{"id":268429,"date":"2026-10-07T17:30:27","date_gmt":"2026-10-07T15:30:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=268429"},"modified":"2026-10-07T17:31:05","modified_gmt":"2026-10-07T15:31:05","slug":"energia-litalia-e-la-sfida-della-transizione-industriale-che-vede-anche-brindisi-e-la-puglia-protagonista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/energia-litalia-e-la-sfida-della-transizione-industriale-che-vede-anche-brindisi-e-la-puglia-protagonista\/","title":{"rendered":"Energia, l\u2019Italia e la sfida della transizione industriale che vede anche Brindisi e la Puglia protagonista"},"content":{"rendered":"<p>Dopo il successo dello scorso anno, torna \u201cI Colori dell\u2019Energia\u201d che si terr\u00e0 a Brindisi presso il Castello Alfonsino \u2013 Forte a Mare, dal 15 al 17 ottobre. L\u2019evento, le cui novit\u00e0 sono state illustrate nel Salone di Rappresentanza della Prefettura, dopo la presentazione nella Capitale, tiene accesi dibattito e riflettori sulla necessit\u00e0 di autonomia energetica a livello nazionale. Per tagliare il traguardo della certezza degli approvvigionamenti \u00e8 necessario un sistema produttivo competitivo, un puzzle complesso fatto di tessere strategiche quali: un migliore utilizzo dell\u2019energia, un minor impiego di combustibili fossili, un\u2019ampia rete di fornitori, tecnologie d\u2019avanguardia a supporto delle imprese protagoniste della transizione.<\/p>\n<p>L\u2019evento sar\u00e0 l\u2019occasione per presentare in maniera esaustiva il \u201cRapporto 2026 sul settore energetico italiano e le sue filiere industriali\u201d, un lavoro che mette insieme sicurezza, costi, infrastrutture e industria, con una particolare attenzione al ruolo delle piccole e medie imprese.<\/p>\n<p>Alcune evidenze del rapporto, come sono state anticipate nel corso della conferenza stampa a cui hanno partecipato il prefetto di Brindisi, Guido Aprea, il sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchionna, il Presidente di Confindustria Brindisi, Giuseppe Danese, e il Presidente de \u201cI Colori dell\u2019Energia\u201d, Gabriele Menotti Lippolis.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abSiamo onorati di ospitare in prefettura la presentazione di questa iniziativa &#8211; ha dichiarato Guido Aprea, Prefetto di Brindisi -. Come \u00e8 stato ribadito a Roma, questo evento non ha solo una valenza in termini di sicurezza energetica, non \u00e8 \u201csolo\u201d sviluppo delle imprese in un territorio particolarmente impegnato nella transizione energetica &#8211; che pure sarebbe sufficiente a dimostrarne la valenza- ma \u00e8 un passaggio epocale, cos\u00ec potremmo definirlo, dall\u2019energia fossile all\u2019energia del futuro. E questo apre, per quanto di interesse di un prefetto, a due questioni: tutela dei lavoratori e sicurezza del territorio. Le aziende interessate ad investire qui basano il proprio interesse anche sul fatto che il nostro \u00e8 un territorio sicuro rispetto ai rischi dell\u2019ordine e della sicurezza pubblica. Noi lavoriamo per questo, siamo una squadra\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abSar\u00e0 l\u2019occasione giusta per dimostrare, ancora pi\u00f9 compiutamente- ha aggiunto il Sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchionna- tutte le iniziative che sono in atto nell\u2019area industriale per un completo passaggio di transizione energetica da fonti fossili a fonti rinnovabili. Da questo punto di vista siamo assolutamente convinti che l\u2019area industriale di Brindisi, che peraltro \u00e8 la pi\u00f9 grande di tutta la Puglia, la pi\u00f9 infrastrutturata e soprattutto quella con maggiori articolazioni di produzioni, rappresenti un grande banco di prova per l\u2019intero Mezzogiorno. E\u2019 per questo motivo che I Colori dell\u2019Energia rappresentano un momento di confronto essenziale non solo per la citt\u00e0, ma per tutta la provincia\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00ab &#8220;I Colori dell&#8217;Energia&#8221; \u2013 afferma il Presidente di Confindustria Brindisi Danese &#8211; rappresenta un appuntamento di rilievo per la diffusione della conoscenza su questi temi, lo testimonia il fatto che all&#8217;evento &#8211; anche quest&#8217;anno &#8211; parteciperanno esperti del settore che forniranno aggiornamenti sulla situazione energetica attuale, in Europa e nel resto del mondo. Il rapporto stilato dagli esperti, di fatto, conferma che la percentuale di energia importata nel nostro Paese \u00e8 di gran lunga superiore alla media europea. Vuol dire che individuare soluzioni che abbattano questa percentuale \u00e8 ormai imprescindibile e non pi\u00f9 rinviabile. Auspichiamo, anche grazie al contributo di questi esperti, di arrivare a una soluzione, a una linea guida da seguire e da sviluppare col tempo. L&#8217;obiettivo \u00e8 trovare la strada e gli strumenti per rendere le nostre imprese, la nostra industria, sempre pi\u00f9 competitive. Partire dalla disponibilit\u00e0 energetica e dall&#8217;abbattimento dei costi per l&#8217;approvvigionamento \u00e8 un ottimo inizio.\u00bb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abLa sicurezza energetica \u2013 ha sottolineato Gabriele Menotti Lippolis, Presidente de I Colori dell\u2019Energia \u2013 va letta oggi in modo pi\u00f9 ampio: non riguarda soltanto la disponibilit\u00e0 delle fonti, ma la capacit\u00e0 del sistema di reagire agli shock, adeguare le infrastrutture e valorizzare le competenze industriali del Paese. La pianificazione al 2030 indica, ad esempio, un fabbisogno di 71,5 GWh di accumuli, al netto dei pompaggi esistenti: un dato che mostra quanto la transizione dipenda non solo da quanta energia riusciamo a produrre, ma anche dalla capacit\u00e0 di gestirla e renderla disponibile quando serve. \u00c8 su questa integrazione tra energia, infrastrutture e industria che si gioca una parte importante della competitivit\u00e0 futura del Paese\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il rapporto: alcuni dati chiave<\/strong><br \/>\nIl punto di partenza resta la forte dipendenza energetica dall\u2019estero. Nel 2024 le importazioni nette coprivano il 73,9% dell\u2019energia lorda disponibile in Italia, contro il 57,3% della media europea. \u00c8 un dato inferiore al picco del 79,5% del 2022, ma ancora molto distante dalla media dell\u2019Unione. Per il gas naturale la dipendenza raggiunge il 95,2%; per petrolio e prodotti petroliferi, esclusi i biocarburanti, l\u201989,8%.<br \/>\nLa diversificazione avviata dopo l\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina ha ridotto il rischio legato a un singolo fornitore, senza per\u00f2 mettere l\u2019Italia al riparo dagli shock internazionali. Le tensioni in Medio Oriente lo dimostrano chiaramente. Nel 2025 dallo Stretto di Hormuz passavano circa un quarto del commercio marittimo mondiale di petrolio e quasi un quinto degli scambi globali di GNL. Quando una rotta cos\u00ec importante entra in crisi, gli effetti si trasmettono rapidamente attraverso i prezzi, i noli, i costi assicurativi e la competizione tra Europa e Asia per i carichi disponibili.<br \/>\nPer questo la sicurezza energetica va letta in modo pi\u00f9 ampio. Non conta soltanto da chi si compra energia, ma anche attraverso quali rotte arriva, con quali infrastrutture e quanto rapidamente una fornitura pu\u00f2 essere sostituita. \u00c8 una questione che riguarda direttamente anche le imprese, soprattutto quelle pi\u00f9 esposte ai costi energetici e con minori possibilit\u00e0 di copertura.<br \/>\nIl rapporto dedica ampio spazio alla filiera industriale, perch\u00e9 la transizione pu\u00f2 generare valore in Italia solo se una parte significativa degli investimenti si traduce in capacit\u00e0 produttiva, innovazione e lavoro qualificato. Il nucleo pi\u00f9 ristretto del settore \u2013 la fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata \u2013 contava nel 2023, secondo Istat, circa 10.100 imprese e quasi 98.000 addetti. Ma la filiera del valore \u00e8 molto pi\u00f9 ampia e comprende componentistica, cavi, trasformatori, inverter, elettronica di potenza, installazione, manutenzione, ingegneria, software e servizi di efficienza. Tenendo conto anche dell\u2019indotto, il comparto energetico italiano conta oltre 55.000 imprese attive lungo tutta la catena del valore, con circa 300.000 addetti diretti e pi\u00f9 di 800.000 occupati complessivi.<br \/>\n\u00c8 un effetto che si distribuisce lungo una catena del valore molto pi\u00f9 ampia delle sole utility. Logistica, commercio e servizi operativi rappresentano la componente pi\u00f9 rilevante; seguono i servizi di supporto, l\u2019ingegneria e i servizi tecnici, gli input produttivi e le attivit\u00e0 legate a reti, impianti e costruzioni.<br \/>\nDentro questa filiera, le PMI hanno un ruolo particolarmente importante nei segmenti intermedi: lavorazioni specialistiche, componentistica, integrazione di sistemi, manutenzione, servizi tecnici e digitali. Qui il limite non \u00e8 soltanto la dimensione aziendale. Molto spesso pesano l\u2019accesso alle grandi commesse, i costi di certificazione, le garanzie richieste nelle gare, i tempi di pagamento, gli anticipi sui materiali e il capitale circolante necessario per sostenere contratti lunghi.<br \/>\nDa qui la proposta di lavorare su strumenti molto concreti: programmi di qualificazione dei fornitori, standard tecnici comuni, centri prova condivisi e maggiore visibilit\u00e0 sui piani di acquisto dei grandi operatori. Anche il credito e le garanzie possono essere costruiti meglio intorno ai tempi effettivi delle commesse, accompagnando investimenti, certificazioni e fabbisogni di capitale circolante. La questione di fondo \u00e8 quanta parte degli investimenti energetici realizzati in Italia riesca davvero a trasformarsi in valore aggiunto, export e occupazione nel Paese.<br \/>\nSul fronte della transizione, i dati mostrano che non basta aumentare la capacit\u00e0 installata. Nel 2025, secondo le stime Eurostat, la quota di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo era pari al 20,8% in Italia, contro il 26,2% dell\u2019UE. Nel sistema elettrico, Terna indica invece una copertura del fabbisogno da rinnovabili del 41%, in lieve calo rispetto al 42% del 2024, nonostante la crescita del fotovoltaico, soprattutto per effetto della minore produzione idroelettrica.<br \/>\nQuesti numeri ricordano anche che fotovoltaico ed eolico, da soli, non risolvono il problema. La nuova capacit\u00e0 deve procedere insieme a reti, accumuli, interconnessioni e domanda flessibile.<br \/>\nResta poi il tema dei prezzi. Nel secondo semestre 2025, per le utenze non domestiche con consumi annui tra 500 e 1.999 MWh, il prezzo medio dell\u2019elettricit\u00e0 in Italia era pari a 22,03 centesimi di euro per kWh, al netto di IVA e altri oneri recuperabili: circa il 20% sopra la media UE, il 44% sopra la Francia e il 66% sopra la Spagna, ma leggermente sotto la Germania. \u00c8 un confronto riferito a una specifica fascia di consumo, ma conferma quanto il costo dell\u2019energia continui a pesare sulla competitivit\u00e0 delle imprese. La componente fiscale mantiene un\u2019incidenza rilevante. Nell\u2019Unione europea tasse e oneri pesano per circa il 17,7% del prezzo finale, mentre in Italia raggiungono il 23,7%, un livello sensibilmente pi\u00f9 elevato rispetto alla media europea.<br \/>\nIn questo quadro anche il nuovo nucleare pu\u00f2 rappresentare, nel medio-lungo periodo, una delle opzioni per aumentare la disponibilit\u00e0 di energia programmabile a basse emissioni. Il rapporto invita per\u00f2 a procedere per fasi: prima competenze, filiera, capacit\u00e0 regolatoria e valutazione delle tecnologie; poi, sulla base di costi, tempi e rischi effettivi, eventuali decisioni di investimento. Ingegneria, componentistica, materiali, controlli e servizi possono comunque offrire opportunit\u00e0 alle imprese italiane prima ancora dell\u2019eventuale costruzione di impianti sul territorio nazionale.<br \/>\nIn questa prospettiva, il confronto tra tecnologie diventa meno utile se resta astratto. Efficienza, rinnovabili, reti, accumuli, interconnessioni e nucleare hanno tempi, costi e funzioni diverse. La scelta non \u00e8 necessariamente tra l\u2019una e l\u2019altra, ma riguarda il modo in cui combinarle per ridurre la vulnerabilit\u00e0 del Paese, contenere il costo dell\u2019energia e rafforzare la base industriale.<br \/>\nPer questo il risultato della transizione non pu\u00f2 essere misurato soltanto nei megawatt installati. Conta anche quanto si riducono le importazioni, quanto diventa pi\u00f9 stabile il sistema, quanto valore aggiunto resta in Italia e quante imprese italiane, a partire dalle PMI, riescono a entrare nelle nuove catene del valore dell\u2019energia.<br \/>\nLa priorit\u00e0 \u00e8 quindi creare le condizioni perch\u00e9 gli investimenti si traducano in capacit\u00e0 produttiva: regole stabili, tempi autorizzativi pi\u00f9 brevi, infrastrutture adeguate e strumenti che favoriscano la partecipazione delle imprese italiane alle nuove filiere energetiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I COLORI DELL\u2019ENERGIA 2026: IL PROGRAMMA<\/strong><br \/>\nDal 15 al 17 ottobre, il Castello Alfonsino \u2013 Forte a Mare di Brindisi ospiter\u00e0 la seconda edizione de I Colori dell\u2019Energia, con un programma articolato in confronti istituzionali, approfondimenti scientifici con ricercatori, protagonisti industriali e momenti dedicati a tecnologie, competenze e nuove filiere della transizione energetica.<\/p>\n<p>Si parte gioved\u00ec 15 ottobre ore 10:00 con L\u2019INAUGURAZIONE &#8211; sala dell\u2019Installazione \u2013 Ruolo delle istituzioni nella transizione energetica<br \/>\nORE 11 Sostenibilit\u00e0 e sicurezza energetica nel nuovo (dis)ordine globale<br \/>\nORE 12 Le competenze per la transizione: formazione e nuovi mestieri dell\u2019energia<br \/>\nORE 15 Eolico ed eolico offshore: asset decisivo per la decarbonizzazione e la sostenibilit\u00e0<br \/>\nORE 16 Ricerca e innovazione tecnologica per il nuovo nucleare in Europa e in Italia<\/p>\n<p>VENERDI\u2019 16 OTTOBRE:<br \/>\nORE 10 Data center, AI: nuovi giganti energivori o fattori di un mercato dell\u2019energia che cambia?<br \/>\nORE 11 La PA al centro della transizione energetica: strategie di efficientamento del patrimonio edilizio pubblico e sanitario<br \/>\nORE 12 La manifattura delle fonti energetiche: PMI, competenze e tecnologie per guidare la transizione \u2013 Presentazione del Rapporto 2026 de \u201cI COLORI DELL\u2019ENERGIA\u201d<br \/>\nORE 15 L\u2019idrogeno protagonista del futuro energetico del Paese<br \/>\nORE 16:30 Mobilit\u00e0 sostenibile: soluzioni energetiche e tecnologiche<\/p>\n<p>SABATO 17 OTTOBRE<br \/>\nORE 10 Le rinnovabili al centro del sistema energetico nazionale: permitting, tecnologie e filiera industriale per andare oltre<br \/>\nORE 11:30 Acqua, bene comune per la sostenibilit\u00e0<br \/>\nORE 12:30 Conclusioni con il Vice Presidente della Commissione Europea Raffaele Fitto ed il Presidente Lippolis.<br \/>\n&#8211; Nella sala del Camino:<br \/>\ngioved\u00ec 15 ottobre ore 15:30 con ODCEC Brindisi \u201cSostenibilit\u00e0 e accesso al credito\u201d<br \/>\nvenerd\u00ec 16 ottobre ore 15:30 con Fondazione Giangiacomo Feltrinelli \u201cStanza del tempo\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I principali partner<\/strong><br \/>\nLa seconda edizione de I Colori dell\u2019Energia si sviluppa anche grazie al confronto con alcuni dei principali operatori del settore energetico come a2a, Edison, Enel, eni, ERG, Nadara, SSE Energy ed al supporto di Ferrovie dello Stato e Intesa Sanpaolo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo il successo dello scorso anno, torna \u201cI Colori dell\u2019Energia\u201d che si terr\u00e0 a Brindisi presso il Castello Alfonsino \u2013 Forte a Mare, dal 15 al 17 ottobre. 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