{"id":267689,"date":"2026-09-23T12:12:25","date_gmt":"2026-09-23T10:12:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=267689"},"modified":"2026-09-23T12:12:25","modified_gmt":"2026-09-23T10:12:25","slug":"presentato-a-roma-levento-i-colori-dellenergia-che-si-terra-a-brindisi-dal-15-al-17-ottobre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/presentato-a-roma-levento-i-colori-dellenergia-che-si-terra-a-brindisi-dal-15-al-17-ottobre\/","title":{"rendered":"Presentato a Roma l&#8217;evento &#8220;I Colori dell\u2019Energia&#8221; che si terr\u00e0 a Brindisi dal 15 al 17 ottobre"},"content":{"rendered":"<p>La crisi energetica degli ultimi anni ha reso evidente un punto: per l\u2019Italia la sicurezza degli approvvigionamenti non pu\u00f2 essere separata dalla competitivit\u00e0 del sistema produttivo. Ridurre la dipendenza dall\u2019estero significa certamente diversificare i fornitori, ma soprattutto consumare meno combustibili importati, utilizzare meglio l\u2019energia e costruire nel Paese una capacit\u00e0 industriale pi\u00f9 solida nelle tecnologie della transizione.<\/p>\n<p>\u00c8 questo il filo conduttore del rapporto sul settore energetico italiano che verr\u00e0 presentato nell\u2019ambito della seconda edizione de I Colori dell\u2019Energia, un evento che si terr\u00e0 a Brindisi dal 15 al 17 ottobre.<\/p>\n<p>Un lavoro che mette insieme sicurezza, costi, infrastrutture e industria, con una particolare attenzione al ruolo delle piccole e medie imprese.<\/p>\n<p>Il punto di partenza resta la forte dipendenza energetica dall\u2019estero. Nel 2024 le importazioni nette coprivano il 73,9% dell\u2019energia lorda disponibile in Italia, contro il 57,3% della media europea. \u00c8 un dato inferiore al picco del 79,5% del 2022, ma ancora molto distante dalla media dell\u2019Unione.<\/p>\n<p>Per il gas naturale la dipendenza raggiunge il 95,2%; per petrolio e prodotti petroliferi, esclusi i biocarburanti, l\u201989,8%.<\/p>\n<p>La diversificazione avviata dopo l\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina ha ridotto il rischio legato a un singolo fornitore, senza per\u00f2 mettere l\u2019Italia al riparo dagli shock internazionali. Le tensioni in Medio Oriente lo dimostrano chiaramente. Nel 2025 dallo Stretto di Hormuz passavano circa un quarto del commercio marittimo mondiale di petrolio e quasi un quinto degli scambi globali di GNL.<\/p>\n<p>Quando una rotta cos\u00ec importante entra in crisi, gli effetti si trasmettono rapidamente attraverso i prezzi, i noli, i costi assicurativi e la competizione tra Europa e Asia per i carichi disponibili.<\/p>\n<p>Per questo la sicurezza energetica va letta in modo pi\u00f9 ampio. Non conta soltanto da chi si compra energia, ma anche attraverso quali rotte arriva, con quali infrastrutture e quanto rapidamente una fornitura pu\u00f2 essere sostituita. \u00c8 una questione che riguarda direttamente anche le imprese, soprattutto quelle pi\u00f9 esposte ai costi energetici e con minori possibilit\u00e0 di copertura.<\/p>\n<p>Il rapporto dedica ampio spazio alla filiera industriale, perch\u00e9 la transizione pu\u00f2 generare valore in Italia solo se una parte significativa degli investimenti si traduce in capacit\u00e0 produttiva, innovazione e lavoro qualificato.<\/p>\n<p>Il nucleo pi\u00f9 ristretto del settore \u2013 la fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata \u2013 contava nel 2023, secondo Istat, circa 10.100 imprese e quasi 98.000 addetti. Ma la filiera del valore \u00e8 molto pi\u00f9 ampia e comprende componentistica, cavi, trasformatori, inverter, elettronica di potenza, installazione, manutenzione, ingegneria, software e servizi di efficienza.<\/p>\n<p>Tenendo conto anche dell\u2019indotto, il comparto energetico italiano conta oltre 55.000 imprese attive lungo tutta la catena del valore, con circa 300.000 addetti diretti e pi\u00f9 di 800.000 occupati complessivi. Dentro questa filiera, le PMI hanno un ruolo particolarmente importante nei segmenti intermedi: lavorazioni specialistiche, componentistica, integrazione di sistemi, manutenzione, servizi tecnici e digitali. Qui il limite non \u00e8 soltanto la dimensione aziendale.<\/p>\n<p>Molto spesso pesano l\u2019accesso alle grandi commesse, i costi di certificazione, le garanzie richieste nelle gare, i tempi di pagamento, gli anticipi sui materiali e il capitale circolante necessario per sostenere contratti lunghi. Da qui la proposta di lavorare su strumenti molto concreti: programmi di qualificazione dei fornitori, standard tecnici comuni, centri prova condivisi e maggiore visibilit\u00e0 sui piani di acquisto dei grandi operatori. Anche il credito e le garanzie possono essere costruiti meglio intorno ai tempi effettivi delle commesse, accompagnando investimenti, certificazioni e fabbisogni di capitale circolante.<\/p>\n<p>La questione di fondo \u00e8 quanta parte degli investimenti energetici realizzati in Italia riesca davvero a trasformarsi in valore aggiunto, export e occupazione nel Paese. Sul fronte della transizione, i dati mostrano che non basta aumentare la capacit\u00e0 installata. Nel 2025, secondo le stime Eurostat, la quota di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo era pari al 20,8% in Italia, contro il 26,2% dell\u2019UE. Nel sistema elettrico, Terna indica invece una copertura del fabbisogno da rinnovabili del 41%, in lieve calo rispetto al 42% del 2024, nonostante la crescita del fotovoltaico, soprattutto per effetto della minore produzione idroelettrica.<\/p>\n<p>Questi numeri ricordano anche che fotovoltaico ed eolico, da soli, non risolvono il problema. La nuova capacit\u00e0 deve procedere insieme a reti, accumuli, interconnessioni e domanda flessibile.<\/p>\n<p>Resta poi il tema dei prezzi.<\/p>\n<p>Nel secondo semestre 2025, per le utenze non domestiche con consumi annui tra 500 e 1.999 MWh, il prezzo medio dell\u2019elettricit\u00e0 in Italia era pari a 22,03 centesimi di euro per kWh, al netto di IVA e altri oneri recuperabili: circa il 20% sopra la media UE, il 44% sopra la Francia e il 66% sopra la Spagna, ma leggermente sotto la Germania. \u00c8 un confronto riferito a una specifica fascia di consumo, ma conferma quanto il costo dell\u2019energia continui a pesare sulla competitivit\u00e0 delle imprese. La componente fiscale mantiene un\u2019incidenza rilevante. Nell\u2019Unione europea tasse e oneri pesano per circa il 17,7% del prezzo finale, mentre in Italia raggiungono il 23,7%, un livello sensibilmente pi\u00f9 elevato rispetto alla media europea. In questo quadro anche il nuovo nucleare pu\u00f2 rappresentare, nel medio-lungo periodo, una delle opzioni per aumentare la disponibilit\u00e0 di energia programmabile a basse emissioni.<\/p>\n<p>Il rapporto invita per\u00f2 a procedere per fasi: prima competenze, filiera, capacit\u00e0 regolatoria e valutazione delle tecnologie; poi, sulla base di costi, tempi e rischi effettivi, eventuali decisioni di investimento. Ingegneria, componentistica, materiali, controlli e servizi possono comunque offrire opportunit\u00e0 alle imprese italiane prima ancora dell\u2019eventuale costruzione di impianti sul territorio nazionale. In questa prospettiva, il confronto tra tecnologie diventa meno utile se resta astratto. Efficienza, rinnovabili, reti, accumuli, interconnessioni e nucleare hanno tempi, costi e funzioni diverse. La scelta non \u00e8 necessariamente tra l\u2019una e l\u2019altra, ma riguarda il modo in cui combinarle per ridurre la vulnerabilit\u00e0 del Paese, contenere il costo dell\u2019energia e rafforzare la base industriale. Per questo il risultato della transizione non pu\u00f2 essere misurato soltanto nei megawatt installati. Conta anche quanto si riducono le importazioni, quanto diventa pi\u00f9 stabile il sistema, quanto valore aggiunto resta in Italia e quante imprese italiane, a partire dalle PMI, riescono a entrare nelle nuove catene del valore dell\u2019energia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>I COLORI DELL\u2019ENERGIA 2026: IL PROGRAMMA <\/strong><\/em><\/p>\n<p>Dal 15 al 17 ottobre, il Castello Alfonsino \u2013 Forte a Mare di Brindisi ospiter\u00e0 la seconda edizione de I Colori dell\u2019Energia, con un programma articolato in confronti istituzionali, approfondimenti industriali e momenti dedicati a tecnologie, competenze e nuove filiere della transizione energetica.<\/p>\n<p>\uf0b7 INAUGURAZIONE 15 ottobre ore 10:00 \u2013 Ruolo delle istituzioni nella transizione energetica<\/p>\n<p>\uf0b7 Sostenibilit\u00e0 e sicurezza energetica nel nuovo (dis)ordine globale<\/p>\n<p>\uf0b7 Le competenze per la transizione: formazione e nuovi mestieri dell\u2019energia<\/p>\n<p>\uf0b7 I Colori dell\u2019Energia per governare la transizione \u2013 Intervista a Renato Mazzoncini, AD di a2a<\/p>\n<p>\uf0b7 Eolico ed eolico offshore: asset decisivo per la decarbonizzazione e la sostenibilit\u00e0<\/p>\n<p>\uf0b7 Ricerca e innovazione tecnologica per il nuovo nucleare in Europa e in Italia<\/p>\n<p>\uf0b7 Data center, AI: nuovi giganti energivori o fattori di un mercato dell\u2019energia che cambia<\/p>\n<p>\uf0b7 La PA al centro della transizione energetica: strategie di efficientamento del patrimonio edilizio pubblico e sanitario pugliese<\/p>\n<p>\uf0b7 La manifattura delle rinnovabili: PMI, competenze e tecnologie per guidare la transizione \u2013 Presentazione del Rapporto<\/p>\n<p>\uf0b7 Filiera industriale e mercato: l\u2019idrogeno protagonista del futuro energetico del Paese<\/p>\n<p>\uf0b7 Mobilit\u00e0 sostenibile: soluzioni energetiche e tecnologiche per una nuova filiera industriale<\/p>\n<p>\uf0b7 Le rinnovabili al centro del sistema energetico nazionale: permitting, tecnologie e filiera industriale per andare oltre<\/p>\n<p>\uf0b7 Acqua ed energia per la sostenibilit\u00e0<\/p>\n<p>\uf0b7 Intervista all\u2019Onorevole Raffaele Fitto, Vicepresidente Esecutivo della Commissione Europea<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong> I principali partner <\/strong><\/em><\/p>\n<p>La seconda edizione de I Colori dell\u2019Energia si sviluppa anche grazie al confronto con alcuni dei principali operatori del settore energetico: a2a, Edison, Enel, Nadara e SSE Energy ed altri. La presenza dei principali operatori energetici e il confronto tra istituzioni, imprese, mondo della ricerca e filiere industriali accompagneranno i tre giorni di Brindisi, con l\u2019obiettivo di mettere a fuoco le condizioni necessarie per coniugare sicurezza energetica, competitivit\u00e0, innovazione e capacit\u00e0 industriale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La crisi energetica degli ultimi anni ha reso evidente un punto: per l\u2019Italia la sicurezza degli approvvigionamenti non pu\u00f2 essere separata dalla competitivit\u00e0 del sistema produttivo. 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