{"id":38224,"date":"2015-03-25T13:36:09","date_gmt":"2015-03-25T12:36:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=38224"},"modified":"2015-03-25T13:36:09","modified_gmt":"2015-03-25T12:36:09","slug":"zona-franca-rollo-controreplica-a-dipietrangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/zona-franca-rollo-controreplica-a-dipietrangelo\/","title":{"rendered":"Zona Franca: Rollo controreplica a Dipietrangelo"},"content":{"rendered":"<p>Ritengo opportuno esprimere qualche considerazione in merito al contributo offerto da Carmine Dipietrangelo sull\u2019ipotesi dell\u2019 istituzione di una zona franca doganale a Brindisi e sul progetto della Piastra Logistica retroportuale. L\u2019idea di verificare la possibilit\u00e0 di rendere attivo il Punto Franco di Brindisi \u00e8 nata, per quanto concerne il mio ruolo di presidente del Consorzio ASI di Brindisi, in seguito al Decreto Legislativo n. 179 del 2009, che ha incluso la legge istitutiva del Punto Franco di Brindisi (D.P.R. 1295 del 4\/11\/1951) tra le disposizioni legislative statali anteriori al 1970 di cui \u201csi ritiene indispensabile la permanenza in vigore\u201d.<\/p>\n<p>Inoltre il buon esito dell\u2019iniziativa di delimitazione ed ampliamento della zona franca doganale conclusasi nel 2013 per il Porto di Venezia ed il recepimento dell\u2019istanza avanzata dal Porto di Taranto per una zona franca di seconda specie, avvenuto nel maggio del 2014, rendevano quasi d\u2019obbligo un approfondimento pi\u00f9 concreto della specifica tematica. Ben lungi dal volersi sovrapporre alle competenze di altri Enti od amministrazioni, devo rammentare che una delle ragioni del mancato avvio del Punto Franco di Brindisi \u00e8 stata quella di aver fatto insediare negli anni sessanta alcuni stabilimenti produttivi in aree perimetrate quali aree franche doganali. Ritengo sia stato utile, dopo anni di commissariamento del Consorzio ASI e di sterile conflittualit\u00e0 tra Enti, instaurare una collaborazione pi\u00f9 fattiva tra i diversi soggetti interessati alle tematiche dello sviluppo del territorio nonch\u00e9 titolari delle procedure idonee a far s\u00ec che le idee ed i progetti possano concretizzarsi in opere tangibili e realmente fruibili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u2019 il caso dell\u2019argomento Zona franca doganale, che dopo un approfondimento tecnico condotto con la collaborazione dei dirigenti dell\u2019Agenzia delle Dogane, Dr. Tommaso La Notte, Ing. Francesco Maniglia e Dr. Cosimo Pera, che ringrazio sentitamente, pu\u00f2 vedere concretizzarsi a Brindisi una nuova perimetrazione ed una concreta possibilit\u00e0 di attuazione.<\/p>\n<p>E\u2019 ben chiaro che la molteplicit\u00e0 dei soggetti che hanno competenze nella pianificazione territoriale e nella programmazione di opere pubbliche \u00e8 sovente causa di spreco di risorse e della perdita di occasioni di sviluppo. Un esempio viene dalla pianificazione e dalle decisioni circa le opere di interesse pubblico che attengono al porto ed alle aree retro portuali di Brindisi.<\/p>\n<p>Il Piano Regolatore Portuale, il Piano Urbanistico Generale, il Piano Regolatore dell\u2019Area di Sviluppo Industriale, il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale costituiscono il frutto di studi e valutazioni strategiche compiute da singoli Enti, con tempistiche ed iter procedurali per lo pi\u00f9 indipendenti ed a volte ingeneranti talune conflittualit\u00e0 che risultano incomprensibili da parte degli osservatori esterni.<\/p>\n<p>A tal proposito \u00e8 bene rammentare che nel documento programmatico del nuovo Piano Urbanistico Generale della citt\u00e0 di Brindisi sono stati enunciati, tra le linee guida generali, due concetti essenziali. Il primo \u00e8 quello dell\u2019esigenza di una permanente e necessaria collaborazione tra gli Enti, affinch\u00e9 attraverso le rispettive strumentazioni urbanistiche e programmazioni triennali possano pianificare armonicamente il territorio, individuando i progetti adeguati a migliorarne l\u2019efficienza, per renderlo competitivo nei mercati nazionali ed internazionali. Il secondo \u00e8 quello della straordinaria valenza delle aree retro portuali, che si collegano funzionalmente alle banchine di Costa Morena, per la realizzazione di servizi ed infrastrutture d\u2019eccellenza, finalizzate a costruire un efficiente sistema integrato dei trasporti.<br \/>\nLe aree retro portuali sono incluse nel Piano Regolatore dell\u2019Area di Sviluppo Industriale di Brindisi, di competenza del Consorzio ASI, succeduto con l\u2019Autorit\u00e0 Portuale all\u2019unico soggetto, il Consorzio del Porto e dell\u2019ASI, a suo tempo promotore del vigente Piano Regolatore del Porto, le cui opere sono tuttora oggetto di attuazione e completamento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quanto espresso nelle linee guida propedeutiche allo strumento di pianificazione comunale deve trovare pratica attuazione nell\u2019individuazione di una strategia comune, nell\u2019intento di conseguire un\u2019efficiente organizzazione delle aree retro portuali e produttive. Nessuna \u201cpompa magna\u201d deve rilevarsi, quindi, se gli Enti interessati ad una tematica si ritrovano seduti attorno ad un tavolo con i propri massimi rappresentanti per concordare una strategia operativa comune.<\/p>\n<p>Chi \u00e8 decano dell\u2019esperienza politico amministrativa deve accorgersi dei mutamenti in atto e di quelli gi\u00e0 avvenuti. Molte delle opere portuali che arricchiscono funzionalmente il porto di Brindisi trovarono attuazione solo grazie all\u2019insistenza di parlamentari brindisini, fra tutti ricordo il Comm. Angelo Titi ed il Senatore Perrino, che facevano veemente anticamera presso i vari ministeri.<\/p>\n<p>Oggi \u00e8 necessario che quelle opere siano arricchite ed utilizzate al meglio nell\u2019ottica di una strategia condivisa. E\u2019 il territorio che deve condividere i propri progetti di sviluppo e candidarli a finanziamento nel quadro delle programmazioni strategiche nazionali e comunitarie. Il progetto della Piastra logistica retroportuale trae origine dalla programmazione delle opere strategiche nazionali.<br \/>\nil percorso che il Consorzio ha avviato per la realizzazione della piastra logistica retro portuale, peraltro gi\u00e0 prima del mio insediamento, risponde alle logiche della programmazione dei lavori pubblici ed \u00e8 stato inserito nella rimodulazione, sottoscritta in data 16 giugno 2011, dell\u2019Intesa Generale Quadro tra Regione Puglia e Ministero delle Infrastrutture e Trasporti per le infrastrutture strategiche del 2003 (a seguito di deliberazione n. 540 del 24.3.2011 della Giunta regionale).<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nL\u2019intesa Generale Quadro \u00e8 stata revisionata alla luce degli avanzamenti progettuali e del cambiamento delle priorit\u00e0 strategiche espresse nel Piano Nazionale per il Sud e nuovamente sottoscritta in data 16 giugno 2011. La visione regionale gi\u00e0 espressa dal Piano Attuativo 2009-2013 del Piano Regionale dei Trasporti e dal documento programmatico \u201cPuglia Corsara\u201d \u00e8 stata in quella occasione confermata sia in merito al rafforzamento delle direttrici ferroviarie \u2013 verso Bari e sulla linea Adriatica \u2013 sia in merito alla funzione degli hub logistico-portuali regionali. In particolare la linea d\u2019intervento \u201cPotenziamento dell\u2019accessibilit\u00e0 e della retroportualit\u00e0 del sistema portuale pugliese\u201d persegue l\u2019obiettivo dell\u2019eliminazione dei colli di bottiglia e della riduzione delle inefficienze che gravano sulla catena multimodale del trasporto delle merci in corrispondenza delle piattaforme intermodali della regione.<\/p>\n<p>I progetti che fanno capo a queste due linee mirano quindi a completare la dotazione infrastrutturale minima necessaria alla piena operativit\u00e0 dell\u2019intermodalit\u00e0 ferro-gomma, migliorare l\u2019accessibilit\u00e0 stradale ai porti principali, potenziare gli impianti retroportuali destinati alla logistica e i collegamenti reciproci. Nella visione dei piani predisposti dalla Regione Puglia, l\u2019azione integrata dovrebbe consentire lo sfruttamento in tempi rapidi della potenzialit\u00e0 della linea Adriatica una volta eliminati, con gli altri interventi inseriti nell\u2019 Intesa Generale Quadro sulle infrastrutture, i vincoli per la sagoma limite dei veicoli ferroviari.<br \/>\nI progetti strategici proposti per l\u2019attuazione di queste linee di intervento riguardano le piattaforme logistiche di Bari, Brindisi, Taranto e Foggia Incoronata.<br \/>\nPer quanto riguarda Brindisi, gli interventi sono:<br \/>\nHub interportuale area brindisina &#8211; Realizzazione della piastra logistica integrata retroportuale dell\u2019area di sviluppo industriale di Brindisi &#8211; I stralcio &#8211; infrastrutture primarie (PLIR infrastrutture);<br \/>\nHub interportuale area brindisina &#8211; Realizzazione della piastra logistica integrata retroportuale dell\u2019area di sviluppo industriale di Brindisi &#8211; II stralcio &#8211; opifici per lo stoccaggio e la trasformazione delle merci (PLIR opifici).<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nTali interventi si inquadrano in una serie di progetti, in corso di attuazione\/programmazione da parte del Comune di Brindisi, dell\u2019Autorit\u00e0 Portuale di Brindisi e dell\u2019Ufficio Unico PIT 7 costituito presso la Provincia di Brindisi nonch\u00e9 del Consorzio ASI, volti a migliorare il sistema di trasporti su strada e ferrovia connesso ai traffici portuali e dell\u2019area industriale di Brindisi.<\/p>\n<p>Da qui l\u2019esigenza di raccordare il lavoro degli Uffici tecnici dei diversi Enti, con l\u2019obiettivo di realizzare un unico complessivo progetto di nodo trasportistico multimodale per la citt\u00e0 ed il Porto di Brindisi.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nIl 17 luglio 2012 Regione Puglia, Provincia di Brindisi, Comune di Brindisi, Consorzio ASI di Brindisi e Camera di Commercio I.A.A. di Brindisi hanno sottoscritto un Protocollo di Intesa per la realizzazione della Piastra Logistica Integrata Retroportuale dell\u2019ASI di Brindisi e per la realizzazione e l\u2019attrezzaggio tecnologico del raccordo ferroviario e della nuova stazione elementare per il collegamento della rete ASI alla rete RFI. L\u2019Autorit\u00e0 portuale, per indisponibilit\u00e0 operativa del Presidente in quella data, ha condiviso il progetto in data successiva, impegnandosi al cofinanziamento delle spese progettuali. Va evidenziato che senza la disponibilit\u00e0 di progetti cantierabili nessuna nuova opera \u00e8 oggi anche solo proponibile a finanziamento. Se \u00e8 pur vero che parecchi progetti in diversi Enti sono rimasti nei cassetti \u00e8 anche vero che la mancanza di sinergia tra i diversi Enti o peggio la conflittualit\u00e0 tra Enti fomentata da eminenze esterne nulla di positivo ha mai prodotto n\u00e9 potr\u00e0 produrre per alcun territorio ed in particolare per il nostro.<\/p>\n<p>Esemplare, comunque, \u00e8 l\u2019esperienza di copianificazione esperita per la progettazione del Consorzio ASI di Brindisi, culminata,al momento, nella delibera di Giunta Regionale n. 223 del 20.03.2015 che ha espresso il proprio assenso alla localizzazione dell\u2019intervento ai sensi del 5\u00b0 comma dell\u2019art. 165 del decreto legislativo 163\/2006.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nCon riferimento alle specifiche domande di Carmine Dipietrangelo preciso che:<br \/>\n1. Il finanziamento della piastra logistica retro portuale potr\u00e0 avvenire solo a valle della presentazione di un progetto che, peraltro, deve ottenere tutte le preventive autorizzazioni. In particolare, dal momento in cui il progetto presentato dal Consorzio fu inserito nella rimodulazione sottoscritta in data 16 giugno 2011, dell\u2019Intesa Generale Quadro tra Regione Puglia e Ministero delle Infrastrutture e Trasporti per le infrastrutture strategiche del 2003 (a seguito di deliberazione n. 540 del 24.3.2011 della Giunta regionale), il Consorzio deve seguire le indicazioni del Capo IV (Lavori relativi a infrastrutture strategiche insediamenti produttivi) del decreto legislativo 163\/2006. Il progetto in questione \u00e8 all\u2019attenzione della Conferenza di Servizi presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al termine della quale potr\u00e0 andare all\u2019attenzione del CIPE per l\u2019eventuale finanziamento. Ad oggi, il progetto \u00e8 inserito nella programmazione regionale potendo accedere conseguentemente ai fondi del P.O. 2014-2020. Inoltre, preliminarmente alla redazione del progetto, il Consorzio si \u00e8 dotato di uno Studio Trasportistico per la valutazione della domanda di trasporto attuale e potenziale.<br \/>\n2. Normativamente, la zona franca fa riferimento al codice doganale europeo.<br \/>\n3. Il tavolo tecnico ha individuato l\u2019Autorit\u00e0 Portuale quale soggetto che dovr\u00e0 proporre l\u2019istituzione della zona franca e che sar\u00e0 deputato alla sua gestione secondo le disposizione di legge in merito. Dopo 50 anni di silenzio l\u2019ASI si \u00e8 solo fatto carico di riaprire il discorso che, ove realizzato, potrebbe essere di qualche utilit\u00e0 al territorio. Recepito l\u2019interesse di alcune importanti aziende che lavorano merci non UE in entrata ed in uscita, l\u2019idea portata avanti \u00e8 stata: a) individuare una piccola area su Costa Morena; b) provare ad ottenere il riconoscimento nazionale ed europeo di zona franca; c) valutare successivamente gli eventuali allargamenti del perimetro iniziale per soddisfare una eventuale maggiore domanda (la modifica del perimetro \u00e8 procedimento agevole).<br \/>\n4. Da ultimo, abbiamo gi\u00e0 predisposto un DDL (che allego) relativo all&#8217;istituzione di una ZES in Puglia nelle zone industriali di Brindisi, Taranto e Manfredonia, in quanto sedi di S.I.N.. Il DDL \u00e8 stato gi\u00e0 consegnato alle competenti istituzioni locali al fine di attivare il percorso con il prossimo Consiglio Regionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<strong>Marcello Rollo<\/strong><br \/>\n<strong> Presidente del Consorzio per l\u2019Area di Sviluppo Industriale di Brindisi<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ritengo opportuno esprimere qualche considerazione in merito al contributo offerto da Carmine Dipietrangelo sull\u2019ipotesi dell\u2019 istituzione di una zona franca doganale a Brindisi e sul progetto della Piastra Logistica retroportuale. L\u2019idea di verificare la possibilit\u00e0 di rendere attivo il Punto Franco di Brindisi \u00e8 nata, per quanto concerne il mio ruolo di presidente del Consorzio ASI di Brindisi, in seguito al Decreto Legislativo n. 179 del 2009, che ha incluso la legge istitutiva del Punto Franco di Brindisi (D.P.R. 1295 del 4\/11\/1951) tra le disposizioni legislative statali anteriori al 1970 di cui \u201csi ritiene indispensabile la permanenza in vigore\u201d. Inoltre il buon esito dell\u2019iniziativa di delimitazione ed ampliamento della zona franca doganale conclusasi nel 2013 per il Porto di Venezia ed il recepimento dell\u2019istanza avanzata dal Porto di Taranto per una zona franca di seconda specie, avvenuto nel maggio del 2014, rendevano quasi d\u2019obbligo un approfondimento pi\u00f9 concreto della specifica tematica. 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