{"id":266978,"date":"2026-09-08T08:33:36","date_gmt":"2026-09-08T06:33:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=266978"},"modified":"2026-09-08T08:33:36","modified_gmt":"2026-09-08T06:33:36","slug":"commercio-confesercenti-presenta-i-conti-brindisi-in-controtendenza-nel-capoluogo-attivita-42-e-occupazione-in-crescita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/commercio-confesercenti-presenta-i-conti-brindisi-in-controtendenza-nel-capoluogo-attivita-42-e-occupazione-in-crescita\/","title":{"rendered":"Commercio, Confesercenti presenta i conti: Brindisi in controtendenza, nel capoluogo attivit\u00e0 +4,2% e occupazione in crescita"},"content":{"rendered":"<p>Il 9 e 10 settembre Confesercenti \u201cpresenta i conti\u201d della progressiva desertificazione commerciale del Paese. L\u2019iniziativa nazionale accompagna la raccolta delle firme per la proposta di legge di iniziativa popolare \u201cMisure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimit\u00e0\u201d, con l\u2019obiettivo di riportare al centro dell\u2019attenzione il valore economico e sociale delle attivit\u00e0 di vicinato.<br \/>\nDal 2019 al 2025, secondo l\u2019analisi elaborata da Confesercenti, in Italia hanno cessato l\u2019attivit\u00e0 oltre 111 mila imprese commerciali. Il fenomeno interessa anche la Puglia, dove nello stesso periodo la rete del commercio al dettaglio \u00e8 passata da 65.408 a 59.207 attivit\u00e0, con una perdita di 6.201 imprese, pari al 9,5%.<br \/>\n\u00c8 all\u2019interno di questo quadro che assume particolare significato il dato di Brindisi e della sua provincia.<br \/>\nNel territorio provinciale le attivit\u00e0 commerciali passano dalle 6.949 del 2019 alle 6.815 del 2025: una diminuzione di 134 imprese, pari appena all\u20191,9%, tra le pi\u00f9 contenute dell\u2019intera regione.<br \/>\nIl confronto restituisce con immediatezza la differenza: Bari \u201315,7%, BAT \u201314,3%, Foggia \u201312,8%, Lecce \u20136,3%, Brindisi \u20131,9% e Taranto \u20131,6%.<br \/>\nAncora pi\u00f9 significativo \u00e8 il risultato del capoluogo brindisino, dove il numero delle attivit\u00e0 commerciali cresce: dalle 1.346 del 2019 alle 1.403 del 2025, con 57 imprese in pi\u00f9 e un incremento del 4,23%.<br \/>\nBrindisi e Taranto sono gli unici due capoluoghi pugliesi che presentano un saldo positivo, ma mentre Taranto registra una crescita dello 0,4%, Brindisi raggiunge il +4,2%.<br \/>\nCrescono anche gli occupati.  Alla tenuta della rete commerciale si accompagna un dato altrettanto significativo sul fronte del lavoro.<br \/>\nNell\u2019intera provincia di Brindisi gli addetti al commercio passano da 14.695 a 15.967, con 1.272 occupati in pi\u00f9 e una crescita dell\u20198,66%.<br \/>\nL\u2019incremento riguarda soprattutto il lavoro dipendente, che passa da 8.316 a 10.005 addetti, con 1.689 unit\u00e0 in pi\u00f9 (+20,31%). Gli indipendenti diminuiscono invece da 6.379 a 5.962, pari al \u20136,54%.<br \/>\nNel capoluogo il quadro \u00e8 ancora pi\u00f9 netto: gli addetti complessivi salgono da 2.300 a 2.640 (+14,78%), i dipendenti da 1.235 a 1.557 (+26,07%) e aumentano, sia pure pi\u00f9 moderatamente, anche gli indipendenti, da 1.065 a 1.083 (+1,69%).<br \/>\nI numeri descrivono quindi un sistema commerciale che non soltanto mostra una capacit\u00e0 di tenuta sensibilmente superiore rispetto alla media regionale, ma che continua anche a produrre occupazione.<br \/>\nLa crescita del lavoro dipendente merita ulteriori approfondimenti. Nel capoluogo, in particolare, essa coincide con l\u2019aumento sia delle imprese sia degli addetti complessivi e non pu\u00f2 quindi essere interpretata automaticamente come un indebolimento della componente imprenditoriale. Sar\u00e0 interessante verificare anche l\u2019evoluzione delle forme giuridiche delle imprese e comprendere se sia in corso un processo di maggiore strutturazione delle attivit\u00e0 commerciali.<br \/>\n\u201c\u201dI dati nazionali e regionali ci dicono che il problema della desertificazione commerciale \u00e8 reale e richiede interventi \u2013 sottolinea Michele Piccirillo, presidente provinciale di Confesercenti Brindisi \u2013. Proprio per questo il risultato del nostro territorio merita particolare attenzione. La provincia perde l\u20191,9% delle attivit\u00e0 mentre la Puglia perde il 9,5%, e nel capoluogo registriamo addirittura una crescita del 4,2%. Non significa che i problemi siano risolti, ma significa certamente che Brindisi ha mostrato una capacit\u00e0 di resistenza maggiore\u201d\u201d.<br \/>\nPer Confesercenti questi risultati non possono essere considerati semplicemente casuali.<br \/>\nNegli ultimi anni le associazioni di categoria hanno svolto un lavoro costante di rappresentanza e confronto con le amministrazioni sui temi che incidono direttamente sulla vita delle imprese: accessibilit\u00e0 dei centri urbani, parcheggi e sosta, ZTL, dehors, sicurezza, turismo, formazione, Distretti Urbani del Commercio, iniziative di animazione e valorizzazione delle attivit\u00e0 economiche.<br \/>\n\u201c\u201dNon vogliamo attribuirci meriti esclusivi \u2013 prosegue Piccirillo \u2013 perch\u00e9 i risultati di un territorio dipendono da molti fattori e dal contributo di molti soggetti. Ma non possiamo neppure pensare che siano un regalo della natura. Le buone pratiche, il confronto istituzionale e soprattutto una rappresentanza costante degli interessi delle imprese producono effetti nel tempo. Confesercenti ha lavorato molto su questo terreno e continuer\u00e0 a farlo\u201d\u201d.<br \/>\nI dati brindisini diventano cos\u00ec anche il punto di partenza della mobilitazione che Confesercenti porter\u00e0 nei Comuni della provincia nell\u2019ambito dell\u2019iniziativa nazionale del 9 e 10 settembre, per illustrare la proposta di legge di iniziativa popolare e raccogliere le firme a sostegno delle \u201cMisure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimit\u00e0\u201d.<br \/>\n\u201c\u201dAver resistito meglio degli altri \u2013 conclude Piccirillo \u2013 non ci autorizza ad abbassare la guardia. Al contrario, ci impone di difendere ci\u00f2 che ha funzionato e di intervenire dove esistono ancora criticit\u00e0. Il senso della proposta di legge nazionale \u00e8 proprio questo: evitare che la desertificazione commerciale diventi irreversibile e dare ai territori strumenti per sostenere chi continua a investire, lavorare e creare occupazione nelle nostre citt\u00e0\u201d\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 9 e 10 settembre Confesercenti \u201cpresenta i conti\u201d della progressiva desertificazione commerciale del Paese. L\u2019iniziativa nazionale accompagna la raccolta delle firme per la proposta di legge di iniziativa popolare \u201cMisure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimit\u00e0\u201d, con l\u2019obiettivo di riportare al centro dell\u2019attenzione il valore economico e sociale delle attivit\u00e0 di vicinato. Dal 2019 al 2025, secondo l\u2019analisi elaborata da Confesercenti, in Italia hanno cessato l\u2019attivit\u00e0 oltre 111 mila imprese commerciali. 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