{"id":269054,"date":"2026-10-19T17:35:37","date_gmt":"2026-10-19T15:35:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=269054"},"modified":"2026-10-19T19:17:11","modified_gmt":"2026-10-19T17:17:11","slug":"brindisi-anche-con-il-suo-vino-di-carmine-dipietrangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/brindisi-anche-con-il-suo-vino-di-carmine-dipietrangelo\/","title":{"rendered":"Brindisi\u2026.. anche con il suo vino. Di Carmine Dipietrangelo"},"content":{"rendered":"<p>A fronte dell\u2019esaurimento del vecchio apparato industriale (petrolchimica ed energia) e alla ricerca di nuove possibilit\u00e0 di sviluppo, a Brindisi e giustamente, si parla, anche in questi giorni in convegni e iniziative, di turismo, identit\u00e0 e di nuove prospettive economiche. Sono obiettivi necessari, che continuano per\u00f2 a trascurare un settore se pur in difficolt\u00e0 e\u2019 capace di dare un suo contributo: la realt\u00e0 agricola e vitivinicola della citt\u00e0 e il lavoro delle aziende che ancora oggi la rendono viva.<\/p>\n<p>Il vino ha segnato il paesaggio, l\u2019economia e i commerci di Brindisi sin dai tempi dei messapi e dei romani. Il porto, gli stabilimenti enologici di cui erano piene le pi\u00f9 importanti strade di accesso alla citt\u00e0 e le fabbriche di botti raccontano una citt\u00e0 nella quale agricoltura, artigianato e attivit\u00e0 commerciali erano strettamente collegati. Tra Ottocento e Novecento, attorno al vino lavoravano produttori, bottai, trasportatori, commercianti e maestranze specializzate. Una parte importante della vita cittadina dipendeva da questa economia.<\/p>\n<p>La DOC Brindisi riconosciuta per i vitigni e i vini dell\u2019agro brindisino ha dato a tale vocazione una precisa identit\u00e0 produttiva e territoriale. Le cantine che hanno continuato a operare, insieme a quelle nate successivamente, ne hanno raccolto l\u2019eredit\u00e0, investendo nella qualit\u00e0, nei vitigni locali, nel biologico e nell\u2019accoglienza. Delle citt\u00e0 capoluogo di provincia Brindisi \u00e8 quella che ha pi\u00f9 storia, imprese e produzione di vino.<\/p>\n<p>A tutto questo non ha corrisposto un\u2019adeguata consapevolezza e continuit\u00e0 dell\u2019impegno pubblico. La politica e le istituzioni devono prenderne atto. Autocriticamente, per questa sottovalutazione, riconosco anche le mie responsabilit\u00e0 politiche passate.<\/p>\n<p>In pi\u00f9 occasioni, compresa la candidatura a citt\u00e0 della cultura, \u00e8 stata avanzata la proposta di realizzare un\u2019enoteca regionale in un luogo storico della citt\u00e0: uno spazio di conoscenza, promozione e incontro tra produttori, cittadini e visitatori. Occorre darle una prospettiva concreta, individuando sede, modalit\u00e0 di gestione e sostenibilit\u00e0 economica. Anche la partecipazione di Brindisi all\u2019associazione nazionale \u201cCitt\u00e0 del Vino\u201d dovrebbe diventare un impegno continuativo, capace di produrre iniziative e relazioni.<\/p>\n<p>Nel frattempo le imprese mantengono i vigneti, curano il paesaggio, investono nelle cantine e cercano nuovi clienti. Affrontano quotidianamente le difficolt\u00e0 dei mercati, i costi di produzione e gli effetti del clima. Aprono le proprie porte ai visitatori e costruiscono occasioni di incontro con il territorio.<\/p>\n<p>Da produttore conosco questa fatica e la necessit\u00e0 di ripensare organizzazione, produzioni e mercati. Il settore vitivinicolo a Brindisi come in Italia e nel mondo e\u2019 in crisi e ha bisogno di interventi per ripensarlo e per dargli un futuro. Un vigneto che scompare o una cantina che chiude rappresentano una perdita economica, occupazionale, ambientale e culturale.<\/p>\n<p>Per le crisi industriali, per il porto e l\u2019aeroporto si chiedono giustamente attenzione politica, tavoli di confronto e interventi regionali e nazionali. La stessa responsabilit\u00e0 deve valere per l\u2019agricoltura, la vitivinicoltura e l\u2019olivicoltura. Le difficolt\u00e0 delle aziende, dei lavoratori e delle famiglie agricole meritano ascolto anche quando fanno meno rumore.<\/p>\n<p>Questa consapevolezza deve entrare anche nelle politiche turistiche. Brindisi pu\u00f2 costruire un\u2019offerta che colleghi il centro storico e il porto alla campagna, ai vigneti, alle cantine e al tratto terminale dell\u2019Appia. Pu\u00f2 offrire esperienze nelle quali la storia si incontra attraverso luoghi, persone e vini.<\/p>\n<p>Servono per\u00f2 collegamenti, informazioni, segnaletica, itinerari prenotabili e collaborazione tra produttori, strutture ricettive, guide e operatori turistici. Il vino potrebbe e dovrebbe entrare stabilmente nella promozione della citt\u00e0 e nella programmazione del suo sviluppo.<br \/>\nUna responsabilit\u00e0 importante riguarda poi ristoratori, enotecari e vinerie. Chi visita Brindisi dovrebbe poter conoscere e assaggiare i vini del territorio: trovarli nelle carte, sceglierli al calice, incontrare personale capace di raccontarli. Rapporti pi\u00f9 stretti con le cantine possono inoltre favorire visite e degustazioni, arricchendo l\u2019esperienza degli ospiti.<\/p>\n<p>Ai produttori spetta garantire e migliorare la qualit\u00e0, comprendere i nuovi gusti e proporre vini capaci di competere. Quando questa qualit\u00e0 c\u2019\u00e8, deve trovare nei locali della propria citt\u00e0 interlocutori attenti. Promuovere la cucina e l\u2019ospitalit\u00e0 brindisina significa anche dare spazio ai vini che questa terra produce.<\/p>\n<p>\u201cAppia Wine Road\u201d nasce dalla volont\u00e0 delle cantine brindisine di collaborare, unire vino, territorio e storia e costruire un\u2019offerta comune. \u00c8 un\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 delle imprese che chiede attenzione e collaborazione pubblica. Valorizzare l\u2019Appia deve significare anche prendersi cura delle attivit\u00e0 agricole, dei paesaggi e delle comunit\u00e0 che ne accompagnano il percorso.<\/p>\n<p>Al Comune, alla Regione e agli enti competenti vanno chiesti dunque impegni verificabili: un confronto operativo con le aziende vitivinicole; una decisione sulla proposta dell\u2019enoteca regionale; una partecipazione attiva a \u201cCitt\u00e0 del Vino\u201d; l\u2019inserimento delle cantine e degli itinerari rurali nell\u2019offerta turistica e crocieristica; iniziative condivise con ristorazione e commercio; attenzione alle difficolt\u00e0 produttive e finanziarie del settore.<\/p>\n<p>Gli annunci e le dichiarazioni d\u2019occasione hanno gi\u00e0 occupato troppo spazio. Bisogna passare alle proposte e alla operativit\u00e0.<br \/>\nQuesto mio intervento vuole essere un contributo per costruire consapevolezza e sollecitare un impegno comune. Le aziende devono migliorare e collaborare; chi opera nell\u2019accoglienza deve contribuire a far conoscere il territorio; le istituzioni devono riconoscere il valore del settore e creare condizioni favorevoli al suo sviluppo.<\/p>\n<p>Brindisi ha una storia del vino e imprese che lavorano per darle ancora futuro. Continuare a trascurarle significa impoverire le possibilit\u00e0 di un nuovo sviluppo della citt\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Carmine Dipietrangelo<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Tenute Lu Spada<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A fronte dell\u2019esaurimento del vecchio apparato industriale (petrolchimica ed energia) e alla ricerca di nuove possibilit\u00e0 di sviluppo, a Brindisi e giustamente, si parla, anche in questi giorni in convegni e iniziative, di turismo, identit\u00e0 e di nuove prospettive economiche. Sono obiettivi necessari, che continuano per\u00f2 a trascurare un settore se pur in difficolt\u00e0 e\u2019 capace di dare un suo contributo: la realt\u00e0 agricola e vitivinicola della citt\u00e0 e il lavoro delle aziende che ancora oggi la rendono viva. Il vino ha segnato il paesaggio, l\u2019economia e i commerci di Brindisi sin dai tempi dei messapi e dei romani. Il porto, gli stabilimenti enologici di cui erano piene le pi\u00f9 importanti strade di accesso alla citt\u00e0 e le fabbriche di botti raccontano una citt\u00e0 nella quale agricoltura, artigianato e attivit\u00e0 commerciali erano strettamente collegati. Tra Ottocento e Novecento, attorno al vino lavoravano produttori, bottai, trasportatori, commercianti e maestranze specializzate. Una parte importante della vita cittadina dipendeva da questa economia. 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