{"id":269422,"date":"2026-10-25T18:17:21","date_gmt":"2026-10-25T17:17:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=269422"},"modified":"2026-10-25T18:20:50","modified_gmt":"2026-10-25T17:20:50","slug":"tre-giorni-con-eugenio-barba-brindisi-riscopre-limportanza-del-teatro-di-federica-schiavone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/tre-giorni-con-eugenio-barba-brindisi-riscopre-limportanza-del-teatro-di-federica-schiavone\/","title":{"rendered":"Tre giorni con Eugenio Barba: Brindisi riscopre l&#8217;importanza del teatro. Di Federica Schiavone"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>In occasione dei suoi novant&#8217;anni, il celebre regista teatrale torna nella sua citt\u00e0 natale per <\/strong><strong>festeggiare con la comunit\u00e0 che lo ha atteso a lungo.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Il comune di Brindisi, in collaborazione con la Fondazione Nuovo Teatro Verdi e il sostegno della regione Puglia, ha organizzato, dal 22 al 24 ottobre, una straordinaria serie di appuntamenti aperti al pubblico. L&#8217;iniziativa ha permesso ai cittadini di vivere un momento di grande cultura, dialogando con l&#8217;illustre Eugenio Barba, regista teatrale di fama mondiale nato a Brindisi nel 1936.<\/p>\n<p>Durante l&#8217;incontro organizzato nel Tempio di San Giovanni al Sepolcro, nel pomeriggio di gioved\u00ec 22 ottobre, Barba ha confessato il suo stupore nel vedere cos\u00ec tante persone ad attendere il suo ritorno. Questo rientro \u00e8 stato caratterizzato da temi ricorrenti che hanno accompagnato tutti i dibattiti per poi terminare con lo spettacolo teatrale \u201cLe nuvole di Amleto\u201d.<\/p>\n<p>Durante queste tre giornate, la figura del regista \u00e8 stata fondamentale per affrontare delle tematiche delicate ma attuali come la diversit\u00e0, l&#8217;importanza delle relazioni umane e la pace.<\/p>\n<p>Il suo modo di fare teatro affonda le radici nella sua esperienza di vita. Tutto parte dalla sua infanzia, legata alle tradizioni del Salento che lui stesso non definisce cultura ma \u201csuperstizione\u201d.<\/p>\n<p>Queste tradizioni hanno segnato il suo corpo, fino a diventarne parte. Si passa poi alle difficolt\u00e0 incontrate durante la giovinezza, quando nel 1954 emigr\u00f2 in Norvegia. In quel contesto era lui a essere il diverso: un ragazzo dai capelli scuri e, soprattutto, italiano non era ben accetto all&#8217;epoca.<\/p>\n<p>Barba ha spiegato i problemi avuti con la lingua. Dopo aver studiato per anni greco e latino, si chiedeva come avrebbe fatto e si sentiva uno stupido a non comprendere quella nuova lingua: \u00abQuando perdi la propria lingua, perdi una parte della tua integrit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Per\u00f2 ha anche avuto la fortuna di incontrare persone capaci di andare oltre le diversit\u00e0, che gli hanno insegnato l&#8217;importanza della disciplina e dell&#8217;attenzione nel lavoro quando, per poter vivere, costruiva circuiti elettrici.<\/p>\n<p>Barba ha trasferito questa dedizione nel suo teatro, nato proprio dall&#8217;esigenza di trovare un rifugio dalle difficolt\u00e0 della vita. Lo ha fondato con un gruppo di attori che non avevano superato la prova di ammissione della Scuola teatrale di Oslo.<\/p>\n<p>Nasce cos\u00ec l&#8217;Odin Teatret, il teatro degli esclusi, dei diversi, che sperimentava nuove forme teatrali in spazi non convenzionali come chiese e bunker, esplorando sia lo spazio sia il corpo stesso degli attori a cui Barba dedica molto tempo attraverso l&#8217;esercizio fisico e l&#8217;improvvisazione.<\/p>\n<p>Questo modo di fare teatro non poteva non entrare in contatto con la visione artistica del regista Mario Martone. Durante l&#8217;incontro di venerd\u00ec, tenutosi a Palazzo Nervegna, Martone ha spiegato di aver accettato la direzione del Teatro di Roma perch\u00e9 gli era stata concessa la possibilit\u00e0, da lui fortemente voluta, di creare un nuovo spazio che si discostasse dall&#8217;idea tradizionale di teatro.<\/p>\n<p>Nasce cos\u00ec il Teatro India, all&#8217;interno di ex stabilimenti industriali nel quartiere Ostiense: un vero e proprio centro di sperimentazione culturale, aperto a chiunque senza distinzioni.<\/p>\n<p>Proprio per questo motivo, Martone decise di invitare l&#8217;Odin Teatret per l&#8217;inaugurazione.<\/p>\n<p>In un mese Barba ha trasformato quello spazio in un luogo di incontri, corsi, laboratori e spettacoli, riuscendo in poco tempo a creare una vera comunit\u00e0 e a costruire relazioni umane profonde.<\/p>\n<p>Martone vede in questo tipo di teatro un&#8217;idea di salvezza del mondo, concetto ribadito anche dal Professore Franco Perrelli, docente di Storia del teatro e dello spettacolo, nella sua introduzione durante l&#8217;incontro al Tempio: \u00ab\u00c8 un trasfusore di vita\u00bb.<\/p>\n<p>I suoi spettacoli ti lasciano qualcosa dentro: \u00e8 impossibile rimanere indifferente.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il vero obiettivo del regista, che per raggiungerlo preferisce che ai suoi spettacoli partecipino poche persone. E cos\u00ec, davanti a una sessantina di spettatori, in due serate entrambe sold-out, Barba ha portato in scena al del Nuovo Teatro Verdi il suo \u201cLe nuvole di Amleto\u201d.<\/p>\n<p>La particolarit\u00e0 dello spettacolo \u00e8 la disposizione del pubblico, quella che Barba definisce \u201cspazio fiume\u201d: le persone non siedono in platea guardando il palcoscenico, ma sono disposte su gradinate una di fronte all&#8217;altra, alcune sedute anche per terra. Al centro vi \u00e8 un corridoio che costituisce lo spazio d&#8217;azione degli attori.<\/p>\n<p>Questa vicinanza ti fa entrare nello spettacolo: gli stessi attori corrono vicino agli spettatori e rivolgono loro la parola. Succede, ad esempio, quando la voce narrante, Shakespeare, cammina puntando uno specchio verso il pubblico elogiando l&#8217;opera d&#8217;arte che \u00e8 l&#8217;essere umano. Parole che contrastano con le immagini che vengono proiettate sui fondali ai lati del corridoio: fiamme, distruzione, bambini coi fucili.<br \/>\nQuesto perch\u00e9 portando in scena il dramma di Amleto, Barba si chiede quale eredit\u00e0 stiamo lasciando alle nuove generazioni, a cui \u00e8 dedicato lo spettacolo: \u201cDedicato a Hamnet e ai giovani senza futuro\u201d.<\/p>\n<p>In questo periodo di estrema incertezza, la risposta a questa domanda arriva dallo stesso Barba, in occasione dell&#8217;ultimo incontro, quello di sabato 24 ottobre, sempre a Palazzo Nervegna. Il regista ha raccontato di quando, insieme alla sua compagnia teatrale, si trasfer\u00ec in una piccola citt\u00e0 danese, Holstebro, per fondare un laboratorio teatrale, su invito del sindaco del posto.<br \/>\nHolstebro era una cittadina estremamente religiosa che rifiutava tutto ci\u00f2 che era divertimento, poesia, teatro. L&#8217;unico spazio concesso all&#8217;Odin fu una fattoria a un chilometro e mezzo dalla citt\u00e0.<\/p>\n<p>Per anni la gente del posto ha respinto Barba e i suoi attori, convinta che ci\u00f2 che facevano in quella fattoria non fosse teatro. A rendere pi\u00f9 difficile il tutto era il norvegese, una lingua che i cittadini non comprendevano.<br \/>\nLo stesso Barba ha raccontato che per anni la popolazione \u00e8 stata in guerra contro di loro.<br \/>\nLa soluzione \u00e8 stata quella di far comprendere cosa fosse davvero l&#8217;Odin Teatret.<\/p>\n<p>Grazie al lavoro di esperti di teatro, la compagnia ha dimostrato di avere qualcosa da dire e di poter dare un senso alla comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Ci sono riusciti dopo sedici anni di contrasti; sedici lunghi anni in cui per\u00f2 ci\u00f2 che era diverso \u00e8 stato finalmente compreso e accolto.<\/p>\n<p>\u00c8 questo che il teatro riesce a fare, e Barba ha concluso cos\u00ec l&#8217;incontro: \u00abIl teatro non pu\u00f2 portare la pace, ma pu\u00f2 far accettare la diversit\u00e0. Pu\u00f2 insegnare che chi bussa alla tua porta ha il diritto di essere accolto\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Federica Schiavone<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione dei suoi novant&#8217;anni, il celebre regista teatrale torna nella sua citt\u00e0 natale per festeggiare con la comunit\u00e0 che lo ha atteso a lungo. Il comune di Brindisi, in collaborazione con la Fondazione Nuovo Teatro Verdi e il sostegno della regione Puglia, ha organizzato, dal 22 al 24 ottobre, una straordinaria serie di appuntamenti aperti al pubblico. L&#8217;iniziativa ha permesso ai cittadini di vivere un momento di grande cultura, dialogando con l&#8217;illustre Eugenio Barba, regista teatrale di fama mondiale nato a Brindisi nel 1936. Durante l&#8217;incontro organizzato nel Tempio di San Giovanni al Sepolcro, nel pomeriggio di gioved\u00ec 22 ottobre, Barba ha confessato il suo stupore nel vedere cos\u00ec tante persone ad attendere il suo ritorno. 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Durante queste tre giornate, la figura del regista \u00e8 stata fondamentale per affrontare delle tematiche delicate ma attuali come la diversit\u00e0, l&#8217;importanza delle relazioni umane e la pace&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":269279,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[72,7,162],"tags":[],"class_list":["post-269422","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-evidenza1","category-news","category-teatro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/269422","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=269422"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/269422\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":269424,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/269422\/revisions\/269424"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/269279"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=269422"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=269422"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=269422"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}