{"id":38923,"date":"2015-04-02T11:38:14","date_gmt":"2015-04-02T09:38:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=38923"},"modified":"2015-04-07T18:08:58","modified_gmt":"2015-04-07T16:08:58","slug":"lettera-ad-una-immaginaria-professoressa-professore-del-liceo-classico-di-brindisi-di-a-serni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/lettera-ad-una-immaginaria-professoressa-professore-del-liceo-classico-di-brindisi-di-a-serni\/","title":{"rendered":"Lettera ad una immaginaria professoressa (professore) del Liceo Classico di Brindisi. Di A.Serni"},"content":{"rendered":"<p>Gentile professoressa\/professore,<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le scrivo in qualit\u00e0 di genitore di un Suo alunno e questa volta non per complimentarmi con la Sua scuola cos\u00ec come \u00e8 accaduto in occasione della cos\u00ec detta \u201cnotte bianca\u201d ma per il bizzarro motivo di raccontarLe un mio sogno.<br \/>\nMi dir\u00e0 che ascoltare i sogni altrui \u00e8 fatica impossibile ed \u00e8 vero: credo anch\u2019io che sopportare chi racconta le visioni stupefacenti di una notte popolata dalle proprie emozioni nelle quali si confondono esperienze, ricordi, timori e fobie personali sia impresa titanica ed eroica assieme, tanto \u00e8 vero che ci sono categorie di professionisti che per farlo si fanno pagare e profumatamente anche \u2026 ma non divaghiamo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il sogno che Le racconter\u00f2, si tranquillizzi, \u00e8 di quelli, per cos\u00ec dire, realistici: niente porte che si aprono sull\u2019abisso, niente forme antropomorfe, niente cambi repentini di luoghi reali deformati da sinapsi impazzite.<br \/>\nNel sogno della notte scorsa c\u2019era solo Lei ed una assemblea studentesca nutrita e variegata.<br \/>\nQuell\u2019assemblea studentesca aveva richiesto ed ottenuto che per tre giorni prima delle feste pasquali ed il giorno successivo a dette feste , le normali lezioni scolastiche fossero sostituite da una \u201csettimana dello studente\u201d con tanto di orari e programmi giornalieri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La richiesta, in sostanza, era (follia dei sogni) che per quattro giorni, all\u2019interno di un edificio scolastico pubblico, e negli orari destinati alle lezioni, una minoranza di studenti svolgesse tutt\u2019altro.<br \/>\nVaghi discorsi assembleari autogestiti sull\u2019ambiente e sulle variazioni climatiche avrebbero preso il posto della spiegazione e dell\u2019approfondimento sulle differenze culturali e sociali fra Sparta e Atene; fumose e politicamente orientate ricostruzioni della situazione in Ucraina avrebbero sostituito lo studio di Hermes che con la sola parola \u201cth\u00e8lghein\u201d trasforma la tradizione poetica classica; lo studio delle danze europee al posto dell\u2019eroico tentativo della docente di matematica di introdurre i polinomi, estemporanei approfondimenti sulla buona scuola invece che lo studio dell\u2019atomo e della molecola, e workshop (si, proprio workshop, come quelli della Fiera del Levante e di Vinitaly) sull\u2019expo milanese e sugli abusi in divisa al posto di fero-fers-tuli-latum-ferre e poi cineforum e street art sui muri della scuola avrebbero provvisoriamente sostituito lo studio di Platone, di Hobbes e di Heghel : una follia, un incubo!<br \/>\nLo so, gentile professoressa, lo so : sono cose bizzarre e strampalate ma i sogni, si sa, seguono follie imperscrutabili \u2026<br \/>\nInsomma il sogno, l\u2019avr\u00e0 gi\u00e0 capito, stava proprio per degenerare in incubo: in quella zona onirica nella quale i fatti si deformano e la realt\u00e0 viene violata dalla fantasia allo stesso tempo pi\u00f9 terribile e stravagante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il vero cuore dell\u2019incubo era naturalmente dato dal dubbio lacerante che Lei, gentile professoressa, avesse davvero accettato tutto questo.<br \/>\nNon so se a quel punto ho sudato copiosamente, se inconsapevolmente ho allarmato i miei familiari emettendo dei lamenti, se ho irrigidito gli arti o digrignato i denti cos\u00ec come gli esperti dicono che accada durante questo tipo di sogni \u2026 non lo so.<br \/>\nQuello che \u00e8 certo \u00e8 che, qualunque manifestazione io abbia avuto , se l\u2019ho avuta, \u00e8 durata davvero poco, anzi pochissimo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019aula, quella grande aula che sino a poco prima mi appariva tetra e lugubre, ridondante di sciocchezze sulla responsabilit\u00e0 condivisa fra alunni e professori, sulla apertura della scuola alla societ\u00e0, sulla scuola a misura di studente e di altre mille fesserie del genere, si \u00e8 improvvisamente illuminata di colori vividi e brillanti (potenza dei sogni), nel momento stesso in cui Lei, Professoressa, ha parlato.<br \/>\nA quel punto, gentile Professoressa, si \u00e8 materializzato l\u2019ossimoro del silenzio assordante &#8230; per quanto? non lo so &#8230; il tempo come lo conosciamo ed i sogni, si sa, non vanno mai d\u2019accordo &#8230;.<br \/>\nUna musica (forse Gnossienne 1 di Erik Satie ? ) si era sparsa per l\u2019aula immensa ed una sorta di calma serenit\u00e0 si stava impossessando di me per la certezza di essere sul punto di ascoltare esattamente tutto ci\u00f2 che attendevo di sentire da tempo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La scuola \u2013 ha detto (riporto i Suoi concetti che le parole esatte non le ricordo) &#8211; \u00e8 altro rispetto alla societ\u00e0; \u00e8 il regno della rielaborazione, della pazienza, della riflessione e del ricordo (ma mi sembra che la parola che Lei ha usato sia stata anamnesi, an\u00e0-mnesis) ; la scuola \u00e8 l\u2019accoglienza che le vecchie generazioni organizzano per le nuove generazioni trasmettendo loro tutto ci\u00f2 che si \u00e8 fatto prima del loro arrivo. La societ\u00e0 \u00e8 altra cosa : essa \u00e8 plasmata dalla fretta, dalla frenesia e dall\u2019azione. Per la scuola sarebbe un dramma ascoltare le sirene della societ\u00e0, assuefarsi ai suoi ritmi e praticare la stessa fretta. La scuola, ha aggiunto, non deve \u201ccomunicare\u201d con gli alunni ma \u201ctrasmettere\u201d qualcosa agli alunni e quel \u201cqualcosa\u201d \u00e8 il sapere; la scuola, ha concluso, non deve rincorrere le mutazioni sociali e politiche, i valori che cambiano, il clima sociale che si rinnova, le esigenze degli allievi che si adattano alla societ\u00e0 che cambia &#8230;<br \/>\nQuello che la scuola, sopratutto una scuola come il Liceo Classico, deve trasmettere \u00e8 la cultura scolastica classica : chi decide di insegnare in questo tipo di scuola ha per obiettivo quello di fornire la conoscenza, di creare gente \u201ccolta\u201d, di fornire gli strumenti perch\u00e8 ogni alunno stabilisca poi da solo \u201ccome\u201d dovr\u00e0 essere e non \u201cche lavoro dovr\u00e0 fare\u201d e chi decide liberamente di essere alunno in questa scuola sa che dovr\u00e0 affrontare un corso di studi gravoso, originale e, per certi versi, unico ed entusiasmante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gentile professoressa, a quel punto Lei ha taciuto; una piccolissima e sparuta pattuglia di vocianti Le ha impedito di continuare mentre la quasi totalit\u00e0 degli alunni era incantata dalle Sue parole.<br \/>\nEd \u00e8 stato proprio guardando quella moltitudine di ragazzi e ragazze che la seguivano attenti e finalmente liberati dalla retorica della contestazione tout court, che Lei ha cos\u00ec ritrovato la voglia di continuare.<br \/>\nNon ricordo esattamente tutto ci\u00f2 che ha detto; so che ha parlato di uguaglianza come valore sociale ma non scolastico; che ha spiegato come l\u2019alunno( il futuro) debba necessariamente porsi in una condizione \u201cminore\u201d rispetto al professore (il presente) e alla cultura cui fa riferimento (il passato).<br \/>\nRicordo che ha accennato al significato di \u201cgiudizio\u201d che deve necessariamente essere applicato al grado di volont\u00e0, di passione e di capacit\u00e0 dell\u2019alunno, e che una scuola senza giudizio \u00e8 una scuola morta senza pi\u00f9 alcun ruolo.<br \/>\nIl concetto da Lei espresso poi, sotto forma di consiglio, e cio\u00e8 che forse sarebbe pi\u00f9 proficuo impegnarsi per il dovere di avere doveri pi\u00f9 che per il diritto di avere diritti ha provocato una vera e propria ovazione da parte di tutti gli studenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La parte pi\u00f9 bella del sogno per\u00f2 \u00e8 arrivata verso la fine : gli alunni erano felici e ingentiliti dalle Sue parole ed un rinnovato clima di fiducia e di passione per lo studio classico si era impossessato di moltissimi fra loro \u2026 \u2026 \u2026 parole come responsabilit\u00e0, passione, seriet\u00e0, gioia, dovere, maturit\u00e0 e coerenza si erano reimpossessate dei loro cuori \u2026 \u2026<br \/>\nIo, gentile professoressa, non so come , ma ero l\u00ec e sapevo, come solo nei sogni si sa, che in quei momenti Lei ripensava alla pazienza ed alla forza che ogni giorno deve imporsi di ritrovare per svolgere pi\u00f9 che il Suo lavoro, la Sua missione di \u201cformatrice\u201d; alle piccole grandi umiliazioni cui \u00e8 sottoposta quotidianamente da una burocrazia cieca ed insensibile, all\u2019orgoglio che nonostante tutto e tutti Lei conserva nella consapevolezza di svolgere il \u201cpi\u00f9 prezioso dei lavori\u201d; al desiderio di porre fine ad una pazzia collettiva che, in nome del \u201cpoliticamente corretto\u201d sta uccidendo l\u2019ultimo baluardo di seriet\u00e0 e di responsabilit\u00e0 che ci rimane \u2026 \u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gentile professoressa, ho esagerato: mi sono dilungato troppo e credo che il mio editore me ne chieder\u00e0 conto.<br \/>\nLa smetto qui.<br \/>\nSappia soltanto che alle 6,15, inesorabile ed antipatica, la sveglia mattutina mi ha riportato alla realt\u00e0.<br \/>\nL\u2019amara constatazione, gentile Professoressa, \u00e8 stata quella di ricordare ancora una volta il monito di mia nonna che con accento leccese diceva a noi nipoti sognatori : no \u2018dda retta a suenni \u2026<br \/>\nInfatti la realt\u00e0 si \u00e8 manifestata lucidamente nei quattro giorni in cui qualche alunno ha tenuto in scacco l\u2019intera istituzione scolastica, nei quattro giorni di lezione persi da mio figlio, nella occasione mancata di imporre uno straccio di regola, nell\u2019amara accettazione da parte Sua di ammettere che un\u2019ora di Sua lezione vale, nella comune opinione, ne pi\u00f9 ne meno di un\u2019ora di giovanili fesserie farneticanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gentile Professoressa, tanti auguri.<br \/>\n<strong>Apunto Serni.<\/strong><br \/>\nps. la lettera era molto pi\u00f9 lunga ma &#8230; &#8230; &#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gentile professoressa\/professore, &nbsp; Le scrivo in qualit\u00e0 di genitore di un Suo alunno e questa volta non per complimentarmi con la Sua scuola cos\u00ec come \u00e8 accaduto in occasione della cos\u00ec detta \u201cnotte bianca\u201d ma per il bizzarro motivo di raccontarLe un mio sogno. Mi dir\u00e0 che ascoltare i sogni altrui \u00e8 fatica impossibile ed \u00e8 vero: credo anch\u2019io che sopportare chi racconta le visioni stupefacenti di una notte popolata dalle proprie emozioni nelle quali si confondono esperienze, ricordi, timori e fobie personali sia impresa titanica ed eroica assieme, tanto \u00e8 vero che ci sono categorie di professionisti che per farlo si fanno pagare e profumatamente anche \u2026 ma non divaghiamo. &nbsp; Il sogno che Le racconter\u00f2, si tranquillizzi, \u00e8 di quelli, per cos\u00ec dire, realistici: niente porte che si aprono sull\u2019abisso, niente forme antropomorfe, niente cambi repentini di luoghi reali deformati da sinapsi impazzite. Nel sogno della notte scorsa c\u2019era solo Lei ed una assemblea studentesca nutrita e variegata. 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