{"id":31442,"date":"2015-01-03T22:30:08","date_gmt":"2015-01-03T21:30:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=31442"},"modified":"2015-01-05T16:47:42","modified_gmt":"2015-01-05T15:47:42","slug":"arte-contemporanea-giuseppe-e-luigi-delia-lessico-familiare-in-mostra-a-brindisi-di-domenico-saponaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/arte-contemporanea-giuseppe-e-luigi-delia-lessico-familiare-in-mostra-a-brindisi-di-domenico-saponaro\/","title":{"rendered":"Arte contemporanea. Giuseppe e Luigi D\u2019Elia, lessico familiare in mostra a Brindisi. Di Domenico Saponaro"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/locandina_mostra-delia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-medium wp-image-29638 alignleft\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/locandina_mostra-delia-165x300.jpg\" alt=\"locandina_mostra delia\" width=\"165\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/locandina_mostra-delia-165x300.jpg 165w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/locandina_mostra-delia-563x1024.jpg 563w\" sizes=\"auto, (max-width: 165px) 100vw, 165px\" \/><\/a>Due strade parallele che si toccano, due generazioni che si compenetrano, due artisti che si specchiano reciprocamente, incrociano gli sguardi, si raccontano, si ascoltano: Giuseppe e Luigi D\u2019Elia, padre e figlio, decidono di confrontarsi pubblicamente, affiancando le loro opere pi\u00f9 recenti in un\u2019interessante mostra allestita nell\u2019ex Convento delle Scuole Pie, uno dei luoghi pi\u00f9 suggestivi del centro storico di Brindisi.<br \/>\nI percorsi a suo tempo intrapresi dai due artisti ora si intersecano dando luogo a uno stimolante raffronto tra due differenti (ma non troppo) concezioni del fare arte e, come in una dissolvenza incrociata, il punto di contatto, quasi di scambio, pare essere il passaggio \u2013 per entrambi frutto di una lunga maturazione e tuttora non pienamente compiuto &#8211; dalla figurazione all\u2019astrazione e viceversa.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nGi\u00e0 diversi anni or sono, raggiunta la piena maturit\u00e0, Giuseppe aveva avvertito la necessit\u00e0 di dare forma, non senza qualche difficolt\u00e0 sul piano ideologico (non certo su quello tecnico), a un cambiamento drastico della propria cifra pittorica, ponendo in secondo piano la figura umana e la forma architettonica per far risaltare il dato pi\u00f9 squisitamente gestuale e materico e attingere dunque a modi tipici di certo informale (\u201cAi confini dell\u2019informale\u201d fu appunto il titolo di una sua personale del 2004 in cui per la prima volta si propose con questa produzione).<br \/>\nLuigi, dal canto suo, \u00e8 reduce da un cammino inverso: inizialmente contagiato dal fascino della pittura astratta, nel suo caso declinata con lieve ed essenziale lirismo (anche in virt\u00f9 della predilezione per una monocromia diluita da tinte acquerellate), \u00e8 via via pervenuto a composizioni pi\u00f9 complesse e polimateriche, pur serbando \u2013 accentuandola, anzi, in funzione narrativa &#8211; la leggerezza e la na\u00efvet\u00e9 delle opere pi\u00f9 giovanili.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nLa bipersonale delle Scuole Pie \u00e8 quindi crocevia di un duplice processo evolutivo, ma pure punto d\u2019incontro di due esperienze che negli anni hanno reciprocamente tratto linfa l\u2019una dall\u2019altra.<br \/>\nGiuseppe, in una sorta di simbiosi con Luigi, ha desunto dal figlio l\u2019interesse per la memoria delle cose (\u2026 e per le cose della memoria), recuperando materiali, scarti, schegge, frammenti dimenticati o abbandonati per farne oggetto di stratificazioni, riflessioni poetiche, citazioni.<br \/>\nLuigi ha fatto tesoro delle suggestioni paterne corroborandole, in chiave di racconto, con un surplus ludico dagli esiti assolutamente persuasivi sul piano dell\u2019impatto visivo e \u2013 potremmo anche dire \u2013 \u201cscenografico\u201d.<br \/>\nGiuseppe espone circa quaranta tecniche miste, tutte di recente esecuzione (2013-2014) equamente divise in due sezioni. Una ventina sono opere di medio formato realizzate su supporti di varia natura, tra legno e cartone di recupero, con inserti e applicazioni di materiali di risulta, ritagli, segni grafici, figure, iscrizioni: sono stati impiegati anche frammenti lignei recuperati dalla Kater I Rades, la motovedetta albanese con centoventi profughi a bordo speronata dalla corvetta italiana Sibilla e affondata nel Canale d\u2019Otranto con ottantuno vittime la notte del 28 marzo 1997, venerd\u00ec santo. Un\u2018altra ventina sono cartoncini di piccola taglia in cui prevale un\u2019astrazione dal gesto controllato, con effetti in taluni casi particolarmente convincenti grazie alla meditata applicazione e giustapposizione, anche qui, dei materiali poveri frutto di recupero e riciclo cui entrambi i D\u2019Elia ci hanno abituati.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nSono poco meno di cinquanta invece le opere di Luigi presenti in mostra, tutte tecniche miste, frutto di un\u2019accuratissima e paziente dedizione, stante il piccolo formato di ciascun manufatto e, quindi di ogni suo elemento: fili, legni, figurine, ritagli, brani di cartoline per certi versi \u201canimate\u201d, objets trouv\u00e9es composti in uno schema paranarrativo originale ed efficace.<br \/>\nUomo di teatro di narrazione e ambientalista, Luigi D\u2019Elia crea microscenografie, sorta di minuscole mise-en-sc\u00e8ne in cui trova applicazione la capacit\u00e0 comunicativa di un artista convinto della necessit\u00e0 di tutelare la natura (e le storie di cui essa \u00e8 portatrice), proteggerla, sostenerne, esaltarne e divulgarne le sue manifestazioni attraverso il gesto creativo, il racconto, la poesia. E ogni suo manufatto porta in s\u00e9 tutto ci\u00f2, dimostrando le doti espressive di una delle figure pi\u00f9 interessanti e attive della nostra scena culturale.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<strong><em>Giuseppe D\u2019Elia Luigi D\u2019Elia<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em> Opere recenti<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em> Brindisi &#8211; ex Convento Scuole Pie<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em> Ingressi: via Tarantini, 35 &#8211; via dei Del Balzo, 14\/retro Nuovo Teatro Verdi<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em> dal 13 dicembre 2014 &#8211; 6 gennaio 2015<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em> orari: dalle 10,00 alle 12,30 e dalle 17,00 alle 21,00<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em> festivi compresi<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em> INFO 333.7162047<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due strade parallele che si toccano, due generazioni che si compenetrano, due artisti che si specchiano reciprocamente, incrociano gli sguardi, si raccontano, si ascoltano: Giuseppe e Luigi D\u2019Elia, padre e figlio, decidono di confrontarsi pubblicamente, affiancando le loro opere pi\u00f9 recenti in un\u2019interessante mostra allestita nell\u2019ex Convento delle Scuole Pie, uno dei luoghi pi\u00f9 suggestivi del centro storico di Brindisi. I percorsi a suo tempo intrapresi dai due artisti ora si intersecano dando luogo a uno stimolante raffronto tra due differenti (ma non troppo) concezioni del fare arte e, come in una dissolvenza incrociata, il punto di contatto, quasi di scambio, pare essere il passaggio \u2013 per entrambi frutto di una lunga maturazione e tuttora non pienamente compiuto &#8211; dalla figurazione all\u2019astrazione e viceversa. &nbsp; Gi\u00e0 diversi anni or sono, raggiunta la piena maturit\u00e0, Giuseppe aveva avvertito la necessit\u00e0 di dare forma, non senza qualche difficolt\u00e0 sul piano ideologico (non certo su quello tecnico), a un cambiamento drastico della propria cifra pittorica, ponendo in secondo piano la figura umana e&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":29637,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[112,198],"tags":[],"class_list":["post-31442","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","category-cultura-2"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31442","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31442"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31442\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":31443,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31442\/revisions\/31443"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29637"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31442"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31442"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31442"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}