{"id":269626,"date":"2026-10-28T14:14:22","date_gmt":"2026-10-28T13:14:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=269626"},"modified":"2026-10-28T14:14:22","modified_gmt":"2026-10-28T13:14:22","slug":"dallappia-ai-balcani-brindisi-tra-storia-e-nuove-sfide","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/dallappia-ai-balcani-brindisi-tra-storia-e-nuove-sfide\/","title":{"rendered":"Dall&#8217;Appia ai Balcani, Brindisi tra storia e nuove sfide"},"content":{"rendered":"<p>La Via Appia come risorsa per lo sviluppo, il ruolo di Brindisi nei rapporti con il Mediterraneo e le opportunit\u00e0 di cooperazione con i Paesi dell\u2019area adriatico-ionica. Sono stati questi i temi principali del convegno \u00abBrindisi: dall\u2019Appia romana al Mediterraneo\u00bb, che si \u00e8 svolto questa mattina nel foyer del Nuovo Teatro Verdi, con la partecipazione di storici, rappresentanti istituzionali, associazioni e organizzazioni del mondo produttivo. L\u2019iniziativa, organizzata dal Comune di Brindisi con la Fondazione Nuovo Teatro Verdi, nell\u2019ambito di \u00abBrindisi Capitale della Cultura di Puglia 2026\u00bb, con il sostegno della Regione Puglia, ha approfondito le prospettive aperte dal riconoscimento UNESCO della Via Appia e la possibilit\u00e0 di costruire attorno al patrimonio storico un progetto condiviso di valorizzazione del territorio.<\/p>\n<p>Nel corso dell\u2019incontro, coordinato dal giornalista Angelo Sconosciuto, \u00e8 emersa soprattutto l\u2019esigenza di considerare l\u2019antico tracciato romano un elemento capace di collegare paesaggi, comunit\u00e0 e relazioni internazionali. Un percorso che, come ha sottolineato Daniela Salzedo, presidente di Legambiente Puglia, ha gi\u00e0 prodotto un risultato importante sul piano della collaborazione tra istituzioni e associazioni. \u00abIn questo territorio siamo riusciti a fare ciascuno un passo indietro per fare tutti insieme un passo avanti. Brindisi \u00e8 stata riconosciuta come il punto nodale di un lavoro che ha coinvolto realt\u00e0 diverse, superando anche quelle distanze che spesso caratterizzano il mondo associativo. Sul tema della Via Appia abbiamo trovato una volont\u00e0 comune di tutelare e far conoscere il nostro patrimonio. Questa strada racconta ci\u00f2 che eravamo, ci aiuta a comprendere quello che siamo e pu\u00f2 indicare ci\u00f2 che vogliamo diventare\u00bb.<\/p>\n<p>Giovanni Ripa, presidente di Coldiretti Brindisi, ha richiamato l\u2019importanza delle coltivazioni tradizionali, dalla vite all\u2019olivo fino ai cereali, soffermandosi sulle conseguenze della Xylella e sulla necessit\u00e0 di sostenere la rigenerazione delle campagne. \u00abL\u2019agricoltura \u00e8 sempre stata il settore portante della nostra economia e attorno ad essa sono cresciuti il turismo, il paesaggio, l\u2019ambiente e le tradizioni. Abbiamo ulivi millenari che risalgono all\u2019epoca romana e che oggi rischiamo di perdere a causa della Xylella. Oggi occorre un patto forte tra agricoltori e amministrazioni locali, che permetta di tutelare il territorio, sostenere la rigenerazione olivicola e restituire ai giovani il valore delle nostre tradizioni agricole\u00bb.<\/p>\n<p>Dalla dimensione territoriale il confronto si \u00e8 allargato alla storia del Mediterraneo e alle trasformazioni politiche, economiche e demografiche che ne stanno modificando gli equilibri. Egidio Ivetic, docente di Storia Moderna e Storia del Mediterraneo all\u2019Universit\u00e0 di Padova, ha ricostruito il rapporto tra l\u2019Italia e il mare sul quale si affaccia. \u00abL\u2019Italia ha due cittadinanze, una europea e una mediterranea, ma per molto tempo ha coltivato soprattutto la prima. Oggi il Mediterraneo presenta un quadro complesso, segnato da profonde differenze economiche e demografiche e da una crescente divisione tra l\u2019Occidente e il cosiddetto Sud globale. Esiste per\u00f2 una prospettiva concreta nell\u2019Adriatico e nello Ionio, dove l\u2019Unione Europea sostiene processi di integrazione tra territori, universit\u00e0 e imprese. Brindisi deve guardare a quello che si trova dall\u2019altra parte del mare, rafforzare i rapporti con i Paesi balcanici e utilizzare la propria posizione geografica per partecipare direttamente a questa nuova stagione di cooperazione\u00bb.<\/p>\n<p>Una prospettiva alla quale si \u00e8 collegato il sindaco Giuseppe Marchionna, che ha illustrato le iniziative gi\u00e0 avviate dall\u2019amministrazione comunale nei rapporti con i Balcani. Tra queste, il progetto di prolungamento del Corridoio VIII da Bari a Brindisi e il confronto con le universit\u00e0 pugliesi per la realizzazione di un Dipartimento della Transizione Sostenibile, con corsi di laurea anche in lingua inglese destinati ad accogliere studenti provenienti dalla sponda orientale dell\u2019Adriatico. \u00abBrindisi ha un destino mediterraneo nel suo DNA e questa identit\u00e0 deriva da una storia di relazioni con popoli e culture differenti. Siamo stati romani, bizantini, normanni, svevi e aragonesi; siamo stati porto commerciale, citt\u00e0 militare, luogo di pellegrinaggio e approdo di chi cercava accoglienza. Oggi dobbiamo recuperare questa capacit\u00e0 di relazione e tradurla in nuove opportunit\u00e0, soprattutto nei rapporti con i Balcani e nei progetti legati alla transizione energetica e alla formazione. Qui, dove la Via Appia conclude il suo lungo percorso, comincia qualcosa di immensamente pi\u00f9 grande: il Mediterraneo, con la sua capacit\u00e0 di mettere in relazione storie, culture e popoli diversi\u00bb.<\/p>\n<p>Un passaggio centrale ha riguardato la gestione del riconoscimento UNESCO, ottenuto dalla Via Appia nel 2024. Angela Maria Ferroni, coordinatrice del progetto \u00abVia Appia sito UNESCO\u00bb, ha illustrato il percorso necessario per completare la struttura di governance e garantire una gestione coordinata del patrimonio. \u00abIl riconoscimento UNESCO rappresenta un\u2019opportunit\u00e0 straordinaria per i territori attraversati dall\u2019Appia, ma richiede un impegno concreto da parte di tutte le istituzioni coinvolte. Dobbiamo completare la struttura di gestione e rafforzare il coordinamento tra amministrazioni, associazioni, imprese e comunit\u00e0 locali. L\u2019obiettivo \u00e8 restituire all\u2019Appia il ruolo di grande sistema culturale, capace di collegare risorse e persone e di creare nuove occasioni di crescita\u00bb.<\/p>\n<p>La possibilit\u00e0 di trasformare il patrimonio storico in un sistema territoriale organizzato \u00e8 stata approfondita da Antonio Bruno, coordinatore del Parco Tematico dell\u2019Appia-Traiana, attraverso una proposta che considera l\u2019antica strada come elemento di collegamento tra testimonianze archeologiche, musei, paesaggi, produzioni agricole e attivit\u00e0 culturali. \u00abBrindisi custodisce una storia millenaria che conosciamo ancora solo in parte. Il Parco Tematico dell\u2019Appia-Traiana nasce per mettere in relazione questo patrimonio archeologico e storico con il paesaggio, le attivit\u00e0 produttive e le comunit\u00e0. Vogliamo recuperare il ruolo della citt\u00e0 come Porta d\u2019Oriente e costruire una rete capace di valorizzare le nostre specificit\u00e0. In un mondo sempre pi\u00f9 disorientato, ripartire dalle proprie radici significa ritrovare una direzione per il futuro\u00bb.<\/p>\n<p>La mattinata si \u00e8 conclusa con una degustazione di prodotti enogastronomici regionali tipici dell\u2019area mediterranea, organizzata in collaborazione con Legambiente, Campagna Amica e l\u2019Istituto Alberghiero \u201cSandro Pertini\u201d di Brindisi, a completamento di un percorso che ha messo in relazione le testimonianze dell\u2019antichit\u00e0 con le tradizioni agricole e alimentari del territorio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Ufficio Stampa &amp; Comunicazione<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Fondazione Nuovo Teatro Verdi &#8211; Brindisi<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Via Appia come risorsa per lo sviluppo, il ruolo di Brindisi nei rapporti con il Mediterraneo e le opportunit\u00e0 di cooperazione con i Paesi dell\u2019area adriatico-ionica. 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