{"id":38467,"date":"2015-03-27T22:24:09","date_gmt":"2015-03-27T21:24:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=38467"},"modified":"2016-07-04T17:53:33","modified_gmt":"2016-07-04T15:53:33","slug":"universita-islamica-a-lecce-grazie-no-di-guido-giampietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/universita-islamica-a-lecce-grazie-no-di-guido-giampietro\/","title":{"rendered":"Universit\u00e0 islamica a Lecce? Grazie no! Di Guido Giampietro"},"content":{"rendered":"<p>A che titolo \u02d7 tenuto conto che la testata che mi ospita \u00e8 di Brindisi, anzi di Brundisium\u2026 \u02d7 mi accingo a parlare di un\u2019Universit\u00e0 islamica in quel di Lecce? Me ne d\u00e0 facolt\u00e0 l\u2019esistenza di una Universit\u00e0 del Salento, di un Aeroporto del Salento, di un progetto (che Brindisi ha sostenuto, anche \u00a0se poi non \u00e8 andato a buon fine) per Lecce Capitale europea della Cultura per il 2019, e di una storia \u02d7 quella di Lecce, Brindisi e Taranto \u02d7 che seppure infarcita di provincialismi (il sale con cui gli italiani, da sempre, insaporiscono la politica e la quotidianit\u00e0) rimane la storia \u02d7 checch\u00e9 se ne dica \u02d7 di una micro Regione: il Salento!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Perci\u00f2 la (deprecabile!) istituzione di questa Universit\u00e0 mi riguarda personalmente come la xylella fastidiosa che sta decimando gli ulivi millenari del Salento e la polvere di carbone che la Centrale Enel di Cerano graziosamente deposita nelle campagne salentine.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>D\u2019altro canto in un momento in cui si susseguono gli attacchi alla cultura e alla cristianit\u00e0 dell\u2019Occidente, non si pu\u00f2 lasciare alla sola Lecce (e al suo hinterland) la decisione di assumersi una responsabilit\u00e0 le cui conseguenze rischiano di ricadere su tutto il Salento e l\u2019intera Puglia (a lungo termine, su tutto il Paese).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come nasce questa (malsana!) idea? Le prime voci cominciano a circolare sul finire dello scorso anno allorquando la Confederazione delle Imprese Mediterranee (Confime), presieduta da Giampiero Khaled Paladini, si dichiara disposta ad acquistare dalla \u201cRed srl\u201d l\u2019edificio dell\u2019ex Manifattura Tabacchi di Lecce per crearvi la sede dell\u2019Universit\u00e0 islamica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Giampiero Khaled Paladini, 58enne nativo di Magliano, salentino di formazione cattolica con studi giovanili al seminario diocesano di Lecce, ma da qualche anno convertitosi al Corano, sarebbe l\u2019emissario di investitori al momento ignoti, interessati a sborsare circa 50 milioni di euro (!) per istituire l\u2019Universit\u00e0 islamica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questa Universit\u00e0 sarebbe la prima in Europa e dovrebbe avere un\u2019offerta formativa strutturata soprattutto sullo studio delle materie religiose con al centro il Corano e la Sharia, la legge sacra dell\u2019islamismo. Di fondamentale importanza, naturalmente, sarebbe anche lo studio\u00a0 della lingua araba.<\/p>\n<p>L\u2019ardito progetto lanciato dal Paladini non poteva non creare scompiglio all\u2019interno delle Istituzioni e, dapprima, tra gli stessi leccesi. \u00c8 come se il Paladini avesse lanciato il grido del gladiatore Massimo Decimo Meridio: \u201cAl mio segnale scatenate l\u2019inferno\u201d. Perch\u00e9, in effetti, un inferno si \u00e8 scatenato, anche se inizialmente circoscritto al territorio di Lecce. E, come avviene in questi casi, ognuno si \u00e8 sentito in dovere di dire la sua.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019imam leccese Saifeddine Maaroufi ha dichiarato di non essere mai riuscito a parlare col Paladini e si \u00e8 trincerato dietro al particolare che non ha mai avuto \u201calcuna notizia su questa storia\u201d. Il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, in linea con il noto atteggiamento razzista e xenofobo, in una intervista a Radio Padania ha dichiarato di non essere favorevole a questa Universit\u00e0. Di parere contrario, invece, l\u2019arcivescovo Domenico Umberto D\u2019Ambrosio che, nel mese di ottobre 2014, afferma: \u00abSiamo aperti alla tolleranza religiosa\u00bb, aggiungendo che \u00abin un mondo globalizzato bisogna accettare la libera espressione altrui, cosa che facciamo anche quando gli altri non lo permettono a noi\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019arcivescovo, all\u2019epoca, parlava di tolleranza religiosa. Sarei curioso di sapere se sia rimasto dello stesso avviso dopo gli attacchi alle sedi parigine della rivista Charlie Abdou e del Kosher Hypercacher, a quelli in un bar e sul sagrato di una sinagoga a Copenaghen, a quello all\u2019interno del Museo del Bardo a Tunisi, alla strage nello Yemen&#8230; E se anche oggi possa invocare la tolleranza dopo aver visto le foto delle statue distrutte in Iraq, delle croci divelte dalla sommit\u00e0 degli edifici religiosi, delle campane rimosse e schiantate al suolo da parte dei miliziani del sedicente Stato islamico. Non so se l\u2019arcivescovo ha saputo che non hanno lasciato in pace nemmeno le tombe e persino un presepe!<\/p>\n<p>Mi tornano in mente le parole veementi di Oriana Fallaci (<em>La rabbia e l\u2019orgoglio<\/em>): \u00ab<em>Che senso ha rispettare chi non rispetta noi? Che senso ha difendere la loro cultura o presunta cultura quando loro disprezzano la nostra? Io voglio difendere la nostra, e v\u2019informo che Dante Alighieri mi piace pi\u00f9 di \u2018Omar Khayy\u0101m\u00bb. <\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un\u2019altra voce autorevole \u02d7 questa volta laica \u02d7 s\u2019inserisce nella querelle universit\u00e0-s\u00ec-universit\u00e0-no.\u00a0 \u00c8 quella del prof. Francesco D\u2019Andria, archeologo dell\u2019Universit\u00e0 del Salento, impegnato in numerose missioni in Oriente. \u00abPerch\u00e9 \u02d7 propone \u02d7 non pensare ad una iniziativa in collaborazione e nell\u2019ambito dell\u2019Universit\u00e0 del Salento? La Fondazione che probabilmente pu\u00f2 contare sulle ingenti risorse dei Paesi pi\u00f9 moderati del Golfo, potrebbe finanziare l\u2019istituzione di un Dipartimento di Lingue e culture dell\u2019Islam, che farebbe parte di una delle Facolt\u00e0 dell\u2019Ateneo, attivare posti di docenti e di ricercatori, creare Biblioteche specializzate e Laboratori, collegi e borse di studio per gli studenti, in un quadro di collaborazione internazionale\u00bb.<\/p>\n<p>Il professore, da tecnico, si \u00e8 lasciato prendere la mano e fa affidamento sulle \u201cingenti risorse\u201d che assicurerebbero l\u2019istituzione dell\u2019Universit\u00e0. Ma \u00e8 proprio qui il punto: la mancanza di trasparenza sulla provenienza di questi milioni di euro!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sempre a proposito dell\u2019Universit\u00e0 del Salento appare piuttosto scettico anche il suo Rettore \u02d7 il prof. Vincenzo Zara \u02d7 che, al riguardo afferma: \u00abOperativamente occorrono ben precisi adempimenti: il riconoscimento ministeriale della stessa Universit\u00e0 islamica prima di tutto, poi l\u2019accreditamento di eventuali corsi. Credo che al momento si sia molto lontani da questa fase\u00bb.<\/p>\n<p>Nel frattempo, venuta meno la possibilit\u00e0 di acquisire l\u2019edificio della ex Manifattura tabacchi (con i suoi 51 mila metri quadrati di copertura \u00e8 tra le pi\u00f9 importanti testimonianze dell\u2019archeologia industriale salentina) a causa delle giuste resistenze degli organi amministrativo-politici di Lecce, il Paladini cambia direzione affermando che il polo didattico potrebbe essere costruito su un terreno di circa 10 ettari in territorio di Monteroni, a un passo dal campus Ecotekne dell\u2019Universit\u00e0 del Salento. Disporrebbe, secondo le previsioni, di una moschea ottagonale che, nell\u2019idea progettuale, richiama la sagoma di Castel del Monte. A Lecce, invece, si dovrebbe creare il rettorato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Intanto, giusto per fissare un paletto, il 27 febbraio viene costituita la Fondazione Universit\u00e0 Islamica (sede provvisoria in via Matteotti, a due passi da piazza Sant\u2019Oronzo) che dovr\u00e0 coordinare tutto il progetto!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il giudizio (negativo) pi\u00f9 forte rimane, al momento, quello del Sindaco di Lecce. Infatti Paolo Perrone, ancora una volta, ha manifestato il suo no decisivo scrivendo (su Facebook): \u00abLecce, crocevia di culture e di religioni e simbolo della multiculturalit\u00e0, \u00e8 da sempre un esempio per capacit\u00e0 di integrazione e inclusione. Lo dicono i fatti, lo dicono i numeri. In citt\u00e0 sono residenti poco meno di 6200 stranieri rappresentati da diverse etnie. Ma la possibile istituzione di una Universit\u00e0 islamica, pur in una terra di accoglienza e di dialogo, rappresenta un problema in questo complicato momento storico, in cui ci\u00f2 che accade in alcuni Paesi del Mediterraneo e del mondo arabo non aiuta la nostra sicurezza e la nostra serenit\u00e0. Ecco perch\u00e9 occorre massima trasparenza. L\u2019Universit\u00e0 rischia di diventare terreno fertile per chi \u02d7 sotto la bandiera del multiculturalismo e dell\u2019apertura alle diverse fedi religiose \u02d7 alimenta una cultura dell\u2019odio e dell\u2019intolleranza\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La nota pi\u00f9 stonata \u00e8 venuta proprio dalla ministra dell\u2019Istruzione Stefania Giannini, presente qualche giorno fa a Lecce per l\u2019inaugurazione del nuovo anno accademico dell\u2019Universit\u00e0 del Salento che quest\u2019anno festeggia i 60 anni dalla sua apertura. \u00abL\u2019idea dell\u2019ateneo islamico a Lecce \u02d7 ha detto la ministra \u02d7 va bene. Ne ho sentito parlare anche se non la conosco nei dettagli. Penso che l\u2019Italia possa e debba assumersi una responsabilit\u00e0 culturale e formativa propria di un paese ponte\u2026\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Assurdo! La signora ministra sale in cattedra dopo aver ammesso che non conosce i dettagli della questione. Allora doveva stare zitta. Bene ha replicato Severo Martini, assessore all\u2019urbanistica del Comune di Lecce: \u00abLa facesse nella sua citt\u00e0 l\u2019universit\u00e0. I leccesi hanno paura\u00bb. Per la cronaca anche i cittadini di Monteroni, in questi giorni, stanno manifestando la loro contrariet\u00e0 al progetto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A differenza di quanto ebbe ad affermare Karl Kraus (\u201cChi ha qualcosa da dire si faccia avanti e taccia\u201d) ritengo invece, per il comune destino che da millenni accomuna, nel bene e nel male, le popolazioni del Salento, che anche Brindisi e la sua Provincia (o quel che ne resta) debba pronunciarsi su questo importante argomento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per quanto mi riguarda ritengo che, vista la guerra di religione in atto (perch\u00e9 di questo si tratta, anche se ci si ostina a nascondersi dietro a un dito), sia opportuno accantonare temporaneamente il progetto dell\u2019Universit\u00e0 islamica in attesa di tempi migliori. Dove, per tempi migliori, s\u2019intende l\u2019affermazione di un paritetico rispetto dei principi che afferiscono alla tolleranza religiosa e alla multiculturalit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Guido Giampietro<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A che titolo \u02d7 tenuto conto che la testata che mi ospita \u00e8 di Brindisi, anzi di Brundisium\u2026 \u02d7 mi accingo a parlare di un\u2019Universit\u00e0 islamica in quel di Lecce? 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