{"id":266369,"date":"2026-08-25T10:56:16","date_gmt":"2026-08-25T08:56:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=266369"},"modified":"2026-08-25T10:56:16","modified_gmt":"2026-08-25T08:56:16","slug":"erosione-del-litorale-le-osservazioni-del-professor-magno-il-progetto-rischia-di-compromettere-la-fruibilita-della-costa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/erosione-del-litorale-le-osservazioni-del-professor-magno-il-progetto-rischia-di-compromettere-la-fruibilita-della-costa\/","title":{"rendered":"Erosione del litorale, le osservazioni del professor Magno: \u201cIl progetto rischia di compromettere la fruibilit\u00e0 della costa\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Il progetto di difesa dall\u2019erosione del litorale brindisino finisce al centro delle osservazioni del professor Francesco Magno, geologo e consulente ambientale, che ha presentato al Comune di Brindisi e al Responsabile unico del procedimento le proprie valutazioni ai sensi dell\u2019articolo 9 della legge 241\/1990. Il documento \u00e8 stato trasmesso in vista della scadenza del termine per la presentazione delle osservazioni, fissata al 26 agosto.<\/p>\n<p>Magno riconosce la rilevanza e la qualit\u00e0 tecnica complessiva del progetto, atteso da anni, ma solleva forti perplessit\u00e0 su alcune delle soluzioni individuate. Il punto centrale della sua critica riguarda la distanza che, a suo giudizio, esisterebbe tra gli obiettivi dichiarati dell\u2019intervento e alcune opere previste.<\/p>\n<p>Il progetto, infatti, indica nella \u201criqualificazione\u201d del tratto costiero compreso tra Torre Guaceto e Punta Penne uno dei propri obiettivi. Per Magno, questa riqualificazione dovrebbe tradursi concretamente in una maggiore fruibilit\u00e0 pubblica del litorale, nella riduzione della pericolosit\u00e0 geomorfologica, nel ripascimento e nel mantenimento della naturalit\u00e0 della costa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La critica alle scogliere radenti<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 soprattutto sulle scogliere radenti, previste ai piedi della falesia, che si concentra la contestazione del geologo.<\/p>\n<p>Magno distingue infatti tra le opere di salvaguardia costituite da barriere soffolte, che considera positivamente perch\u00e9 possono ridurre la forza erosiva del mare sulla falesia, e le scogliere radenti, che definisce invece \u201cimpattanti e dannose\u201d, anche alla luce delle esperienze gi\u00e0 realizzate a Sbitri e Giancola. Secondo il professionista, queste opere rischierebbero di limitare la fruibilit\u00e0 del litorale e di compromettere la rinaturalizzazione della fascia costiera.<\/p>\n<p>Una delle osservazioni riguarda anche la scelta dei materiali. Il progetto prevede massi calcarei di prima e seconda categoria, descritti come coerenti per caratteristiche materiche, tessiturali e cromatiche con la litologia naturale della falesia. Magno contesta questa valutazione, sostenendo che i massi calcarei avrebbero caratteristiche differenti rispetto ai lastroni arenacei che compongono alcune porzioni della falesia.<\/p>\n<p>Secondo le sue osservazioni, le scogliere radenti non risolverebbero alcuni dei principali problemi che il progetto dovrebbe affrontare: non eliminerebbero la pericolosit\u00e0 geomorfologica, non favorirebbero il ripascimento della spiaggia, potrebbero ostacolare la fruizione pubblica e inciderebbero negativamente sulla naturalit\u00e0 dell&#8217;area.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u201cGli esempi di Sbitri e Giancola dimostrano i problemi\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Nella nota, Magno richiama direttamente gli interventi gi\u00e0 realizzati a Sbitri-Case Bianche e Giancola, considerandoli esempi che dovrebbero indurre a una riflessione sulle soluzioni da adottare.<\/p>\n<p>A suo giudizio, quelle opere avrebbero prodotto effetti negativi senza risolvere il problema dell\u2019erosione e avrebbero determinato anche una perdita di fruibilit\u00e0 di una parte della costa. La sua preoccupazione riguarda in particolare la previsione di circa 650 metri di nuove scogliere radenti, da realizzare a nord della spiaggia di Santa Lucia fino al primo promontorio di Apani-Posticeddu.<\/p>\n<p>Il progetto, osserva inoltre Magno, prevede per uno degli interventi anche il \u201cripristino del piede della falesia con rifiorimento\/potenziamento della diga a scogliera radente esistente\u201d. Una scelta che, secondo il geologo, rischierebbe di replicare una soluzione che egli considera gi\u00e0 negativa e inefficace.<\/p>\n<p>Perplessit\u00e0 vengono espresse anche sulle palificate trivellate in cemento armato previste in un altro punto del progetto, ritenute dal professionista un intervento particolarmente invasivo e non necessariamente la soluzione pi\u00f9 efficace per aumentare la capacit\u00e0 meccanica dei terreni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le alternative proposte<\/strong><\/p>\n<p>La nota non si limita alla critica, ma propone anche un&#8217;impostazione alternativa. Magno ritiene che le risorse disponibili avrebbero potuto essere concentrate su un numero inferiore di interventi, privilegiando quelli capaci, a suo giudizio, di produrre benefici maggiori sia sul piano della sicurezza della falesia sia su quello della fruibilit\u00e0 pubblica.<\/p>\n<p>Tra gli interventi che considera positivamente indica quelli identificati nel progetto con le lettere H e I: una diga frangiflutti sommersa e distanziata dalla linea di costa e la realizzazione di aree di prateria di Posidonia oceanica sommersa.<\/p>\n<p>La proposta del geologo punta quindi sulla combinazione tra il rafforzamento della falesia attraverso tecniche meno invasive, come il jet grouting ad alta pressione, e la realizzazione di opere soffolte capaci di ridurre l&#8217;energia delle onde favorendo la sedimentazione della sabbia. Viene inoltre suggerito l&#8217;utilizzo di strutture trasversali alla linea di costa, come sacconi in materiale tessile riempiti di sabbia, con l&#8217;obiettivo di contribuire alla ricostituzione del bagnasciuga.<\/p>\n<p>La conclusione della nota \u00e8 netta: per Magno il progetto avrebbe potuto essere pi\u00f9 efficace concentrando le risorse su un numero minore di interventi, in particolare sulle opere soffolte e sulla tutela della naturalit\u00e0 della falesia, con l&#8217;obiettivo di recuperare il bagnasciuga e aumentare la fruibilit\u00e0 pubblica della costa.<\/p>\n<p>Si tratta, dunque, di un contributo destinato ad alimentare il confronto sul progetto di difesa dall&#8217;erosione del litorale brindisino proprio alla vigilia della scadenza per la presentazione delle osservazioni. Al centro della discussione non c&#8217;\u00e8 soltanto la necessit\u00e0 di mettere in sicurezza la costa, ma anche come farlo senza sacrificare la fruibilit\u00e0 pubblica e la naturalit\u00e0 di uno dei tratti pi\u00f9 importanti del litorale brindisino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il progetto di difesa dall\u2019erosione del litorale brindisino finisce al centro delle osservazioni del professor Francesco Magno, geologo e consulente ambientale, che ha presentato al Comune di Brindisi e al Responsabile unico del procedimento le proprie valutazioni ai sensi dell\u2019articolo 9 della legge 241\/1990. Il documento \u00e8 stato trasmesso in vista della scadenza del termine per la presentazione delle osservazioni, fissata al 26 agosto. Magno riconosce la rilevanza e la qualit\u00e0 tecnica complessiva del progetto, atteso da anni, ma solleva forti perplessit\u00e0 su alcune delle soluzioni individuate. Il punto centrale della sua critica riguarda la distanza che, a suo giudizio, esisterebbe tra gli obiettivi dichiarati dell\u2019intervento e alcune opere previste. Il progetto, infatti, indica nella \u201criqualificazione\u201d del tratto costiero compreso tra Torre Guaceto e Punta Penne uno dei propri obiettivi. Per Magno, questa riqualificazione dovrebbe tradursi concretamente in una maggiore fruibilit\u00e0 pubblica del litorale, nella riduzione della pericolosit\u00e0 geomorfologica, nel ripascimento e nel mantenimento della naturalit\u00e0 della costa. &nbsp; La critica alle scogliere radenti \u00c8 soprattutto sulle scogliere radenti, previste&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":266370,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-266369","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/266369","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=266369"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/266369\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":266371,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/266369\/revisions\/266371"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/266370"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=266369"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=266369"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=266369"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}