione che superi la durata di un mandato elettorale, trasparenza, competenza e capacit\u00e0 di scegliere le priorit\u00e0. Chiediamo che il porto, i monumenti, il verde pubblico, la cultura, il turismo, l\u2019universit\u00e0, le infrastrutture e lo sport entrino finalmente dentro un unico progetto di citt\u00e0.<\/p>\n<p>Ma una parte di responsabilit\u00e0 riguarda anche noi. Ai cittadini chiediamo un sussulto d\u2019orgoglio e un pi\u00f9 forte senso di comunit\u00e0. Amare Brindisi significa rispettarla, custodirla, difenderla, pretendere servizi migliori ma anche avere cura di ci\u00f2 che appartiene a tutti. Significa riconoscere le competenze, sostenere ci\u00f2 che funziona e mettere da parte personalismi, divisioni e quella maldicenza che troppo spesso indebolisce ogni tentativo di costruire qualcosa insieme. Brindisi ha bisogno di persone capaci di sentirsi parte dello stesso destino, perch\u00e9 una citt\u00e0 cresce quando cresce la sua comunit\u00e0. Brindisi \u00e8 una citt\u00e0 ricchissima che per troppo tempo non \u00e8 riuscita a trasformare ci\u00f2 che possiede nella propria forza.<\/p>\n<p>Il porto, la storia, l\u2019Appia, i castelli, il mare, l\u2019aeroporto, i monumenti, la cultura e le professionalit\u00e0 sono gi\u00e0 qui. Ora serve una visione comune. \u00c8 arrivato il momento di smettere di parlare della citt\u00e0 che Brindisi avrebbe potuto essere. \u00c8 arrivato il momento di costruire la citt\u00e0 che Brindisi pu\u00f2 ancora diventare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Cav. Omri Antonio Giaimis<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gentili Rappresentanti delle Istituzioni, Cittadine e Cittadini di Brindisi, ci sono momenti in cui tacere ha il senso della rinuncia. Momenti in cui ci\u00f2 che per anni abbiamo detto sottovoce deve diventare una domanda pubblica e collettiva: che futuro vogliamo davvero per Brindisi? Da oltre trent\u2019anni questa citt\u00e0 convive con occasioni mancate, ritardi, promesse incompiute e problemi che sembrano ripetersi senza soluzione. Cambiano le stagioni politiche, ma troppo spesso restano identiche le domande. Brindisi continua a scontare un divario culturale, economico e strutturale che non pu\u00f2 pi\u00f9 essere considerato inevitabile. Continuiamo a denunciare le stesse carenze, mentre troppo spesso si investe in iniziative episodiche, incapaci di lasciare una traccia duratura, invece di costruire una vera programmazione culturale e di sviluppo. La citt\u00e0 deve liberarsi definitivamente da logiche clientelari, inerzie e vecchi meccanismi che hanno soffocato il merito, le competenze e il coraggio di immaginare qualcosa di diverso. Brindisi \u00e8 una citt\u00e0 bellissima. E proprio per questo fa ancora pi\u00f9 male vederla cos\u00ec. 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