{"id":268919,"date":"2026-10-16T18:39:18","date_gmt":"2026-10-16T16:39:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=268919"},"modified":"2026-10-16T18:39:18","modified_gmt":"2026-10-16T16:39:18","slug":"malasanita-a-brindisi-famiglia-risarcita-con-16-milioni-di-euro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/malasanita-a-brindisi-famiglia-risarcita-con-16-milioni-di-euro\/","title":{"rendered":"Malasanit\u00e0 a Brindisi: famiglia risarcita con 1,6 milioni di euro"},"content":{"rendered":"<p>Ritardi nella diagnosi, inadeguato utilizzo di strumenti diagnostici, costante sottovalutazione dei rischi. Con queste motivazioni il Tribunale di Brindisi ha condannato l\u2019azienda sanitaria locale a risarcire una famiglia brindisina con 1,6 milioni di euro per la morte di un paziente avvenuta l\u201911 agosto di 9 anni fa.<\/p>\n<p>Un caso drammatico che ha generato un dolore immenso nella famiglia della vittima ma anche tanta rabbia per una tragedia che molto probabilmente si sarebbe potuta evitare. Ad assistere la famiglia in tutti questi anni \u00e8 stato il gruppo Giesse, leader in Italia nella tutela dei familiari di vittime di malasanit\u00e0, che ha permesso loro di ottenere il risarcimento a cui avevano diritto.<\/p>\n<p><em><strong>La storia clinica<\/strong><\/em><br \/>\nTutto inizia il 18 luglio 2017 quando il 50enne si reca al Pronto Soccorso del Camberlingo, a Francavilla Fontana, con forti dolori addominali. Da l\u00ec in poi una serie di gravi imperizie lo porter\u00e0 alla morte in meno di un mese. Innanzitutto, i medici confondono una peritonite diffusa con una gastroenterite e spostano il paziente prima in Ortopedia, poi in Nefrologia.<br \/>\n\u201cAll\u2019ingresso il paziente avrebbe potuto ottenere un adeguato inquadramento clinico mediante l\u2019esecuzione di una TC \u2013 spiegano i consulenti tecnici d\u2019ufficio \u2013 Sarebbe infatti stato possibile identificare le fasi iniziali di una perforazione colica destra (\u2026) la TC, come gi\u00e0 sottolineato, \u00e8 stata eseguita dopo 10 giorni dall\u2019ingresso in Pronto soccorso\u201d.<br \/>\nSolo in quel momento i medici si accorgono della drammaticit\u00e0 del quadro clinico del paziente e lo trasferiscono in Chirurgia, scegliendo tuttavia una tecnica operatoria inadatta. Un altro errore. Dopo lo shock settico, arriva un ulteriore peggioramento e il paziente muore.<br \/>\n\u201cPare evidente anche ad un non esperto della materia \u2013 si legge nella sentenza del giudice Maurizio Rubino \u2013 che il quadro patologico sia stato ampiamente sottovalutato fin dall\u2019accesso in Pronto Soccorso del 18 luglio 2017 e che, se fosse stato subitaneamente indicato come meritevole di approfondimento diagnostico, avrebbe portato a ben altro esito e non al decesso del paziente\u201d.<\/p>\n<p><em><strong>Il commento di Giesse<\/strong><\/em><br \/>\n\u201cSpesso i casi di malasanit\u00e0 rappresentano situazioni difficili da affrontare per chi le vive in prima persona \u2013 spiega Giuseppe Vacca, di Giesse \u2013 Non sempre, inoltre, le persone hanno gli strumenti o le conoscenze necessarie per capire se ci siano i presupposti per far valere i propri diritti. Cos\u00ec, molti finiscono per arrendersi prima ancora di aver avuto la possibilit\u00e0 di comprendere davvero la propria situazione. E questo \u00e8 un aspetto particolarmente delicato: al danno sub\u00ecto rischia di aggiungersi un\u2019ulteriore ingiustizia, quella di non riuscire a far valere i propri diritti, non per mancanza di ragioni, ma per mancanza di informazioni, orientamento o sostegno\u201d.<br \/>\n\u201cIl nostro compito, come consulenti, \u00e8 anche questo \u2013 conclude Vacca, di Giesse \u2013 aiutare le persone a capire quanto accaduto, ascoltarle, indirizzarle verso le professionalit\u00e0 competenti. Non tutti i casi si traducono necessariamente in una responsabilit\u00e0 sanitaria o in un risarcimento, ed \u00e8 proprio per questo che una valutazione seria e approfondita \u00e8 fondamentale\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COMUNICATO STAMPA GIESSE<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ritardi nella diagnosi, inadeguato utilizzo di strumenti diagnostici, costante sottovalutazione dei rischi. Con queste motivazioni il Tribunale di Brindisi ha condannato l\u2019azienda sanitaria locale a risarcire una famiglia brindisina con 1,6 milioni di euro per la morte di un paziente avvenuta l\u201911 agosto di 9 anni fa. Un caso drammatico che ha generato un dolore immenso nella famiglia della vittima ma anche tanta rabbia per una tragedia che molto probabilmente si sarebbe potuta evitare. Ad assistere la famiglia in tutti questi anni \u00e8 stato il gruppo Giesse, leader in Italia nella tutela dei familiari di vittime di malasanit\u00e0, che ha permesso loro di ottenere il risarcimento a cui avevano diritto. La storia clinica Tutto inizia il 18 luglio 2017 quando il 50enne si reca al Pronto Soccorso del Camberlingo, a Francavilla Fontana, con forti dolori addominali. Da l\u00ec in poi una serie di gravi imperizie lo porter\u00e0 alla morte in meno di un mese. 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