{"id":35465,"date":"2015-02-24T17:37:32","date_gmt":"2015-02-24T16:37:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=35465"},"modified":"2015-02-24T17:37:32","modified_gmt":"2015-02-24T16:37:32","slug":"edipowera2a-per-la-sinistra-e-tempo-di-bonificare-smantellare-e-pensare-a-progetti-sostenibili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/edipowera2a-per-la-sinistra-e-tempo-di-bonificare-smantellare-e-pensare-a-progetti-sostenibili\/","title":{"rendered":"Edipower\/A2A, Per la Sinistra: &#8220;\u00e8 tempo di bonificare, smantellare e pensare a progetti sostenibili&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>La questione della Centrale di Brindisi Nord \u00e8 un problema che viene da lontano. Da quando si \u00e8 presa coscienza che era ed \u00e8 una centrale ormai obsoleta tecnologicamente e devastante da un punto di vista ambientale. Un \u201ccancro\u201d nel cuore della citt\u00e0, pensata pi\u00f9 di quarant\u2019anni fa secondo modelli di sviluppo arcaici e insensibili alle questioni ambientali.<br \/>\nGi\u00e0 prima del 2000 si discuteva, anche animatamene, della necessit\u00e0 di ambientalizzarla.<br \/>\nOggi, che l\u2019energia prodotta da fonti rinnovabili ha la preferenza e precedenza rispetto a quella da fonti fossili, tanto da costringere l\u2019ENEL a ridimensionare la produzione di \u201cBrindisi Sud\u201d, la nuova propriet\u00e0 della vecchia centrale, la A2A, vorrebbe, con un piano industriale giudicato lacunoso anche dai sindacati, convertire l\u2019impianto per bruciare carbone e derivati dei rifiuti.<br \/>\nQuesto a poche centinaia di metri dalla citt\u00e0.<br \/>\nOgni livello di responsabilit\u00e0, politica ed amministrativa, durante questi lunghi anni si \u00e8 omologata ad un modello di sviluppo teso al raggiungimento della piena occupazione unicamente attraverso lo sviluppo dell\u2019industria, trascurando l\u2019aspetto vocazionale del territorio, senza porsi alcun problema dei danni ambientali e sanitari che un siffatto modello di sviluppo avrebbe provocato nel tempo.<br \/>\nE si continua ad ignorare l\u2019appello accorato dell\u2019Ordine dei Medici, di quei Dottori che in prima linea hanno il polso della drammatica situazione sanitaria di Brindisi e che hanno sottolineato la necessit\u00e0 di una drastica riduzione delle emissioni nocive e chiedono che, per ragioni sanitarie, si impediscano ulteriori insediamenti che emettono sostanze tossiche.<br \/>\nUn\u2019emergenza sanitaria ed ambientale che si accompagna ad un\u2019emergenza sociale.<br \/>\nSono quasi ventimila i disoccupati a Brindisi, una citt\u00e0 incapace di ripensare il proprio modello di sviluppo, che vede il Porto, ormai servit\u00f9 industriale, in eterna crisi; mentre Turismo ed Agricoltura, due vocazioni del territorio, non decollano.<br \/>\nIn questo quadro i grandi interessi economici cercano di aprire una nuova stagione di industrializzazione altamente impattante: dopo la stagione della Chimica e dell\u2019Energia con il carbone, si vorrebbe programmare la stagione dei Rifiuti.<br \/>\nNel progetto di massima presentato dalla A2A si prevede di bruciare prevede sin da subito 75.000 tonnellate di Ecoergite prodotta da oltre centomila tonnellate di rifiuti in co-combustione con oltre 600.000 tonnellate di carbone. Un impianto in grado di chiudere il ciclo dei rifiuti della Puglia e candidarsi per la sua capacit\u00e0 a gestire tutte le prossime emergenze rifiuti che vi saranno nel Meridione.<br \/>\nE\u2019 giunto, invece, il tempo di avviare i lavori di smantellamento e bonifica degli impianti della Brindisi Nord per consentire che quel sito sia dedicato allo sviluppo delle attivit\u00e0 portuali, che devono necessariamente divenire volano di uno sviluppo nuovo e sostenibile.<br \/>\nE\u2019 indispensabile chiedere subito (siamo gi\u00e0 in notevole ritardo) l\u2019immediato coinvolgimento di Governo e Regione per trovare tutte le possibili soluzioni, dai prepensionamenti all\u2019impiego nei lavori di smantellamento e bonifica al passaggio presso la centrale Enel Federico II, per salvaguardare i lavoratori della Centrale di Brindisi Nord che non possono pagare il conto di queste scelte scellerate.<br \/>\nIn questo quadro cos\u00ec compromesso in cui crisi economica e disagio sociale, crisi ambientale e disoccupazione viaggiano sullo stesso binario, \u00e8 importante scegliere di scommettere sul futuro, sulla conoscenza, sulla ricerca, sull\u2019innovazione connesse ai temi ambientali, sulla green economy; una sfida trasversale che coinvolge le imprese di molti settori, dalla tecnologia al risparmio energetico, alle fonti rinnovabili, dal settore dell\u2019edilizia a quello dei trasporti, dal turismo all\u2019agricoltura, dal riciclo dei rifiuti all\u2019industria aeronautica.<br \/>\nUn filo verde che non attraversa i settori tipicamente e tradizionalmente ambientali ma che porta innovazione anche in quei settori maturi della nostra economia rendendo possibile una riconversione in chiave ecosostenibile.<br \/>\nLo sviluppo dell\u2019economia verde pu\u00f2 e deve avere nel territorio brindisino una declinazione che sappia guardare al passato nel senso della nostra peculiare identit\u00e0 territoriale.<br \/>\nEsistono gi\u00e0 esperienze di successo che dimostrano che \u00e8 possibile far convivere la modernizzazione ecologica dei processi produttivi e del sistema produttivo con le vocazioni territoriali ed i punti di forza del nostro territorio.<br \/>\nEd in questo scenario di desertificazione produttiva e lavorativa, da una parte si mette sul piatto della bilancia il problema occupazionale risultato di un modello di sviluppo, fondato sui grandi impianti di produzione di energia e della chimica di base e che si vuole perpretare incondizionatamente; dall\u2019altra si contrappone il diritto alla salute di una popolazione che come dimostrano diversi studi ha gi\u00e0 ampiamente pagato ed ancora continua a pagare il suo triste contributo.<br \/>\nPurtroppo invece di cercare una soluzione che riesca a trovare una sintesi tra diritto alla salute e diritto al lavoro si ergono muri di sterili contrapposizioni, che poco hanno a che fare con il bene comune e che invece attengono all\u2019incapacit\u00e0 di trovare soluzioni o peggio ancora alla volont\u00e0 di trascinare lo status quo sino a quando uno dei contendenti non ceda per KO.<br \/>\nEd a testimonianza di questa sterile contrapposizione si inseriscono attori politici locali che anzich\u00e9 prodigarsi, in funzione del proprio ruolo politico nazionale, si insinuano nel confronto al solo scopo di destabilizzare e delegittimare chi si sforza di dare risposte e soluzioni a due problemi, salute e lavoro, ormai incancreniti, e per legittimare la propria campagna elettorale sulla testa di chi si impegna quotidianamente per cercare di rispondere alle legittime istanze di chi cerca di tutelare l\u2019occupazione e di chi \u00e8 sensibile alla questione ambientale.<br \/>\nLa direzione verso cui cercare le soluzioni c\u2019\u00e8; manca la volont\u00e0 e l\u2019onest\u00e0 intellettuale di perseguirla con determinazione.<br \/>\nTecnologia, nuovi modelli di sviluppo, vocazioni, settori produttivi in crescita ci sono; \u00e8 necessario articolarli in un nuovo modello di crescita sostenibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>PER LA SINISTRA<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La questione della Centrale di Brindisi Nord \u00e8 un problema che viene da lontano. 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