{"id":27158,"date":"2014-11-14T13:50:07","date_gmt":"2014-11-14T12:50:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=27158"},"modified":"2014-11-14T15:11:47","modified_gmt":"2014-11-14T14:11:47","slug":"inondazioni-e-danni-oltre-il-piove-governo-ladro-di-carmine-dipietrangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/inondazioni-e-danni-oltre-il-piove-governo-ladro-di-carmine-dipietrangelo\/","title":{"rendered":"Inondazioni e danni, oltre&#8230; il &#8220;piove, governo ladro&#8221;. Di Carmine Dipietrangelo"},"content":{"rendered":"<p>Brindisi continua ad allagarsi come succede ormai in tante altre citt\u00e0.<br \/>\nUn acquazzone o una bomba d&#8217;acqua, come si dice adesso, determina danni, distruzioni che difficilmente possono essere previsti e prevenuti, se non parzialmente e molte volte inutilmente.<br \/>\nL&#8217;intensit\u00e0 e la quantit\u00e0 d&#8217;acqua che in poco tempo cade \u00e8 ormai un fenomeno continuo e a cui la struttura urbanistica, il sistema viario e fognario non \u00e8 in grado di far fronte.<br \/>\nQuando i danni si susseguono, quando si continua a rimanere impreparati a questi eventi, ci sono certamente responsabilit\u00e0 per le mancate informazioni, per i mancati controlli preventivi, per i mancati interventi di manutenzione, ma questo non pu\u00f2 costituire alibi per nessuno, n\u00e9 tantomeno fermarsi al comodo &#8220;piove, governo ladro&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mentre nelle altre citt\u00e0 ci sono i fiumi e i laghi che esondano, le frane che crollano, a Brindisi \u00e8 l&#8217;intera citt\u00e0 che non regge. \u00c8 questo il problema.<br \/>\nPoi ci sono le colpe, l&#8217;incuria, la sottovalutazione, la mancanza di risorse, le responsabilit\u00e0 tecniche e amministrative del Comune, della Regione, del Governo nazionale e degli enti preposti.<\/p>\n<p>Il farsi carico della cura del territorio con interventi di assetto idrogeologico deve diventare la priorit\u00e0 delle priorit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Brindisi non \u00e8 diversa da tante altre citt\u00e0 italiane. \u00c8 necessario certamente un piano nazionale come quello a cui l&#8217;attuale governo sta lavorando, ma \u00e8 indispensabile che le citt\u00e0 e Brindisi tra esse facciano un monitoraggio delle loro criticit\u00e0, delle ostruzioni che contribuiscono da tempo, agli allagamenti facili, per definire una progettualit\u00e0 coraggiosa, coerente e innovativa per la salvaguardia e la cura del proprio tessuto urbano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dobbiamo essere per\u00f2 consapevoli che forse anche questo impegno, a Brindisi, non sar\u00e0 mai sufficiente, a causa di una citt\u00e0 costruita in maniera sbagliata e contro natura.<br \/>\nEssa infatti si \u00e8 sviluppata seguendo i classici canoni della rendita fondiaria, della speculazione edilizia su spazi e terreni che non dovevano essere edificati e non invece seguendo la logica e rispettando la struttura e la conformazione del territorio urbano.<br \/>\nLa citt\u00e0 \u00e8 rivolta verso il mare e la pendenza naturale va in quella direzione.<br \/>\nAvendo, per\u00f2, fatto costruire e costruito ovunque in un perimetro urbano disegnato secondo quei canoni, si sono determinate infrastrutture, ostruzioni, limiti, ostacoli che non reggono gli attuali fenomeni piovosi.<br \/>\nL&#8217;acqua si cerca cos\u00ec i propri corsi, il proprio deflusso, inondando e travolgendo tutto quello che si oppone e che non doveva stare l\u00ec se si fosse rispettata la natura e non invece la speculazione edilizia.<br \/>\nDue esempi per tutti.<\/p>\n<p>La situazione di via Appia e la zona della questura e del canale Patri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Via Appia era la via degli stabilimenti vinicoli che avevano i loro larghi piazzali e dove l&#8217;acqua trovava sbocco ed erano stati costruiti ben al di sopra del fondo stradale (si vedono ancora lunga la strada alcuni di questi terrapieni rialzati su cui sono costruiti quei capannoni rimasti ancora in vita).<br \/>\nNel corso degli anni sono stati abbattuti stabilimenti, sono stati eliminati i terrapieni rialzati, sono stati utilizzati tutti i piazzali per costruire palazzi aumentando da una parte la densit\u00e0 abitativa su un&#8217;area conformata, costruita e attrezzata nel tempo, per ben altro, e dall&#8217;altra eliminando spazi che hanno costretto l&#8217;acqua a convogliarsi sulle strade che per l&#8217;occasione diventano fiumi senza argini!<br \/>\nAttorno a via Appia, poi, il quartiere dei Cappuccini e quello della Commenda, hanno subito negli ultimi anni un ulteriore aggressione edilizia e abitativa aumentandone cos\u00ec la densit\u00e0 e togliendo altri spazi al deflusso delle acque.<br \/>\nSe a tutto questo si aggiunge il muro che ha sostituito il passaggio a livello di via Appia, vero e proprio tappo, il quadro delle ostruzioni \u00e8 completo.<br \/>\nLe concessioni facili per aumentare in quella zona le volumetrie, per abbattere i vecchi stabilimenti vinicoli per far costruire palazzi, fanno parte della storia edilizia, politica e amministrativa passata e recente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma forse la vicenda pi\u00f9 indicativa della irresponsabilit\u00e0 e della mancanza di visione che ha da sempre contraddistinto la gestione dell&#8217;urbanistica a Brindisi \u00e8 quella della costruzione della nuova questura.<br \/>\nRicordo ancora la polemica sulla opportunit\u00e0 di costruire dove \u00e8 oggi la nuova questura. Era il 1988. C&#8217;era allora una amministrazione DC-PCI, guidata dall&#8217;avvocato Ennio Masiello, che sub\u00ec senza alcuna resistenza e con una certa disponibilit\u00e0 l&#8217;imposizione dell&#8217;allora prefetto Mazzitello di localizzare l\u00ec dove \u00e8 oggi, utilizzando la procedura di opera di interesse pubblico e militare.<br \/>\nCi\u00f2 consenti di superare qualsiasi vincolo e valutazione di impatto.<br \/>\nSi costru\u00ec cos\u00ec il tappo al Canale Patri e si edific\u00f2 una struttura che doveva subire tutte le inondazioni possibili. Scelta pi\u00f9 sbagliata di quella non si ricorda. E fu una scelta che solo in pochi contrastammo.<br \/>\nVittorio Bruno Stamerra, allora Direttore del Quotidiano, proponeva il quartiere Sant&#8217;Elia come sito alternativo, motivandolo con ragioni logistiche, di fruibilit\u00e0, oltre che come presidio di sicurezza in un quartiere allora a rischio di presenza criminale.<br \/>\nSarebbe stato pi\u00f9 logico e pi\u00f9 compatibile con la natura, la costruzione della nuova questura nel quartiere Sant&#8217;Elia. Si scelse l&#8217;attuale sito per non opporsi al prefetto Mazzitello, per non perdere i soldi, per non stare &#8220;fuori citt\u00e0&#8221; e per far fare i lavori ad una impresa barese, forse gi\u00e0 pronta e designata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la storia della citt\u00e0, del suo recente costruito.<br \/>\nMettere mano per risolvere i problemi delle inondazioni non \u00e8 cosa facile.<br \/>\nNon so quanto il nuovo PUG potr\u00e0 fare in questa direzione. Ma qualche sistemazione attraverso un piano strategico andrebbe prevista.<br \/>\nL&#8217;unica soluzione potrebbe essere quella di abbattere e radere al suolo tutte le ostruzioni per recuperare gli spazi e le aree di cui le acque abbondanti hanno bisogno per un naturale deflusso. Ma questo non \u00e8 possibile.<br \/>\nAllora tocca ai tecnici trovare soluzioni, proporre aggiustamenti (non come quello della vasca costruita a ridosso del canale patri!), dal momento che per i prossimi anni avremo sempre pi\u00f9 a che fare con copiose e intense piogge, con le bombe d&#8217;acqua e con conseguenti inondazioni che metteranno a dura prova la tenuta della nostra citt\u00e0.<\/p>\n<p>Gli errori del passato fanno esperienza e impegnano al cambiamento, quello vero.<br \/>\nNon siano mai giustificazione e non costituiscano alibi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Carmine Dipietrangelo<br \/>\nPresidente Leftbrindisi<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Brindisi continua ad allagarsi come succede ormai in tante altre citt\u00e0. Un acquazzone o una bomba d&#8217;acqua, come si dice adesso, determina danni, distruzioni che difficilmente possono essere previsti e prevenuti, se non parzialmente e molte volte inutilmente. 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