{"id":39837,"date":"2014-12-01T13:02:56","date_gmt":"2014-12-01T12:02:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=39837"},"modified":"2015-04-12T13:04:53","modified_gmt":"2015-04-12T11:04:53","slug":"le-provocazioni-tecnologiche-di-d-a-therrien","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/le-provocazioni-tecnologiche-di-d-a-therrien\/","title":{"rendered":"Le provocazioni tecnologiche di D.A. Therrien"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">Therrien \u00e8 un&#8217;artista che ha fatto del trinomio uomo-macchina-religione il tratto distintivo dei suoi spettacoli, aspetto saliente della sua filosofia \u00e8 credere che, \u201cin realt\u00e0 non c&#8217;\u00e8 nessuna differenza fra credere in pi\u00f9 dei e il credere in pi\u00f9 scienze o tecnologie.\u201d<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Therrien percepisce la tecnologia come forma di controllo, vedendo nel suo progredire l&#8217;inspessirsi delle sbarre di una gabbia, che arriver\u00e0 ad imprigionare l&#8217;uomo, sottomettendolo definitivamente alla macchina. La compagnia artistica da lui creata \u00e8 stata battezzata comfort\/control, un nome che riassume il pensiero di Therrien: la comodit\u00e0 garantita dalla tecnica \u00e8 una trappola che induce l&#8217;uomo a demandare ad essa numerose attivit\u00e0, il cui numero, col progresso scientifico, aumenter\u00e0 sempre pi\u00f9, sino a rendere l&#8217;umanit\u00e0 schiava.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Un esempio di come questo concetto venga espresso nelle performaces \u00e8 stato lo spettacolo Ritual Machines (macchine rituali) del 1990: \u201c di fronte alla bocca spalancata di una caverna [\u2026] Disegnata sul fondale, torreggiava l&#8217;indice, una croce meccanica alta tredici metri e pesante tre tonnellate che teneva prigionieri due uomini nella struttura simile ad una gabbia [\u2026] Alla base [la croce] Incorporabva un display alfanumerico con una griglia al neon da mezzo metro quadrato che era attraversata da parole pensate per spingere dei \u201cbottoni\u201d emotivi [ovvero] \u201cSANTIFICARE\u201d, \u201cDEIFICARE\u201d, \u201cELETTRIFICARE\u201d, \u201cCONTROLLARE\u201d, \u201cCONFORMARE\u201d, \u201cCONVERTIRE\u201d [virgolette e stampatello originali].\u201d<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">La tecnologia \u00e8 la nuova divinit\u00e0 postmoderna in cui l&#8217;uomo ripone tutte le sue speranze di una vita migliore, il prezzo da pagare per vedere soddisfatti i propri desideri \u00e8 &#8216;abdicazione del s\u00e9, consentendo alla macchina di prendere il sopravvento. Questo patto inconscio fra uomo e macchina, partorisce un nuovo essere: un cyborg privato della sua autonomia, che si trastulla nel comfort\/controllo fornito dalla tecnologia.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">La croce di Ritual Machines \u00e8 la metafora della religiosit\u00e0 di cui la macchina viene investita, un atto di sottomissione dell&#8217;uomo di fronte all&#8217;immenso potenziale della tecnica, che regala al soggetto nuove comodit\u00e0 a prezzo della libert\u00e0 ( la gabbia dentro la croce).<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">L&#8217;elettricit\u00e0 \u00e8 la nuova incarnazione di dio, dice Therrien, \u00e8 anch&#8217;essa una forza invisibile che anima il mondo in cui viviamo, proprio come il \u201csoffio vitale\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">L&#8217;artista pu\u00f2 essere considerato un tecnopagano atipico, poich\u00e9 la ritualit\u00e0 di cui ammanta la tecnologia, non \u00e8 un tentativo ermeneutico, come per i tecnopagani, ma un atto di denuncia contro la societ\u00e0 che rischia di venire distrutta, dalla sua stessa voglia di vedere nella tecnica uno strumento di salvezza.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Le idee di Therrien sono molto simili a quelle di David Noble, secondo il quale: \u201cl&#8217;attesa di una salvezza finale attraverso la tecnologia, quali che siano i costi umani e sociali, \u00e8 diventata l&#8217;ortodossia non rivelata [\u2026] Questa fede popolare [\u2026] Ispira un timorato rispetto verso i suoi esponenti e le sue promesse di liberazione [\u2026] Ironicamente, l&#8217;impresa tecnologica da cui siamo sempre pi\u00f9 dipendenti per la conservazione e l&#8217;estensione della nostra vita, rivela uno sguardo sdegnoso e di intolleranza verso la vita.\u201d<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">La tecnologia sembra essere un&#8217;immensa prigione d&#8217;acciaio e cavi elettrici, a forma di croce, dentro cui l&#8217;uomo rischia di rimanere intrappolato. Il cyborg di Therrien, dunque, a differenza di quello proposto da Sterlac, \u00e8 il sintomo di una societ\u00e0 alienata dalla sua voglia di comfort, la simbiosi con la tecnica non \u00e8 una possibilit\u00e0 evolutiva, ma una trappola per l&#8217;intera specie umana.<\/span><\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a>\u0002 Mark Dery, Velocit\u00e0 di fuga, tr. it. Feltrinelli, Milano, 1994, op. cit. p.189<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a>\u0002 Ibidem, p.192<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a>\u0002 David F. Noble, La religione della tecnologia, tr. it. Edizioni di Comunit\u00e0, Torino, 200, p.276-277<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>James Lamarina<\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Therrien \u00e8 un&#8217;artista che ha fatto del trinomio uomo-macchina-religione il tratto distintivo dei suoi spettacoli, aspetto saliente della sua filosofia \u00e8 credere che, \u201cin realt\u00e0 non c&#8217;\u00e8 nessuna differenza fra credere in pi\u00f9 dei e il credere in pi\u00f9 scienze o tecnologie.\u201d1 Therrien percepisce la tecnologia come forma di controllo, vedendo nel suo progredire l&#8217;inspessirsi delle sbarre di una gabbia, che arriver\u00e0 ad imprigionare l&#8217;uomo, sottomettendolo definitivamente alla macchina. La compagnia artistica da lui creata \u00e8 stata battezzata comfort\/control, un nome che riassume il pensiero di Therrien: la comodit\u00e0 garantita dalla tecnica \u00e8 una trappola che induce l&#8217;uomo a demandare ad essa numerose attivit\u00e0, il cui numero, col progresso scientifico, aumenter\u00e0 sempre pi\u00f9, sino a rendere l&#8217;umanit\u00e0 schiava. Un esempio di come questo concetto venga espresso nelle performaces \u00e8 stato lo spettacolo Ritual Machines (macchine rituali) del 1990: \u201c di fronte alla bocca spalancata di una caverna [\u2026] Disegnata sul fondale, torreggiava l&#8217;indice, una croce meccanica alta tredici metri e pesante tre tonnellate che teneva prigionieri due uomini nella struttura&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":39449,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[198,224],"tags":[],"class_list":["post-39837","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-2","category-libri"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39837","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39837"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39837\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39841,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39837\/revisions\/39841"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39449"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39837"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39837"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39837"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}