{"id":3017,"date":"2014-01-22T09:42:36","date_gmt":"2014-01-22T08:42:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.seltest.info\/brun\/?p=3017"},"modified":"2014-01-22T09:48:54","modified_gmt":"2014-01-22T08:48:54","slug":"filctem-cgil-occorre-correlare-energia-salute-ambiente-e-prospettive-occupazionali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/filctem-cgil-occorre-correlare-energia-salute-ambiente-e-prospettive-occupazionali\/","title":{"rendered":"Filctem Cgil: &#8220;occorre correlare Energia, Salute, Ambiente e prospettive Occupazionali&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Affrontare il tema della produzione energetica a Brindisi non pu\u00f2 essere una discussione \u00a0avulsa \u00a0dallo \u00a0scenario energetico nazionale, che comunque determina e condiziona le scelte, gli investimenti e le ricadute occupazionali. La <strong>Strategia Energetica Nazionale <\/strong>(SEN) approvata dal Governo a marzo 2013, \u00a0ha cercato di chiudere una lunga fase di incertezza programmatica, che ha superato la riproposizione del nucleare bocciata dagli italiani con il referendum. Tra gli obiettivi prioritari vi \u00e8 la riduzione dei costi energetici in Italia che \u00e8 uno dei principali fattori di svantaggio competitivo del nostro sistema industriale, con il progressivo allineamento ai costi europei, e, sul versante ambientale, la progressiva riduzione delle emissioni di CO2, l\u2019efficientamento energetico, e l\u2019implementazione di produzione da fonti rinnovabili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le prospettive al 2020 sono delineate dal conseguimento anticipato di alcuni obiettivi posti dal Pacchetto Clima Energia, con un rapido sviluppo delle rinnovabili (+64% in 4 anni), grazie al forte sistema d\u2019incentivazione, che \u00a0ha s\u00ec contribuito alla riduzione delle emissioni di CO2 (-4,2% nel 2011) e del consumo di combustibili fossili, ma non ha, di fatto, portato alla riduzione del costo finale dell\u2019energia. Si \u00e8 registrato, infatti, da un lato un aumento complessivo di circa il 20% sulla bolletta derivante dal costo di oltre 11 miliardi di euro l&#8217;anno, per i prossimi 20 anni, dall\u2019altro gli incentivi hanno scatenato sui territori, e tra questi anche su Brindisi, un dilagante fenomeno di malaffare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dal 2008 in poi, gli effetti della crisi economica hanno portato\u00a0 ad un progressivo e significativo calo della domanda. Infatti \u00a0i primi dati provvisori elaborati dal Gestore della Rete Elettrica Nazionale (Terna) sul fabbisogno 2013 registrano una flessione del 3,4% sul 2012 (che a sua volta aveva chiuso con un calo dell&#8217;1,9% sul 2011) Era dal 2009 che i consumi elettrici non andavano cos\u00ec male in quell\u2019anno la domanda segn\u00f2 un calo del \u00ad5,7% sul 2008.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel 2013 il fabbisogno \u00e8 stata soddisfatto per l&#8217;86,7% con produzione nazionale (di cui 56,8% termoelettrica, 16,5% idroelettrica, 1,7% geotermica, 4,7% eolica e 7% fotovoltaica) e per la quota restante (13,3%) dal saldo dell&#8217;energia importata dall&#8217;estero. La produzione nazionale netta (277,4 miliardi di kWh) registra un aumento dell\u2019idroelettrico (+21,4%), fotovoltaico (+18,9%), eolico (+11,6%) e geotermico (+1,0%)\u037e e un calo del termoelettrico (-\u00ad12%).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da tutto ci\u00f2 si evince la necessit\u00e0 \u00a0che venga programmata, con maggiore certezza e a medio e lungo termine, la diversificazione delle fonti garantendo la riserva elettrica strategica, che ovviamente non pu\u00f2 essere basata solo sulla produzione intermittente delle rinnovabili e che, quindi, richiede fonti certe come il termoelettrico a carbone, previsto al 20% dalla SEN al 2020 e, come chiede l\u2019Europa, con spostamento al 2050 della decarbonizzazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ogni possibile programmazione\u00a0 va coniugata, comunque, con un meccanismo di \u201cborsa elettrica\u201d che, fatte salve le rinnovabili,\u00a0 armonizzi \u00a0il mercato dell\u2019energia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La situazione di incertezza e la mancanza di un piano energetico nazionale prolungatasi per troppi anni ha portato ad un proliferare di impianti produttivi con scelte non rispondenti alle reali esigenze. Nel termoelettrico, si \u00e8 avuta la trasformazione a ciclo combinato degli impianti tradizionali a gas che oggi non sono pi\u00f9 competitivi sul mercato. Inoltre la riconversione e\/o l\u2019innovazione dei \u00a0processi produttivi, sono spesso bloccate dalle lungaggini degli iter autorizzativi. C\u2019\u00e8 infine la dismissione di vecchie centrali non pi\u00f9 utilizzabili.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 sul piano occupazionale significa ricorso agli ammortizzatori sociali e perdita di posti di lavoro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sul nostro territorio per la <strong>Centrale Edipower di Brindisi <\/strong>\u00e8 stato sottoscritto un Contratto di solidariet\u00e0, per un anno con scadenza a Dicembre 2014, che garantisce l\u2019occupazione dei lavoratori diretti con una riduzione del 50% di prestazioni e retribuzioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per <strong>ENEL<\/strong> arriva la dismissione della Centrale di Bari, mentre a Brindisi la progressiva e costante riduzione della produzione e di conseguenza del carbone, rischia di essere un alibi per annunciare operazioni di un <strong>drastico ridimensionamento degli occupati, della presenza e dell\u2019impegno sul territorio dopo aver incassato per anni utili a gonfie vele.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si \u00e8 gi\u00e0 in presenza di inaccettabili esempi. <strong>ENEL &#8211; Produzione <\/strong>non intende certificare il pesante numero di carenze di personale nella Centrale di Cerano che verr\u00e0 ulteriormente incrementato con i prepensionamenti che l\u2019azienda ha predisposto. <strong>ENEL &#8211; Direzione Ingegneria e Ricerca<\/strong>, contravvenendo a tante dichiarazioni e impegni formali di potenziamento e sviluppo, decide di tagliare il personale del <strong>Centro Ricerca ENEL di Brindisi<\/strong>, compromettendone funzionalit\u00e0 e la futura esistenza. <strong>ENEL<\/strong> rinuncia cos\u00ec alle attivit\u00e0 per la valorizzazione dei residui termoelettrici, alla valutazione del danno sanitario, al monitoraggio e riduzione degli impatti ambientali, alle previsioni di producibilit\u00e0 eolica e solare e alle rinnovabili innovative.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si rinuncia a quell\u2019<strong>innovazione dei processi produttivi <\/strong>della Generazione ENEL per i quali, nel nostro territorio, Centro Ricerca e Centrale Federico II\u00b0, sono i luoghi ideali per sperimentare e verificare nuovi assetti produttivi per resistere alle sfide dei mercati, con una vera e propria strategia produttiva di sito, favorendo la produzione da filiere corte di biomasse\/biocombustibili e verificando la possibilit\u00e0 di utilizzarli quali complementi in co-combustione con il carbone o come fonti alternative.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tra i contenuti della SEN vi \u00e8 anche l\u2019indicazione di dotarsi di gasdotti per la garanzia di nuovi approvvigionamenti in Italia superando le criticit\u00e0 dei pochi collegamenti con i paesi produttori. Questa reale condizione non pu\u00f2 per\u00f2 essere politicamente strumentalizzata come nella <strong>vicenda TAP<\/strong><b>,<\/b> spingendosi a ipotizzare impieghi di quel gas nella Centrale ENEL di Cerano, per giustificare alternative ai percorsi ed agli approdi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Su questa opera, ritenuta strategica dal Parlamento Italiano bisogna ultimare l\u2019iter procedurale dopo il motivato NO della Commissione Regionale Puglia sulla VIA. Spetta alla societ\u00e0 valutare e presentare possibili approdi alternativi. A nostro giudizio ribadiamo sia utile riutilizzare i siti industriali dismessi invece di consumare e compromettere nuovo territorio con diversa vocazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In un\u2019ottica di programmazione energetica in Puglia sono ancora attuali i riferimenti e le linee guida contenute nel Piano Energetico e Ambientale (PEAR).<\/p>\n<p>Per Brindisi \u00e8 necessario verificare la realizzazione degli investimenti per la riduzione delle emissioni della bolla ambientale al di sotto di quelle indicate nel DPR del 1998 sull\u2019Area a Rischio di crisi ambientale, fissati e decisi al tavolo tecnico istituito nel 2005 da Regione Puglia, Provincia e Comune di Brindisi con i tre produttori di energia di allora ENEL, Edipower ed EniPower, cui oggi va aggiunto l\u2019impianto SFIR.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo i Decreti Ministeriali di Autorizzazione Integrata Ambientale a cui tutti gli impianti industriali di Brindisi sono stati sottoposti \u00e8 indispensabile un attenta analisi sulle materie e le prescrizioni contenute nell\u2019ottica di un sempre maggiore contenimento delle emissioni e sull\u2019utilizzo delle migliori tecnologie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In merito agli assetti industriali non \u00e8 possibile una valutazione solo politica degli investimenti, ma bisogna partire dalle valutazioni tecniche di compatibilit\u00e0 ambientale dei progetti presentati.<\/p>\n<p>Questo tipo di approccio va adottato sempre e comunque.<\/p>\n<p>Ad esempio, nel caso del progetto di <strong>Edipower\/A2A <\/strong>per la Centrale di Brindisi Nord, complessivamente interessante, considerando: \u00a0lo smantellamento dei Gruppi 1 e 2 (non pi\u00f9 attivi dal 2001), \u00a0il funzionamento di un solo gruppo di produzione, gli adeguamenti impiantistici con l\u2019ipotesi di co-combustione con combustibili alternativi che possono contribuire alla chiusura del ciclo dei rifiuti per quella parte marginale di cui non \u00e8 possibile prevedere un riuso cos\u00ec come indicato nel recente\u201cPiano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani\u201d (PRGRU) varato dalla Regione Puglia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sul <strong>versante ambientale e sanitario<\/strong><b>: <\/b>l\u2019unica strada possibile \u00e8 accettare la nuova sfida e verificare a livello scientifico le eventuali correlazioni tra emissioni degli insediamenti, processi produttivi e valutazione del danno sanitario, per poter fornire, a lavoratori e cittadini dei territori interessati, tutte le garanzie e le sicurezze di tutela della salute e poter pretendere dalle Aziende, ove ritenuto necessario, ulteriori innovazioni e adeguamenti impiantistici e dei cicli produttivi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Come FILCTEM CGIL, riteniamo fondamentale che ogni discussione debba considerare strettamente correlate le esigenze del mondo del lavoro, la tutela della salute e dell\u2019ambiente puntando ad uno sviluppo quali-quantitativo dei siti produttivi e dei livelli occupazionali dei lavoratori diretti e dell\u2019indotto. Ne consegue che sta nella responsabilit\u00e0 della politica saper conciliare\u00a0 tutto questo per una ripresa economica di un territorio gi\u00e0 fortemente compromesso.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>COMUNICATO STAMPA FILCTEM CGIL<\/strong><\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Affrontare il tema della produzione energetica a Brindisi non pu\u00f2 essere una discussione \u00a0avulsa \u00a0dallo \u00a0scenario energetico nazionale, che comunque determina e condiziona le scelte, gli investimenti e le ricadute occupazionali. La Strategia Energetica Nazionale (SEN) approvata dal Governo a marzo 2013, \u00a0ha cercato di chiudere una lunga fase di incertezza programmatica, che ha superato la riproposizione del nucleare bocciata dagli italiani con il referendum. Tra gli obiettivi prioritari vi \u00e8 la riduzione dei costi energetici in Italia che \u00e8 uno dei principali fattori di svantaggio competitivo del nostro sistema industriale, con il progressivo allineamento ai costi europei, e, sul versante ambientale, la progressiva riduzione delle emissioni di CO2, l\u2019efficientamento energetico, e l\u2019implementazione di produzione da fonti rinnovabili. &nbsp; Le prospettive al 2020 sono delineate dal conseguimento anticipato di alcuni obiettivi posti dal Pacchetto Clima Energia, con un rapido sviluppo delle rinnovabili (+64% in 4 anni), grazie al forte sistema d\u2019incentivazione, che \u00a0ha s\u00ec contribuito alla riduzione delle emissioni di CO2 (-4,2% nel 2011) e del consumo di combustibili fossili,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3020,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[592,591,593],"class_list":["post-3017","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news","tag-energia","tag-filctem-cgil","tag-monotematico"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3017","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3017"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3017\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3019,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3017\/revisions\/3019"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3020"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3017"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3017"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3017"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}