{"id":266665,"date":"2026-09-01T18:35:33","date_gmt":"2026-09-01T16:35:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=266665"},"modified":"2026-09-01T19:49:04","modified_gmt":"2026-09-01T17:49:04","slug":"seri-industrial-ricorso-per-la-liquidazione-giudiziale-nuova-ombra-sulla-societa-legata-al-progetto-della-gigafactory-di-brindisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/seri-industrial-ricorso-per-la-liquidazione-giudiziale-nuova-ombra-sulla-societa-legata-al-progetto-della-gigafactory-di-brindisi\/","title":{"rendered":"Seri Industrial, ricorso per la liquidazione giudiziale: nuova ombra sulla societ\u00e0 legata al progetto della gigafactory di Brindisi"},"content":{"rendered":"<p>Un ricorso per l\u2019apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di Seri Industrial e della controllata FIB, proprio mentre il gruppo della famiglia Civitillo \u00e8 impegnato in importanti progetti industriali che riguardano anche Brindisi e nella complessa operazione societaria destinata a portare al delisting dalla Borsa di Milano.<\/p>\n<p>\u00c8 la nuova vicenda che coinvolge Seri Industrial, societ\u00e0 quotata su Euronext Milan e attiva nel settore delle materie plastiche e degli accumulatori elettrici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo le anticipazioni di stampa, la societ\u00e0 ha confermato di aver ricevuto dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere la notifica di un ricorso presentato dalla societ\u00e0 inglese London Financial Guarantees Plc, che chiede l\u2019apertura della procedura di liquidazione giudiziale nei confronti di Seri Industrial e della sua controllata FIB. Un\u2019istanza che riguarda un presunto credito di 8 milioni di euro, oltre a interessi e spese, e che Seri Industrial contesta integralmente, definendo il ricorso \u00abmanifestamente infondato\u00bb e privo dei presupposti previsti dalla legge.<\/p>\n<p>Secondo la ricostruzione fornita dalla societ\u00e0, il credito vantato dalla London Financial Guarantees sarebbe \u00abassolutamente inesistente\u00bb. La controversia trae origine da un contratto relativo a un prestito di titoli obbligazionari sottoscritto nel giugno del 2023 con FIB quale contraente e Seri Industrial quale garante. Secondo il gruppo Civitillo, tuttavia, il prestito non sarebbe mai stato effettivamente eseguito e la societ\u00e0 inglese non avrebbe reso alcuna prestazione contrattuale.<\/p>\n<p>La stessa London Financial Guarantees aveva gi\u00e0 promosso un ricorso monitorio davanti al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ottenendo il 17 luglio 2025 un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo per il pagamento della somma. L\u2019esecutoriet\u00e0 del provvedimento era per\u00f2 stata immediatamente sospesa dal presidente del Tribunale il 21 luglio 2025, con sospensione successivamente confermata, il 13 ottobre dello stesso anno, dal giudice incaricato del giudizio di merito instaurato dopo l\u2019opposizione presentata dalle societ\u00e0.<\/p>\n<p>Seri Industrial sostiene inoltre di aver contestato radicalmente il credito e ricorda che FIB, prima ancora della notifica del decreto ingiuntivo, aveva presentato una denuncia-querela alla Procura della Repubblica in relazione agli stessi fatti oggetto del contenzioso. La societ\u00e0 parla di iniziative che ritiene diffamatorie e gi\u00e0 oggetto di precedenti denunce e querele.<\/p>\n<p>La prima udienza relativa all\u2019istanza di liquidazione giudiziale dovrebbe svolgersi nel mese di ottobre, mentre per novembre \u00e8 prevista l\u2019udienza relativa al giudizio sul decreto ingiuntivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Saranno quindi i prossimi mesi a chiarire l\u2019evoluzione di una vicenda che arriva in una fase particolarmente delicata per il gruppo.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio questo il punto che rende la vicenda di particolare interesse anche per Brindisi.<\/p>\n<p>Il gruppo Seri Industrial e la controllata FIB sono infatti al centro di un articolato rapporto industriale con Eni, costruito attraverso due diverse societ\u00e0 e destinato a rappresentare uno degli assi della riconversione produttiva dell\u2019area industriale brindisina.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 Eni Storage Systems, societ\u00e0 nata dalla joint venture tra Eni Industrial Evolution, al 51%, e FIB, al 49%. \u00c8 attraverso questa societ\u00e0 che si ha in animo di costruire il progetto produttivo di Brindisi, dove sono previsti la linea di assemblaggio dei sistemi di accumulo energetico BESS e la gigafactory per la produzione di celle e moduli di batterie al litio ferro fosfato.<\/p>\n<p>La seconda societ\u00e0 \u00e8 FAENIX \u2013 European Energy Storage, partecipata per il 70% da FIB e per il restante 30% da Eni Industrial Evolution. Una ripartizione che merita particolare attenzione.<\/p>\n<p>Eni \u2013 il soggetto industriale e finanziario di dimensioni nettamente maggiori e che, considerato il passato industriale nel nostro territorio, rappresenta la garanzia &#8220;istituzionale&#8221; dell\u2019iniziativa \u2013 \u00e8 presente soltanto con una quota di minoranza, ma alla nuova societ\u00e0 sono state affidate funzioni tutt\u2019altro che marginali nell\u2019intera filiera: lo sviluppo commerciale, la commercializzazione dei sistemi di accumulo energetico, la gestione della supply chain, le attivit\u00e0 di ingegneria, ricerca e sviluppo e l\u2019approvvigionamento.<\/p>\n<p>La scelta di costituire due veicoli societari diversi rende ancora pi\u00f9 importante comprendere gli equilibri industriali ed economici di un\u2019operazione industriale che ha generato aspettative importanti sul territorio, soprattutto per quanto riguarda la possibilit\u00e0 di creare nuova occupazione e di dare una prospettiva alle aree interessate dalla trasformazione del sistema energetico.<\/p>\n<p>Proprio per questo, ogni vicenda che coinvolge Seri Industrial e FIB viene inevitabilmente osservata anche da Brindisi con particolare attenzione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il ricorso per la liquidazione giudiziale non significa, naturalmente, che la societ\u00e0 sia insolvente o che una procedura sia stata aperta. Al momento si tratta di un\u2019istanza presentata da un soggetto che rivendica un credito e che Seri Industrial contesta radicalmente. Sar\u00e0 il Tribunale a valutare la sussistenza o meno dei presupposti.<\/p>\n<p>Ma non va sottovalutato che la vicenda arriva mentre il gruppo \u00e8 impegnato contemporaneamente su pi\u00f9 fronti industriali e finanziari.<\/p>\n<p>Tra questi c\u2019\u00e8 anche l\u2019operazione societaria approvata nelle scorse settimane dal consiglio di amministrazione e finalizzata alla fusione per incorporazione di Seri Industrial Spa nella controllante Seri Spa. L\u2019operazione dovrebbe portare alla revoca della quotazione di Seri Industrial da Euronext Milan, il cosiddetto delisting, e quindi all\u2019uscita del titolo dal mercato azionario.<\/p>\n<p>Un passaggio che ha suscitato pi\u00f9 di una perplessit\u00e0 tra gli investitori, anche alla luce dell\u2019andamento del titolo negli anni. Per gli azionisti che non intendessero aderire all\u2019operazione \u00e8 stato previsto un valore di recesso pari a 2,556 euro per azione, una cifra sensibilmente inferiore ai 5,30 euro che rappresentavano il prezzo di apertura del titolo il 2 gennaio 2018.<\/p>\n<p>In poco pi\u00f9 di otto anni, dunque, il valore di riferimento per chi dovesse oggi esercitare il diritto di recesso risulterebbe inferiore alla met\u00e0 del prezzo di apertura del titolo nel 2018. Un dato che rende evidente come l\u2019investimento in Seri Industrial non abbia prodotto, almeno per chi ha acquistato ai livelli di allora e mantenuto le azioni nel tempo, il risultato sperato.<\/p>\n<p>E se \u00e8 palese che il gruppo stia cercando di rafforzare e ridefinire la propria presenza nel settore strategico delle batterie e dell\u2019accumulo energetico, \u00e8 altrettanto evidente che il progetto di fusione e delisting, bench\u00e9 del tutto legittimo, riduce quei meccanismi di controllo e trasparenza propri delle societ\u00e0 quotate, riportando di fatto il futuro delle aziende interessate a una dimensione societaria pi\u00f9 strettamente privata e concentrando le decisioni nelle mani della propriet\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Altro fronte delicato per Seri \u00e8 quello dei rapporti con le &#8220;aziende di Stato&#8221; Invitalia e Leonardo. Anche Invitalia ha portato Seri Industrial in tribunale per la vicenda relativa a Menarini Bus, societ\u00e0 della quale Seri Industrial detiene il 98%, mentre l\u2019agenzia pubblica ha mantenuto il restante 2%.<\/p>\n<p>Al centro del contenzioso ci sono i conti del 2024 di Menarini Bus, chiusi con una perdita di 50,6 milioni di euro, e le rettifiche effettuate dalla nuova gestione sui bilanci degli esercizi precedenti. Invitalia, che aveva votato contro l\u2019approvazione del bilancio 2024 e ha espresso voto contrario anche su quello relativo al 2025, ha impugnato davanti al Tribunale di Napoli le deliberazioni relative al bilancio 2024, ritenendo le rettifiche \u00abillegittime e ingiustificate\u00bb.<br \/>\nLa vicenda si intreccia con la richiesta di risarcimento avanzata da Seri Industrial nei confronti dei precedenti soci di Menarini Bus. Nel maggio scorso la societ\u00e0 ha chiesto un risarcimento di 82 milioni di euro, chiamando in causa anche Leonardo, ex azionista venditore, per la presunta violazione delle dichiarazioni e garanzie previste dall\u2019accordo di cessione. Leonardo, a sua volta, ha chiesto il rigetto della domanda e ha formulato domande riconvenzionali per circa 70 milioni di euro, oltre a un ulteriore risarcimento, contestando a Seri la violazione degli obblighi assunti nell\u2019operazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ricapitolando: da una parte, dunque, c\u2019\u00e8 l\u2019ambizione di costruire un nuovo polo produttivo collegato alla transizione energetica, con la presenza di Eni come partner industriale e finanziario di rilievo. Dall\u2019altra c\u2019\u00e8 una societ\u00e0 che si prepara a lasciare la Borsa, mentre deve affrontare una controversia giudiziaria da 8 milioni di euro e un ricorso per l\u2019apertura della liquidazione giudiziale e deve combattere in tribunale contro due colossi come Invitalia e Leonardo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per Brindisi la questione non pu\u00f2 essere considerata una vicenda lontana. Il futuro della gigafactory e dei progetti industriali collegati alla produzione di batterie \u00e8 stato presentato come una delle possibili risposte alla crisi e alla trasformazione del sistema produttivo locale.<br \/>\nPer questo, pi\u00f9 che limitarsi agli annunci e alle prospettive sulla carta, sar\u00e0 necessario seguire con attenzione l\u2019evoluzione concreta degli investimenti, i reali rapporti tra Seri Industrial ed Eni e, soprattutto, le ricadute reali in termini di produzione e occupazione che, giocoforza, sono legati alla solidit\u00e0 e dalla reputazione del principale soggetto coinvolto. <\/p>\n<p>Perch\u00e9 quando un progetto viene indicato come strategico per il futuro industriale di un territorio, ogni elemento che riguarda i suoi protagonisti diventa inevitabilmente una questione che riguarda anche quel territorio. E Brindisi, in questo caso, ha pi\u00f9 di una ragione per osservare con estrema attenzione ci\u00f2 che accadr\u00e0 nei prossimi mesi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Ore.Pi.<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un ricorso per l\u2019apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di Seri Industrial e della controllata FIB, proprio mentre il gruppo della famiglia Civitillo \u00e8 impegnato in importanti progetti industriali che riguardano anche Brindisi e nella complessa operazione societaria destinata a portare al delisting dalla Borsa di Milano. \u00c8 la nuova vicenda che coinvolge Seri Industrial, societ\u00e0 quotata su Euronext Milan e attiva nel settore delle materie plastiche e degli accumulatori elettrici. &nbsp; Dopo le anticipazioni di stampa, la societ\u00e0 ha confermato di aver ricevuto dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere la notifica di un ricorso presentato dalla societ\u00e0 inglese London Financial Guarantees Plc, che chiede l\u2019apertura della procedura di liquidazione giudiziale nei confronti di Seri Industrial e della sua controllata FIB. Un\u2019istanza che riguarda un presunto credito di 8 milioni di euro, oltre a interessi e spese, e che Seri Industrial contesta integralmente, definendo il ricorso \u00abmanifestamente infondato\u00bb e privo dei presupposti previsti dalla legge. 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