{"id":29556,"date":"2014-12-09T12:07:52","date_gmt":"2014-12-09T11:07:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=29556"},"modified":"2014-12-15T23:17:19","modified_gmt":"2014-12-15T22:17:19","slug":"caso-grimaldi-si-esprime-lass-il-timone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/caso-grimaldi-si-esprime-lass-il-timone\/","title":{"rendered":"Concessione Grimaldi: si esprime l&#8217;Ass. Il Timone"},"content":{"rendered":"<p>Da che parte iniziare per ridare al porto di Brindisi la posizione di rilievo che circa vent\u2019anni fa ricopriva nel panorama della portualit\u00e0 italiana e mediterranea? Resta un dilemma insoluto. Certamente non \u00e8 rassicurante il documento predisposto dall\u2019Autorit\u00e0 portuale brindisina titolato \u201cRESOCONTO DEGLI INTERVENTI CORRELATI AI PROGETTI IN CORSO DI REALIZZAZIONE E DA INTRAPRENDERE\u201d, dalla cui lettura si ricava che, pi\u00f9 che essere un documento strategico per delineare lo sviluppo del porto, sembra essere concepito al pi\u00f9 per assolvere alla richiesta dell\u2019art. 29 del decreto legge renziano, conosciuto come Decreto \u201cSblocca Italia\u201d, che impone alle Autorit\u00e0 portuali di inviare a Roma una relazione delle opere in fase di realizzazione o previste per delineare il proprio \u201cpeso specifico\u201dnella logistica nazionale.<br \/>\nQuesto tipo di documento, richiesto da Roma a tutte le 24 autorit\u00e0 portuali, verr\u00e0 utilizzato dal Ministero delle Infrastrutture per selezionare i pochi porti che saranno onorati di far parte del Piano nazionale della portualit\u00e0 e della logistica, su questi porti lo Stato italiano e la Comunit\u00e0 europea investiranno miliardi di euro nei prossimi anni.<br \/>\nE per quelli esclusi da questo prestigioso club cosa accadr\u00e0?<br \/>\nNon \u00e8 difficile immaginare per noi una condanna alla marginalizzazione dalla rete logistica nazionale ed europea. tradotto in soldoni, scarsi finanziamenti, probabilmente solo locali e sicuramente la perdita della nostra Autorit\u00e0 portuale. Ovviamente in una citt\u00e0 normale, come del resto \u00e8 accaduto in molte altre citt\u00e0 portuali, la logica avrebbe voluto che anzi tempo si fosse aperto un dibattito fra cittadini, amministrazioni, imprenditori, su come orientare lo sviluppo del porto, evidente bene comune di tutta la cittadinanza. Infatti come \u00e8 a \u201cquasi\u201d tutti noto le citt\u00e0 portuali fioriscono quando si sviluppa il porto, declinano, altres\u00ec, quando il loro porto va in crisi. Invece come \u00e8 consuetudine in questa citt\u00e0, ognuno va per conto proprio, questo documento partorito in solitudine dall\u2019Autorit\u00e0 portuale \u00e8 stato approvato, a quanto ci \u00e8 dato sapere a larga maggioranza dai componenti del Comitato portuale, pur avendolo ricevuto con poco tempo di anticipo e di conseguenza impossibilitati a fare rilievi e proposte, acquisito a scatola chiusa e senza pubblico dibattito.<br \/>\nIn questo documento c\u2019\u00e8 un po\u2019 di tutto: dalle opere bloccate e fuori termine per essere realizzate (come la nuova stazione marittima di Punta delle Terrare), ai finanziamenti perduti (i nuovi accosti di S.Apollinare per esempio), oppure perplessit\u00e0 ancora evidenti sull\u2019eventuale allargamento del Canale Pigonati per far entrare agevolmente nel porto interno navi crociera di grandi dimensioni.<br \/>\nOppure, per darsi un tocco di novit\u00e0, sperando che pi\u00f9 dei contenuti possano far presa le notizie giornalistiche, si inserisce nel piano del porto il progetto della piattaforma logistica presentata dall\u2019ASI, opera gi\u00e0 messa nel crudo lessico burocratese in seconda fascia, cio\u00e8 priva di finanziamento. Lo scopo di presentare questo progetto sembra pi\u00f9 una sorta di attivit\u00e0 di mutuo soccorso tra Autorit\u00e0 portuale ed ASI. L\u2019Autorit\u00e0 include nel suo dossier preparato per il Ministero delle infrastrutture un progetto chiamato pomposamente piattaforma logistica (ricordiamo che il Piano del Governo si chiama dei porti e della logistica, quindi il buon senso dice che qualcosa che suona di logistica occorre includerla), l\u2019ASI spera in questo modo di poter recuperare qualche finanziamento, tanto \u00e8 vero che l\u2019Autorit\u00e0 portuale ha manifestato l\u2019intenzione di finanziare con 450 mila euro di soldi dei contribuenti italiani il progetto esecutivo di un opera di un altro ente, vedi caso proprio quello dell\u2019ASI. Quest\u2019opera collocata in area industriale, lontana dalle banchine portuali ma definita retro portuale, costerebbe 40 milioni di euro, di cui 26 di cofinanziamento suddiviso come segue: il 40% pubblico e il 60% di parte privata, del privato interessato a questo progetto pronto a sborsare milioni di euro al momento non se ne intravede neanche l\u2019ombra. Ancora una volta questo territorio assiste sgomento alla pseudo programmazione dello sviluppo o non sviluppo del nostro porto. Va da s\u00e9 chiedersi: dove sono i rappresentanti degli enti locali che dovrebbero avere a cuore lo sviluppo della citt\u00e0? Forse sono impegnati a combattere assiduamente all\u2019interno del Comitato portuale, organo consultivo dell\u2019ente porto, per costringere i dirigenti di quell\u2019ente ad avviare una effettiva fase di rilancio delle attivit\u00e0 portuali? Invece pare che in quel Comitato portuale, decisivo per le future sorti del nostro porto, al momento della votazione, qualche rappresentante di ente pubblico si era gi\u00e0 dileguato.<br \/>\nOvviamente la storia delle vicende del nostro porto non finiscono qui, c\u2019\u00e8 il caso Grimaldi, che tiene banco da giorni tra dichiarazioni ostili e interpellanze parlamentari. La societ\u00e0 napoletana \u00e8 accusata di voler occupare per venti anni il nostro porto, quasi a costo zero. Chi fa questa accusa sottolinea che si andrebbero a dare in concessione alla Compagnia gli unici accosti disponibili nel porto per le navi traghetto, privatizzando di fatto il porto e limitando le attivit\u00e0 imprenditoriali dell\u2019ormai asfittico settore delle aziende che operano nel settore marittimo brindisino. La stessa Grimaldi, in una risposta sulla stampa, smentisce questa lettura negativa della sua iniziativa imprenditoriale, sostenendo che essa rappresenta una autentica occasione di crescita del porto. Nel tentare di spiegare quali siano i vantaggi per la citt\u00e0 della sua presenza legata alla richiesta di concessione, involontariamente mette a nudo tutti i problemi inerenti il porto di Brindisi.<br \/>\nSe in questo porto si fosse veramente agito in questi anni per creare sviluppo concreto e duraturo e condizioni di libera concorrenza, la richiesta della Grimaldi, oltre ad essere considerata positiva (ogni imprenditore che arriva e vuole investire deve essere ben accolto) sarebbe passata quasi inosservata, alla stregua di una iniziativa imprenditoriale che si aggiunge ad altre e collabora allo sviluppo dell\u2019intero porto. Purtroppo non \u00e8 questa la situazione di Brindisi; la stessa Grimaldi, nella sua risposta pubblica, mette a nudo i problemi del porto dicendo che essa rappresenta l\u2019unico vettore stabile nel suo settore, che non monopolizza un bel niente perch\u00e9 altre banchine possono essere usate per le navi traghetto grazie ai suoi investimenti, non specificando quali e che porter\u00e0 sempre pi\u00f9 traffico nei prossimi anni.<br \/>\nBene, tutti sanno che le banchine alternative che indica Grimaldi non sono adatte al tipo di traffico che possono attivare i suoi potenziali concorrenti, non essendoci nemmeno i servizi base che quel tipo di traffico richiede, quindi non si attua a Brindisi quel principio previsto da normativa vigente (legge 84\/94), che in un porto gli operatori devono essere messi tutti nelle stesse condizioni operative e la concorrenza fra aziende si vince solo con l\u2019offerta di servizi e tariffe migliori. Questo \u00e8 un compito proprio delle Autorit\u00e0 portuali, garantire cio\u00e8 la massima fruibilit\u00e0 del porto a tutti gli imprenditori che chiedono di venire, cosa che purtroppo nel nostro porto non avviene. Ma il problema va risolto, non bisogna far passare l\u2019idea nel mondo imprenditoriale che Brindisi \u00e8 un luogo ostile agli investitori Grimaldi compresa e che quando qualcuno vuole fare una iniziativa non deve essere messo nelle condizioni di andare via. Nel contempo la citt\u00e0 non deve essere terra di conquista di soggetti che tutto vogliono e niente danno, magari con la complicit\u00e0 di qualche organismo locale.<br \/>\nLa nostra Associazione, \u201cIl Timone \u2013 Navigare con le idee\u201d, vuole intervenire su questi argomenti nel modo pi\u00f9 oggettivo possibile, cercando di essere un soggetto propositivo e non ostativo ed aprire un dibattito pubblico sullo sviluppo del porto, con la partecipazione di cittadini, imprese ed istituzioni, esaminando le varie problematiche e dare suggerimenti utili per lo sviluppo di questa importante risorsa per la citt\u00e0. Nei prossimi giorni avvieremo delle iniziative pubbliche tra cittadini e soggetti interessati, con lo scopo di diradare le nebbie che avvolgono il porto, cercando di far emergere la vera natura dei problemi che ostacolano la crescita della nostra citt\u00e0 e del nostro territorio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONE IL TIMONE &#8211; NAVIGARE CON LE IDEE<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da che parte iniziare per ridare al porto di Brindisi la posizione di rilievo che circa vent\u2019anni fa ricopriva nel panorama della portualit\u00e0 italiana e mediterranea? Resta un dilemma insoluto. 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Questo tipo di documento, richiesto da Roma a tutte le 24 autorit\u00e0 portuali, verr\u00e0 utilizzato dal Ministero delle Infrastrutture per selezionare i pochi porti che saranno onorati di far parte del Piano nazionale della portualit\u00e0 e della logistica, su questi porti lo Stato italiano e la Comunit\u00e0 europea investiranno miliardi di&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":27010,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-29556","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29556","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29556"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29556\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30136,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29556\/revisions\/30136"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/27010"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29556"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29556"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29556"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}