{"id":38012,"date":"2015-03-23T15:27:18","date_gmt":"2015-03-23T14:27:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=38012"},"modified":"2015-03-23T15:40:44","modified_gmt":"2015-03-23T14:40:44","slug":"dipietrangelo-a-proposito-di-zona-franca-e-di-logistica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/dipietrangelo-a-proposito-di-zona-franca-e-di-logistica\/","title":{"rendered":"Dipietrangelo: &#8220;A proposito di zona franca e di logistica&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Con una certa frequenza a Brindisi si ripropone la istituzione di una &#8220;Zona Franca&#8221; senza che tra un annuncio e un&#8217;altro si faccia un passo in avanti e qualche approfondimento.<\/p>\n<p>Una cosa e&#8217; il desiderio e un&#8217;altra cosa \u00e8 la realt\u00e0.<\/p>\n<p>Il tempo che passa tra questi periodici annunci non serve ai proponenti per studiare, per conoscere e per darsi una spiegazione al motivo che alla proposta non abbia mai corrisposto una risposta e una iniziativa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;altro giorno, su iniziativa del consorzio Asi e in pompamagna, tutti i soggetti che interagiscono e si sovrappongono in materia portuale, non fidandosi, in molte occasioni, l&#8217;uno dell&#8217;altro, hanno fatto una conferenza stampa per presentare per l&#8217;ennesima volta la istituzione della zona franca sul\/del porto di Brindisi.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 in partenza la confusione sembra regnare sovrana, la proposta \u00e8 dell&#8217;Asi ma ad attuarla dovrebbe essere l&#8217;autorit\u00e0 portuale. E questo fa il paio con la proposta di piattaforma logistica senza alcuna copertura finanziaria presentata sempre dall&#8217;Asi ma il cui progetto \u00e8, sembra, a carico dell&#8217;autorit\u00e0 portuale.<\/p>\n<p>Misteri della finanza pubblica degli enti di secondo grado e su cui la Corte dei Conti farebbe bene ad aprire gli occhi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non volendo apparire come colui che non vuole la zona franca e che rema contro gli interessi della citt\u00e0, ho cercato di capire il motivo per cui serve a ben poco rivendicare la zona franca quando non si conoscono ne&#8217; i vincoli e ne&#8217; le procedure necessari per avviarla.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una prima questione intendo evidenziare: proporre oggi una zona franca senza fare i conti con un piano della logistica e della portualita&#8217; vuol dire solo che si vuole fare propaganda. Non a caso se qualcuno si va a leggere le varie ipotesi di riforma delle autorit\u00e0 portuali apprende che anche queste (comprese le eventuali nuove autorit\u00e0 portuali) sono inserite nel piano della portualita&#8217; e della logistica.<\/p>\n<p>Una impostazione questa che ha un senso e che purtroppo in questi anni i vari governi in carica hanno messo in discussione attraverso la &#8220;legge obiettivo&#8221; a cui si \u00e8 fatto ricorso con la famosa struttura di missione di grande attualit\u00e0 in questi giorni e con la quale opere varie hanno modificato lo stesso piano generale dei trasporti e della logistica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Parlare di zona franca del porto senza un piano della logistica non ha senso, cos\u00ec come progettare una ennesima opera pubblica come la piattaforma logistica non solo non si trovano i finanziamenti pubblici ma si rischia di dilapidare risorse. Non a caso la piattaforma logistica presentata non ha trovato ancora i finanziamenti. Quando lo capiremo che finanziamenti al di fuori di una compatibilit\u00e0 e di una sostenibilit\u00e0 non sono pi\u00f9 possibili?<\/p>\n<p>La proposta di infrastrutture e quella della zona franca sono sostenibili se si inseriscono innanzitutto nel piano di azione europeo per la logistica. \u00c8 poco utile rivendicare e progettare se non c&#8217;\u00e8 una chiara indicazione politica da parte dell&#8217;UE; non ci pu\u00f2 essere una logistica localistica o di paesello.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le interconnessioni in materia sono forti e di una certa dimensione. Basti pensare al sistema ferroviario. I treni merci nel sud non possono superare 500 metri di lunghezza a fronte degli 850 della Germania e dei 1000 della Francia dal sud al nord. Per questo,visioni localistiche rischiano di emarginare il sud,i suoi porti, compreso quello di Brindisi. Fino a quando l&#8217;Italia non si dota di un piano della logistica e della nuova portualita&#8217;, in coerenza con la impostazione del piano di azione europeo della logistica e senza affrontare le strozzature che inibiscano l&#8217;intermodalita&#8217;, tutte le proposte locali sono destinate solo alla propaganda dei proponenti e a rimanere nei cassetti degli enti dove ci sono altri progetti inutili e non fattibili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la zona franca come spazio doganale libero da imposizioni fiscali bisogna ricordare che il codice doganale comunitario all&#8217;articolo 3 afferma che sono territorio doganale tutte le parti della Repubblica Italiana escluse Livigno e Campione d&#8217;Italia. Con l&#8217;articolo 155 dello stesso codice si dispone che gli Stati membri dell&#8217;Unione possono destinare alcune zone della comunit\u00e0 zone franche. \u00c8 allora possibile avere nuove zone franche a condizione che l&#8217;Italia chieda e ottenga la modifica dell&#8217;articolo 3 del codice doganale europeo.<\/p>\n<p>Ma ad oggi nessun governo del nostro paese ha avanzato questa proposta, malgrado che in parlamento sono state presentate decine di proposte di legge in materia e a sostegno di molte zone franche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo strumento con cui nel mondo e nel mediterraneo si cerca di di attualizzare e rendere pi\u00f9 competitive le vecchie zone franche sono le Zone territorialmente limitate chiamate ZES (zone economiche speciali).<\/p>\n<p>Le ZES sono state realizzate in vari ambiti territoriali anche in Europa nelle aree a basso tasso di sviluppo. Solo l&#8217;Italia non lo ha fatto e non ha nemmeno avviato le procedure presso l&#8217;UE per attivarle.<\/p>\n<p>Le ZES si basano su due leve: una finanziaria e una territoriale amministrativa.<\/p>\n<p>Quella finanziaria dipende dal governo e dal suo rapporto con l&#8217;UE. Per poter avviare le ZES, concordandone con l&#8217;UE le caratteristiche di aiuti di stato per aree svantaggiate, \u00e8 necessario specificare gli ambiti territoriali e temporali per i quali si chiede che le aziende operanti abbiano l&#8217;abbattimento dei diritti doganali, delle imposte dirette e\/o indirette degli oneri sociali.<\/p>\n<p>La leva territoriale riguarda le semplificazioni amministrative e l&#8217;unificazione dei servizi,la disponibilit\u00e0 degli spazi per le aziende. In questo caso le decisioni dipendono dalle regioni e dal governo. Il governo deve tracciare il quadro complessivo e con le regioni individuare l&#8217;interlocutore territoriale. L&#8217;UE non c&#8217;entra nulla. Decidere un interlocutore unico per la zona franca significa dipanare il nodo che grava sui porti e che a Brindisi significa, autorit\u00e0 portuale,consorzio ASI,capitaneria di porto,dogana,comune,ministero,Regione, enti e soggetti che hanno sovrapposizioni di competenze.<\/p>\n<p>La leva fiscale \u00e8 difficile da azionare e ottenere presso la UE, ma non \u00e8 impossibile.<\/p>\n<p>La leva territoriale \u00e8 tutta di competenza italiana. Varie iniziative legislative sono state presentate in parlamento. Bisognerebbe trasmettere le proposte ZES all&#8217;UE, avviare e chiudere in tempi brevi la trattativa. Al contempo le regioni e il governo dovrebbero cominciare a definire chi debba essere l&#8217;interlocutore e il gestore unico delle ZES. Bisogna fare presto,il tempo non gioca a nostra favore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel mediterraneo ci sono porti e ZES gi\u00e0 pronti.<\/p>\n<p>Logistica e zone economiche speciali non prevedono proposte confuse e approssimative ma seriet\u00e0 e concretezza progettuale che possono avere solo sbocco in una politica nazionale ed europea. E se non vogliamo vanificare questa ennesima proposta brindisina bisogna inquadrarla in una procedura corretta e nella politica nazionale e regionale della logistica e della portualita&#8217;.<\/p>\n<p>Materia, allora, per i nostri parlamentari e per i prossimi consiglieri regionali, con la speranza che le politiche della logistica, dei trasporti e della portualita&#8217; non siano gestite pi\u00f9 con le modalit\u00e0 e la intermediazione discrezionale del &#8220;vecchio&#8221; ministero delle infrastrutture, del suo armamentario procedurale e di collegamento con gli uomini del passato e con quelli che sono stati cooptati negli anni recenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Carmine Dipietrangelo<\/strong><br \/>\n<strong>Presidente Left Brindisi<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con una certa frequenza a Brindisi si ripropone la istituzione di una &#8220;Zona Franca&#8221; senza che tra un annuncio e un&#8217;altro si faccia un passo in avanti e qualche approfondimento. Una cosa e&#8217; il desiderio e un&#8217;altra cosa \u00e8 la realt\u00e0. Il tempo che passa tra questi periodici annunci non serve ai proponenti per studiare, per conoscere e per darsi una spiegazione al motivo che alla proposta non abbia mai corrisposto una risposta e una iniziativa. &nbsp; L&#8217;altro giorno, su iniziativa del consorzio Asi e in pompamagna, tutti i soggetti che interagiscono e si sovrappongono in materia portuale, non fidandosi, in molte occasioni, l&#8217;uno dell&#8217;altro, hanno fatto una conferenza stampa per presentare per l&#8217;ennesima volta la istituzione della zona franca sul\/del porto di Brindisi. Gi\u00e0 in partenza la confusione sembra regnare sovrana, la proposta \u00e8 dell&#8217;Asi ma ad attuarla dovrebbe essere l&#8217;autorit\u00e0 portuale. E questo fa il paio con la proposta di piattaforma logistica senza alcuna copertura finanziaria presentata sempre dall&#8217;Asi ma il cui progetto \u00e8, sembra, a carico dell&#8217;autorit\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":21095,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9,7],"tags":[],"class_list":["post-38012","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interventi","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38012","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38012"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38012\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":38018,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38012\/revisions\/38018"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/21095"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38012"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38012"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38012"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}