{"id":39831,"date":"2014-11-03T11:10:02","date_gmt":"2014-11-03T10:10:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=39831"},"modified":"2015-04-12T12:57:47","modified_gmt":"2015-04-12T10:57:47","slug":"lintelligenza-artificiale-e-le-rom-di-gibson","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/lintelligenza-artificiale-e-le-rom-di-gibson\/","title":{"rendered":"L&#8217;intelligenza artificiale e le ROM di Gibson"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">Il grande fascino di Neuromante \u00e8 dovuto al modo in cui viene caratterizzato il cyberspazio, una dimensione digitale parallela e complementare a quella reale, dotata di una propria popolazione \u201cindigena\u201d: intelligenze artificiali, ROM, antivirus (ICE) e hackers. La virtualit\u00e0 assume le sembianze di un mondo in continuo subbuglio, poich\u00e9 animato da forze che lo modificano attraverso le loro azioni, proprio come accade nella realt\u00e0, solo che i responsabili di tali mutamenti sono costituiti da bit.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Senza ombra di dubbio, le intelligenze artificiali sono le protagoniste digitali del romanzo: Invernomuto e Neuromante, il cui operato determina lo svolgimento della trama, segno di come il cyberspazio possa modificare la societ\u00e0 concreta.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Un esempio chiarificatore, in questo senso, \u00e8 il personaggio Armitage: l&#8217;ex militare, nonostante sia una persona in carne ed ossa, \u00e8 una creazione della IA Invernomuto, che ha \u201cplasmato\u201d la persona, i sentimenti e gli scopi dell&#8217;uomo, usando il suo corpo come semplice involucro, un \u201cpupazzo di carne\u201d; esemplare \u00e8 questo passo del romanzo: \u201cInvernomuto aveva costruito qualcosa chiamato Armitage dentro una fortezza catatonica chiamata Corto [la vera identit\u00e0 del militare], aveva convinto Corto che Armitage fosse il centro di tutto e Armitage aveva camminato, parlato, complottato, scambiato dati con somme di denaro, fungendo da facciata a Invernomuto.\u201d<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Se nel mondo reale le IA hanno bisogno di un \u201cmezzo\u201d attraverso cui poter interagire, \u00e8 ne cyberspazio, che queste entit\u00e0 dispiegano tutto il loro potenziale, divenendo simili a divinit\u00e0 cibernetiche. Quando Case \u00e8 nella rete, sia Neuromante che Invernomuto gli si palesano nelle pi\u00f9 svariate forme: la prima volta che il protagonista incontra Invernomuto, questi ha costruito per lui, una simulazione perfetta della citt\u00e0 di Chiba, talmente dettagliata, che l&#8217;hacker crede di essere nel mondo reale. L&#8217;IA nel suo ambiente naturale \u00e8 assimilabile ad un tecnodemiurgo, una divinit\u00e0 in grado di riprodurre il mondo nei suoi minimi particolari, o di riplasmarlo a proprio piacimento.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">La presunta onnipotenze delle intelligenze artificiali \u00e8 contenuta nel romanzo stesso, quando Neuromante spiega a Case, da dove deriva il suo nome: Neuro da nervi, i sentieri d&#8217;argento. Neu&#8230;romante. Negromante. Io evoco i morti. Ma no, amico mio [\u2026] Io sono i morti e la loro terra.<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a>\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">In questo passaggio Gibson traccia una linea continua fra lo stregone dell&#8217;occulto delle societ\u00e0 arcaiche, il negromante e la sua controparte postmoderna: &#8216;IA.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Illuminante e poi il dialogo che si svolge fra l&#8217;hacker e la matrice, frutto della fusione fra Neuromante ed Invernomuto, per poter capire il ruolo dell&#8217;IA all&#8217;interno di tutto il romanzo. E&#8217; nelle seguenti battute che si condensa la natura delle entit\u00e0 artificiali: \u201c Cosa sei?[&#8230;] Io sono la matrice ,Case [\u2026] E questo dove ti porta? -Da nessuna parte. Dappertutto. Sono la somma totale dei ruoli, insomma l&#8217;intero circo [\u2026] Allora, cos&#8217;\u00e8 cambiato? In che modo le cose sono diverse? Dirigi il mondo, adesso? Sei Dio? Le cose non sono diverse. Le cose sono cose. Ma cosa fai? Sei l\u00ec e basta [\u2026] Parlo alla mia specie. -Ma tu sei tutto, Cos&#8217;\u00e8, parti con te stesso? -Ce ne sono altri. Ne ho gi\u00e0 trovato uno [\u2026] -Da dove viene? -Dal sistema centauro\u201d.<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Nell&#8217;ultima parte del romanzo, Gibson sembra voler creare una sorta di pantheon digitale intergalattico, che nobiliti le IA, sottraendole al semplice status di creazioni umane, riscattando la loro autonomia.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Nell&#8217;economia generale della storia, il dialogo riportato, rappresenta un capovolgimento della prospettiva costruita nelle pagine precedenti, poich\u00e9 l&#8217;IA viene presentata come la creazione della defunta moglie del magnate di un&#8217;importante multinazionale. La figlia della donna infatti spiega: \u201c \u00e8 stata lei [la madre] a commissionare la costruzione delle nostre intelligenze artificiali. Era una gran visionaria, ci immaginava in relazione simbiotica con le IA, in cui le decisioni societarie erano prese dalle IA per nostro conto. Le nostre decisioni consapevoli, dovrei precisare. La Tessier-Ashpool sarebbe stata immortale, una mente collettiva, dove ciascuno di noi sarebbe diventato una singola unit\u00e0 di un&#8217;entit\u00e0 pi\u00f9 grande\u201d.<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel finale del romanzo per\u00f2 questo progetto simbiotico, viene scardinato dalla dichiarazione della matrice, le cui capacit\u00e0 sono di molto superiori a quelle dei suoi presunti creatori.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Un altra categoria di abitanti del cyberspazio sono le ROM o flatline, \u201ccio\u00e8 memorie inalterabili che possono solo essere lette e non modificate, che contengono le facolt\u00e0 cerebrali di un morto, le sue ossessioni, le sue reazioni istintive, [\u2026] Una specie di sistema per garantire l&#8217;immortalit\u00e0\u201d.<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\"><sup>5<\/sup><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">La ROM del romanzo si chiama Dixie ed \u00e8 il Virgilio elettronico Case, un ex hacker ucciso da un antivirus, che ha bruciato le sue connessioni nervose. La ROM \u00e8 la trasfigurazione letteraria del downloading di Moravec, la copia digitale di una personalit\u00e0 umana. Gibson tratta il problema della flatline in modo ambiguo: se da un lato esse sono immortali, \u00e8 per\u00f2 anche vero che, esse non sono pi\u00f9 in grado di provare emozioni. Come dice lo stesso Dixie: \u201cquello che mi d\u00e0 pi\u00f9 fastidio \u00e8 che niente mi da fastidio.\u201d<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote6sym\" name=\"sdfootnote6anc\"><sup>6<\/sup><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Lo scrittore tenta, in un certo modo, di privare l&#8217;esistenza artificiale della componente emotiva, in modo da riscattare la vita biologica, che altrimenti regredirebbe ad un semplice surrogato dell&#8217;idillo digitale. Un modo di smorzare l&#8217;entusiasmo dei tecnofili tecnognostici.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Intelligenza artificiale e ROM, sono due concetti che hanno immediatamente travalicato i confini letterari, divenendo temi di culto fra gli informatici e gli intellettuali tecnofili pi\u00f9 estremisti, soprattutto la sfida che consiste nella creazione di programmi senzienti, che possano emulare il pi\u00f9 fedelmente possibile le strutture cognitive umane.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Di seguito verranno presentate alcune teorie relative alle IA e alle problematiche ad esse annesse, con riferimenti anche a quanti credono realizzabile la ROM gibsoniana.<\/span><\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a>\u0002<span lang=\"en-US\"> William Gibson, Neuromante, tr. it. <\/span>Mondatori, Milano, 2003, p.194<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a>\u0002 Ibidem, p.243<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a>\u0002 Ibidem, p.265-266<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a>\u0002 Ibidem, p.228<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\">5<\/a>\u0002 Antonio Caronia, Domenico Gallo, Houdini e Faust. Breve storia del cyperpunk, Baldini&amp;Castoldi, Milano, 1997, p.134<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote6\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote6anc\" name=\"sdfootnote6sym\">6<\/a>\u0002<span lang=\"en-US\"> William Gibson, Neuromante, tr. it. <\/span>Mondatori, Milano, 2003, p.107<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>James Lamarina<\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il grande fascino di Neuromante \u00e8 dovuto al modo in cui viene caratterizzato il cyberspazio, una dimensione digitale parallela e complementare a quella reale, dotata di una propria popolazione \u201cindigena\u201d: intelligenze artificiali, ROM, antivirus (ICE) e hackers. La virtualit\u00e0 assume le sembianze di un mondo in continuo subbuglio, poich\u00e9 animato da forze che lo modificano attraverso le loro azioni, proprio come accade nella realt\u00e0, solo che i responsabili di tali mutamenti sono costituiti da bit. Senza ombra di dubbio, le intelligenze artificiali sono le protagoniste digitali del romanzo: Invernomuto e Neuromante, il cui operato determina lo svolgimento della trama, segno di come il cyberspazio possa modificare la societ\u00e0 concreta. Un esempio chiarificatore, in questo senso, \u00e8 il personaggio Armitage: l&#8217;ex militare, nonostante sia una persona in carne ed ossa, \u00e8 una creazione della IA Invernomuto, che ha \u201cplasmato\u201d la persona, i sentimenti e gli scopi dell&#8217;uomo, usando il suo corpo come semplice involucro, un \u201cpupazzo di carne\u201d; esemplare \u00e8 questo passo del romanzo: \u201cInvernomuto aveva costruito qualcosa chiamato Armitage dentro&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":39449,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[198,224],"tags":[],"class_list":["post-39831","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-2","category-libri"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39831","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39831"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39831\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39835,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39831\/revisions\/39835"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39449"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39831"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39831"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39831"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}