{"id":268735,"date":"2026-10-14T08:30:16","date_gmt":"2026-10-14T06:30:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=268735"},"modified":"2026-10-14T08:30:16","modified_gmt":"2026-10-14T06:30:16","slug":"cannalire-bene-il-distretto-di-accelerazione-brindisi-taranto-ma-e-unopportunita-da-costruire-e-non-un-traguardo-raggiunto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/cannalire-bene-il-distretto-di-accelerazione-brindisi-taranto-ma-e-unopportunita-da-costruire-e-non-un-traguardo-raggiunto\/","title":{"rendered":"Cannalire: \u201cBene il distretto di accelerazione Brindisi-Taranto. Ma \u00e8 un&#8217;opportunit\u00e0 da costruire e non un traguardo raggiunto\u201d"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;istituzione del distretto di accelerazione industriale Brindisi-Taranto per le tecnologie a zero emissioni, prevista nel decreto approvato ieri dal Consiglio dei ministri, come evidenziato da Mauro D\u2019Attis, pu\u00f2 rappresentare indubbiamente un\u2018occasione in pi\u00f9 per il nostro territorio. Lo accogliamo con favore, perch\u00e9 va nella direzione di ci\u00f2 che abbiamo chiesto da tempo. Ma proprio perch\u00e9 ci crediamo, abbiamo il dovere di dire con chiarezza cosa manca perch\u00e9 diventi un\u2019opportunit\u00e0 reale e non l&#8217;ennesimo annuncio. Il distretto nasce dentro un decreto d&#8217;urgenza sull&#8217;ex Ilva, che dovr\u00e0 essere convertito in legge dal Parlamento. Le aree devono essere ancora individuate e, ad oggi, non conosciamo perimetro, governance e risorse dedicate. Su questi punti la conversione in legge in Parlamento sar\u00e0 decisiva, perch\u00e9 Brindisi deve avere un ruolo esplicito, non quello di appendice della vertenza tarantina.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 poi il quadro europeo, da cui questo strumento trae ispirazione. L&#8217;Industrial Accelerator Act non \u00e8 ancora legge ma \u00e8 una proposta di regolamento in discussione tra Parlamento Europeo e Consiglio dell&#8217;Unione. Il suo percorso non \u00e8 affatto scontato, perch\u00e9 una parte del Partito Popolare Europeo, quindi centrodestra, ha presentato un emendamento per respingere l&#8217;intero provvedimento, e i Conservatori europei, che hanno come riferimento in Italia il gruppo di Fratelli d\u2019Italia, hanno annunciato di sostenerlo. Sono divisioni interne al centrodestra europeo che rischiano di rallentare o svuotare una norma importante per territori come il nostro.<br \/>\nPer questo oltre a celebrare la candidatura del distretto \u00e8 fondamentale impegnarsi, insieme alle proprie famiglie politiche europee, perch\u00e9 l&#8217;Accelerator Act venga approvato e non affossato. Non vogliamo essere catastrofisti, ma realisti. Se il regolamento europeo sar\u00e0 approvato, ogni Stato dovr\u00e0 designare almeno un&#8217;area di accelerazione industriale, con autorizzazioni semplificate, procedure pi\u00f9 rapide e accesso prioritario alla rete elettrica. Brindisi ha tutte le carte in regola per esserlo con aree gi\u00e0 infrastrutturate nella zona industriale, porto, connessione alla rete ad alta tensione, progetti pronti. La semplificazione normativa, per\u00f2, da sola non basta, poich\u00e9 l&#8217;acceleratore riduce i tempi, ma non porta risorse. Per questo resta centrale l&#8217;accordo di programma per la decarbonizzazione, che era stato promesso entro il primo trimestre di quest&#8217;anno e che ancora attende la firma. Senza risorse certe, l&#8217;accordo non pu\u00f2 essere pienamente operativo. Ci sono decine di proposte di investimento giudicate idonee e centinaia di posti di lavoro che aspettano un quadro definito. Un accordo di programma firmato, finanziato e operativo, insieme all&#8217;approvazione definitiva dell&#8217;Industrial Accelerator Act e al riconoscimento di Brindisi come area di accelerazione, pu\u00f2 dare finalmente alla nostra citt\u00e0 una chance concreta. \u00c8 cos\u00ec che si risponde alla crisi socio-economica prodotta dalla transizione energetica, che migliaia di lavoratori e famiglie stanno pagando sulla propria pelle.<br \/>\nSu questo il Partito Democratico di Brindisi c&#8217;\u00e8, come sempre, con spirito costruttivo. Chiediamo ancora una volta al Governo tempi certi sull&#8217;accordo di programma e risorse adeguate. Chiediamo ai parlamentari e agli europarlamentari del territorio, di ogni schieramento, un impegno comune perch\u00e9 il regolamento europeo IIA vada in porto. Chiediamo infine che il commissario di Governo per la decarbonizzazione, l&#8217;Autorit\u00e0 di sistema portuale, il Consorzio ASI, il Comune e la Regione costruiscano insieme il dossier di Brindisi. <\/p>\n<p>Francesco Cannalire, consigliere comunale e segretario cittadino Partito Democratico Brindisi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;istituzione del distretto di accelerazione industriale Brindisi-Taranto per le tecnologie a zero emissioni, prevista nel decreto approvato ieri dal Consiglio dei ministri, come evidenziato da Mauro D\u2019Attis, pu\u00f2 rappresentare indubbiamente un\u2018occasione in pi\u00f9 per il nostro territorio. Lo accogliamo con favore, perch\u00e9 va nella direzione di ci\u00f2 che abbiamo chiesto da tempo. Ma proprio perch\u00e9 ci crediamo, abbiamo il dovere di dire con chiarezza cosa manca perch\u00e9 diventi un\u2019opportunit\u00e0 reale e non l&#8217;ennesimo annuncio. Il distretto nasce dentro un decreto d&#8217;urgenza sull&#8217;ex Ilva, che dovr\u00e0 essere convertito in legge dal Parlamento. Le aree devono essere ancora individuate e, ad oggi, non conosciamo perimetro, governance e risorse dedicate. Su questi punti la conversione in legge in Parlamento sar\u00e0 decisiva, perch\u00e9 Brindisi deve avere un ruolo esplicito, non quello di appendice della vertenza tarantina. C&#8217;\u00e8 poi il quadro europeo, da cui questo strumento trae ispirazione. L&#8217;Industrial Accelerator Act non \u00e8 ancora legge ma \u00e8 una proposta di regolamento in discussione tra Parlamento Europeo e Consiglio dell&#8217;Unione. 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