{"id":39832,"date":"2014-11-10T14:48:06","date_gmt":"2014-11-10T13:48:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=39832"},"modified":"2015-04-12T12:59:48","modified_gmt":"2015-04-12T10:59:48","slug":"le-intelligenze-artificiali-fra-mito-e-realta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/le-intelligenze-artificiali-fra-mito-e-realta\/","title":{"rendered":"Le intelligenze artificiali fra mito e realt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">Prima di trattare le varie teorie riguardanti l&#8217;intelligenza artificiale, bisogna precisare che, in questa branca della scienza, esiste una particolare categoria di studi, che ruotano attorno al concetto di \u201cintelligenza artificiale forte\u201d.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Formenti spiega come, per i sostenitori di questa teoria \u201c la mente cosciente non sarebbe altro che un analogo biologico dei programmi che girano sul computer.\u201d<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>Ci\u00f2 equivale a ridurre il cervello ad una semplice \u201cmacchina di carne\u201d, trasformando il problema della comprensione dei meccanismi cognitivi, in quello della loro semplice emulazione.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Tale aspetto \u00e8 il principale limite di questa epistemologia nervosa, poich\u00e9 una corretta riproduzione digitale di un processo cognitivo, \u00e8 impensabile senza la sua adeguata definizione. Il sogno degli scienziati attratti dall&#8217;idea dell&#8217;IA forte, assomiglia al tentativo di quanti vogliono correre ancor prima di saper camminare, poich\u00e9 eliminano del tutto la questione delle funzioni cerebrali, riducendo il tutto ad un banale \u201ccopia e incolla\u201d. Lo stesso Formenti puntualizza che :\u201dconfondere la capacit\u00e0 di simulare determinati fenomeni con la capacit\u00e0 di produrli realmente ( e quindi capirli) [\u2026] Significa commettere un&#8217;imperdonabile ingenuit\u00e0 epistemologica.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Secondo lo studio Giuseppe Longo, la convinzione di poter superare il pensiero dal suo supporto \u00e8 totalmente infondata e l&#8217;impossibilit\u00e0 di effettuare una tale operazione \u00e8 universalmente riconosciuta dalla comunit\u00e0 scientifica.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Uno dei pionieri degli studi sulle intelligenze artificiali \u00e8 stato Edward Fredkin, il quale ha iniziato il suo percorso di studi nel programma militare SAGE, per poi continuare il suo operato, da civile, presso il MIT.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Fredkin \u00e8 stata una figura molto particolare, era afflitto da fobie apocalittiche, che lo inducevano a credere ad una prossima fine del mondo, in previsione della quale si era convinto del fatto che \u201ci progressi veloci dell&#8217; IA [erano] la sola salvezza dell&#8217;umanit\u00e0, i soli mezzi attraverso cui l&#8217;intelligenza razionale potesse prevalere sui limiti e la pazzia umani.\u201d<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Lo studioso considerava il mondo un gigantesco computer e sulla base di questa speculazione si era posto l&#8217;obiettivo di creare un programma, da lui denominato \u201cl&#8217;algoritmo globale\u201d, con cui garantire la pace e la prosperit\u00e0. Fredkin ha fondato anche una disciplina interessata esclusivamente al raggiungimento di tale traguardo: la \u201cfisica digitale\u201d, per la quale il mondo \u00e8 una simulazione di Dio.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">E&#8217; facile notare come tutto il modello teorico dello scienziato sia caratterizzato da uno stretto legame con la religione; ci\u00f2 rafforza la tesi espressa da Noble nel suo <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>la religione della tecnologia<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, secondo cui la tecnica \u00e8 espressione del desiderio umano di ottenere la redenzione, il paradiso, l&#8217;immortalit\u00e0, riversando nella scienza pulsioni proprie dei culti religiosi. Nel postmodernismo le barriere che separavano tecnologia e religione sono crollate, per Noble questi percorsi sono ormai strettamente intrecciati, tanto da costituire un unico sentiero che conduce alla vita eterna. Un&#8217;immortalit\u00e0 digitale, in sintonia con quella religiosa, poich\u00e9 anch&#8217;essa privata del corpo, vissuta come pura astrazione nell&#8217;etere informazionale.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Sulla stessa scia di Fredkin si collocano altri tre scienziati: Newell, Simon e J.C. Shaw, i quali ambivano, come il loro precedessore, a sviluppare dei programmi in grado di simulare la mente umana. I loro studi portarono alla creazione del programma \u201cLogic Theorist progettato per provare automaticamente i teoremi derivati dai Principia Mathematica di Russell e Whiteghead.\u201d<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a>Gli studiosi erano accesi sostenitori della teoria dell&#8217;intelligenza artificiale forte, a dimostrazione di ci\u00f2, Newell e Simon hanno scritto che: \u201c il punto di vista fondamentale del nostro lavoro \u00e8 stato che il computer programmato e il processo di soluzioni umane sono entrambe specie che appartengono al genere del sistema di elaborazione dell&#8217;informazione [\u2026] L&#8217;ambiguit\u00e0 che ha tormentato la teoria dei pi\u00f9 alti processi mentali e altre parti della psicologia scompare quando i fenomeni sono descritti come programmi.\u201d<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Un&#8217;altra importante figura che ha animato i palcoscenici degli studi sull&#8217;IA, \u00e8 stato Minsky, rimasto celebre per i suoi continui attacchi all&#8217;anatomia umana e alle capacit\u00e0 dell&#8217;uomo in generale, \u201c le sue affermazioni mostravano un profondo disprezzo per la mera mortalit\u00e0 e un&#8217;impazienza nell&#8217;attesa di qualcosa di superiore.\u201d<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\"><sup>5<\/sup><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Minksy considera la mente una semplice macchina di carne e il corpo un fardello inutile, l&#8217;uomo \u00e8 dunque tenuto a sbarazzarsi di entrambi, poich\u00e9 ci\u00f2 che \u00e8 realmente importante \u00e8 la facolt\u00e0 cognitiva, paragonabile ad un semplice programma informatico. Lo studioso si \u00e8 improvvisato un novello Cartesio digitale, mostrando tendenze che potrebbero tranquillamente essere definite extropiane. Minsky ha anche coniato il termine \u201cagenti intelligenti\u201d, nel tentativo di spiegare il comportamento do una macchina capace di apprendere, pensare e decidere. \u201cIl modello si fonda su una rete composta da una miriade di \u201catomi di pensiero\u201d [virgolette originali], o monadi logiche, capaci di compiere operazioni computazionali estremamente semplici [\u2026] Presi singolarmente gli agenti possono combinare poco, ma la loro \u201cassemblea\u201d (che Minksy chiama la \u201csociet\u00e0 della mente\u201d) [virgolette originali] sarebbe dotata di facolt\u00e0 emergenti che trascendono la sommatoria delle capacit\u00e0 individuali delle monadi.\u201d<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote6sym\" name=\"sdfootnote6anc\"><sup>6<\/sup><\/a>. Ovvero una teoria secondo cui il tutto \u00e8 pi\u00f9 della somma delle singole parti.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Formenti nota come questa intuizione di Minsky, bench\u00e9 astratta, riassume il concetto su cui si fonda il filone della \u201ccomputazione evolutiva\u201d, impegnata nello sviluppo di programmi in cui IA indipendenti interagiscono nel tentativo di risolvere problemi derivanti dai cambiamenti ambientali, per individuare strategie di adattamento.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Un indirizzo di studi pi\u00f9 affine alle idee dello scienziato \u00e8 invece quello del \u201cconnessionismo\u201d, un&#8217;analisi scientifica delle capacit\u00e0 delle IA, romanzate da Gibson. L&#8217;obiettivo \u00e8 quello di valutare e comprendere il modo in cui IA indipendenti interagiscono, nella speranza di osservare la manifestazione di comportamenti umani, come l&#8217;apprendere o il pensare.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">L&#8217;approccio a cui si ricorre sia nel connessionismo che nella computazione evolutiva, \u00e8 quello del bottom-up: i ricercatori danno agli agenti comandi semplici, sperando che i comportamenti intelligenti \u201cemergano dalla massiccia applicazione parallela di queste semplici regole e dalla loro [degli elementi] interazione.\u201d<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote7sym\" name=\"sdfootnote7anc\"><sup>7<\/sup><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Esempio di applicazione bottom-up \u00e8 stato il progetto A-Life, ideato dallo scienziato Von Neumann, che \u201csviluppa la teoria dell&#8217;autoriproduzione cellulare degli automi\u201d<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote8sym\" name=\"sdfootnote8anc\"><sup>8<\/sup><\/a>, ovvero mirante ad analizzare se l&#8217;intelligenza artificiale pu\u00f2 riprodursi ed il modo in cui ci\u00f2 avviene. Lo scienziato per\u00f2 non \u00e8 mai riuscito ad ultimare il suo esperimento. Nel 1980 poi, la NASA si \u00e8 interessata a questa teoria ed ha avviato un nuovo programma A-Life con lo scopo di valutare la possibilit\u00e0 di \u201cprogettare macchine capaci di produrre, replicare, cresce, autoripararsi ed evolversi, macchine da utilizzare per la colonizzazione di altri pianeti.\u201d<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote9sym\" name=\"sdfootnote9anc\"><sup>9<\/sup><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">L&#8217;esperimento, nota Noble, era animato da profondi sentimenti religiosi, il gruppo di lavoro era convinto di stare creando una nuova forma di vita di silicio, l&#8217;infatuazione era tale da indurre gli scienziati s concepire le IA come \u201cnostra progenie in senso sia completamente letterale che materiale.\u201d<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote10sym\" name=\"sdfootnote10anc\"><sup>10<\/sup><\/a>Nuovi essere digitali che avrebbero regalato all&#8217;uomo l&#8217;immortalit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Uno dei pi\u00f9 accaniti sostenitori della vita artificiale \u00e8 stato J. Doyne Farmer, secondo le cui profezie, apparir\u00e0 una nuova classe di organismi artificiali \u201cnel senso che saranno in origine progettati dagli uomini [\u2026] Si riprodurranno e si evolveranno in qualcosa di diverso dalla loro forma iniziale. Saranno \u201cviventi\u201d [virgolette originali] sotto ogni ragionevole definizione della parola [\u2026] Il passo del cambiamento evoluzionistico sar\u00e0 di conseguenza estremamente rapido.\u201d<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote11sym\" name=\"sdfootnote11anc\"><sup>11<\/sup><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Nonostante progetti come A-Life abbiano abbandonato la pretesa di riprodurre perfettamente i meccanismi cognitivi umani, sconfessando la teoria del cervello come semplice \u201cmacchina di carne\u201d, l&#8217;approccio bottom-up rimane comunque saturo di slanci religiosi.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Come ha puntualizzato Formenti, lo scienziato impegnato nello studio delle IA, si \u00e8 spogliato degli abiti del demiurgo, per vestire quelli dell&#8217;alchimista, che risveglia \u201cl&#8217;anima \u201cvirtuale\u201d [ virgolette originali] che sonnecchia nella macchina.<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote12sym\" name=\"sdfootnote12anc\"><sup>12<\/sup><\/a> Ci\u00f2 che rimane immutata \u00e8 la tensione religiosa che pervade la corsa verso l&#8217;eldorado artificiale.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">L&#8217;onnipotenza di Neuromante ed Invernomuto \u00e8 il testimone evoluzionistico, che in A-Life, passa dall&#8217;uomo alla macchina. Se nel romanzo le IA alterano la realt\u00e0, nella scienza postmoderna, queste la colonizzeranno in un futuro prossimo, la bandiera dell&#8217;eternit\u00e0 sventola sia nella finzione letteraria che nei bollettini scientifici, saldando con ostinazione la scienza avanguardistica e redenzione religiosa. La realt\u00e0, lungo il sentiero che porta alla salvezza, ha di gran lunga superato la fantascienza, laddove Gibson si \u201climita\u201d a costruire divinit\u00e0 virtuali, A-Life, Friedkin, Farmer, Minsky si spingono molto oltre, dando per scontato l&#8217;avvento di una nuova alba di silicio, in cui gli esseri umani saranno definitivamente obsoleti.<\/span><\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a>\u0002 Carlo Formenti, Incantati dalla rete, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2000, p.113<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a>\u0002 David F. Noble, La religione della tecnologia, tr. it. Edizioni di Comunit\u00e0, Torino, 200, p.203<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a>\u0002<span lang=\"en-US\"> Ibidem, p.204<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a>\u0002<span lang=\"en-US\"> Ibidem, op. cit. p.204<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\">5<\/a>\u0002 Ibidem, p.205<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote6\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote6anc\" name=\"sdfootnote6sym\">6<\/a>\u0002 Carlo Formenti, Incantati dalla rete, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2000, p.135<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote7\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote7anc\" name=\"sdfootnote7sym\">7<\/a>\u0002 Ibidem, p.136<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote8\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote8anc\" name=\"sdfootnote8sym\">8<\/a>\u0002 David F. Noble, La religione della tecnologia, tr. it. Edizioni di Comunit\u00e0, Torino, 200, p.219<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote9\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote9anc\" name=\"sdfootnote9sym\">9<\/a>\u0002<span lang=\"en-US\"> Ibidem, p.219<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote10\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote10anc\" name=\"sdfootnote10sym\">10<\/a>\u0002<span lang=\"en-US\"> Ibidem, p.220<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote11\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote11anc\" name=\"sdfootnote11sym\">11<\/a>\u0002<span lang=\"en-US\"> Ibidem, op. cit. p.223<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote12\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote12anc\" name=\"sdfootnote12sym\">12<\/a>\u0002 Carlo Formenti, Incantati dalla rete, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2000, p.137<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>James Lamarina<\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima di trattare le varie teorie riguardanti l&#8217;intelligenza artificiale, bisogna precisare che, in questa branca della scienza, esiste una particolare categoria di studi, che ruotano attorno al concetto di \u201cintelligenza artificiale forte\u201d. Formenti spiega come, per i sostenitori di questa teoria \u201c la mente cosciente non sarebbe altro che un analogo biologico dei programmi che girano sul computer.\u201d1Ci\u00f2 equivale a ridurre il cervello ad una semplice \u201cmacchina di carne\u201d, trasformando il problema della comprensione dei meccanismi cognitivi, in quello della loro semplice emulazione. Tale aspetto \u00e8 il principale limite di questa epistemologia nervosa, poich\u00e9 una corretta riproduzione digitale di un processo cognitivo, \u00e8 impensabile senza la sua adeguata definizione. Il sogno degli scienziati attratti dall&#8217;idea dell&#8217;IA forte, assomiglia al tentativo di quanti vogliono correre ancor prima di saper camminare, poich\u00e9 eliminano del tutto la questione delle funzioni cerebrali, riducendo il tutto ad un banale \u201ccopia e incolla\u201d. Lo stesso Formenti puntualizza che :\u201dconfondere la capacit\u00e0 di simulare determinati fenomeni con la capacit\u00e0 di produrli realmente ( e quindi capirli) [\u2026]&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":39449,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[198,224],"tags":[],"class_list":["post-39832","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-2","category-libri"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39832","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39832"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39832\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39838,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39832\/revisions\/39838"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39449"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39832"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39832"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39832"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}